Croce recensore. Bibliografia delle recensioni sulla «Critica» e sui «Quaderni della “Critica”» ‒ Prima serie, 1903-1914

Author di Raffaela Infantino e Rosalia Peluso

Abstract: Si presenta qui la prima parte della bibliografia delle recensioni di Benedetto Croce apparse prima sulla «Critica» e poi sui «Quaderni della “Critica”» tra il 1903 e il 1951. Questa selezione copre la prima serie della «Critica» (1903-1914). Le parti successive appariranno sui prossimi numeri di «Diacritica».

Abstract: The first part of the bibliography of Benedetto Croce’s reviews, which appeared first in «Critica» and then in the «Quaderni della ‘Critica’» between 1903 and 1951, is presented. This selection covers the first series of «Critica» (1903-1914). The subsequent parts will appear in the upcoming issues of «Diacritica».

 

Prefazione

Si presenta qui la prima parte della bibliografia delle recensioni di Benedetto Croce apparse prima sulla «Critica» e poi sui «Quaderni della “Critica”» tra il 1903 e il 1951. Questa selezione copre la prima serie della «Critica» (1903-1914). Le parti successive appariranno sui prossimi numeri di «Diacritica».

Lo scopo di questa rassegna bibliografica (a cura di Raffaela Infantino) che, quanto a completezza e a rigore, nulla toglie a molti più consolidati repertori bibliografici, ha una duplice valenza: fornire agli studiosi un più snello strumento di lavoro; focalizzare l’attenzione degli interpreti, che studieranno quelle recensioni nel prossimo futuro, sulla statura europea del pensatore italiano.

Tornare a parlare del “Croce recensore” significa continuare lungo una strada fruttuosa intrapresa già da qualche anno da Francesca Lolli nel suo Croce polemista e recensore, che analizzava gli anni 1897-1919. L’insieme delle recensioni costituisce un utile complemento ai sussidi utilizzati dagli studiosi: i Taccuini di lavoro, i carteggi, la biblioteca personale del filosofo, la Miscellanea, per ricordarne alcuni.

L’attività recensoria non costituisce, infatti, una semplice unità di misura per valutare l’approvazione o la disapprovazione di Croce nei confronti degli indirizzi filosofici e culturali a lui contemporanei: è anche una straordinaria officina di lavoro perché fa luce sui libri che Croce leggeva, studiava e meditava mentre componeva le sue opere filosofiche, di critica letteraria e di storiografia.

È indubbio che dietro il Croce recensore si celi, e nemmeno tanto dissimulato, un Croce censore. Ma questa identità, come quella ancora più gretta del “doganiere”, che ha segnato decenni di confronti con Croce e con l’eredità del crocianesimo, non esaurisce la valenza culturale di quelle che il suo stesso autore, nel sistemare sé stesso, chiamò le Conversazioni critiche e che in cinque volumi racchiudono la pressoché totale quantità di recensioni pubblicate da Croce sulle sue riviste.

Il Croce recensore, come appare subito non appena si comincia a scorrere l’elenco dei contributi, è un Croce europeo: in dialogo con il suo continente, con la sua vivacità culturale, in apprensione per le sue sorti storiche e politiche. Un Croce che, dall’angolo della sua Napoli, si affacciava sul mondo, lo leggeva e lo interpretava.

Mi piace ricordare, infine, che il lavoro che si presenta nasce da un’esperienza didattica all’Università di Napoli Federico II. Ringrazio vivamente «Diacritica» e la sua Direttrice, la professoressa Maria Panetta, per l’attenzione sempre mostrata nei confronti dei lavori di giovani studiose e studiosi.

