Bandiere blu per tutelare meglio il territorio e i viventi

Autore di Domenico Panetta

La Bandiera blu, che ogni anno premia i comuni più virtuosi, non ha mancato anche nell’ultima edizione di generare delle polemiche fra quanti hanno partecipato alla gara, specie se perdenti. Aggiudicarsi l’ambito vessillo, assegnato a quei comuni che sono riusciti a dimostrarsi eccellenti, è importante per i riflessi positivi che possono derivare dalla conquista della bandiera sul piano dell’immagine e dalla promozione turistica e del territorio e per una serie di altre ricadute positive che non possono sfuggire agli osservatori e a quanti si dimostrano attenti alle tematiche ambientalistiche e pomozionali.

In uno studio pubblicato recentemente sul «Sole 24ore» e scaturito da dati forniti da Legambiente per il 2016, nella XXX edizione del premio attribuito dalla Fondation for Environment Education (FEE), che tiene conto soprattutto della qualità delle acque di balneazione, ma anche del turismo sostenibile, sono ben 152 i comuni rivieraschi italiani (cinque in più di quelli che hanno ricevuto il riconoscimento nel 2015) che si sono dimostrati eccellenti, oltre che per la qualità delle acque, anche per la gestione dei rifiuti, per i servizi forniti ai bagnanti, per l’accessibilità alle spiagge, per i collegamenti con aree vicine e per una serie di altri indicatori capaci di attestare la qualità di alcune località, richiamando, così, l’attenzione dei potenziali visitatori. A dire il vero, non appare sempre evidente la piena comparabilità fra i dati forniti dalle diverse località e questo potrebbe generare incertezze e suscitare dubbi sull’autorevolezza di tutte le fonti d’informazione. Tali dubbi vanno eliminati per assicurare il turismo balneare, nelle innumerevoli forme in cui si sa esprimere, e nuove certezze per il futuro, e per rendere sempre più attendibili i dati divulgati e i servizi promessi.

Quest’anno le bandiere blu sono state assegnate a numerosi paesi anche extraeuropei, suscitando forme nuove di competizione, attirando l’interesse per la manifestazione e accrescendo i fatturati delle aziende operanti nel settore.

Come accennato, a premiare i più meritevoli è intervenuta la classifica stilata dalla FEE: oltre alle sette perle del litorale pontino, per quanto riguarda l’Italia, sono state premiate, tra le altre, Anzio, la reggina Roccella Jonica nella Locride, Praia a Mare, Trebisacce, Cirò Marina, Melissa; Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, le località dell’Argentario; Gardone Riviera; Comacchio, Cesenatico; Fano, Fermo; Grottammare e San Benedetto del Tronto; Silvi, Vasto, Termoli; Positano, Agropoli; Maratea; Polignano a Mare, Fasano, Ostuni, Otranto, Castro; Ragusa; Palau, La Maddalena, Sassari, Oristano e innumerevoli altre mete turistiche disseminate nel Mediterraneo e salite all’attenzione della cronaca e della notorietà balneare anche per i risultati positivi ottenuti in precedenti edizioni del premio.

Vanno, ormai, ipotizzati obiettivi sempre più ambiziosi. Prestare la dovuta attenzione alla manifestazione risulta sempre più importante, anche per i conseguenti riflessi di tutela ambientale e di promozione del territorio. In questo contesto, per ambiente deve intendersi il complesso delle condizioni sociali, culturali e morali che possono venire stimolate dalle gare di partecipazione.

Ogni organismo è adatto a vivere in un determinato ambiente, pur presentando una maggiore o minore adattabilità alle variazioni delle condizioni ambientali. Quanto più appare ampia l’adattabilità degli organismi viventi alla variazione delle condizioni ambientali tanto più gli stessi saranno in grado di resistere al mutare di queste condizioni e di sopravvivere anche ai possibili peggioramenti di tali condizioni.

Il complesso dei vari ambienti nei quali si svolge la vita degli esseri viventi costituisce, com’è noto, la biosfera. Vigilare affinché siano conservate le condizioni indispensabili alla vita animale e vegetale significa, certo, molto di più che superare una selezione e meritarsi una bandiera blu; vuol dire aver contribuito a quel rispetto ambientale che richiede, sempre più, che vengano rivisitati, modificati e, se necessario, corretti comportamenti e stili di vita che, alla luce del nuovo che avanza, non appaiono più sostenibili e utili.

La società contadina e industriale e le consuetudini ad essa collegate si vanno allontanando, ma al loro posto non s’intravedono stili di vita nuovi pienamente sostenibili. Accorgersi di tali cambiamenti è indispensabile per creare condizioni e strumenti per fronteggiare il nuovo, ma anche per acquistare la consapevolezza che è in corso un ripensamento generazionale fortemente innovativo che richiede profondi interventi anche in termini culturali e strutturali: quindi, della politica. Ben vengano, dunque, le bandiere blu, sempre che allo sforzo di conquistarne un numero sempre maggiore corrisponda una convincente politica di promozione ambientale.

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