Si prega di inviare saggi e recensioni prioritariamente all’indirizzo mariapanetta3@gmail.com (e in cc a panetta@diacritica.it).
Si raccomanda, inoltre, di inviare i contributi nella versione definitiva, corredati di abstract in italiano e in inglese in apertura: a causa dell’ingente mole di lavoro e del concitato ritmo di uscita dei fascicoli, infatti, a meno che i referee non richiedano modifiche e integrazioni, la Redazione non procederà all’invio di bozze agli autori ma solo all’eventuale adeguamento alle Norme redazionali, se disattese.
Quanto ai volumi da recensire, per le medesime ragioni è preferibile inviare recensioni anziché libri in saggio/omaggio. Grazie
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Si ribadisce, infine, che la Redazione non prepara estratti di singoli saggi: qualsiasi intervallo di pagine può essere, infatti, agevolmente estratto dai PDF (scaricabili dall’Archivio), servendosi di vari programmi utilizzabili in rete gratuitamente. Grazie
Dai margini. Centro e periferia nelle scritture exofoniche
J’ai quitté une terre qui n’était pas la mienne,
pour une autre, qui non plus, ne l’est pas.
Je me suis réfugié dans un vocable d’encre, ayant le livre pour espace,
parole de nulle part, étant celle obscure du désert.
(Edmond Jabès, Un étranger avec, sous le bras, un livre de petit format, 1989)
Ho lasciato una terra che non era la mia,
per un’altra, che più non è.
Mi sono rifugiato in un vocabolo d’inchiostro, avendo il libro per spazio,
parola di nessun luogo, quella oscura del deserto.
(Edmond Jabès, Quattro poesie, traduzione di Giorgio Linguaglossa)
A partire dal Congresso di Vienna del 1815, la ridefinizione degli equilibri politici, imperiali e nazionali in Europa e oltre ha inciso profondamente sulle geografie linguistiche, editoriali e culturali, ridisegnando, e talvolta rendendo porosi, confini tra lingue egemoni e lingue minoritarie, tra centri metropolitani e aree periferiche. Radicata nella nascita e nell’espansione di entità politiche complesse quali gli Imperi Austro-Ungarico, Britannico, Ottomano e Russo, per nominarne solo alcuni, l’exofonia trovò poi nel Modernismo un veicolo privilegiato per esprimere la tensione intrinseca tra le metropoli occidentali e i centri culturali di nuova emersione. A Londra, Parigi e New York si affiancano, per esempio, Belgrado, Dublino, Zurigo, Calcutta/Kolkata e Kingston. In questo quadro bisecolare, l’exofonia – intesa come scrittura in una lingua altra rispetto a quella della socializzazione primaria o dell’appartenenza nazionale, o come uso decentralizzante di una lingua dominante – si segnala come una delle forme più produttive di negoziazione tra centro e periferia.
In quanto pratica di scrittura di una lingua che non coincide con quella materna dell’autore, la letteratura exofonica è intrinsecamente decentrata, dà voce a una “letteratura minore” (Deleuze e Guattari) che riscrive l’idea di origine e identità. Pertanto, gli scrittori e le scrittrici exofoni (ri-)mappano un territorio dove la voce oppone resistenza al potere normalizzante del centro come espressione della lingua e della cultura dominante.
In questo numero di «Diacritica», “centro” e “periferia”, non designano soltanto delle coordinate geografiche, ma altresì una costellazione di rapporti di forza simbolici, di genere, linguistici e canonici anche nel contesto editoriale. Il centro può coincidere, di volta in volta, con la lingua nazionale, con il canone letterario e accademico, con i generi e i formati più legittimati o con i poli di potere economico e istituzionale; la periferia, al contrario, comprende lingue minoritarie o rese minori, forme ibride e non canoniche, soggettività e pratiche discorsive marginalizzate, tanto nello spazio dell’editoria quanto in quello dell’accademia, e nello spazio pubblico in generale.
