25 numeri per più di 25 lettori

Autore di Maria Panetta

È tempo di bilanci: come ben sa chi ci segue dal 2015, «Diacritica» ha al proprio attivo, con questo numero, ben 25 uscite.
Sono stati quattro anni molto intensi: di certo, faticosi e laboriosi, ma ci hanno regalato anche più di una soddisfazione.

Con gioia constatiamo che «Diacritica» è, ormai, piuttosto conosciuta, sia al livello accademico sia tra i lettori per passione, e gode di una buona reputazione, tant’è che le richieste di collaborazione – provenienti anche dall’estero – sono in crescente aumento.

Il nostro Comitato Scientifico si è ulteriormente ampliato e comprende, ormai, diverse personalità del mondo universitario ma anche di alcune prestigiose istituzioni culturali italiane. Riteniamo che ciò sia di rilevante importanza per far sì che la letteratura, la filologia, la critica letteraria, la storia dell’editoria, la teoria della traduzione etc. non restino appannaggio solo degli specialisti, ma possano dare vita a progetti trasversali che implichino il coinvolgimento e la partecipazione di diversi enti e istituzioni-chiave per la vita sociale del nostro Paese.

«Diacritica» è indicizzata su Italinemo, il portale più noto delle riviste di italianistica, e partecipa, ormai, da tempo alle iniziative del CRIC (Coordinamento Riviste Italiane di Cultura); è stata coinvolta nel “Maggio dei libri” e, nel dicembre scorso, nella Fiera romana dell’editoria “Più libri più liberi”.

Da un anno, viene pubblicata da una nuova realtà editoriale, Diacritica Edizioni, che solo nel 2018 ha prodotto 7 libri open access e vanta attualmente 8 pubblicazioni scaricabili gratuitamente online (alla URL http://diacritica.it/diacritica-edizioni).

Siamo fieri e orgogliosi della nostra indipendenza, e ben lieti di sostenere il “mercato” delle pubblicazioni open access, che a nostro avviso è, e deve essere, il futuro delle pubblicazioni scientifiche.

A «Diacritica» collaborano, ormai, professori universitari, studiosi affermati, nomi noti della critica letteraria, romanzieri, poeti apprezzati e giovani speranze della ricerca italiana; ma la rivista è divenuta anche una fucina di formazione per aspiranti recensori, laureandi promettenti e brillanti laureati. Sulle pagine di «Diacritica» convivono e dialogano, oggi, proficuamente più generazioni di studiosi: di questo risultato siamo particolarmente lieti, perché è dal confronto e dallo scambio tra Maestri e Allievi che, a nostro avviso, scaturisce la linfa più vitale per la ricerca e il progresso degli studi.

Per il 2019 abbiamo in cantiere diversi nuovi progetti e in preparazione altre pubblicazioni: alcune “chiamate alle armi” sono già presenti sulla nostra pagina “Call for Paper”.

Il numero di febbraio, come ogni anno, è dedicato a Benedetto Croce: pur nell’entusiasmo per l’alacre attività della rivista, non possiamo, in relazione a questo specifico fascicolo, non introdurre una nota malinconica che riguarda la recente scomparsa di uno degli studiosi più significativi dell’opera crociana, il filosofo Paolo Bonetti, purtroppo venuto a mancare il 28 gennaio scorso1.

Com’è noto, dopo l’esordio sul «Mondo» pannunziano, Bonetti ha collaborato a varie riviste storiche quali «Critica liberale» e «Italia laica». Nel corso della sua lunga e febbrile attività di studioso e docente, ha insegnato Filosofia morale all’Università di Cassino e Bioetica in quella di Urbino; i suoi studi sul liberalismo di sinistra, da Gobetti a Bobbio, e su Croce restano imprescindibili, ma i suoi interessi spaziavano dalla filosofia politica a quella morale, dalla storia alla storia delle idee.

A noi che abbiamo avuto il privilegio di frequentarlo, seppur per breve tempo, resta il ricordo indelebile di una personalità forte e carismatica, di un uomo libero da pregiudizi e condizionamenti. Le sue numerose opere, dall’ancora imprescindibile Introduzione a Croce (Roma-Bari, Laterza, 1984) al recente Presenza di Croce (Fano, Aras edizioni, 2018), per fortuna, restano; e recano e recheranno sempre testimonianza della sua onestà intellettuale e della sua lucidità, che trovava compiuta espressione in una pregevolissima prosa, limpida e cristallina.

Per commemorarlo, Paolo D’Angelo e Rosalia Peluso stanno già organizzando una fitta Giornata di studi che avrà luogo all’Università di Roma Tre nel mese di maggio e coinvolgerà vari studiosi e amici stretti.
In attesa di quell’importante occasione di incontro, «Diacritica» oggi gli rende omaggio, dedicando alla sua memoria questo venticinquesimo numero, incentrato su uno – forse, il più importante ˗ dei Suoi autori.

(fasc. 25, 25 febbraio 2019)

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