Rosalia Peluso

Nota introduttiva

Il vaglio delle recensioni, a partire da quelle che compongono la prima serie della «Critica» sino ai «Quaderni», consente di illuminare più in profondità il percorso teoretico di Croce. Attraverso la lettura e lo studio di opere altrui e la conseguente trascrizione delle sue considerazioni, il filosofo dimostra di accogliere e respingere, apprezzare e disprezzare, celebrare e condannare correnti di pensiero, o elementi di queste, al tempo circolanti in Europa. All’interno dell’apposita sezione della Rivista bibliografica sono esaminati testi di nuova pubblicazione, opere d’interesse generale che, seppure importanti, nessun altro periodico trattava o trattava a dovere a causa dell’alta specializzazione disciplinare[1]. Malgrado fosse proprio questa elevata specializzazione a garantire il prestigio delle istituzioni del sapere e dei media culturali in Italia, il filosofo riteneva altrettanto indispensabile «non perdere di vista i problemi generali e fondamentali che sono il centro della vita degli studi, e di rivolgere ad essi la stessa attenzione e intensa cura che si adopera per le idee e i fatti più speciali e particolari»[2]. Dunque, in qualità di «supplemento e sussidio», la rassegna bibliografica della «Critica» e dei «Quaderni» s’impegnava a «discutere libri, italiani e stranieri, di filosofia, storia e letteratura» prediligendo quelli che «pel merito e per la materia» godevano di «maggiore interesse» e che meglio si prestavano «a feconde discussioni».

L’impegno crociano non va, però, frainteso. La Rivista bibliografica non strizza l’occhio all’opinione pubblica, bensì adempie il proposito ultimo della «Critica», e cioè «promuovere un generale risveglio dello spirito filosofico»[3]. Come si può osservare nelle Memorie della mia vita, questo è il fine che Croce si era prefissato già agli albori della rivista[4] e che intendeva conseguire mediante l’imposizione di un «determinato ordine d’idee»[5]. Egli, infatti, sprezzava l’eclettismo contenutistico-concettuale degli altri periodici e riteneva che esso rappresentasse un «malinteso sentimento di tolleranza, ch’è in fondo indifferenza e scetticismo, pel quale da molti si fa largo nelle proprie riviste a concetti diversi e discordanti»[6]. Ragion per cui, nel corso della Prima Guerra Mondiale, la sua attitudine critica si affinò al punto tale da tradursi, durante gli anni del Fascismo, in piena opposizione al regime e a qualsiasi forma di corruzione morale. Il confronto fra le recensioni iniziali e le analisi elaborate nei decenni successivi documenta proprio il passaggio dalle semplici osservazioni critiche a giudizi non più attinenti alla sola sfera estetica, ma radicati in quella etico-civile, secondo la pratica, qualora fosse necessario per raggirare la censura fascista, di quel che Torquato Accetto aveva chiamato “dissimulazione onesta”.

Altrettanto importante è l’orizzonte europeo all’interno del quale Croce operava. Alfredo Parente, storico e critico musicale, dopo la morte del filosofo, aveva vagheggiato una sorta di nostalgia per il “Croce doganiere”: per colui, cioè, che attraverso le sue riviste e le sue collane per Laterza, si era assunto il compito di decidere quali opere europee dovessero arrivare in Italia[7]. In questo modo egli avrebbe chiuso gli argini al dilagare dei fenomeni irrazionalistici e decadentistici. Da questo pregiudizio, interno allo stesso crocianesimo ortodosso, si nutriva l’accusa di “provincialismo”, un atto d’accusa non completamente superato: ancora oggi e da più fronti si sente ripetere che Croce ha ostacolato l’ingresso in Italia delle principali correnti europee, determinando l’arretratezza della vita intellettuale della nazione.

Tuttavia, le recensioni testimoniano ben altro. Sebbene al fondo della critica di Croce si agitasse un “determinato ordine d’idee”, l’assetto partigiano delle riviste non comportò la chiusura culturale delle stesse, che anzi funsero da tramite fra i lettori italiani e i più fecondi ambienti culturali dell’Europa di quegli anni. Del resto, la “vocazione recensoria” di Croce, come l’ha chiamata Gennaro Sasso[8], è esaltata dal rifiuto della censura: i testi sottoposti a considerazioni positive, commenti o critiche prescindevano dal gusto personale e rispondevano esclusivamente all’esigenza di rilanciare e salvaguardare la cultura e la civiltà europee. Lo dimostrano il cospicuo numero di opere straniere analizzate, tedesche, inglesi, francesi, spagnole, russe e così via, e l’ingente quantità di testi in cui la matrice puramente nazionale è respinta.