Il fascicolo si propone di interrogare l’exofonia come una complessa interazione fra centro e margine, potere e libertà, norma e trasgressione, domandandosi cosa significa scrivere “fuori lingua” in contesti segnati da nazionalismi, colonialismi e post‑/neocolonialismi, migrazioni, diaspore, regimi di genere e sessualità normativi, gerarchie di classe e di appartenenza etnica. In quale misura le scritture exofoniche, dal XIX secolo alla contemporaneità, mettono in discussione modelli monocentrici di identità, appartenenza, cittadinanza linguistica e legittimazione letteraria?
Saranno particolarmente benvenuti contributi che, a partire da corpora prodotti dal 1815 in poi, impiegando una prospettiva diacronica o sincronica, si collochino, tra gli altri, sui seguenti assi di ricerca (l’elenco non è esaustivo):
- Exofonia e geografie linguistiche: lingue minoritarie, silenziate o diasporiche; code‑switching, interferenze e plurilinguismo come pratiche di resistenza o di negoziazione tra centro e periferia;
- Exofonia e (auto-)traduzione: esperienze di traduzione verso una lingua altra per il traduttore o la traduttrice, prestando attenzione alle eventuali asimmetrie e punti di crisi nei rapporti tra le due lingue;
- Exofonia e canone: autori e autrici periferici rispetto alle tradizioni nazionali; generi e forme non pienamente legittimati (life writing, scritture della cura, letteratura “popolare”, forme ibride e cross‑mediali); riscritture exofoniche di modelli canonici;
- Exofonia, genere e sessualità: soggettività femminili, queer e non eteronormative che si situano linguisticamente e culturalmente ai margini; genealogie di genere, famiglie e riproduzioni (biologiche, sociali, simboliche) raccontate “fuori lingua”;
- Exofonia e storie imperiali/post-/neo-coloniali: scritture che attraversano imperi, colonie ed ex‑colonie; dinamiche di appropriazione e riappropriazione linguistica; tensioni tra lingua dell’ex‑impero e lingue locali;
- Exofonia e media: teatro, cinema, serie TV, graphic novel, podcast laddove si adotta/adatta la “lingua altra”;
- Exofonia, ed ecologie linguistiche: rappresentazioni che indaghino o rivelino nessi tra periferie geografiche e periferie linguistiche e sociali.
Il fascicolo accoglierà contributi che impieghino approcci narratologici, linguistici, filologici, storico‑critici, comparatistici, o legati a gender e queer studies, postcolonial e decolonial studies, cultural e media studies, ecocritica nonché prospettive provenienti da translation studies e digital humanities. Sono particolarmente incoraggiati studi che valorizzino autori e autrici meno canonizzati, tradizioni linguistiche e letterarie periferiche o casi di confine tra media e sistemi culturali.
Gli articoli, inediti e non sottoposti contemporaneamente ad altre riviste, potranno essere redatti in italiano, inglese o francese.
La lunghezza indicativa dei contributi è di massimo 40.000 battute, spazi inclusi (abstract, eventuali parole chiave e note compresi).
Il contributo dovrà essere inviato entro il 31 maggio 2027 a entrambi gli indirizzi panetta@diacritica.it e mariapanetta3@gmail.com. I saggi, che dovranno pervenire conformi alle norme redazionali della rivista, saranno, al solito, sottoposti a peer review in modalità doppio cieco.
