Di un’altra voce sarà la paura di Yuleisy Cruz Lezcano è una rappresentazione del mondo con la parola che sembra impossibile in qualsiasi altra analisi di realtà. La scelta di Yuleisy è quella di adottare un’ottica in cui il senso viene lasciato interamente al lettore: ogni testo, infatti, nasce indubitabilmente da questa volontà non tanto di raffigurare quanto di interagire col lettore stesso e di “smitizzare” la realtà.
In queste poesie troveremo gesti della vita quotidiana e frammenti di cronaca: senza mai farsi sottomettere da un intento retorico, la poesia diventa un bisturi impietoso, incide e lascia il segno. L’autrice è veggente, ma a volte è anche un tramite: l’anello di congiunzione tra l’uomo e le cose, e la loro ragion d’essere.
L’autrice sente l’esigenza di non trascurare nessun minimo dettaglio della vita quotidiana; pertanto, la scrittura di Lezcano è lineare ed essenziale, tanto da poter essere definita con due semplici vocaboli: il gesto e la parola. Due momenti vitali che procedono parallelamente: il gesto certamente è legato all’autobiografia e conduce il lettore a interrogarsi sugli accadimenti e a cercare un sistema valoriale in base al quale formulare giudizi e compiere scelte. La parola o meglio le parole sono concetti astratti sottesi al gesto e capaci di lasciar intravedere il senso della vita, avvertendo tuttavia che esso può essere scoperto solo al termine di una sofferta ricerca introspettiva e non può essere determinato per opportunistica convenienza.
In queste poesie si può cogliere, forse, anche il monito ad affrontare la vita con generosità e con pienezza, perché lì è la sorgente della conoscenza, da lì trae linfa la tensione a più avanzati traguardi.
La poesia è, nell’ottica dell’autrice, la profonda immagine del mondo che testimonia la presenza umana sulla terra. Alla base di questi versi si scoprono valori sentimentali, riconducibili al ciclo costante di amore, vita e morte: sono poesie che esprimono le emozioni di quanti si adoperano nell’esaltare la bellezza della mente e della natura, e nel celebrare la fede nella vita.
(fasc. 55, 25 febbraio 2025)