Pertanto, seppure la parzialità di Croce nelle vesti di recensore sia innegabile, è altresì lampante l’impronta europea della Rivista bibliografica in entrambi i periodici. Il culto del vero, la tutela della libertà, il rinvigorimento dello spirito filosofico sono tutti propositi a cui la critica letteraria, filosofica, storiografica e politica crociana si consacra, servendosi dell’intero patrimonio culturale europeo allo scopo di custodirlo e rinnovarlo.

Legenda

La bibliografia si compone delle recensioni a firma di Benedetto Croce apparse sulla «Critica» e nei successivi «Quaderni della “Critica”» tra il 1903 e il 1951.

Per ogni annata è stato rispettato l’ordine alfabetico stabilito da Croce nell’Indice generale. Accanto all’autore e al titolo dei testi recensiti, è posta una parentesi tonda nella quale sono state riportate le ulteriori informazioni bibliografiche che il recensore segnala: per i libri, sono stati indicati il luogo, la data di pubblicazione e la casa editrice; per gli articoli, anche l’annata, il numero e le pagine di riferimento. La parentesi è talvolta disposta di seguito alla precisazione del volume o dei volumi che Croce recensisce, dei quali sono stati trascritti i titoli, oppure di fianco al curatore e/o altri collaboratori che hanno lavorato all’opera recensita. In caso di articolo, tali informazioni aggiuntive sono state inserite immediatamente dopo i titoli delle riviste. Si specifica, tuttavia, che per la selezione dei dati identificativi ci si è attenuti esclusivamente alle indicazioni di Croce, motivo per cui potrebbero essere ravvisabili lacune bibliografiche o abbreviazioni.

Nella seconda parentesi tonda è indicato l’anno in cui appare la recensione: esso è preceduto dal numero romano che precisa l’annata e seguìto dalle pagine in cui la disamina compare.

