«Locomotiv»: il treno che hai perso ma che trovi all’interno della tua tasca

Autore di Carlotta Coluzzi

Il sette ottobre del 1958, i passeggeri che sostano sulla banchina della stazione ferroviaria di Giulianello vedono chiudere le porte dell’antico casello del paese. In quel martedì, la tratta Velletri-Priverno viene soppressa e i viaggiatori invitati a salire a bordo della nuova linea Roma-Napoli. Mentre i passeggeri percorrono chilometri su treni veloci per raggiungere la città, a Giulianello, piccolo paese in provincia di Latina, viene cancellata la presenza di binari, rotaie e passaggi a livello. Solo l’imponente casa cantoniera resta a testimoniare la corsa di un treno che si allontana dai ricordi.

Con il trascorrere del tempo, il casello intraprende nuove avventure. Ospita uffici, ambulatori medici, per poi tornare a essere dimenticato, tra la polvere e l’indifferenza dei passanti. Fino al 2012, anno in cui un’associazione culturale, La Stazione, attiva sul territorio già da tre anni, decide di dare una nuova vita allo stabile, di farne la propria sede. Le pareti dell’antica casa cantoniera si tingono di colori vivaci. L’interno della struttura si riempie di seimila storie, quelle dei libri donati dai cittadini del paese. La vecchia stazione ferroviaria diventa un nuovo punto di partenza: a Giulianello nasce la Sala Lettura Gianluca Canale.

È qui che l’associazione La Stazione lancia l’idea di realizzare una rivista, «Locomotiv», che riporta il treno dove, nel 1958, avevano deciso che non serviva più. Inizia il viaggio di un treno leggero, di carta e d’inchiostro, nato in grembo alla fantasia.

«Locomotiv» è una posterzine, una rivista poster mensile, tematica e a distribuzione gratuita. È regolarmente registrata presso il tribunale di Latina e ha una tiratura di mille copie. È un pieghevole che si presenta timidamente. Racchiuso in se stesso, invita il lettore non a sfogliarlo ma a liberarlo dalle pieghe che nascondono i suoi contenuti. Completamente esteso, «Locomotiv» è un foglio A3 che, da un lato, rivela una fotografia che interpreta il tema del mese; dall’altro, le storie che percorrono binari immaginari. Accanto ai testi, una polaroid offre la vista dal finestrino.

«Locomotiv» è un’ipotenusa che unisce due cateti: le immagini e le parole. È l’ombrello che, quando occorre, ripara. È il parasole nelle giornate accecanti. È il ventaglio e l’ombra. «Locomotiv» è il treno che hai perso ma che trovi all’interno della tua tasca.

Presentiamo delle brevi interviste alle responsabili del progetto editoriale.

Intervista ad Anastasia Latini – Direttore responsabile

Come è nato il progetto «Locomotiv»?

«Locomotiv» nasce nel 2016 come laboratorio di scrittura tra i membri dell’associazione La Stazione. Quando abbiamo iniziato a lavorare a questo progetto, eravamo una decina e ci incontravamo una volta alla settimana. Dopo aver scelto il tema su cui scrivere, ci davamo un nuovo appuntamento per leggere ad alta voce gli elaborati, per avere dei consigli su come migliorare i testi o la punteggiatura incerta. Si trattava di un editing collettivo.

Di uno stesso tema c’erano almeno dieci interpretazioni, tante quante le personalità del gruppo. Ognuno di noi era in grado di vedere in un’unica parola un significato e un contesto diversi rispetto agli altri. Questo è stato un grande punto di forza del progetto. In più, quando abbiamo iniziato a distribuire «Locomotiv», c’è stato fin da subito un riscontro positivo dall’esterno. I collaboratori si sono affezionati al progetto e noi a loro.

Come si può collaborare con «Locomotiv»?

Tutti possono collaborare. Si può inviare, all’indirizzo email redazione.locomotiv@gmail.com, un testo, in prosa o poesia, di massimo 2000 battute o una foto, in bianco e nero o a colori, a 300 dpi per garantire una stampa di qualità dell’immagine. Oppure si può contribuire caricando una polaroid sul sito http://www.polaroiders.it.

Quanti contributi ricevete al mese e quali sono i vostri principali punti di distribuzione?

I contributi, sia scritti sia fotografici, sono aumentati nel tempo. È stata una crescita graduale. Oggi riceviamo in media circa quaranta contributi al mese, anche se dipende dal tema che gli scrittori e i fotografi si trovano a interpretare.

Molti scrittori, sia a livello amatoriale sia di professione, si misurano con la difficoltà di scrivere un racconto di sole duemila battute. Infatti, la rivista cartacea può ospitare solo sei testi al mese. Il resto degli articoli e delle foto viene pubblicato sul nostro sito: www.asslastazione.it.

