«Diacritica» in Classe A!

Autore di Maria Panetta

Dopo alcuni anni dalla nostra prima richiesta di accreditamento, finalmente il 7 aprile scorso l’ANVUR ha inserito «Diacritica» nell’elenco delle riviste scientifiche dell’Area 10, retrodatando coerentemente il riconoscimento all’anno 2016. Ne siamo ovviamente fieri, perché questo ulteriore fiore all’occhiello ci ripaga dell’impegno, del tempo dedicato e delle energie spese negli ultimi cinque anni.

Anche se sperato, assai gradito perché inatteso è stato, poi, il riconoscimento della rivista come periodico di Classe A per quanto concerne il Settore concorsuale accademico della “Critica letteraria e letterature comparate” (10/F4): ci ritroviamo, dunque, nell’Olimpo delle riviste letterarie italiane che ospitano un dibattito di riconosciuto livello nazionale e internazionale su temi di critica letteraria e comparatistica, e questo non può che inorgoglirci, tanto più che «Ofelia», la collana di punta del nostro editore (Diacritica Edizioni), pubblica testi relativi proprio a questi temi, gratuitamente messi a disposizione online in formato PDF.

«Diacritica» continuerà, dunque, a prefiggersi come obiettivo prioritario quello della qualità, sia in relazione alla selezione dei contenuti ˗   che sarà sempre garantita dalla supervisione del Comitato Scientifico ed Editoriale, del nostro gruppo di revisori anonimi e della Redazione ˗   sia per quanto concerne l’attenzione “maniacale” al rispetto della forma, che è una delle nostre costanti “preoccupazioni”: del resto, cura è, etimologicamente, ‘sollecitudine’, ‘premura’, ‘riguardo’, ‘tutela’.

Colgo l’occasione per ringraziare, oltre a Direttore Responsabile, Editore, Comitato Scientifico ed Editoriale, i nostri circa centonovanta collaboratori ˗  fra i quali studiosi di fama e prestigio internazionali ˗ , il nostro webmaster, i consulenti editoriali e soprattutto i lettori affezionati che ci seguono fin dall’inizio e ci sostengono con la loro affettuosa partecipazione ai nostri casi.

Festeggiamo con un numero “più che doppio”, da assaporare con calma in questo periodo di necessaria reclusione.

Grazie! Ad maiora!

(fasc. 32, 25 aprile 2020)

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