1903

  • E. Bertana, Vittorio Alfieri studiato nella vita, nel pensiero e nell’arte. Con lettere e documenti inediti, ritratti e facsimili (Torino, Loescher, 1902), I (1903), pp. 118-26.
  • G. Cimbali, Saggi di filosofia sociale e giuridica (Roma, Bocca, 1903), I (1903), pp. 151-53.
  • U. Forti, Il realismo nel diritto pubblico (Camerino, tip. Savini, 1903), I (1903), pp. 470-72.
  • G. Fraccaroli, L’irrazionale nella letteratura (Torino, Bocca, 1903), I (1903), pp. 282-86.
  • A. Galletti, Studi di letterature straniere. D.G. Rossetti e la poesia preraffaellita. G. Leopardi ed A. de Vigny. C. Leconte de Lisle (Verona, Drucker, 1903), I (1903), pp. 153-54.
  • D. Giuriati, Il plagio (Milano, Hoepli, 1903), I (1903), pp. 468-70.
  • K. Groos, Der ästhetische Genuss (Giessen, Ricker, 1902), I (1903), pp. 213-17.
  • A. von Harnack, L’essenza del Cristianesimo (Torino, Bocca, 1903), I (1903), pp. 149-51.
  • D. Jaja, L’insegnamento filosofico universitario e il regolamento nuovo (Pisa, Mariotti, 1903), I (1903), pp. 372-74.
  • J. Kohn, Allgemeine Aesthetik (Lipsia, Engelmann, 1901), I (1903), pp. 213-17.
  • «Leonardo» (nn. da 1 a 9, 1903), I (1903), pp. 287-91.
  • T. Lindner, Weltgeschichte seit der Völkerwanderungen in neun Bänden, vol. I: Der Ursprung der byzantinischen, islamischen, abendländisch-christlichen, chinesischen und indischen Kultur (Stuttgart-Berlin, Cotta, 1901), vol. II: Niedergang der islamischen und der byzantinischer Kultur. Bildung der europäischen Staaten (Stuttgart-Berlin, Cotta, 1902), I (1903), pp. 139-43.
  • G. Lisio, L’arte del periodo nelle opere volgari di Dante Alighieri e del secolo XIII. Saggio di critica e di storia letteraria (Bologna, Zanichelli, 1902), I (1903), pp. 62-65.
  • A. Loria, Marx e la sua dottrina (Milano-Palermo-Napoli, Sandron, 1902), I (1903), pp. 148-49.
  • M. Losacco, Le dottrine edonistiche italiane del secolo XVIII. Saggio storico psicologico (Napoli, tip. R. Università, 1902), I (1903), pp. 154-55.
  • A. E. Lumbroso, Plagi, imitazioni e traduzioni, in Id., Scaramucce e Avvisaglie (Frascati, Tipografia Tuscolana, 1902), I (1903), pp. 468-70.
  • G. B. Marchesi, Studi e ricerche intorno ai nostri romanzieri e romanzi del Settecento. Coll’aggiunta di una bibliografia dei romanzi editi in Italia in quel secolo (Bergamo, Istituto italiano d’arti grafiche, 1903), I (1903), pp. 464-67.
  • F. Masci, Filosofia, scienza, storia della filosofia, Memoria letta alla R. Accademia di Scienze morali e politiche di Napoli (Napoli, tip. R. Università, 1902), I (1903), pp. 68-71.
  • E. Masi, Asti e gli Alfieri nei ricordi della villa di San Martino (Firenze, Barbèra, 1903), I (1903), pp. 118-26.
  • F. Ovidio (d’), Rimpianti (Milano-Palermo-Napoli, Sandron, 1903), I (1903), pp. 218-23.
  • I. Petrone, F. Nietzsche e L. Tolstoi. Idee morali del tempo (conferenze lette alla Società «Per Cultura», Napoli, Pierro, 1902), I (1903), pp. 73-75.
  • (G. S. Pianell), Il generale Pianell. Memorie: 1859-1892 (Firenze, Barbèra, 1902), I (1903), pp. 223-26.
  • «Revue de synthèse historique» (direttore H. Berr, 1900-1902), I (1903), pp. 49-56.
  • N. Ruggieri, Vincenzo Cuoco. Studio storico-critico con un’appendice di documenti inediti (Rocca S. Casciano, L. Cappelli, 1903), I (1903), pp. 298-300.
  • M. Rümelin, Die Verwendung der Causalbegriffe im Straf- und Civilrechte, in «Archiv für civilistische Praxis» (1900, p. 174), I (1903), pp. 75-76.
  • F. Scerbo, Spiritualità del linguaggio (Firenze, tip. «Rassegna Nazionale», 1902), I (1903), pp. 134-39.
  • G. Sorel, Saggi di critica del marxismo, a cura e pref. di V. Racca (Palermo, Sandron, 1903), I (1903), pp. 226-28.
  • H. Taine, Sa vie et sa correspondance. Correspondance de jeunesse, 1847-1853 (Paris, Hachette, 1902), I (1903), pp. 65-68.
  • E. Wechssler, Giebt es Lautgesetze?, in «Forschungen zur romanischen Philologie», Festgabe für Hermann Suchier (1900, pp. 349-538), I (1903), pp. 134-39.
  • W. Wundt, Einleitung in die Philosophie (Leipzig, Engelmann, 1901), I (1903), pp. 57-62.
  • Id., Völkerpsychologie. Eine Untersuchung der Entwicklungsgesetze von Sprache, Mythus und Sitte, vol. I: Die Sprache (Leipzig, Engelmann, 1900), I (1903), pp. 291-95.
  • G. Zuccante, Il bello e l’arte nella dottrina di Socrate, in «Rendiconti: Reale Istituto Lombardo di Scienze e Lettere» (XXXV, 1902, pp. 920-34), I (1903), pp. 228-29.