Per quanto riguarda i punti di distribuzione, abbiamo iniziato consegnando di persona «Locomotiv» presso le biblioteche e le librerie dei paesi vicini a Giulianello. Pian piano ci siamo allontanati dalla base. Ora «Locomotiv» è tutti i mesi in diverse librerie di Roma. È a Prato, a Modena e a Catania.

I contributi giungono da diverse città d’Italia e la redazione invia ogni nuovo numero per posta a tutti coloro che hanno partecipato a realizzare il progetto o semplicemente a chi vuole avere tra le mani il cartaceo.

Intervista a Sofia Bucci – Fotografa, grafica, social media manager

I collaboratori come vengono a conoscenza del tema del mese?

Il tema del mese viene comunicato su tutti i nostri canali social, Facebook, Instagram e Twitter. Il primo passo, però, è attraverso una newsletter, per tutti coloro che sono iscritti alla mailing list. Una mail privata, come se fosse una lettera, il promemoria lasciato sul frigorifero.

Perché avete scelto questo formato e perché tornare al cartaceo nell’era del digitale?

«Locomotiv» nasce come posterzine, ovvero una rivista poster, ed è un pieghevole e non uno sfogliabile; è richiudibile e tascabile, facile da poter trasportare e avere con sé, soprattutto durante un viaggio, magari in treno. Senza alcuna rilegatura, «Locomotiv» richiama gli origami giapponesi. Distesa, diventa un vero e proprio poster da poter appendere. L’esigenza di essere cartacea è dettata dall’urgenza della “matericità”. La fotografia, sin dal principio, nasce su supporti rigidi e materici come la pellicola e le emulsioni, così come i testi impressi a caratteri mobili. Non possiamo dimenticarci delle origini, di toccare e prendere, non siamo una massa di pixel e cuoricini.

Com’è nata la collaborazione con Polaroiders Italia?

Polaroiders Italia è il network italiano più importante dei polaroiders, ovvero coloro che scattano con il Polaroid, al quale sono iscritta da diversi anni. Ho vinto la passata edizione di Iso600 – Festival della Fotografia Istantanea (2017), ideato e realizzato proprio da Polaroiders Italia. Un giorno, presentai il tema del mese di «Locomotiv» al direttore artistico del festival, Alan Marcheselli. A settembre del 2017, ci inviò una propria foto che divenne la copertina; a ottobre mi chiese esplicitamente di far parte di «Locomotiv» con tutta la squadra Polaroiders. Ogni mese, attraverso il loro sito, viene selezionata la Polaroid, più attinente al tema scelto, che andrà sul cartaceo. La collaborazione è in continua crescita e «Locomotiv» è divenuto media partner ufficiale di Iso600: il numero di luglio/agosto sarà interamente dedicato al tema Istante, grazie a questa partnership.

Intervista a Veronica della Vecchia – Redattrice e correttrice di bozze

Come si svolge il lavoro redazionale?

Rispetto a quando abbiamo iniziato, il lavoro redazionale è cambiato radicalmente: perché è cambiato «Locomotiv» e perché è cambiata la redazione. Oggi chi scrive non è più, o almeno non solo, chi fa parte della Stazione ma ci arrivano contributi da tutta Italia: «Locomotiv» è diventato un contenitore di storie, un treno che ogni mese cambia e si rinnova. Noi della redazione leggiamo e valutiamo tutti i contributi che ci arrivano e scegliamo quelli più adatti al cartaceo, guidati soprattutto dalla volontà di offrire letture il più possibile diverse tra loro. Gli articoli che non sono pubblicati nel cartaceo trovano posto sul nostro sito, nella versione online di «Locomotiv» (http://www.asslastazione.it/locomotiv1/). C’è da dire che i contenuti che ci arrivano sono molto spesso di ottima qualità e accade raramente di dover intervenire per correggere le famose “bozze”. Una volta scelti i testi, la nostra grafica, Sofia Bucci, si occupa di impaginare il cartaceo, non prima di aver valutato i contributi fotografici e di aver, quindi, scelto la foto del mese. Siamo una redazione “minimal”: siamo in tre e tutte donne, forse la nostra forza sta proprio in questo.

Quali sono i futuri progetti di «Locomotiv»?

Abbiamo in cantiere un progetto che vedrà presto la luce e che abbiamo chiamato Passaggio a livello: si tratta di un format che propone un video con l’interpretazione da parte di un artista di una canzone che si lega al tema del mese e un secondo video con la lettura di un brano scelto dall’artista, anche questo a interpretazione del tema mensile. Abbiamo deciso di fondere le parole con la musica, con la voce e con il talento degli artisti che decideranno di salire sui nostri vagoni: crediamo fermamente nella necessità di mescolarsi e contaminarsi, ci piacciono gli incroci dei binari paralleli.