Recensione di Stephen King, “22.11.’63″

Autore di Andrea De Marco

22.11.’63 è un romanzo di Stephen King. In Italia è stato pubblicato l’8 novembre 2011 dalla casa editrice Sperling & Kupfer, del gruppo Arnoldo Mondadori Editore, nella collana «Pandora».

Il romanzo tratta del tema dei viaggi nel tempo e dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America.

Il trentacinquenne Jake Epping, professore di inglese in una scuola di Lisbon Falls (Maine), è il protagonista/narratore della storia. Jake è un uomo infelice: sua moglie, ex alcolista, lo ha appena lasciato per un altro uomo. Per arrotondare lo stipendio, Jack impartisce lezioni serali, e così conosce il claudicante bidello Harry Dunning, il quale gli rivela, in un tema, della tragedia a cui assistette nel corso della notte di Halloween del 1958, quando il padre massacrò la sua famiglia e lo colpì con un martello da fabbro sulla gamba, provocandogli una permanente zoppia.

Un giorno, mentre si trova a lavoro, Jake viene chiamato dal suo amico Al Templeton, gestore di una tavola calda e malato terminale per via di un cancro ai polmoni. Senza troppi indugi, Al conduce Jake sul retro del locale e gli mostra “la buca del coniglio”, un varco temporale che conduce precisamente alle ore 11.58 del 9 settembre 1958. Al spiega che è proprio grazie a questi viaggi che riesce a fare scorta di una carne di ottima qualità, acquistata a basso prezzo nel passato. Il visitatore può cambiare gli eventi, ma ogni viaggio che intraprende provoca un azzeramento e, al ritorno nel 2011, saranno trascorsi solo due minuti.

In occasione del primo viaggio temporale Jack incontra l’uomo dalla tessera gialla, un uomo di mezz’età piuttosto enigmatico e dall’aspetto molto trasandato, non ignaro del segreto della buca del coniglio. Questo personaggio rivestirà un ruolo importante nel corso della storia, anche se viene presentato come figura marginale e di secondaria importanza. Così, dopo un breve tuffo nel passato, un incredulo Jake fa ritorno al locale di Al, il quale gli illustra il proprio piano: impedire l’uccisione del presidente Kennedy, avvenuta il 22 novembre 1963 per mano di Lee Harvey Oswald. Sventare l’assassinio di Kennedy cambierebbe il corso degli eventi ed eviterebbe conseguenze come la guerra del Vietnam e la morte di Martin Luther King. Al avvisa Jake che la missione alla quale va incontro non è facile, poiché il passato è restio ad essere cambiato.

Nell’altra dimensione temporale, Jake usa il nome fittizio di George Amberson e decide di intervenire per salvare Harry e la sua famiglia dalla furia omicida del padre. Si reca, quindi, a Derry (un chiaro riferimento al romanzo It) presso l’abitazione dei Dunning e salva il piccolo Harry uccidendo Frank, suo padre. Al ritorno nel presente, però, Jake apprende che Harry, salvatosi dal padre, è morto durante la guerra del Vietnam. A questo punto, Jake/George decide di tornare nel passato per impedire la guerra del Vietnam e, quindi, per salvare Kennedy. Grazie ad Al, si procura una lista con gli esiti dei più importanti incontri sportivi degli anni ’60 e, conoscendone il risultato, scommette e guadagna una gran quantità di denaro che gli permetterà di stabilirsi agiatamente prima a Dallas e poi in un piccolo paese chiamato Jodie. A Jodie Jake inizia a insegnare e conosce Sadie, giovane e bella bibliotecaria di cui si innamora, ma sulla quale grava l’ombra dell’ex marito Johnny, affetto da turbe psichiche e strane manie. I due iniziano a coltivare un amore segreto che cresce nel corso della storia, in un climax di passione che sale vertiginosamente, e si ritrovano a indagare fianco a fianco sugli spostamenti di Lee Harvey Oswald, cercando di capire come abbia agito per impedirgli di uccidere Kennedy.

