Recensione di Sparajurij, “Viaggiatori nel freddo”

Autore di Eugenia Barchiesi

L’inverno è sceso, il sole nella giornata di ieri ha compiuto il suo semicerchio più breve, dando il “la” alla stagione per eccellenza dell’introspezione. Giornate perfette per dedicarsi al libro di cui sto per parlare.

Per mesi ho lamentato una considerevole lacuna nozionistica riguardo al sostrato culturale russo; e Viaggiatori nel freddo si rivela, pagina dopo pagina, un racconto in grado di smentire con profondità e spessore gli stereotipi che – ahimè – sono dati per scontati da una grande fetta della nostra popolazione. Sparajurij – nome d’arte degli autori – in questo senso propongono un eccellente e vissuto approfondimento, un trampolino agevole e necessario per coloro che vogliono intraprendere un iter poliedrico ed erudito nei costumi dell’ex Unione Sovietica. Più un giornaliero di impressioni vaganti e saporite che uno strutturato lavoro narrativo; un caleidoscopio che, grazie a osservazioni personali, rivela molti oscuri angoli d’una Nazione grande come un continente. Continua a leggere Recensione di Sparajurij, “Viaggiatori nel freddo”

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Maker Faire, o Della nuova Creazione

Autore di Maria Panetta

Dal 16 al 18 ottobre 2015 si è svolta, all’interno della Città universitaria della “Sapienza Università di Roma”, l’edizione europea della più grande Fiera delle invenzioni al mondo, nella quale periodicamente inventori e cosiddetti “maker” di ogni continente presentano, a un pubblico di tecnici, specialisti, imprenditori ma anche curiosi, scolaresche e famiglie con bambini, gli ultimi parti del proprio ingegno creativo.
I seicento espositori di questa edizione, la terza svoltasi a Roma, sono stati distribuiti in numerosi padiglioni, riconoscibili mediante colori diversi e raggruppati in sottocategorie tematiche: la parte del leone l’hanno fatta le stampanti, specie le nuove 3D, ma svariate aree espositive sono state dedicate pure al cibo, alla scuola, a gioielli, orologi e occhiali realizzati anche in materiali poveri come il legno; al riciclaggio e al cosiddetto “riuso creativo”; a voli spaziali e satelliti, allo sport e alle biciclette costruite con materie prime innovative (come il bamboo) e a numerosi robot; ancora, all’interazione tra individui, anche tramite giochi e oggetti animati; alla moda e al design, ai vestiti tecnologici utili anche per prevenire malattie; a congegni atti ad agevolare la vita dei portatori di handicap; alla sicurezza domestica, all’automazione in casa e a dispositivi utili per il giardinaggio e per la salvaguardia della risorsa più preziosa, l’acqua; infine, alla ricerca e alla sperimentazione all’interno delle università. Da segnalare anche un’imponente voliera per i droni, l’attrazione più apprezzata dalla maggior parte dei visitatori; uno spazio multimediale dedicato alla musica e alle nuove tecniche compositive e produttive, e l’Area Kids, dedicata esclusivamente ai giochi per bambini.
L’articolato programma della Fiera prevedeva anche una serie di dibattiti, concerti, workshop (o ‘seminari’) e laboratori interattivi per grandi e piccini.
Al di là delle polemiche che inevitabilmente vengono suscitate da manifestazioni di tale portata, il Maker Faire ha fornito uno spaccato realistico e tangibile, comprensibile anche ai non specialisti, dello stato dei lavori in materia d’innovazione, al livello planetario, stupendo adulti e bambini con gli ultimi ritrovati della scienza e soprattutto con una diversificata serie di applicazioni tecnologiche tra le quali non si possono non ricordare ancora le strabilianti stampanti 3D, di ogni dimensione, che, in funzione, danno la misura del cambiamento epocale ora in atto: veder nascere un chicco di pasta di qualsivoglia forma, o un pupazzetto di plastica colorato in pochi secondi, a partire da un esile filo di materia, dà la misura della rivoluzione tecnologica che tali stampanti hanno innescato.
Pare che la Creazione, nel 2015, sia divenuta un rapido processo di stampa tridimensionale. E non si può non pensare agli effetti che tale cambiamento avrà sull’economia tutta, e in particolare sull’utilizzo dei magazzini per prodotti già confezionati, che verosimilmente vedrà un calo dello stoccaggio, almeno per alcune merci, a favore della produzione su richiesta (come accade, in editoria, per la stampa o print on demand).
Inoltre, non esiste luogo più adatto di un’Università a ospitare una manifestazione nella quale giovani creativi di tutto il mondo, nonostante la crisi e la recessione in atto, si armano di coraggio e di voglia di mettersi in gioco, impegnandosi a pensare e progettare un futuro diverso, nel quale l’innovazione sia al servizio della qualità della vita delle persone, ma nel rispetto per l’ambiente.
Da sottolineare, infine, che, forse, non si erano mai visti tanti bambini, talora raggruppati in scolaresche dai mille colori, attraversare, con la loro contagiosa allegria e il loro entusiasmo, i viali austeri della Città Universitaria romana: a dimostrazione che gli spazi universitari possono ˗ e, forse, devono ˗ anche rappresentare un ponte tra le diverse generazioni e, soprattutto, che la curiosità e la voglia di apprendere che innescano la volontà d’intraprendere studi universitari devono essere stimolate opportunamente già a partire dall’età infantile.
Prendendo spunto da uno slogan pubblicitario di una mostra fotografica inaugurata proprio alla “Sapienza” nel 2012, si può dire che, nei tre giorni di fiera, Il futuro è passato qui.

