La battaglia dell’editoria fra Milano e Torino: qualche dato su “Tempo di libri” e sul “Salone Internazionale del libro”

Autore di Chiara Pagoto

Torino è sempre stata uno dei centri maggiori della cultura editoriale italiana, sin dai tempi dei grandi editori quali Bocca, Loescher, Paravia, Pomba, con un’editoria molto legata prevalentemente ai testi scolastici e universitari, «centro di irradiazione della cultura positivista»1 in Italia, fino ad arrivare alla figura di Piero Gobetti e alla sua attività editoriale volta, soprattutto, alla pubblicazione di opere che rivendicassero gli ideali di libertà e di resistenza al regime fascista, in una realtà che iniziava a risentire di quella dittatura che, nel novembre del 1925, obbligò l’editore a chiudere la propria casa editrice; per arrivare, poi, a quella di Giulio Einaudi, che seguì la strada spianata da Gobetti e l’esempio di Laterza: «con la Einaudi e con i giovani collaboratori che man mano a essa si aggregheranno, si porranno le basi per quella cultura che si esprimerà e maturerà all’indomani della Liberazione»2.

Il Salone Internazionale del Libro è divenuto, ormai, uno dei più importanti “simboli” dell’editoria ai giorni nostri, l’evento tanto atteso, ogni anno, a cui partecipano editori piccoli, medi e grandi, e migliaia di lettori alla ricerca di qualsiasi genere letterario, con la voglia di immergersi in un vasto mondo di cellulosa.

Ma quest’anno, com’è noto, il Salone del Libro di Torino ha dovuto scontrarsi con una novità: Tempo di Libri, la nuova Fiera dell’Editoria Indipendente di Milano, l’altro pilastro della cultura italiana e dell’editoria, già all’indomani dell’Unità d’Italia, vantando, oltre a grandi editori di letteratura (quali Treves e Sonzogno), la Ricordi, ossia la più grande casa editrice specializzata nel settore musicale, e una lunga serie di riviste e giornali, fino ad arrivare a Rizzoli e a Mondadori, grande figura di “editore protagonista” del Novecento che, ancora oggi, rappresenta uno degli attori principali dello scenario editoriale.

A causa dell’iniziativa di Milano è iniziata subito una vera e propria competizione fra le due fiere, per cui i lettori sono stati chiamati a scegliere o a partecipare e a confrontare i due eventi, decidendo di optare per il Salone di Torino ˗ portando avanti, quindi, trent’anni di tradizione, e boicottando la “copia” messa in scena dal capoluogo lombardo ˗, o di accogliere la novità di Tempo di libri, partendo dal presupposto che i libri non sono mai abbastanza e ogni evento è ben accetto se a trionfare è la cultura e, nello specifico, l’editoria.

A conti fatti, si può affermare, però, che a far da padrone è stato, ancora una volta, il Salone di Torino. La trentesima edizione, infatti, iniziata il 18 e conclusasi il 22 maggio, ha saputo tener testa perfettamente alla novità editoriale milanese, svoltasi dal 19 al 23 aprile. Il numero totale di visitatori della manifestazione torinese è stato di 165.746, di cui 140.746 al Salone, presso il Lingotto Fiere, e oltre 25.000 per le iniziative in città: 497 al Turin’s Eye, 1.503 al reading Furore di Steinbeck, più di 5.000 per gli eventi all’area Ex Incet e 18.000 alle iniziative del Salone Off in città e nei Comuni della Città Metropolitana.

Il Salone del Libro si è, dunque, mostrato in ottima forma, nonostante la riduzione di dodici ore complessive nei cinque giorni di esposizione rispetto all’anno precedente. Tempo di Libri, organizzato da La Fabbrica del Libro presso i padiglioni della Fiera Milano RHO, ha registrato, invece, 60.796 presenze in Fiera e 12.133 nelle 100 sedi del Fuori Fiera.

Presenze istituzionali

Fra le figure di maggiore rilievo, sin dall’inaugurazione, al Salone Internazionale del Libro hanno preso parte il Presidente del Senato, Pietro Grasso; il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli; il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Inoltre, fra le autorità sono intervenuti e hanno partecipato il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti; il Ministro degli Interni, Marco Minniti, e il Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani. In visita, infine, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. Claudio Graziano; la delegazione dell’Emirato Arabo con il Presidente del National Heritage Institute; l’Ambasciatore del Cile, Fernando Ayala.

