Recensione di Antoni Libera, “La Toccata in do maggiore”

Autore di Claudio Morandini

La Toccata in do maggiore del polacco Antoni Libera, che Sellerio ha pubblicato nella nitida traduzione di Vera Verdiani, è un racconto denso di implicazioni musicali. C’è, innanzitutto, il contesto: in vista di un esame di passaggio, l’anziano e autorevole professor Adam Plater impone a due suoi allievi, il narratore e l’amico-rivale di questi, Slavek, assieme all’aurea routine di studi e sonate di Bach, Chopin e Beethoven, la temibile Toccata in do maggiore scritta da Robert Schumann a diciannove anni. Continua a leggere Recensione di Antoni Libera, “La Toccata in do maggiore”

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Recensione di Stéphanie Hochet, “Sangue nero”

Autore di Claudio Morandini

Sangue nero (Sang d’encre nell’originale, Paris, Éditions des Busclats, 2013) è il secondo romanzo di Stéphanie Hochet pubblicato in Italia, dopo Le effemeridi edito da La Linea nel 2013, anch’esso tradotto dalla Capuani. Si perde un po’, ahimè, nella versione nostrana, il gioco di parole del titolo, che in francese significa alla lettera ‘Sangue d’inchiostro’ ma esprime anche, nell’espressione se faire un sang d’encre, un alto senso di inquietudine e angoscia. Ma certo il gioco era irrisolvibile – sulla difficoltà di tradurre non tanto calembour come questi, quanto lo stile della Hochet, diremo qualcosa più avanti. Continua a leggere Recensione di Stéphanie Hochet, “Sangue nero”

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Recensione di Marino Magliani, “Soggiorno a Zeewijk” e “Il canale bracco”

Autore di Claudio Morandini

Il canale bracco, primo titolo di «Bassa stagione», la nuova collana letteraria dell’editore Fusta di Saluzzo, segue e anzi continua il precedente Soggiorno a Zeewijk (Amos edizioni, 2014); entrambi si collocano in quella sorta di enciclopedia erratica di spazi e momenti della vita che Marino Magliani sta componendo quando non si dedica alle traduzioni, alle riduzioni e ai romanzi veri e propri. Continua a leggere Recensione di Marino Magliani, “Soggiorno a Zeewijk” e “Il canale bracco”

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Elogio dell’autodeterminazione: “Ruth e Alex” di Richard Loncraine

Autore di Maria Panetta

Ruth e Alex. L’amore cerca casa è un film uscito a maggio negli Stati Uniti (col titolo 5 Flights Up) e da giugno nelle sale italiane, diretto da Richard Loncraine: la dimestichezza del regista inglese con le serie televisive si percepisce subito nella pellicola, girata perlopiù in interni assolati, nei quali prevalgono (forse non a caso) i toni caldi, dorati e lievemente decadenti delle ore del tramonto, che ricordano l’effetto seppia di una fotografia dai colori un po’ sbiaditi dal passare del tempo e ben si addicono alla coppia energica ma non più giovane dei protagonisti, interpretati con scioltezza e intensità da Diane Keaton e Morgan Freeman, che non deludono le aspettative. Continua a leggere Elogio dell’autodeterminazione: “Ruth e Alex” di Richard Loncraine

Se un ostacolo diventa una risorsa

Autore di Valerio Sergio

Morgan Freeman e Diane Keaton sono gli straordinari interpreti della commedia americana in programmazione in questi giorni nelle sale cinematografiche, intitolata Ruth e Alex. L’amore cerca casa.

