Recensione di Rosella Postorino, “Le assaggiatrici”

Autore di Veronica Di Tora

Entrammo una alla volta. Dopo ore di attesa, in piedi nel corridoio, avevamo bisogno di sederci. La stanza era grande, le pareti bianche. Al centro, un lungo tavolo di legno su cui avevano già apparecchiato per noi. Ci fecero cenno di prendere posto.
Mi sedetti e rimasi così, le mani intrecciate sulla pancia. Davanti a me, un piatto di ceramica bianca. Avevo fame.

(Rosella Postorino, Le assaggiatrici, Milano, Feltrinelli, 2018, pp. 285, eu 17)

Rosella Postorino pubblica il primo romanzo, La stanza di sopra, presso Neri Pozza nel 2007. Ne seguono altri due, editi da Einaudi, fino ad arrivare alla pubblicazione delle Assaggiatrici per Feltrinelli, nel 2018. Il romanzo è uscito a gennaio e a febbraio era già alla quarta edizione, ottenendo quindi immediatamente un gran successo di pubblico. Il 25 maggio 2018 sono stati resi noti i cinque libri finalisti per il Premio Campiello: il libro della Postorino è rientrato nella cinquina grazie ai sei voti assegnati dalla Giuria dei Letterati. Continua a leggere Recensione di Rosella Postorino, “Le assaggiatrici”

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Recensione di Sara Bertrand, “Album di famiglia”

Autore di Claudio Morandini

Capita di imbattersi in giovani autrici sudamericane (argentine, cilene…) che per raccontare lo strisciante trauma della dittatura nei loro paesi usano lo sguardo dei bambini o dei ragazzini – uno sguardo solo in apparenza trasognato, in realtà attentissimo a ciò che gli adulti, spaventati, delusi, minacciati, non vogliono più guardare. Così fa anche la cilena Sara Bertrand nel romanzo Album di famiglia del 2016, pubblicato da Albe Edizioni agli inizi del 2018 nella limpida traduzione di Manuela Galassi (pp. 160, eu 14,90). Continua a leggere Recensione di Sara Bertrand, “Album di famiglia”

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Recensione di Mohsin Hamid, “Exit West”

Autore di Claudio Bello

Raccontare la contemporaneità è un’ardua sfida per uno scrittore di oggi. Il rischio è quello di risultare banali, poco informati, troppo corretti o troppo scorretti, con l’esito inevitabile di crollare in un pantano di cose già dette e già lette. La realtà si presenta ai nostri occhi confusa e labirintica, e lo scrittore si deve muovere – stando attento a ritrovare, poi, la strada – tra le rovine sbriciolate delle ideologie e dei concetti di bene e male, di giusto e di sbagliato. Sembrano non esistere più punti di vista privilegiati nel mondo globalizzato, e allora come fare, da dove partire, per scrivere di immigrazione o di rivoluzione tecnologica, di guerre taciute e di altre stravolte dalle narrazioni dei media? Ogni tanto, però, accade che un libro riesca nell’impresa titanica di raccontare il presente, e allora leggere diviene un’esperienza diversa ed esaltante: quasi che l’inchiostro delle parole si perdesse tra le strade del mondo, confondendosi con persone e titoli di giornale, inserendosi di soppiatto nelle pieghe della quotidianità. Col pericolo, forse, di risultare retorici, si potrebbe parlare di un piccolo miracolo. Ed Exit West, di Mohsin Hamid (trad. it. di N. Gobetti, Torino, Einaudi, 2017, pp. 160, eu 17,50), un piccolo miracolo in fondo lo è davvero. Continua a leggere Recensione di Mohsin Hamid, “Exit West”

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Recensione di Marco Rossari, “Nel cuore della notte”

Autore di Eleonora Daniel

Mi spogliai senza fare rumore, entrai nel letto, abbracciai da dietro la sagoma tiepida di Chiara che respirava piano sotto le coperte e giurai a me stesso che mai e poi mai avrei raccontato quella storia1.

I corpi, la coppia, una storia da (non) raccontare. Buona parte degli elementi che compongono Nel cuore della notte sono già presenti in questa breve citazione. Continua a leggere Recensione di Marco Rossari, “Nel cuore della notte”

  1. M. Rossari, Nel cuore della notte, Torino, Einaudi, 2018, p. 155 (pp. 158, eu 18).
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Recensione di Milena Agus, “Terre promesse”

Autore di Angela Santi

«Ma come si fa a vivere in un posto come questo?»: ecco il quesito che si pongono alcuni dei personaggi della saga familiare di Milena Agus, Terre promesse.

La scrittura scorrevole dell’autrice accompagna il lettore attraverso le vicende di tre generazioni di una famiglia sarda, i cui componenti si trovano a sognare, raggiungere, perdere o detestare la tanto agognata terra promessa: i genitori Ester e Raffaele, emigrati nel secondo dopoguerra (come tanti conterranei) dalla Sardegna al “Continente”, passando da Genova a Milano; la figlia Felicita, che sin da piccola prova nostalgia per un luogo mai visto; il nipote Gregorio, che, inseguendo il sogno di diventare jazzista, si ritrova a vivere in una Harlem infestata dai topi. Continua a leggere Recensione di Milena Agus, “Terre promesse”

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Recensione di “Time is out of joint”, progetto di Cristiana Collu, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea

Autore di Martina Neri

Atto primo, scena quinta dell’Amleto: atrio della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea.