Un “antieroico” Sherlock Holmes?

Autore di Maria Panetta

Sherlock Holmes è il notissimo investigatore protagonista di svariate pellicole cinematografiche e di alcune serie televisive di grande successo, tratte dai romanzi e dai racconti gialli (di “giallo deduttivo” si parla) di sir Arthur Conan Doyle, editi a partire dal 1887 (anno della pubblicazione di Uno studio in rosso). Essi hanno ispirato anche molti romanzi “apocrifi” (come quello da cui trae spunto “questo” Mr. Holmes, A slight trick of the mind di Mitch Cullin, uscito nel 2005), nonché popolari fumetti etc., per lo più incentrati sulla figura dell’infallibile risolutore di casi “irrisolvibili”. Continua a leggere Un “antieroico” Sherlock Holmes?

Expo 2015 e la Carta di Milano: utopia o rivoluzione inavvertita?

Autore di Maria Panetta

Centodieci ettari di spazi espositivi tra il Comune di Milano e quello di Rho, 8.500 metri quadri di Parco della Biodiversità e 8.500 di Auditorium da 1.500 posti; padiglioni di 54 Paesi, più altri 70 inseriti all’interno di cluster (o padiglioni collettivi) tematici e, inoltre, quelli delle regioni italiane e quelli di aziende e organizzazioni internazionali; 10 aree servizi e 8 aree hortus (giardini e relax); 21 milioni e mezzo di visitatori (di cui 6,5 stranieri e tra cui una sessantina di capi di stato o di governo) in 184 giorni; 2.500 telecamere, 2.300 militari e 450 mezzi per la sicurezza, 930 camion, 2,3 miliardi spesi in tutto dai visitatori, 528.575 articoli dedicati all’evento dalla stampa: questi i numeri dell’ultima Esposizione universale svoltasi a Milano e conclusasi il 31 ottobre scorso. Continua a leggere Expo 2015 e la Carta di Milano: utopia o rivoluzione inavvertita?

Recensione di Claudio Morandini, “Neve, cane, piede”

Autore di Guido Conterio

Col breve romanzo Neve, cane, piede (Exòrma, 2015) Claudio Morandini ancora una volta sorprende con felice esito gli affezionati estimatori che sin qui lo hanno via via seguito attraverso stazioni narrative immancabilmente e talora radicalmente rinnovate per soggetto, strumenti espressivi e intenti: dal trattenuto registro goticheggiante di Nora e le ombre (Palomar, 2006), a quello ormai apertamente provocatorio e grottesco di Le larve (Pendragon, 2008), dalla meditata e colta partitura fanta-storico-musicologica di Rapsodia su un solo tema (Manni, 2010) al bruciante apologo sociopolitico di Il sangue del tiranno (Agenzia X, 2011), fino alla “zingarata” spassosa del più recente A gran giornate (La Linea, 2012). Continua a leggere Recensione di Claudio Morandini, “Neve, cane, piede”

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Mr. Holmes

Autore di Valerio Sergio

Ispirato a un romanzo di Mitch Cullin, Mr. Holmes non è minimamente somigliante al famoso detective Sherlock Holmes. Non ha la sua personalità e il particolare rapporto con l’amico e collaboratore dottor Watson è volutamente ignorato. La magica atmosfera contornata dal mistero e dalla fitta nebbia di Baker Street è solo un lontano ricordo. Il fascino delle carrozze e dei cocchieri che spesso si ritagliano un piccolo ruolo nelle indagini viene accantonato. La particolare struttura dei dialoghi ideata da Arthur Conan Doyle viene sostituita da una storia che ha altre tematiche e da alcuni nuovi personaggi. Continua a leggere Mr. Holmes

Il bianco e il nero di “Steve Jobs”

Autore di Maria Panetta

Steve Jobs è un film del 2015 diretto e co-prodotto da Danny Boyle, con protagonista un Michael Fassbender perfettamente calato nella parte, e si basa sulla biografia autorizzata del noto informatico, scritta da Walter Isaacson ed edita nel 2011.

