Norme redazionali

Tutti gli autori di contributi devono inviare i loro saggi e le loro recensioni attenendosi
scrupolosamente alle Norme redazionali che seguono: gli articoli e i saggi verranno sottoposti al parere preventivo del Comitato scientifico o alla valutazione di un doppio referee; della pubblicabilità delle recensioni e degli estratti di tesi di laurea deciderà, invece, il Comitato di redazione della rivista.

A ogni contributo dovrà anche essere allegato un abstract in inglese di almeno quattro e massimo venti righe e uno in italiano di massimo 900 caratteri spazi inclusi; agli articoli in lingua straniera, invece, sarà da aggiungere solo un abstract in italiano. Indicare anche almeno tre parole-chiave del saggio.

Si raccomanda agli autori di interventi nei quali siano presenti citazioni di passi in lingua straniera di corredare il testo anche di una traduzione in italiano degli stessi, possibilmente anche nel caso delle cosiddette lingue “trasparenti”.

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In particolare, per la versione in PDF si ricorda che i titoli dei saggi vanno in Times New Roman 16 corsivo, il testo in tondo in corpo 14; abstract, note e citazioni lunghe in corpo 11. I cognomi degli autori in nota devono essere in maiuscolo/maiuscoletto (i curatori in tondo) e i titoli di riviste, quotidiani e collane editoriali vanno inseriti tra virgolette basse o caporali, sempre in tondo.

Nel caso si abbiano dubbi sull’utilizzo del corsivo per le parole straniere, si può far riferimento al Vocabolario Treccani (http://www.treccani.it/vocabolario/), verificando se i suddetti termini vi figurano: in tal caso, essi potranno essere lasciati in tondo perché entrati a far parte dell’uso in italiano. Altrimenti, tali parole andranno ovviamente trascritte in corsivo e declinate secondo le regole della loro lingua madre.

Da ricordare, inoltre:
– che la “d” eufonica andrebbe utilizzata solo per evitare la successione di due vocali uguali (es.: ad amare, ed ecco etc.);
– che, nel caso di un’opera il cui titolo inizi con l’articolo determinativo, si usa fondere la preposizione che lo precede con l’articolo stesso, dando luogo alla relativa preposizione articolata (es.: dei Promessi sposi), a meno che non si possano ingenerare ambiguità sul titolo stesso, nel qual caso è bene farlo precedere da un’apposizione (es.: nel romanzo I promessi sposi);
– che l’articolo indeterminativo “una” va apostrofato se precede un sostantivo che inizia per vocale;
– che i sostantivi tedeschi vogliono la maiuscola iniziale (es.: Lied).

Qui si può scaricare il file PDF delle Norme redazionali.