Classificare un’opera di Stephen King non è mai facile: 22.11.’63 non è solo un romanzo di fantascienza, ma racchiude in sé molti generi narrativi. L’America degli anni ’60, descritta da King con una cura maniacale nei dettagli, dà all’opera i tratti del romanzo storico. Nulla è lasciato al caso: tutti gli elementi che hanno caratterizzato un momento storico così importante per gli Stati Uniti d’America traspaiono nel corso della lettura.

Siamo negli anni in cui in America è in corso una trasformazione socio-culturale: gli anni di Elvis Presley, del twist, del fumo di sigaretta e degli Hippie. Stephen King è così attento nel descrivere minuziosamente la comunità americana degli anni ’60 che il lettore si lascia in fretta assorbire dal quel mondo caleidoscopico e mutevole. Lo scopo dell’autore è quello di far immergere il lettore in una realtà rappresentata in ogni minima sfaccettatura.

Gli anni ’60 sono, purtroppo, anche gli anni della segregazione razziale e della violenza, e King non estromette dal romanzo episodi che riconducono al tema della disuguaglianza tra gli uomini e della discriminazione razziale che ha afflitto l’America per lungo tempo. Una chiave di lettura può essere quella di sensibilizzare il lettore e calarlo nella realtà del decennio in cui in America sono fioriti artisti che in seguito sono stati riconosciuti come archetipi. Tuttavia, come già accennato, se da una parte nella società americana degli anni ’60 si respirava aria di innovazione, dall’altra bisognava fare i conti con il segregazionismo e con tutti quelli che condividevano il pensiero che la razza bianca fosse superiore alle altre.

Negli anni ’60, in America era ancora tangibile la presenza del Ku Klux Klan, ma anche di molte altre organizzazioni malavitose che s’imponevano con la violenza. Anche la violenza di genere affliggeva l’America in quel tempo: non c’era la parità di diritti tra uomo e donna, e quest’ultima non poteva aspirare a lavori o mansioni che non fossero quelli di semplice casalinga o domestica.

È in tale contesto che si può inserire la figura di Sadie, giovane bibliotecaria di cui Jack si innamora, perseguitata dall’ex marito che va su tutte le furie quando scopre della sua relazione con «l’uomo arrivato dal futuro». Per Sadie, l’arrivo di Jack rappresenta anche l’occasione di liberarsi dalla presenza angosciante dell’ex marito, scoprendo l’amore e la libertà di vivere un sentimento genuino e liberandosi dalle angherie e dai soprusi che ha dovuto subire.

22.11.’63 è, quindi, un romanzo storico in cui King descrive con cura l’America degli anni ’60, in cui soffia forte l’aria del cambiamento sociale, con la minaccia della guerra del Vietnam e della guerra fredda a fare da sfondo alla vicenda. Solo salvando Kennedy si potrebbe cambiare il corso della storia, perché JFK è stato uno dei primi a sostenere l’integrazione razziale e i diritti civili, con ideali democratici che rappresentavano uno spartiacque con le presidenze precedenti. Cambiare il passato è, dunque, la conditio sine qua non per un futuro privo di guerre e conflitti? Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo (The butterfly effect); si può, perciò, dedurre che effettivamente ogni cosa è interconnessa all’altra.

22.11.’63 è un romanzo che offre vari spunti di riflessione, con una storia d’amore mai banale che si dispiega in vari capitoli. Stephen King dipinge le città in cui si muove il protagonista donando all’opera quella sfumatura noir che contraddistingue gran parte dei suoi lavori. L’elemento della suspense, invece, tiene il lettore in uno stato di tensione e di ansia col susseguirsi frenetico di eventi dei quali non si riesce a prevedere l’esito.

Il giudizio della critica su questo romanzo è stato molto positivo negli Stati Uniti ma anche in Italia, dove gli esperti hanno indicato 22.11.’63 come uno dei migliori romanzi di Stephen King.

Dal libro è stata tratta, nel 2016, una miniserie Televisiva in otto episodi, prodotta da J. J. Abrams, James Franco e Sarah Gadon, gli attori protagonisti.

• categoria: Categorie Recensioni