Benedetto Croce e la dialettica

Autore di Ernesto Paolozzi

Universale-particolare, essere-non essere, tutto-parte, oggetto-soggetto, razionale-irrazionale, Stato-individuo. Ecco una serie di opposizioni che travagliano da sempre il pensiero degli uomini e che, per certi aspetti, sembrano irrisolvibili.

Se un concetto è universale, ad esempio quello di bellezza, come può una singola opera d’arte, transeunte, distruttibile, essere bella, esaurire in sé il concetto di bellezza? Se quella individuale opera non viene più ritenuta bella, significa, forse, che non si adegua a un concetto astratto e universale di bellezza? E cosa sarebbe, in concreto, un tale concetto? Una pura definizione da vocabolario? Continua a leggere Benedetto Croce e la dialettica

Croce antologizza se stesso: i saggi di critica e storia letteraria

Autore di Maria Panetta

Colloquio col Mattioli circa l’Istituto storico, e circa una scelta che egli vorrebbe pubblicare di miei scritti, un sorta di Antologia generale, per una intrapresa editoriale della quale è a capo. Finora a ciò mi sono sempre rifiutato e così ho fatto anche questa volta. La scelta, di necessità, dovrei farla io o, che è lo stesso, controllarla e approvarla io: e ciò mi ripugna, anche perché tutto ciò che ho scritto si concatena e l’ho scritto non per capriccio. Simili scempii si debbono fare da estranei, sulla loro responsabilità, quando l’autore non è più al mondo. Ma, in ultimo, un pensiero conciliante mi è venuto. Vedere se posso io far l’indice di un volume che possa rendere buon servigio. Ho detto al Mattioli che avrei studiato la cosa nei giorni che mi tratterrò a Pollone in villeggiatura1.

Filosofia, Poesia, Storia2 può essere considerato il testamento spirituale di Croce: l’antologia Ricciardi che il Croce ultraottantenne allestì dei propri opera omnia può essere letta, infatti, come l’ennesima curatela condotta dal Croce editor ˗ quella, forse, più difficile, quella più delicata ˗ e insieme come una ponderata selezione di testi che rappresentano l’ultima volontà autoriale. Continua a leggere Croce antologizza se stesso: i saggi di critica e storia letteraria

  1. B. Croce, Taccuini di lavoro, VI, 1946-1949, Napoli, Arte Tipografica, 1987, p. 270, 9 luglio 1949.
  2. B. Croce, Filosofia, Poesia, Storia, Milano, Ricciardi, 1951.

La valigia di Nelida Milani

Autore di Maria Panetta

Nelida Milani (Kruljac), classe 1939, è originaria di Pola, in Croazia.

Laureatasi all’Università di Zagabria presso la Facoltà di Lettere, dopo aver insegnato italiano e francese al liceo croato di Pola ed essersi specializzata in sociolinguistica, nel 1979 ha ottenuto la cattedra di Linguistica generale e Semantica presso la Facoltà di Pedagogia dell’Ateneo di Pola stessa1. Ha scritto per vari periodici, tra cui il quotidiano «La Voce del Popolo» e il quindicinale «Panorama» di Fiume, ed è stata redattrice per anni della rivista trimestrale di cultura «La Battana»2. Continua a leggere La valigia di Nelida Milani

  1. Ho avuto modo di discorrerne a Trieste, al Convegno internazionale Vele d’autore nell’Adriatico orientale. La navigazione a vela fra Grado e Dulcigno nella letteratura italiana, che si è tenuto dal 5 al 6 ottobre 2017 (cfr. la URL: http://www.irci.it/irci/index.php) e i cui Atti sono in corso di stampa.
  2. Cfr. la URL: http://www.editfiume.info/lavoce/la-battana.

La “ragazza di nome” Milena Milani: visioni di città e temi “altri”, fra poesia e prosa (1944-1964)

Autore di Alessandra Trevisan

Io mi sento a volte
una pietra legata alla corda,
oscillo; come fionda mi tendo.

Ho pura di colpire con il mio cuore.

(La ragazza di fronte, 1953)

Milena Milani è stata una pluri-artista del proprio tempo, capace di muoversi senza condizionamenti tra scrittura, arte contemporanea, organizzazione di eventi, editoria, politica e il moderno influencing. Riportarla oggi all’attenzione e alla lettura – seppure in modo parziale – è un’operazione che può essere resa possibile dalla scelta di alcuni suoi testi, affrontando parallelamente la biografia legata a essi. Continua a leggere La “ragazza di nome” Milena Milani: visioni di città e temi “altri”, fra poesia e prosa (1944-1964)

Storie emblematiche d’alterità. Le prose e i versi di Maria Attanasio

Autore di Dario Stazzone

L’ultima edizione del premio Brancati di Zafferana ha premiato la scrittrice calatina Maria Attanasio, autrice di romanzi, racconti, raccolte poetiche, scritti saggistici e di un libro fotografico illustrato dagli scatti di Giuseppe Leone, un raffinato iconotesto1 il cui sottotitolo rivela una chiara ispirazione sciasciana: Il divino e il meraviglioso. Feste religiose di Sicilia2. Continua a leggere Storie emblematiche d’alterità. Le prose e i versi di Maria Attanasio

  1. Per un proposta di studio e categorizzazione di quella particolare forma iconotestuale che è il fototesto, cfr. Fototesti. Letteratura e cultura visuale, a cura di M. Cometa e R. Coglitore, Quodlibet, Macerata 2016.
  2. M. Attanasio, Il divino e il meraviglioso. Feste religiose in Sicilia, Bruno Leopardi Editore, Palermo 2000.