1904

  • É. Bertaux, L’art dans l’Italie méridionale, vol. I: De la fin de l’Empire romain à la conquête de Charles d’Anjou (Paris, A. Fontemoing, 1904), II (1904), pp. 204-09.
  • O. Driesen, Der Ursprung des Harlekin. Ein kulturgeschichtliches Problem (Berlin, A. Duncker, 1904), II (1904), pp. 382-88.
  • G. Dumesnil, L’âme et l’évolution de la littérature des origines à nos jours, voll. I-II, (Paris, Société franç. d’imprim. et de libr., 1903), II (1904), pp. 292-96.
  • R. Eisler, Studien zur Werttheorie (Leipzig, Duncker u. Humblot, 1902), II (1904), pp. 319-23.
  • N. F. Faraglia, Storia della regina Giovanna II d’Angiò (Lanciano, R. Carabba, 1904), II (1904), pp. 327-30.
  • C. Lange, Sinnesgenüsse und Kunstgenuss. Beiträge zu einer sensualistischen Kunstlehre, a cura di H. Kurella (nella collez. Grenzfragen des Nerven- und Seelenlebens, Wiesbaden, Bergmann, 1903), II (1904), pp. 319-23.
  • F. Masci, Psicologia (Napoli, Pierro, 1902-1904), II (1904), pp. 191-97.
  • M. Porena, Vittorio Alfieri e la tragedia (Milano, Hoepli, 1904), II (1904), pp. 330-32.
  • G. Prezzolini (Giuliano il sofista), Il linguaggio come causa d’errore (Firenze, Spinelli, 1904), II (1904), pp. 150-53.
  • G. Prezzolini (Giuliano il sofista), H. Bergson (Firenze, Spinelli, 1904), II (1904), pp. 150-53.
  • A. Ravà, La classificazione delle scienze e le discipline sociali (Roma, Loescher, 1904), II (1904), pp. 309-13.
  • H. Reich, Der Mimus. Ein litterar-entwickelungsgeschichtlicher Versuch, vol. I parte I: Theorie des Mimus, parte II: Entwickelungsgeschichte des Mimus (Berlin, Weidmannsche Buchhandlung, 1903), II (1904), pp. 382-88.
  • C. Ricci, Sophonisbe dans la tragédie classique italienne et française (Torino, Paravia, 1904), II (1904), pp. 483-86.
  • G. Romano-Catania, Filippo Buonarroti (2ª ediz. corretta ed ampliata con nuovi documenti inediti, Palermo, Sandron, 1902), II (1904), pp. 69-70.
  • G. Saintsbury, A History of Criticism and Literary Taste in Europe from the Earliest Texts to the Present Day, vol. II: From the Renaissance to the Decline of XVIII Century Orthodoxy (Edinburgh and London, Blackwood, 1902), II (1904), pp. 59-63.
  • F. Sarlo (de), I dati della esperienza psichica (Firenze, tip. Galletti, 1903), II (1904), pp. 140-43.
  • M. Schipa, Il regno di Napoli al tempo di re Carlo di Borbone, (Napoli, L. Pierro, 1904), II (1904), pp. 394-400.
  • J. Schlosser (von), Randglossen zu einer Stelle Montaignes, in Beiträge zur Kunstgeschichte Franz Wickhoff gewidmet (Wien, Schrolle, 1903), II (1904), pp. 319-23.
  • E. Solmi, La «Città del Sole» di Tommaso Campanella edita per la prima volta nel testo originale con introduzione e documenti (Modena, tip. L. Rossi, 1904), II (1904), pp. 405-408.
  • V. Spinazzola, Le origini e il cammino dell’arte. Prelezioni ad un corso di Estetica (Bari, Laterza, 1904), II (1904), pp. 123-28.
  • F. Strunz, Theophrastus Paracelsus, sein Leben und seine Persönlichkeit. Ein Beitrag zur Geistesgeschichte der deutschen Renaissance (Leipzig, E. Diederichs, 1903), II (1904), pp. 410-11.
  • F. Virgilii, La Statistica nella odierna evoluzione sociale (Milano-Palermo-Napoli, Sandron, 1903), II (1904), pp. 487-89.
  • K. Vossler, Die philosophischen Grundlagen zum «süssen neuen Stil» des Guido Guinicelli, Guido Cavalcanti und Dante Alighieri: eine Studie (Heidelberg, Winter, 1904), II (1904), pp. 132-37.