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 9 ottobre 2015 e uscirà in Italia il 21 gennaio 2016, ma è stata proiettata in anteprima per la stampa a Roma, il 17 novembre, presso il Multisala Barberini.

Il film di Boyle prende in esame solo un arco temporale della vicenda biografica del co-fondatore della Apple, interrompendosi opportunamente qualche anno prima della comparsa dei primi segni della terribile malattia che ha colpito Jobs e, dopo otto anni di lotta contro un cancro al pancreas, ne ha decretato inesorabilmente la morte nel 2011, a cinquantasei anni. Continua a leggere Il bianco e il nero di “Steve Jobs”

Recensione di Marco Santagata, “Come donna innamorata”

Autore di Sebastiano Triulzi

Per un critico letterario prendere coscienza che non potrà mai essere un romanziere o un poeta è un momento drammatico dell’esistenza, spiegava Flaubert, e anche tristissimo, perché, pur riuscendo ad assaporare tutta la bellezza che un singolo verso di Dante o di Petrarca contiene, pur essendo consapevole di cosa sia la vera grandezza, non ne fa parte, è come condannato a non saperla riprodurre. Ogni giorno si ritrova in compagnia dei nobili illustri che abitano il Castello della letteratura, ogni giorno si ciba dei prodotti del loro orto, ogni momento sente l’ebbrezza della vastità universale della loro arte, ne è intimamente attraversato: ma, al di fuori di questa sorta di “necrofilia”, che può tradursi in altissime e illuminanti pagine di critica letteraria, quasi mai riesce a essere altrettanto profondo, analitico, convincente (e, se alcuni scrittori non vengono più pubblicati, sia detto per inciso, non è solo perché non parlano ai lettori di oggi ma perché abbiamo smesso di studiarli, di interrogare le loro parole). In questo senso la scrittura è molto crudele: finché lo studioso resta nel campo della biografia o di un saggio, è in grado di creare spazi finemente inventati; quando, invece, se ne allontana, rischia moltissimo. Soprattutto, c’è un peccato davvero mortale in cui un critico può incorrere: quando si vive tra le ombre dei grandi, si può cedere alla tentazione di sentirsi un po’ come loro, e allora a un certo punto può venire la fantasia di scrivere un bel romanzo, pensando che non sia troppo difficile, ed è questa la vanità che a volte fa precipitare nel vuoto. Continua a leggere Recensione di Marco Santagata, “Come donna innamorata”

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Recensione di Marco Bellocchio, “Sangue del mio sangue”

Autore di Maria Panetta

Un film interessante.
Nonostante la lentezza, il nuovo film di Marco Bellocchio si fa seguire fino alla fine, anche senza pausa.

Il titolo sembra alludere, più che al contenuto o alla trama, a una storia personale di Bellocchio, che coinvolge nella pellicola ben tre famigliari (Pier Giorgio, Elena e Alberto) e ambienta il film nella propria patria natale, Bobbio, cittadina in provincia di Piacenza nota anche per le sue antiche Carceri e per il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo) sul Trebbia. Continua a leggere Recensione di Marco Bellocchio, “Sangue del mio sangue”

Recensione di Maurizio Cotrona, “Primo”

Autore di Claudio Morandini

Nel romanzo Primo, Maurizio Cotrona illustra le reazioni di una famiglia composta dal padre Giacomo, dalla madre, dal primogenito Luca, all’arrivo del secondogenito, Primo appunto – e già la scelta del nome implica dinamiche insolite. Primo è fagocitante sin dalla nascita. Il parto riduce la madre all’ombra di se stessa, in una visione iperbolica della depressione post partum; agonizzante, la madre si oppone alla vitalità intrattenibile del figlioletto, se ne ritrae, rallenta fin quasi all’immobilità i gesti, si rifugia nell’ombra della camera. Invece Giacomo, che ha la tendenza a programmare ogni cosa per sé e per gli altri, investe tutto nel nuovo arrivato, in cui vuole realizzare il capolavoro pedagogico che non gli è riuscito con il primogenito; ma il dramma è che vuole farlo in un mondo che non ha futuro, in un’epoca di declino e imbarbarimento in cui tutto si frantuma contro l’assenza di prospettive. Continua a leggere Recensione di Maurizio Cotrona, “Primo”

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