A Milano, invece, Tempo di Libri ha potuto godere delle presenze istituzionali del, già citato, Ministro dell’Istruzione, Franceschini; del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni; del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala; del Presidente della Fiera Milano, Roberto Rettani; del Presidente dell’AIE, Federico Motta; del Presidente della Fabbrica del Libro, Renata Gorgani.

Fra i visitatori

Tra una polemica e l’altra, in una competizione fra la novità e la tradizione, non sono mancati, di certo, gli incontri, le presentazioni di libri e le letture che hanno visto la partecipazione di tantissimi autori, scrittori, personaggi dello spettacolo.

A Milano, ad alternarsi fra le varie giornate di fiera, sono stati in tantissimi. Ne citiamo alcuni: Adonis, David Almond, Sveva Casati Modigliani, Javier Cercas, Mauro Covacich, David Grossman, Carlo Lucarelli, Valerio Magrelli, Marco Malvaldi, Michela Murgia, Francesco Piccolo, Roberto Saviano, Walter Siti, Licia Troisi, Andrea Vitali. Numerosi, inoltre, sono stati gli spazi, gli incontri e gli appuntamenti con le testate, quali Rai, «Robinson» della «Repubblica», il «Corriere della Sera», ilLibraio.it, Radio Popolare e Radio Radicale.

Torino, di certo, non è stata da meno. Il Salone, infatti, ha tenuto la testa alta rispondendo con una lunghissima lista di incontri e appuntamenti che hanno riscosso molto successo, proponendo una vasta serie di nomi famosi, tra cui Luciana Littizzetto, Pif, Daniel Pennac, Oscar Farinetti, Paolo Crepet, Vittorio Sgarbi, Luciana Capretti, Gianni Minà, Richard Ford, Carlo Petrini, Corrado Augias, Daria Bignardi, Miriam Toews, Annie Ernaux, Concita De Gregorio, Emily Witt.

Espositori

Moltissime le case editrici che hanno preso parte a entrambe le fiere. Tra gli stand di editori piccoli, medi e grandi, da segnalare la presenza di case editrici quali Alter Ego, Baldini & Castoldi, Bompiani-Giunti, Cairo, Carocci, Flaccovio, Fazi, Fandango, Fanucci, Hoepli, Iperborea, Laterza, Libraccio, Marsilio-Sonzogno, Marcos y Marcos, Mimesis, Newton Compon, Il Saggiatore, Treccani, Feltrinelli.

Milano vanta la partecipazione dei grandi colossi quali Mondadori, GeMS-Gruppo editoriale Mauri Spagnol, Einaudi. Il Salone del Libro, invece, ha visto il boicottaggio dei giganti editoriali appena citati ma la presenza di altre case editrici rimaste fedeli a Torino, quali Flaccovio, Cairo, Hoepli, 66thand2nd, Sellerio, Laterza, Marcos y Marcos.

Vendite

Tempo di Libri non è stato un evento particolarmente proficuo dal punto di vista delle vendite. Gli editori non hanno rilasciato dei dati specifici in base ai quali tirare le somme; certo è, però, che le vendite sono rimaste al di sotto delle aspettative, anche per i gruppi editoriali più grandi come GeMS e Mondadori.

Il Salone Internazionale del Libro, invece, ha registrato un dato assolutamente positivo per tutti gli editori, i piccoli compresi: Feltrinelli ha raddoppiato le vendite con gli autori portati a Torino, nello specifico Saviano, Pennac e Benni; la Newton Compton ha incassato il 50% e la Marcos y Marcos e la Sellerio hanno venduto il 40% in più rispetto all’anno precedente; il 35% in più per NN editore, il 15% per la Bao Publishing, il 30% per Rai Eri, il 35% per Iperborea e fra il 20% e il 35% per Fandango, Voland e Fazi.

Il Salone Internazionale del libro di Torino, pienamente vincitore della sfida con Tempo di Libri, rimanda l’appuntamento al prossimo anno, fissando le date sin da ora: la trentunesima edizione, infatti, avrà luogo dal 10 al 14 maggio 2018.

Le date della seconda edizione di Tempo di Libri di Milano, invece, non sono ancora state comunicate.

  1. N. Tranfaglia, A. Vittoria, Storia degli editori italiani, Bari, Editori Laterza, 2007, p. 93.
  2. Ivi, p. 380.