Intervista a Elvira Seminara

Autore di Maria Panetta

Elvira Seminara, eclettica scrittrice e pop artist, è nata a Catania. Ha esordito nel 2008 con il romanzo L’indecenza (edito da Mondadori), messo in scena al Teatro Stabile di Catania nel 2015, con la sceneggiatura di Rosario Castelli e la regia di Gianpiero Borgia. Per Nottetempo ha, poi, pubblicato nel 2011 la dark comedy Scusate la polvere (con successivo allestimento al Teatro stabile nel 2014, sulla sceneggiatura di Rita Verdirame) e nel 2013 il noir metafisico La penultima fine del mondo. L’ultima sua opera, Atlante degli abiti smessi (Einaudi 2015), omaggio alla scrittura potenziale teorizzata e praticata da Calvino e Perec, è un romanzo in forma di inventario e insieme un manifesto della sua sperimentazione letteraria, di una scrittura ibridata che mescola canoni e generi, fatta di manipolazioni, riusi e neologismi, mix di lingua alta e bassa, contaminazioni di linguaggi. Continua a leggere Intervista a Elvira Seminara

La scuola della paura e l’atto della percezione nei romanzi di Herta Müller

Autore di Sebastiano Triulzi

I romanzi di Herta Müller si configurano perlopiù come il racconto di un trauma, preesistente o in divenire, che monta pagina dopo pagina in un modo insieme esemplare e straniante, affinché sembri ossessivamente duraturo il suo effetto nel tempo. Continua a leggere La scuola della paura e l’atto della percezione nei romanzi di Herta Müller

Scrivere l’assenza: il nichilismo gentile di Fleur Jaeggy

Autore di Salvatore Presti

Beeklam: Chiudi le porte.
Victor: Le porte sono doppie e chiuse.
Beeklam: E cos’è quella luce che filtra
continuamente?
Victor: Sono le crepe.
Beeklam: Ebbene, spegnile1.

Übersprung è la parola tedesca che indica l’attenzione distratta e viene usata dagli etologi per descrivere il comportamento del gatto, di ogni gatto immediatamente prima dell’uccisione di una preda. Un allontanamento dall’oggetto che è al tempo stesso attesa indifferente e caricamento: la preda è già morta, ma ancora non lo sa. La sua condizione, propria di chi è afferrato, può essere espressa da un’altra parola opportunamente rilevata da Elias Canetti nel suo fondamentale Massa e potere che indica questo aspetto del rapporto tra predatore e preda: Ergriffenheit che significa, per estensione, ‘commozione': «Essa esprime la condizione di chi è pienamente afferrato e bloccato da una forza sulla quale non si ha alcuna influenza»2. Continua a leggere Scrivere l’assenza: il nichilismo gentile di Fleur Jaeggy

  1. F. Jaeggy, Le statue d’acqua, Adelphi, Milano 2015 (1980), p. 18.
  2. Cfr. E. Canetti, Masse und Macht, Claassen, Hamburg 1960 (ed. it. Massa e potere, trad. it. di Furio Jesi, Adelphi, Milano 2002, p. 247. È l’edizione da cui cito).

Nota per l’esposizione

Autore di Giuseppe Garrera

 

A volte scrivo la sceneggiatura senza sapere chi sarà l’attore. In questo caso sapevo che sarebbe stata la Callas, quindi ho sempre calibrato la mia sceneggiatura in funzione di lei. Ha contato molto nella creazione del personaggio… La barbarie, sprofondata dentro, che vien fuori nei suoi occhi, nei lineamenti, non si manifesta direttamente, anzi. Lei appartiene a un mondo contadino, greco, agrario, e poi si è educata per una civiltà borghese. Dunque in un certo senso ho cercato di concentrare nel suo personaggio la complessa totalità di Medea.

(P. P. Pasolini, Appunti per Medea)

Medea è sacerdotessa di Ecate, la dea della morte.

(P. P. Pasolini, Appunti per Medea)

Questa mostra poggia su tre elementi fondamentali: Medea, Pasolini, e la camera oscura. Continua a leggere Nota per l’esposizione

La “Medea” di Pasolini

Autore di Giuseppe Garrera - Sebastiano Triulzi

Maria Callas viene scelta da Pasolini per interpretare il ruolo di Medea proprio quando la sua parabola esistenziale sembra coincidere tragicamente con quella dell’antica eroina: smarrito il potere magico della sua voce, da poco abbandonata dall’uomo che pensava l’amasse e per il quale ha sacrificato tutto, da maga e regina delle scene, divina e potente, è divenuta all’improvviso fragile e vulnerabile: per molti è ormai inesorabilmente avviata sul viale del tramonto, non ha più poteri né regalità né incantamenti. Continua a leggere La “Medea” di Pasolini

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