Recensione di Alessandra Trevisan, “Goliarda Sapienza. Una voce intertestuale (1996-2016)”

Autore di Claudio Morandini

Con amorevole rigore, Alessandra Trevisan rintraccia il percorso umano e artistico di Goliarda Sapienza nel saggio Goliarda Sapienza. Una voce intertestuale (1996-2016), estensione della sua tesi di laurea e più recente contributo alla definizione del ruolo di Sapienza nel dibattito letterario tra gli anni Cinquanta e i Novanta. Personalità non classificabile, Goliarda ha sofferto, per tutta la vita, di una certa disattenzione critica: gli studi successivi alla sua morte, aggiunti a una maggiore esposizione editoriale dovuta alle riedizioni Einaudi, hanno consentito di far luce sul rapporto della scrittrice con la cultura del suo tempo, con cui è sempre stata in attrito, e in cui per certi versi si è posta come anticipatrice.

Muovendosi in piena indipendenza tra residui neorealistici, autobiografismo, onirismo, condizionamenti psicanalitici, posizioni femministe, Sapienza ha attraversato diverse forme espressive, dalla recitazione alla poesia, dalla scrittura teatrale e radiofonica al romanzo, dalla diaristica all’epistolografia, lavorando sempre sulla propria voce, come se ogni forma di scrittura potesse ricondursi a una dimensione dialogante o monologante, a metà tra teatro e seduta terapeutica. Alessandra Trevisan indaga l’evoluzione eccentrica dell’artista e ne analizza le costanti, soffermandosi sulle abitudini sintattiche e lessicali che andavano a comporre uno stile di riconoscibile drammaticità e operando confronti con le personalità artistiche con cui Sapienza ha interagito nel campo del teatro, del cinema e della letteratura.

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