Abstract: Nella scrittura di Maurizio De Giovanni, il patrimonio acustico napoletano concorre alla ricostruzione narrativa degli anni ’30, epoca in cui è ambientata la serie letteraria dedicata al commissario Ricciardi. L’udito è costantemente sollecitato da una ricca trama di elementi sonori, che danno vita a una partitura letteraria capace di restituire la specificità di una città mitologicamente legata alla musica, fatta di contrappunti, incastri e stratificazioni melodiche in concorso per costituire un ricco orizzonte fonico. Nelle orecchie di Ricciardi, Napoli si configura come una grande bocca che dà voce non solo ai vivi ma anche ai morti, a causa di una facoltà paranormale che lo costringe ad ascoltare l’eco dell’ultimo pensiero delle vittime di morte violenta. All’interno di questo densissimo universo sonoro, in tre romanzi della serie, la canzone – Palomma ’e notte in Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi; Voce ’e notte! in Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi e Rundinella in Rondini d’inverno. Sipario per il commissario Ricciardi – è nucleo ispiratore della storia raccontata, entità modulabile e migrante capace di permeare anche il tono narrativo, in piena sintonia con l’umore dei personaggi. Nella trilogia noir originata per melogenesi, la matrice canora attiva anche una significativa riflessione didattica: attraverso il ruolo di un vecchio maestro di musica, che guida un giovane apprendista (e con lui il lettore) in un percorso di crescita umano e professionale, la canzone napoletana diventa strumento di iniziazione alla performance e alla vita. Con tale connessione, De Giovanni intreccia l’esecuzione all’indagine, raccordando il verso cantato alla parola scritta e la storia originaria del brano con la sua rimediazione narrativa nel romanzo.
Abstract: In the writing of Maurizio De Giovanni, the Neapolitan acoustic heritage contributes to the narrative reconstruction of the 1930s, the period in which the literary series dedicated to Commissioner Ricciardi is set. The hearing is constantly stimulated by a rich web of sound elements, which give life to a literary score capable of conveying the specificity of a city mythologically linked to music, composed of counterpoints, interlocks, and melodic layers competing to create a rich sonic horizon. In Ricciardi’s ears, Naples appears as a large mouth that gives voice not only to the living but also to the dead, due to a paranormal ability that forces him to listen to the echo of the last thoughts of victims of violent death. Within this very dense sound universe, in three novels of the series, the song – Palomma ’e notte in Anime di vetro. Falene for Commissioner Ricciardi; Voce ’e notte! in Serenata senza nome. Notturno per il commissario Ricciardi and Rundinella in Rondini d’inverno. Sipario per il commissario Ricciardi – is the inspiring core of the story told, a modular and migrating entity capable of permeating even the narrative tone, in full harmony with the characters’ mood. In the noir trilogy originated for melogenesis, the musical matrix also activates a significant didactic reflection: through the role of an old music teacher, who guides a young apprentice (and with him the reader) on a path of human and professional growth, the Neapolitan song becomes a tool for initiation into performance and life. With this connection, De Giovanni intertwines performance with investigation, linking the sung verse to the written word and the original story of the song to its narrative remediation in the novel.
(fasc. 60, 25 maggio 2026)