Giulio Einaudi Editore: primus inter pares
Se la Mondadori negli anni ’20 è già ben avviata, la Giulio Einaudi Editore deve ancora nascere[1]: il suo fondatore omonimo nasce nel 1912 e ad appena ventun anni, nel 1933, dà il via a quella che passerà alla storia come la casa editrice egemone della cultura italiana. I suoi collaboratori sono i suoi compagni di Liceo, tra cui Leone Ginzburg, l’altro fondatore della casa editrice. Il Liceo d’Azeglio di Torino è fondamentale per la formazione di ognuna di queste personalità: tutti, infatti, hanno per professore Augusto Monti, un’antifascista della prima ora. La mission della casa editrice di Torino, infatti, «fu quella di promuovere la cultura attraverso opere di alto valore, che riuscissero a coinvolgere i propri lettori e che mostrassero allo stesso tempo l’elevato impegno politico e sociale della casa»[2].
Iniziando come factotum per la rivista paterna, «La Riforma sociale», Giulio Einaudi inizia a fare le prime esperienze di “mercato”, instaurando i rapporti con i librai e incentivando la vendita degli abbonamenti. La svolta si ha con Massimo Mila che, dopo esser stato suo professore durante un’estate, presenta a Giulio il gruppo degli ex allievi del Liceo D’Azeglio. Con un gruppo come questo alle spalle, non è difficile trovare dei finanziatori generosi per aprire una casa editrice.
I due (Ginzburg e Einaudi) s’ispiravano all’impegno politico e sociale promosso dalle case editrici Laterza e Gobetti: ciò determinò fin da subito l’intento einaudiano di voler catturare l’attenzione del lettore di un livello culturale medio-alto, che fosse in grado di comprendere i problemi del tempo e di partecipare intellettualmente alle possibili soluzioni di miglioramento della società italiana. L’idea di libro da realizzare a cui miravano i due giovani fondatori dell’Einaudi, poi accompagnati da amici e conoscenti che ben presto diventarono consulenti attivi, era quella di un bene prezioso che doveva essere curato nei minimi dettagli per essere preservato e tramandato di generazione in generazione, passando di mano in mano[3].
È un inizio difficile: il regime consente sempre meno libertà e certo le posizioni rivelate dalle pubblicazioni einaudiane, in forte contrasto con la cultura fascista, non aiutano. Nella intervista condotta da Severino Cesari, Giulio Einaudi racconta dei bombardamenti su Torino e di come assieme alla sua squadra di intellettuali riesca comunque a far procedere i lavori: Cesare Pavese, ad esempio, un giorno, dopo i bombardamenti, si reca lo stesso alla sede della casa editrice, scavalca i calcinacci, spolvera la scrivania e si mette all’opera. Dopo pochi mesi di vita, iniziano gli arresti, gli interrogatori, le censure, addirittura l’assassinio di un amico e collaboratore, Leone Ginzburg. Ma la casa editrice, nonostante tutte le difficoltà, resiste.
Negli anni s’intensificano le collane e le pubblicazioni, così come i rapporti con i grandi del passato. Si può trovare una sorta di simmetria rispetto a Mondadori, spostata un po’ più avanti nella storia: il rapporto conflittuale con Togliatti e con il PCI dopo la guerra. Contrariamente all’impresario partito da Ostiglia, iscritto al PNF e poi spostatosi verso la DC dopo la sconfitta del Fascismo, Einaudi aderisce al Comunismo.
A differenza di Mondadori, il mercato per Einaudi è solo il punto di arrivo, non di partenza, nella costruzione di un libro:
L’«Editoria sì» è quella che invece di «andare incontro al gusto del pubblico», gusto che si pretende di conoscere ma si confonde spesso col proprio, introduce nella cultura le nuove tendenze della ricerca in ogni campo, letterario artistico scientifico storico sociale, e lavora per far emergere gli interessi profondi, anche se va contro la corrente. […] Favorisce la formazione duratura. Di un gusto, appunto; e anche di un pubblico, di un mercato, se vuoi[4].
L’«Editoria no», invece, per Giulio Einaudi, sarebbe quella degli «editori che non si pongono in questa prospettiva, ma cercano di soddisfare i desideri più ovvi del pubblico. E su questi fondano la loro impresa… basata sul nulla, sul vuoto. Che non lascia traccia di sé»[5]. Tuttavia, una casa editrice necessariamente ha bisogno di tener conto del mercato, e all’Einaudi una «lezione di pragmatismo» è portata da Roberto Cerati, che sarà poi anche presidente della casa editrice torinese e un collaboratore prezioso per oltre quarant’anni.
Una caratteristica importante della casa editrice di Torino, che può dare un’idea del tipo di lavoro svolto, è quella delle riunioni del mercoledì e del giovedì: ogni settimana, in questi due giorni, si riuniscono il Consiglio editoriale e poi il Comitato editoriale. Si discute di libri e di idee prima ancora di valutare i rischi di mercato e, anzi, se un libro è valido ma c’è il rischio che non si venda abbastanza bene, l’Einaudi talora decide di pubblicarlo lo stesso.
Ogni anno, a mio avviso, la casa Einaudi deve pubblicare un numero, sia pur minimo, di libri su cui è sicura di perdere: mettiamo cinque libri su cento, di alto valore culturale e scientifico, che gettano un alone di prestigio su tutta la promozione… Si perderanno alcuni milioni per ognuno dei cinque libri, ma quale prestigio, quale consenso da parte degli studiosi che gareggeranno a dare a Einaudi i loro libri[6].