Bibliografia essenziale:
A. Amoia, B. L. Knapp (eds.). Multicultural Writers from Antiquity to 1945. A Bio-Bibliographical Sourcebook, Greenwood Press 2002;
S. Arndt et al. (eds.). Exophonie: Anderssprachigkeit (in) der Literatur, Kulturverlag Kadmos 2007;
W. Benjamin, Il compito del traduttore, traduzione di M. T. Costa, Mimesis 2023;
B. Cassin, (dir.). Vocabulaire européen. Dictionnaire des intraduisibles, Seuil 2019;
L. Collischonn, Translanguaging, Literary Multilingualism and Exophony in Translation, in «Exchanges», 2024 12 (1), pp. 1-16;
Ead., Literary Exophonic Translation, Cambridge University Press 2025;
G. Deleuze, F. Guattari, Kafka. Per una letteratura minore, traduzione di A. Serra, QuodLibet 2010;
J. Derrida, Il monolinguismo dell’altro o la protesi d’origine, traduzione di G. Berto, Raffaello Cortina Editore 2004;
C. Frank, Exophonie – Das Heraustreten der Stimme aus der Schrift, in Handbuch Deutschsprachig-jüdische Literatur seit der Aufklärung Bd. 3: Sprachkulturen. Handbuch Deutschsprachig-jüdische Literatur seit der Aufklärung. Neue Forschungszugänge in Paradigmen, J. B. Metzler, 2024, pp. 341-51 (https://doi.org/10.1007/978-3-662-67563-2_26);
S. Hrnjez, The Violence of Hospitality and Exophonic Practices, «Trópos. Rivista di ermeneutica e critica filosofica», vol. 16 (2024), n. 2, pp. 134-53;
K. L. Johnson, (M)Other Tongue; or, Exophony, in «PMLA/Publications of the Modern Language Association of America», vol. 138, no. 3, 2023, pp. 709-14;
S. G. Kellman, N. Lvovich (eds.), The Routledge Handbook of Literary Translingualism, Routledge 2022;
T.-Y. Murakami, Mother–Tongue in Modern Japanese Literature and Criticism. Toward a New Polylingual Poetics, Palgrave 2018;
M. Perloff, Language in migration: multilingualism and exophonic writing in the new poetics, in «Textual Practice», 24 (4), 2010, pp. 725-48;
R. Sabino, Languaging without Languages, Brill 2018;
A. Seidel, Exophony as Practice of De- and Reterritorialization: Spatial and Linguistic Displacement in Early War Diaries from Ukraine, in «Porównania», vol. 38, no. 2, 2025, pp. 351-66;
S. Vlasta, Multilingual Literature, Literary Studies and the Literary Field, in «NuBE. Nuova Biblioteca Europea», vol. 6, 2025, pp. 1-22;
R. L. Walkowitz, Born Translated: The Contemporary Novel in an Age of World Literature, Columbia University Press 2017;
C. Wright, “Writing in the ‘Grey Zone’”: Exophonic Literature in Contemporary Germany, in «GFL: German as a Foreign Language», vol. 3, 2008, pp. 26-42;
Ead., Exophony and literary translation: What it means for the translator when a writer adopts a new language, in «Target. International Journal of Translation Studies», 22 (1), 2010, pp. 22-39;
A. Zaimil, Moh, Identity Negotiation in the Age of Global Migration in Exophonic Novels, in «Nobel. Journal of Literature and Language Teaching», Volume 12, Number 2, September 2021, pp. 168-87.
Il fascicolo uscirà il 25 agosto 2027 online e in seguito in formato PDF open access. Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
Il fascicolo uscirà il 25 novembre 2026 online e in seguito in formato PDF open access. Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
Il fascicolo uscirà il 25 novembre 2026 online e in seguito in formato PDF open access. Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
*** Fascicolo monografico dedicato a Goffredo Parise (25 agosto 2026) ***
«Parise è stato lo scrittore più inaspettato e dotato che abbia esordito in Italia nel dopoguerra. Altri scrittori sono stati forse più importanti, meno improvvisati e avventurosi (e anche meno avventurieri), e vantano culturalmente più titoli di lui. Ma come talento naturale, come indipendenza di sensibilità e di giudizio, Goffredo era superiore a tutti»: così Cesare Garboli scriveva nella sua prefazione alla raccolta Gli americani a Vicenza e altri racconti, uscita postuma nel 1987 a un anno dalla scomparsa dello scrittore vicentino.
Al di là di graduatorie e classifiche, è indubbio che Parise abbia attraversato il secondo Novecento con una postura inconfondibile e un passo altrettanto singolare, quasi dinoccolato, al contempo selvatico e snob. Sempre in dialogo con molti – Gadda, Moravia, Pasolini, Calvino, Ginzburg, Piovene, Comisso, solo per citarne alcuni – ma distante da scuole, tendenze e movimenti; immerso nel dibattito intellettuale e tuttavia estraneo alle sue querelles ideologiche. Partecipe e insieme defilato, l’autore del Padrone ha custodito con ostinazione la propria autonomia e la propria libertà di stile e pensiero.
