Maker Faire, o Della nuova Creazione

Autore di Maria Panetta

Dal 16 al 18 ottobre 2015 si è svolta, all’interno della Città universitaria della “Sapienza Università di Roma”, l’edizione europea della più grande Fiera delle invenzioni al mondo, nella quale periodicamente inventori e cosiddetti “maker” di ogni continente presentano, a un pubblico di tecnici, specialisti, imprenditori ma anche curiosi, scolaresche e famiglie con bambini, gli ultimi parti del proprio ingegno creativo.
I seicento espositori di questa edizione, la terza svoltasi a Roma, sono stati distribuiti in numerosi padiglioni, riconoscibili mediante colori diversi e raggruppati in sottocategorie tematiche: la parte del leone l’hanno fatta le stampanti, specie le nuove 3D, ma svariate aree espositive sono state dedicate pure al cibo, alla scuola, a gioielli, orologi e occhiali realizzati anche in materiali poveri come il legno; al riciclaggio e al cosiddetto “riuso creativo”; a voli spaziali e satelliti, allo sport e alle biciclette costruite con materie prime innovative (come il bamboo) e a numerosi robot; ancora, all’interazione tra individui, anche tramite giochi e oggetti animati; alla moda e al design, ai vestiti tecnologici utili anche per prevenire malattie; a congegni atti ad agevolare la vita dei portatori di handicap; alla sicurezza domestica, all’automazione in casa e a dispositivi utili per il giardinaggio e per la salvaguardia della risorsa più preziosa, l’acqua; infine, alla ricerca e alla sperimentazione all’interno delle università. Da segnalare anche un’imponente voliera per i droni, l’attrazione più apprezzata dalla maggior parte dei visitatori; uno spazio multimediale dedicato alla musica e alle nuove tecniche compositive e produttive, e l’Area Kids, dedicata esclusivamente ai giochi per bambini.
L’articolato programma della Fiera prevedeva anche una serie di dibattiti, concerti, workshop (o ‘seminari’) e laboratori interattivi per grandi e piccini.
Al di là delle polemiche che inevitabilmente vengono suscitate da manifestazioni di tale portata, il Maker Faire ha fornito uno spaccato realistico e tangibile, comprensibile anche ai non specialisti, dello stato dei lavori in materia d’innovazione, al livello planetario, stupendo adulti e bambini con gli ultimi ritrovati della scienza e soprattutto con una diversificata serie di applicazioni tecnologiche tra le quali non si possono non ricordare ancora le strabilianti stampanti 3D, di ogni dimensione, che, in funzione, danno la misura del cambiamento epocale ora in atto: veder nascere un chicco di pasta di qualsivoglia forma, o un pupazzetto di plastica colorato in pochi secondi, a partire da un esile filo di materia, dà la misura della rivoluzione tecnologica che tali stampanti hanno innescato.
Pare che la Creazione, nel 2015, sia divenuta un rapido processo di stampa tridimensionale. E non si può non pensare agli effetti che tale cambiamento avrà sull’economia tutta, e in particolare sull’utilizzo dei magazzini per prodotti già confezionati, che verosimilmente vedrà un calo dello stoccaggio, almeno per alcune merci, a favore della produzione su richiesta (come accade, in editoria, per la stampa o print on demand).
Inoltre, non esiste luogo più adatto di un’Università a ospitare una manifestazione nella quale giovani creativi di tutto il mondo, nonostante la crisi e la recessione in atto, si armano di coraggio e di voglia di mettersi in gioco, impegnandosi a pensare e progettare un futuro diverso, nel quale l’innovazione sia al servizio della qualità della vita delle persone, ma nel rispetto per l’ambiente.
Da sottolineare, infine, che, forse, non si erano mai visti tanti bambini, talora raggruppati in scolaresche dai mille colori, attraversare, con la loro contagiosa allegria e il loro entusiasmo, i viali austeri della Città Universitaria romana: a dimostrazione che gli spazi universitari possono ˗ e, forse, devono ˗ anche rappresentare un ponte tra le diverse generazioni e, soprattutto, che la curiosità e la voglia di apprendere che innescano la volontà d’intraprendere studi universitari devono essere stimolate opportunamente già a partire dall’età infantile.
Prendendo spunto da uno slogan pubblicitario di una mostra fotografica inaugurata proprio alla “Sapienza” nel 2012, si può dire che, nei tre giorni di fiera, Il futuro è passato qui.

Expo 2015 e la Carta di Milano: utopia o rivoluzione inavvertita?

Autore di Maria Panetta

Centodieci ettari di spazi espositivi tra il Comune di Milano e quello di Rho, 8.500 metri quadri di Parco della Biodiversità e 8.500 di Auditorium da 1.500 posti; padiglioni di 54 Paesi, più altri 70 inseriti all’interno di cluster (o padiglioni collettivi) tematici e, inoltre, quelli delle regioni italiane e quelli di aziende e organizzazioni internazionali; 10 aree servizi e 8 aree hortus (giardini e relax); 21 milioni e mezzo di visitatori (di cui 6,5 stranieri e tra cui una sessantina di capi di stato o di governo) in 184 giorni; 2.500 telecamere, 2.300 militari e 450 mezzi per la sicurezza, 930 camion, 2,3 miliardi spesi in tutto dai visitatori, 528.575 articoli dedicati all’evento dalla stampa: questi i numeri dell’ultima Esposizione universale svoltasi a Milano e conclusasi il 31 ottobre scorso. Continua a leggere Expo 2015 e la Carta di Milano: utopia o rivoluzione inavvertita?