Introduzione. 25 febbraio 2016: due anniversarii

Autore di Maria Panetta

Con gioia e soddisfazione pubblichiamo, oggi, questo numero monografico di «Diacritica», che per noi riveste una particolare importanza per due diverse ragioni: in primo luogo, siamo orgogliosi che abbiano scelto questa sede editoriale – per celebrare i centocinquant’anni trascorsi dalla nascita (il 25 febbraio del 1866 a Pescasseroli, lo ricordiamo) di uno dei più rilevanti intellettuali del Novecento italiano e internazionale – alcuni tra i più stimati studiosi di Croce del momento, tra i quali molti hanno preso parte anche alla lodevole iniziativa del Lessico crociano, ideata e curata da Rosalia Peluso con la supervisione di Renata Viti Cavaliere e pubblicata, a partire dal 2013, dalla Scuola di Pitagora editrice sia in cartaceo sia in singoli e-book dedicati alle varie voci.

La seconda ragione, che ci riguarda più da vicino, è che la data odierna coincide, per «Diacritica», con quella di avvio della rivista, esattamente un anno fa, e rappresenta, dunque, una proficua occasione per tracciare un primo bilancio.

Fondare una nuova rivista in un’epoca di recessione e di sofferenza per l’intero comparto editoriale (con poche eccezioni) è stata, di certo, una scommessa non priva di rischi e, forse, di una certa dose di temerarietà. Dare vita a un periodico indipendente e senza scopi di lucro, poi, e per di più che si occupa di filologia, letteratura, critica letteraria, poesia, traduzione, storia dell’editoria, e che si propone di restituire alla recensione il suo originario valore di articolo informativo, sì, ma anche e soprattutto critico-valutativo, richiede, forse, un pizzico di follia e una certa ostinata fede nella possibilità perlomeno di ipotizzare un “mondo diverso”, in un contesto quale quello attuale, che tende a monetizzare ogni aspetto del vivere e che sottovaluta e svaluta tutte le professioni intellettuali: da quella del docente di vario ordine e grado a quella del ricercatore (più o meno incardinato), da quella del critico a quella dello scrittore e del poeta non inserito nel sistema.

«Diacritica» è nata per dar voce a molti giovani di talento cui altre riviste accreditate chiudono le porte e anche a certi studiosi navigati, esclusi dalle cordate vincenti, ma meritevoli di spazio e di ascolto per la loro competenza, per la validità del loro approccio metodologico e per la qualità della loro prosa: in un anno di pubblicazioni, ha prestato attenzione anche a molte voci fresche di laureati appassionati e volenterosi, ospitando svariati contributi di studiosi noti e apprezzati, nonché di valenti critici letterari.
Rinnovando l’auspicio di poter continuare a essere una fucina di giovani studiosi in formazione, nonché un porto franco per qualsiasi voce matura e autorevole, fuori dal coro, «Diacritica» si appresta a celebrare, in questo numero, la levatura morale e la statura intellettuale di Benedetto Croce, sottolineando la perdurante vitalità del suo pensiero, basata anche sulle sue criticità e sui suoi snodi irrisolti, e invitando le nuove generazioni di studiosi a un approccio critico più consapevole e scevro di pregiudizi alla sua vasta opera.

Preannunciamo che, d’ora in avanti, ogni numero di febbraio sarà dedicato a studi crociani, sperando che «Diacritica» possa divenire anche un punto di riferimento per l’aggiornamento bibliografico relativo alla produzione saggistica intorno al filosofo, storico, critico, polemista, erudito, editor, organizzatore di cultura etc. abruzzese, di adozione napoletana.

Per quanto mi riguarda, non posso che ringraziare, oltre al nostro infaticabile web master, Daniele Buscioni, tutti i collaboratori della rivista e tutti coloro che hanno creduto, assieme a me, in questo progetto1, a partire dal cofondatore e dai membri del Comitato Scientifico, sempre prodighi di utili consigli e, allo stesso tempo, sempre rispettosi delle idee altrui, come dovrebbe accadere in tutte le Comunità scientifiche degne di questo nome.
Roma, 25 febbraio 2016

  1. Questo numero monografico di «Diacritica» è dedicato alla Prof.ssa (e Dirigente scolastico) Emilia Oppido.

(fasc. 7, 25 febbraio 2016)

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