1905

  • Annali bibliografici e catalogo ragionato delle edizioni di Barbèra, Bianchi e comp. di G. Barbèra con elenco di libri, opuscoli e periodici stampati per commissione: 1854-1880 (Firenze, G. Barbèra, ottobre MCMIV), III (1905), pp. 50-52.
  • G. Grasso, Ricordi monumentali a Pasquale Stanislao Mancini ed a Francesco De Sanctis in Ariano di Puglia: 8 novembre 1903 (Ariano, Stab. tip. Appulo-Irpino, 1904), III (1905), pp. 157-59.
  • H. Jacobi, Die indische Logik, in «Nachrichten von der königlichen Gesellschaft der Wissenschaften zu Göttingen», Philologisch-Historische Klasse (f. 4˚, 1901, pp. 460-84), III (1905), pp. 324-26.
  • G. Lanzalone, Accenni di critica nuova, in «Nuova Antologia» (f. 16 novembre, 1904, p. 11), III (1905), pp. 55-56.
  • Ad. Levi, L’indeterminismo nella filosofia francese contemporanea, vol. I: La filosofia della contingenza (Firenze, Seeber, 1905), III (1905), pp. 509-16.
  • Aless. Levi, Per un programma di filosofia del diritto (Torino, Bocca, 1905), III (1905), pp. 509-16.
  • F. Mauthner, Aristoteles. Ein unhistorischer Essay (nella collez. Die Literatur, a cura di G. Brandes, Berlin, Bard-Marquardt, 1905), III (1905), pp. 420-21.
  • G. Melli, La filosofia di Schopenhauer (Firenze, Seeber, 1905), III (1905), pp. 509-16.
  • F. Ovidio (d’), L’arte per l’arte (discorso letto all’Accademia dei Lincei nella seduta reale del 4 giugno 1905, ediz. del «Giornale d’Italia», n. 155, 5 giugno 1905), III (1905), pp. 327-29.
  • M. Porena, Che cos’è il bello? Schema d’un’estetica psicologica (Milano, Hoepli, 1905), III (1905), pp. 414-17.
  • I. Petrone, Lo Stato mercantile chiuso di G. Am. Fichte e la premessa teorica del comunismo giuridico (Memoria letta alla R. Accademia di Scienze morali e politiche di Napoli, Napoli, tip. R. Università, 1904), III (1905), pp. 146-50.
  • Id., Problemi del mondo morale meditati da un idealista (Milano-Palermo-Napoli, Sandron, 1905), III (1905), pp. 509-16.
  • C. Ranzoli, Dizionario di scienze filosofiche (Milano, Hoepli, 1905), III (1905), pp. 509-16.
  • A. Rolla, Storia delle idee estetiche in Italia (Torino, Bocca, 1904), III (1905), pp. 221-30.
  • U. Segré, Luigi Lanzi e le sue opere (Assisi, tip. Metastasio, 1904), III (1905), pp. 155-57.
  • A. Trombetti, L’unità d’origine del linguaggio (Bologna, L. Beltrami ed., 1905), III (1905), pp. 406-409.
  • G. Valle (della), La psicogenesi della coscienza (Milano, Hoepli, 1905), III (1905), pp. 509-16.
  • G. Vecchio (del), I presupposti filosofici della nozione del diritto (Bologna, Zanichelli, 1905), III (1905), pp. 509-16.
  • A. Vitagliano, Storia della poesia estemporanea nella letteratura dalle origini ai nostri giorni (Roma, Loescher, 1905), III (1905), pp. 47-49.
  • K. Vossler, Positivismus und Idealismus in der Sprachwissenschaft. Eine sprach-philosophische Untersuchung (Heidelberg, Winter, 1904), III (1905), pp. 150-53.

