Editoria scolastica digitale. I manuali di storia letteraria di Loescher e Zanichelli a confronto

Autore di Noemi Cinti

I libri di testo digitali, se non costituiscono ancora del tutto il nostro presente, costituiranno, di certo, il fulcro della didattica del futuro a noi più prossimo. Nonostante questa sia ormai quasi una certezza, il ruolo del libro di testo tradizionale fatica ancora a tramontare tanto che, sia in Italia sia all’estero, questo è ancora percepito come strumento di apprendimento e supporto pedagogico per eccellenza e la riflessione sulla natura del libro di testo, sulle sue funzioni e sul ruolo che va a ricoprire nella didattica è più che mai presente e vivace. In un certo senso, percependo l’accelerazione che l’evoluzione dei manuali scolastici sta subendo verso il digitale, si tende a rivendicare il ruolo del libro di testo cartaceo come componente essenziale anche di questo passaggio cruciale, come se ribadire le caratteristiche e le proprietà di questo tipo di prodotto editoriale possa essere d’aiuto nel definire le prospettive, i requisiti e le esigenze ai quali il digitale dovrà saper rispondere.

I nuovi prodotti dell’editoria scolastica, trasmigrati nel digitale, per non snaturare eccessivamente il valore del libro di testo, devono soddisfare adeguatamente esigenze e requisiti specifici. L’editore, oggi, è quindi chiamato a ridefinire il proprio ruolo di interprete e rielaboratore non solo di istanze e contenuti, ma anche di contenitori in quanto l’editoria scolastica, di fronte alla digitalizzazione, non può più pensare solamente al testo, ma anche, e soprattutto, al device attraverso il quale quel testo verrà consultato. L’attenzione delle case editrici impegnate nella scolastica, quindi, si è dovuta spostare dalla selezione e dall’organizzazione dei soli contenuti didattici anche verso la creazione di software dalle funzionalità innovative, tenendo conto della concorrenza sul piano tecnologico, oltre che contenutistico.

Ma in che modo le maggiori case editrici impegnate nella scolastica hanno scelto di operare? L’analisi di due libri di testo misti[1] editi rispettivamente da Loescher e da Zanichelli mostra come le possibili applicazioni di una valida compenetrazione tra strumento analogico e digitale siano, in realtà, facilmente perseguibili, seppur partendo da presupposti diversi e integrando la linearità del linguaggio del testo cartaceo e la granularità del linguaggio multimediale con metodi e modalità differenti.

Loescher: Rosa fresca aulentissima

La centralità del testo letterario e della letteratura, intesa come dialogo fra testi, è la caratteristica essenziale dell’opera edita da Loescher, che, allo stesso tempo, offre nuovi, stimolanti spunti per lo studio della storia della letteratura. Prendendo in esame Rosa fresca aulentissima[2] e indagando sui contenuti digitali inseriti di supporto al cartaceo, infatti, immediatamente si realizza che il testo tende a preservare la complessità e la linearità argomentativa del libro cartaceo, permettendo di “evadere” da ciò che è strettamente legato al carattere curricolare degli argomenti trattati, ma pur sempre in maniera guidata.

Lo storytelling narrativo principale rimane totalmente affidato al manuale cartaceo, mentre al digitale viene affidato il compito di amplificare la possibilità di compiere richiami, rimandi, spunti di riflessione e confronti, anche tra più discipline, senza frammentare l’organicità del testo narrativo di partenza. È un prodotto editoriale che sicuramente non permette che il linguaggio digitale porti a un’eccessiva frammentazione dell’informazione e che punta alla chiarezza e alla limpidezza della complessità argomentativa semplificandola, a volte, senza però mai abbandonarla eccessivamente alla liquidità del linguaggio digitale. Il manuale, infatti, non affida ai contenuti digitali il compito di compiere un percorso esplicativo posto a un livello paritetico rispetto ai contenuti del cartaceo; piuttosto, vede nel digitale una possibilità di ampliamento della componente argomentativa e di approfondimento, e per questo prova, riuscendoci perfettamente, a utilizzare questo tipo di linguaggio per problematizzare, approfondire, analizzare con criticità. Dunque, mentre il manuale cartaceo, in un certo senso, è il luogo fisico dell’acquisizione di un sapere lineare, i contenuti digitali offrono una visione più ampia delle tematiche trattate, tramite la correlazione tra parola e immagini, la sinergia che intercorre tra una lettura e un ascolto musicale, la comparazione tra un testo e un film.

In Rosa fresca aulentissima l’apporto del digitale è ben circoscritto a specifiche funzioni senza risultare, quindi, invasivo rispetto alla natura tradizionale del testo cartaceo: la carta, da una parte, e il web, dall’altra, collaborano e si compenetrano, nella convinzione che «soltanto dalla interazione di entrambe si determinino condizioni favorevoli allo sviluppo delle competenze, disciplinari e non».

Riportiamo, nella prima intervista che segue, il parere che Corrado Bologna e Paola Rocchi, i curatori dell’opera, hanno espresso in merito alla questione dell’utilizzo del linguaggio digitale nell’ideazione e nella realizzazione di un progetto editoriale come questo, e sul ruolo che l’editoria scolastica dovrebbe ricoprire nei processi educativi in relazione all’uso dei nuovi strumenti tecnologici nella didattica. Sebbene le posizioni espresse risultino contrastanti, è possibile, tuttavia, riscontrare una visione comune di fondo: il digitale deve rimanere un semplice strumento, un mezzo per assicurare la moltiplicazione delle possibilità di apprendimento, senza snaturare la funzione narrativa da sempre svolta dal testo cartaceo.