Un tempo irrazionale, non lineare, che porta a un mondo capovolto, tumultuoso, incomprensibile è quello di cui si lamenta Shakespeare attraverso le parole del suo protagonista, ma è anche il nostro. Presi ogni giorno, come Amleto, dalla responsabilità to set it right, di mettere ogni cosa al suo posto, non ci rendiamo conto di quanta bellezza possa esserci nella labilità del confine tra un tempo e l’altro. Ce lo mostra Cristiana Collu, direttrice generale del Museo, che, con la sua idea, concretizzatasi dopo sei mesi di lavori sia sulle collezioni sia sull’edificio, “rimette ogni cosa al suo posto”, riorganizza nello spazio del museo un mondo disarticolato e sconnesso, superando il concetto di cronologia, di fissità temporale, e viaggia nell’arte seguendo un anarchico pensiero per cui nascono nuove relazioni tra le opere e, simultaneamente, nella mente dello spettatore. Continua a leggere Recensione di “Time is out of joint”, progetto di Cristiana Collu, presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e contemporanea

Recensione di Francesco Curto, “Da Francesco a Francesco. Voci dalla periferia dell’umano”

Autore di Carmine Chiodo

Francesco Curto, poeta calabrese-perugino è una voce assai originale e autentica. Da anni seguo e leggo la poesia di Curto e non mi ha mai deluso: l’ho trovata sempre ricca di pensieri e di sostanza, caratterizzata da chiarezza espressiva e da versi ricchi di significato spirituale, sociale.

Ormai, Curto ha un posto di spicco nella poesia odierna. Sono d’accordo con Francesco Allegrini quando definisce questa raccolta «una poesia tesa all’ecologia dello spirito» (p. XV). Francesco Curto nel corso del tempo non è venuto mai meno alle sue convinzioni e idee di fondo, al suo saper rendere in versi gli aspetti quotidiani, le problematiche del nostro tempo, la condizione dell’uomo, il suo sentire, il suo paese natale, i suoi amici, i suoi cari, l’ambiente in cui è vissuto: quello calabrese di Acri. Continua a leggere Recensione di Francesco Curto, “Da Francesco a Francesco. Voci dalla periferia dell’umano”

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Recensione di Danilo Soscia, “Atlante delle meraviglie”

Autore di Eleonora Daniel

Compresi che tutto quanto può essere detto è eterno.
(D. Soscia, La sepoltura dei morti, in Id., Atlante delle meraviglie)

Danilo Soscia apre il 2018 di Minimum Fax con il proprio Atlante delle meraviglie. Sessanta piccoli racconti mondo.

I sessanta racconti che compongono la raccolta si presentano al lettore in un continuum vorticoso e i protagonisti che a mano a mano emergono dal turbinio sono molto diversi tra loro: personaggi del mito e dell’epica omerica, della tradizione biblica, animali, uomini più e meno comuni etc. Non è un caso, dunque, che in apertura si trovi proprio l’elenco delle personae che si susseguiranno durante la lettura: personae, persone e personaggi, rappresentazioni di sé e maschere dell’altro da sé. La lista ricorda quella dei protagonisti in un copione teatrale, a suggerire l’idea che la narrazione stessa sia un dramma: lo spettacolo del mondo, spesso grottesco, in cui ciascuno dipinge la propria geografia. Continua a leggere Recensione di Danilo Soscia, “Atlante delle meraviglie”

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Recensione di Dan Brown, “Origin”

Autore di Teresa Strickner

Un’avventura intrigante, che letteralmente porta il lettore a divorare pagina dopo pagina, è il nuovo capolavoro di Dan Brown, Origin, uscito nelle librerie italiane solo pochi mesi fa.

Dopo il successo degli altri titoli della saga iniziata con Il Codice Da Vinci (Mondadori 2006, trad. it. di R. Valla), torna il rinomato professor Langdon, questa volta in Spagna, alle prese con un terribile omicidio connesso con due dei quesiti più antichi dell’umanità: “Da dove veniamo?”, “Dove andiamo?”. Continua a leggere Recensione di Dan Brown, “Origin”

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Recensione di Concita De Gregorio, “Cosa pensano le ragazze”

Autore di Vittoria Russo

Concita De Gregorio è nata a Pisa nel 1963 e già negli anni universitari ha iniziato a lavorare presso radio e televisioni locali. Dal 1990 (con una pausa dal 2008 al 2011, in cui è stata direttrice dell’«Unità») è editorialista presso «La Repubblica». Ha pubblicato nel 2001 presso Laterza Non lavate questo sangue. I giorni di Genova, un diario dei fatti accaduti a Genova durante il G8 del 2001. Nel 2006 per Mondadori è uscita Una madre lo sa: l’opera è stata tra i finalisti del Premio Bancarella dell’anno successivo. Nel 2015 l’autrice è stata insignita del Premio Fabrizi, assegnato a tutti coloro che, mediante ogni strumento di comunicazione, difendono i valori della Costituzione, della Resistenza, della Liberazione e dei Diritti Umani. Dal 2013 al 2016 Concita De Gregorio ha condotto il programma letterario Pane quotidiano su Rai 3. Continua a leggere Recensione di Concita De Gregorio, “Cosa pensano le ragazze”

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