1906

  • Albertazzi, Il romanzo (nella collez. Storia dei generi letterarii italiani, Milano, Vallardi, s. a., ma 1904), IV (1906), pp. 123-29.
  • M. Calderoni, Disarmonie economiche e disarmonie morali. Saggi di un’estensione della teoria ricardiana della rendita (Firenze, Lumachi, 1906), IV (1906), pp. 129-34.
  • M. Calderoni, L’imperativo categorico, in «Leonardo» (a. IV, aprile-giugno 1906, pp. 144-48), IV (1906), pp. 316-17.
  • R. Canat, Une forme du mal du siècle. Du sentiment de la solitude morale chez les romantiques et les parnassiens (Parigi, Hachette, 1904), IV (1906), pp. 314-15.
  • N. Colajanni, Latini e anglosassoni. Razze inferiori e razze superiori, pref. di G. Novicow (Roma-Napoli, presso la «Rivista popolare», 1906), IV (1906), pp. 381-82.
  • P. Colletta, Storia del reame di Napoli dal 1734 al 1825, introduzione e commento di C. Manfroni (2 voll., Milano, Vallardi, 1905), IV (1906), pp. 308-10.
  • L. Couturat, Pour la logistique, in «Revue de métaphysique et de morale» (marzo 1906, pp. 208-50), IV (1906), pp. 379-81.
  • G. Fanciulli, La coscienza estetica (Torino, Bocca, 1906), IV (1906), pp. 373-77.
  • R. Flint, Philosophy as Scientia Scientiarum and a History of Classification of the Sciences (Edinburgh and London, Blackwood, 1904), IV (1906), pp. 63-65.
  • L. Hearn, Kokoro. Cenni ed echi dell’intima vita giapponese, tr. it. di G. De Georgio e pref. di G. De Lorenzo (Bari, Laterza, 1907), IV (1906), pp. 452-55.
  • W. James, L’immortalità umana, tr. it. di C. Pironti, in «Rivista d’Italia» (febbraio 1906, pp. 320-43), IV (1906), pp. 144-47.
  • G. S. Kennard, Romanzi e romanzieri italiani, (voll. I-II, Firenze, Barbèra, 1904), IV (1906), pp. 123-29.
  • G. Lanzalone, Accenni di una critica nuova (Milano, ed. «La Vita internazionale», 1906), IV (1906), pp. 317-18.
  • F. Newton Scott, The Most Fundamental Differentia of Poetry and Prose, in «Publications of the Modern Language Association of America» (vol. XIX), IV (1906), pp. 466-68.
  • F. Newton Scott, The Scansion of Prose Rhythm, in «Publications of the Modern Language Association of America» (vol. XX), IV (1906), pp. 466-68.
  • G. Papini, Il crepuscolo dei filosofi: Kant, Hegel, Schopenhauer, Comte, Spencer, Nietzsche (Milano, Società editrice lombarda, 1906), IV (1906), pp. 140-44.
  • V. Pareto, Manuale di economia politica. Con una introduzione alla scienza sociale (Milano, Soc. editr. libraria, 1906), IV (1906), pp. 129-34.
  • L. Pignatelli di Monteroduni, Saggio sul sentimento della natura (Milano-Palermo-Napoli, Sandron ed., 1905), IV (1906), pp. 65-66.
  • M. Rossi, Contro la stilistica (Firenze, Seeber, 1906), IV (1906), p. 469.
  • R. Wallace, Il posto dell’uomo nell’universo. Studi sui risultati delle ricerche scientifiche sulla unità o pluralità dei mondi, tr. it. e studio critico di G. Lo Forte (Palermo, Sandron, 1906), IV (1906), pp. 377-79.
  • A. Scrocca, Studi sul Monti e sul Manzoni (Napoli, Pierro, 1905), IV (1906), pp. 147-49.
  • G. Séailles, Léonard de Vinci, l’artiste et le savant: 1452-1519. Essai de biographie psychologique. Nouvelle édition revue et augmentée (Paris, Perrin, 1906), IV (1906), pp. 221-22.

1907

  • M. Borsa, Il teatro inglese contemporaneo (Milano, Treves, 1906), V (1907), pp. 395-96.
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  • E. Levi, Storia poetica di Don Carlos (Pavia, Mattei, 1914), XII (1914), pp. 232-34.
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Raffaela Infantino

  1. B. Croce, Il programma della «Critica», in Id., Conversazioni critiche. Serie seconda, vol. II, Bari, Laterza, 1950, pp. 353-57: 353: «perché o non entrano nella “specialità” di ciascuna di esse, o si distendono sulle linee d’incrocio di parecchi campi di studio attigui» (in riferimento alle riviste del tempo).
  2. Ivi, p. 354. Lo stesso vale per le citazioni che seguono.
  3. Ivi, p. 355.
  4. B. Croce, Piano di studii, in Id., Memorie della mia vita. Appunti che sono stati adoprati e sostituiti dal «Contributo alla critica di me stesso», Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Storici, 1992, pp. 25-32: 27.
  5. B. Croce, Il programma della «Critica», art. cit., p. 354.
  6. Ibidem.
  7. Cfr. A. Parente, Croce per lumi sparsi. Problemi e ricordi, Firenze, La Nuova Italia, 1975, pp. 488-94.
  8. Cfr. G. Sasso, Croce e le letterature e altri saggi, Napoli, Bibliopolis, 2018.

(fasc. 59, 25 febbraio 2026)