Zanichelli: La vita dei testi

Prendendo, invece, in analisi il modello Zanichelli, La vita dei testi[3] si presenta come un libro che risponde in maniera ineccepibile alle problematiche poste in campo dal digitale. La ricerca Zanichelli non si è limitata alla trasposizione di contenuti analogici in formato digitale, ma ha reso estremamente interattivi anche questo genere di contenuti. Pur presentando ancora una massiccia e ben organizzata componente cartacea che risulta essere lo strumento predominante, i contenuti digitali, specie quelli born digital[4], sono altamente interattivi, interdisciplinari, formati da contenuti granulari che, però, non rinnegano la complessità tipica dello stile testuale narrativo del manuale cartaceo. Sono contenuti più liquidi, maggiormente flessibili e rapidi da consultare, che si adattano alle esigenze del discente. Pur non presentando un gran numero di contenuti in formato video o audio, le implementazioni digitali rispondono bene all’esigenza esplicativa che, spesso, il linguaggio digitale dimentica.

Anche in termini di interoperabilità, sia tramite il progetto ZainoDigitale sia con la piattaforma CloudSchooling, che permette di accedere pure alle risorse digitali di testi di altre case editrici aderenti, relativi anche a tutte le altre materie scolastiche, la Zanichelli ha compiuto un notevole passo avanti. Certo, la strada da percorrere è ancora lunga e, nell’era del digitale, tutto ciò che risulta innovativo e all’avanguardia diventa superato e vecchio in tempi brevissimi, ma nel panorama editoriale scolastico attuale, ancora in preda allo scompiglio e in cerca di risposte verso i sentieri più disparati, La vita dei testi rappresenta un ottimo compromesso tra l’indiscusso primato del cartaceo che, nonostante tutto, tende ancora a prevalere e mantiene il proprio ruolo di guida, e la creazione di contenuti digitali che offrono risposte decise più che timidi suggerimenti, che offrono solidità pur nella frammentazione, che, pur rappresentando l’innovazione, non rinnegano totalmente ciò che è tradizionale e, anzi, lo prendono per mano accompagnandolo verso altre prospettive.

La vita dei testi è un manuale che non offre staticità ma che cala lo studente davvero nella vita degli autori e delle loro opere, è un testo che ha superato il tradizionale approccio didattico improntato sulla verticalizzazione della trasmissione del sapere ma che apre alla condivisione, al confronto e all’approfondimento, motivando gli studenti alla creazione di un proprio senso critico, senza perdere mai di vista, nemmeno quando utilizza il linguaggio digitale, la linearità e la macro complessità dei contenuti e offrendo, però, uno sguardo tutto nuovo sulla letteratura e i suoi protagonisti.

Inoltre, il percorso svolto dal libro di testo è, sì, lineare, ma si presta a deviazioni e intrecci, specie attraverso i Percorsi tematici trasversali, come ad esempio La scrittura e la scena, composto da 15 schede sulla storia e le tecniche della scrittura teatrale firmate dal drammaturgo e docente Renato Gabrielli; oppure la Storia del libro, che illustra l’evoluzione del medium culturale per eccellenza dai codici miniati all’ebook, compiendo un approfondito excursus sul libro come oggetto fisico ad opera dello storico dell’editoria e bibliofilo Hans Tuzzi. La conformazione stessa del manuale cartaceo, insomma, che permette di “evadere”, ma pur sempre in maniera guidata, dal sentiero ben delineato dello storytelling narrativo, è già di per sé aperta all’implementazione digitale che, grazie alla sua conformazione reticolare, amplifica la possibilità di compiere richiami, rimandi e confronti, offrendo vari spunti di riflessione. È un testo che guida il lettore, lo indirizza, gli parla della letteratura incuriosendolo e spingendolo a intraprendere anche percorsi individuali. È un prodotto editoriale che non teme che il linguaggio digitale possa portare a un’eccessiva riduzione dell’informazione, semplificandola all’estremo, ma che, piuttosto, vede nel digitale una possibilità di ampliamento delle conoscenze e per questo prova, riuscendoci perfettamente, a utilizzare questo tipo di linguaggio per problematizzare, approfondire, analizzare con criticità.

Per poter meglio comprendere le dinamiche alla base del concepimento, della gestazione e della nascita di un libro di testo connotato da un così forte apparato digitale, abbiamo chiesto a Floriana Calitti, curatrice dell’opera, e a Lorenzo Rossi, vicedirettore editoriale per Zanichelli (cfr. la seconda delle interviste che seguono), di rispondere ad alcune domande circa il processo creativo e di progettazione del prodotto editoriale, sviscerando le idee che gli hanno dato vita, illustrando la loro visione del ruolo che l’editoria scolastica dovrebbe ricoprire nei processi educativi e rendendo conto delle scelte che sono state compiute dalla casa editrice in termini di sviluppo dei contenuti, formati utilizzati e implementazioni digitali; fornendo, infine, un loro parere in merito alla questione dell’utilizzo dei nuovi strumenti digitali nella didattica.

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  1. Secondo quanto indicato nel Decreto Ministeriale n. 781 del 27/9/2013, per libro di testo “misto” si intende un testo in versione cartacea e digitale accompagnato da contenuti digitali integrativi (modalità mista di tipo b).
  2. La raccolta, nell’edizione gialla del 2012, è costituita da sei volumi.
  3. L’opera completa, edita per la prima volta nel 2015, si compone di 7 volumi.
  4. Il termine born digital si riferisce a materiali che vedono la loro origine direttamente in una forma digitale. Il termine viene quindi utilizzato per differenziare questo tipo di contenuti da quelli digitalizzati tramite la prassi di riformattazione e “traduzione” digitale, attraverso la quale i materiali analogici assumono un formato digitale

(fasc. 26, 25 aprile 2019)