Attentissimo a preservare il “mood” interno alla pagina, quella sottile vibrazione capace di far risuonare le corde del dettato, Parise è rimasto – nonostante le incursioni in generi, media e registri diversi – un narratore dall’immaginazione prensile e immediata, tutto sguardo, percezione, sentimento. Anche nelle prove più tarde, la sua scrittura conserva la stessa rapidità intuitiva, quella sensibilità fulminea ed esposta che Garboli meglio di altri ha saputo riconoscere con estrema precisione.
A quarant’anni esatti dalla morte, «Diacritica» ha deciso di dedicargli il fascicolo n. 61. Muovendo dalla constatazione che l’opera dello scrittore veneto negli ultimi quindici anni è stata oggetto di attenzione da parte della critica non in modo continuativo, ma attraverso interventi di spessore (Santoro 2009, Dato 2009, Colucci 2011, Belpoliti-Cortellessa 2016, Attanasio 2019, Bia 2020, Carlesso 2022, Del Castillo 2024), il monografico mira a costruire un quadro ampio e articolato. L’obiettivo è duplice: da un lato, verificare, consolidare e arricchire le linee di ricerca che negli ultimi anni si sono concentrate in primis su alcuni momenti specifici della produzione parisiana e sulle relative tematiche – gli anni Settanta e l’attività giornalistica, i reportage di guerra, il laboratorio dei Sillabari –; dall’altro, allargare l’angolo visuale verso zone ancora poco esplorate della sua opera. Si vorrebbero, infatti, portare al centro dell’indagine anche quelle aree “vergini” o marginali – la fase precedente a Il ragazzo morto e le comete, i primi tentativi da pubblicista, la breve esperienza come sceneggiatore, la crisi creativa dei primi anni Sessanta, gli scritti d’occasione – che attendono ancora una ricognizione sistematica, un’analisi testuale accurata e una contestualizzazione rigorosa all’interno della più ampia traiettoria letteraria di Parise.
Saranno, dunque, accolti con favore saggi che spazino nel corpus parisiano ponendosi in dialogo, integrando o approfondendo ipotesi e indirizzi analitici precedentemente formulati, così come contributi dedicati alla sua eredità, alla sua (involontaria) lezione e alla sua presenza – come modello o padre putativo – nell’orizzonte letterario ipercontemporaneo. Particolare attenzione sarà destinata ai lavori a forte vocazione esplorativa, capaci di proporre nuove letture e interpretazioni, anche alla luce di metodologie e categorie storiografiche rinnovate o recentemente introdotte (come, ad esempio, quella di neomodernismo).
I saggi, corredati di un abstract in italiano e di uno in inglese, dovranno essere inviati all’indirizzo mariapanetta3@gmail.com e in cc a panetta@diacritica.it entro il 30 giugno 2026. Le Norme redazionali sono scaricabili dal sito.
Ampiezza massima: 30.000 caratteri, spazi inclusi. Tutti i contributi verranno sottoposti a doppio referaggio anonimo.
Il fascicolo, curato da Maria Panetta e Niccolò Amelii, uscirà il 25 agosto 2026 online e in seguito in formato PDF open access. Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
*** Fascicolo monografico dedicato a Giovanni Boccaccio (25 dicembre 2025) ***
Il fascicolo uscirà il 31 dicembre 2025 online e in seguito in formato PDF open access.
Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
Il fascicolo uscirà il 15 settembre 2025 online e in seguito in formato PDF open access.
Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
Il fascicolo, curato da Maria Panetta e Gaspare Trapani, uscirà il 15 settembre 2025 online e in seguito in formato PDF open access. Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
Il fascicolo uscirà il 25 febbraio 2025 online e in seguito in formato PDF open access. Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
Il fascicolo uscirà il 25 novembre 2024 online e in seguito in formato PDF open access.
Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
*** Fascicolo monografico dedicato a Italo Calvino (25 agosto 2024) ***
I saggi, corredati di un abstract in italiano e di uno in inglese, dovranno essere inviati all’indirizzo mariapanetta3@gmail.com e in cc a panetta@diacritica.it entro il 30 giugno 2024. Le Norme redazionali sono scaricabili dal sito.
Ampiezza massima: 30.000 caratteri, spazi inclusi. Tutti i saggi verranno sottoposti a doppio referaggio anonimo.
Il fascicolo uscirà il 25 agosto 2024 online e in formato PDF open access.
Non verranno preparati singoli PDF dei saggi pubblicati.
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