Tema centrale della storia è la ricerca di un nuovo appartamento che la coppia di anziani coniugi, dopo quarant’anni di convivenza, sogna per ottenere una sistemazione più comoda dove trascorrere la vecchiaia. La sola prospettiva dell’acquisto provoca nei due forti emozioni ma anche angoscia. La loro casa attuale riveste il ruolo di custode dei ricordi del tempo trascorso insieme e venderla può significare interrompere la magia che li ha tenuti sempre uniti. Continua a leggere Se un ostacolo diventa una risorsa

Recensione di Carmen Pellegrino, “Cade la terra”

Autore di Claudio Morandini

Ci vuole una sensibilità particolare per interrogare le pietre delle case abbandonate come fa Carmen Pellegrino nel romanzo d’esordio, Cade la terra (Firenze, Giunti, 2015, pp. 224, eu 14, ISBN 9788809792548). Attitudine personale, d’accordo, ma anche cultura poetica, frequentazione di quella particolare poesia del ritorno e della nostalgia che nella Nota finale è riassunta in una serie di auctores, tra i quali il primo è Alfonso Gatto (e non stupisce di trovare un mesto cantore in prosa delle «case d’altri» come Silvio D’Arzo). A me sin dalle prime pagine è venuta una reminiscenza che spero non suoni troppo liceale: l’Omero che nei Sepolcri foscoliani viene raccontato come un cieco mendico che erra tra «antichissime ombre, e brancolando… penetra negli avelli, e abbraccia l’urne, e le interroga». Ecco, l’atteggiamento della Pellegrino mi ha subito ricordato quei versi. Lei stessa, nella Nota conclusiva, dice di sé: «Mentre scrivevo, ho recuperato brandelli di memoria dagli spacchi dei muri, dai nascondigli di quelle case lacerate»: abbracciando e interrogando i muri, appunto. Continua a leggere Recensione di Carmen Pellegrino, “Cade la terra”

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Fine della letteratura siciliana? Considerazioni a partire da un volume di Giuseppe Traina

Autore di Maria Panetta

Il denso volume di Giuseppe Traina Siciliani ultimi? Tre studi su Sciascia, Bufalino, Consolo. E oltre (Modena, Mucchi Editore, 2014, pp. 118, eu 15, ISBN: 978-88-7000-639-1) raccoglie tre saggi dedicati a Sciascia, Bufalino e Consolo, e tre brevi scritti su Sciascia già usciti in precedenza su rivista o in atti di convegni, ma aggiornati per la pubblicazione, oltre a un’interessante introduzione del tutto ripensata per l’occasione.

La Prefazione di Giuliana Benvenuti definisce il volume un «atto d’amore nei confronti della grande tradizione letteraria siciliana o, se si vuole, della ‘letteratura in Sicilia’» (p. 9, come le citazioni che seguono), ma ne sottolinea opportunamente anche il senso di «interrogazione intorno alla contemporaneità», espressa soprattutto dall’introduzione di Traina, che sembra tracciare un bilancio della letteratura siciliana degli ultimi anni e quasi decretarne la fine (scandita anche dal silenzio prolungato di Consolo, dal 1998 alla morte, nel 2012), ma che, in realtà – come sottolinea la Benvenuti ‒, riesce a rintracciare una sorta di “filo rosso” che collega le opere degli scrittori siciliani a noi contemporanei. Continua a leggere Fine della letteratura siciliana? Considerazioni a partire da un volume di Giuseppe Traina

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Recensione di Enrico Regazzoni, “Una parete sottile”

Autore di Claudio Morandini

Una parete sottile di Enrico Regazzoni (Neri Pozza, 2014) è un romanzo ampio e lento. Lo è, volutamente, come è lento il movimento centrale di una sonata o un concerto, e lo è in quel modo estenuato, sospeso, di certi adagi sinfonici mahleriani: contiene guizzi, certo, inaspettate accelerazioni, fremiti, impazienze e rulli di timpano, per così dire, ma resta pensoso, assorto, rimuginante dall’inizio alla fine.

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Recensione di Paolo Piccirillo, “La terra del sacerdote”

Autore di Sebastiano Bisson

Agapito è un carceriere involontario, incastrato dalla sorte in un ruolo che non ama, ma a cui non sa opporsi, anzi ci si affeziona perché paradossalmente, grazie a quel deprecabile compito, egli trova modo di esprimere la sua umanità inaridita, come un compassionevole sadico che infligge ferite per poterle poi curare quasi con amore. Flori è la prigioniera, una donna umiliata, ridotta ad animale di riproduzione nella meccanica di un commercio immondo e crudele.

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