E un’altra differenza sostanziale tra la politica di Mondadori e quella di Einaudi è che nella seconda non esiste alcun paternalismo del direttore: quest’ultimo si definisce come un primus inter pares. Le riunioni e addirittura la presenza di un collettivo per decidere le copertine (marchio distintivo di Einaudi, bianche e pulite) e della grafica in generale danno l’idea di un lavoro di squadra.
La casa editrice Einaudi era una casa-laboratorio, gestita da una sorta di cervello collettivo, in cui i redattori si occupavano del proprio campo ma davano consigli anche ai colleghi su testi non propriamente di loro competenza. Eppure, si è anche detto che «l’unica persona che sapesse con rabdomantica precisione che cosa fosse e che cosa non fosse un libro Einaudi era Giulio Einaudi stesso»[7]. E molti lo ricordano come il “Re sole” o il “Divo Giulio”, in senso progressista. Giulio Einaudi si contraddistingue per il suo amore per le cose ben fatte che si unisce al gusto estetico.
Einaudi amava i suoi libri non già come un feticcio, ma come «capolavoro» industriale, dove cioè si condensava – doveva condensarsi – tutta la maestria delle più varie arti applicate: quella dei cartai, dei grafici, dei tipografi, dei legatori. E dei redattori, valutati non tanto e non solo per la loro brillantezza intellettuale, ma anche e soprattutto per le loro qualità “industriali”: che nell’idea di Einaudi non erano la sveltezza dell’esecuzione, la redditività, ma l’abilità nel dare ai testi ciò che eventualmente gli autori avevano trascurato[8].
Einaudi ha anche una certa passione per i giovani, che corrisponde talora a un’avversione per l’accademia. Questo non gli impedisce, però, di amare i classici. Questo atteggiamento e la struttura editoriale della casa, durante gli anni ’40, ne determinano fortemente l’identità: la critica al presente, unita al rigore intellettuale del padre, si intreccia sempre più a una concezione di cultura tipicamente gobettiana e crociana.
È pur vero, però, che la simmetria a specchio con la casa editrice milanese continua: anche per l’Einaudi gli anni ’60 vedono una spaccatura. Due anime conviventi all’interno della casa editrice nel 1963 si trovano a scontrarsi sul «caso Fofi», che porterà il gruppo intellettuale a trasformarsi, seppur con diffidenza, in impresa moderna.
Paradossalmente, è proprio l’anno successivo all’innescarsi della prima grande crisi einaudiana quello che dà l’avvio alla «Collezione di poesia», meglio conosciuta come “La Bianca” di Einaudi: la grafica, pensata dallo stesso Giulio Einaudi, è rimasta immutata negli anni e ha mantenuto lo sfondo bianco su cui una sottile linea nera separa il nome dell’autore, titolo e stemma dell’editore, nella fascia superiore, da un estratto di testo nella parte inferiore, dando rilevanza alla poesia stessa, unico elemento grafico di spicco. L’idea di una collezione dedicata solamente alla poesia è di Angelo Maria Ripellino, grande slavista appassionato di Pasternak. Ripellino, a meno di un anno dalla sua antologia della poesia russa per Guanda, propone a Giulio Einaudi la traduzione di Pasternak per due romanzi, inserendo anche alcune liriche. Ma è dopo il viaggio in Russia che lo slavista comunica a Einaudi che la «stella» del poeta russo «è risorta luminosa»[9] in patria. Dopo diversi ritardi nella pubblicazione e alcune reticenze dell’editore, una volta che Feltrinelli compra i diritti del Dottor Zivago, Einaudi si decide a dare l’avvio alla raccolta. Nonostante lo scarso successo commerciale della raccolta poetica del grande autore russo, ormai Giulio Einaudi sa quanto Ripellino sia competente (e infatti la raccolta di poesie è la sua prima curatela). È il 1963 quando lo slavista scrive a Calvino proponendogli l’idea della «Collezione di Poesia».
Gli accostamenti interni della collana suggeriscono la lontananza della stessa sia dalle scuole che dalle tendenze; piuttosto si punta alla durata dei testi: numerosissime, infatti, le ristampe. Nei primi anni c’è un’attenzione particolare alla poesia autoctona, ma non mancano certo le traduzioni di poesia straniera. Si pubblicano all’incirca 10 titoli l’anno, in una programmazione precisa sin dall’inizio. Negli anni ’70 c’è una particolare attenzione alla poesia straniera e allo sperimentalismo. Non manca mai l’interesse per le nuove voci, neppure ai giorni nostri. Ma si osservi il catalogo più nel dettaglio[10].
I primi anni della «Collezione»
Nel 1964 si pubblicano Fëdor Ivanovič Tjutčev, Poesie[11]; Samuel Beckett, Poesie in inglese[12]; Bertolt Brecht, Libro di devozioni domestiche[13]; Ippolito Nievo, Quaderno di traduzioni[14], a cura di Iginio De Luca; Samuel Taylor Coleridge, La ballata del vecchio marinaio[15]; Carlo Villa, Siamo esseri antichi[16]; Euripide, Il ciclope[17], nella traduzione di Camillo Sbarbaro.
Il 1965 vede invece ben 17 titoli. Per la poesia straniera Francisco de Quevedo, Sonetti amorosi e morali[18], con prefazione e traduzione di Vittorio Bodini; Ėduard Georgievič Bagrickij, L’ultima notte[19]; Thomas Stearns Eliot, La terra desolata. Frammento di un agone. Marcia trionfale[20]; William Butler Yeats, Quaranta poesie[21], prefazione e traduzione di Giorgio Melchiori; Pablo Neruda, Poesie[22], tradotte da Salvatore Quasimodo; Herman Melville, Clarel. Poema e pellegrinaggio in Terra Santa[23], prefazione e traduzione di Elémire Zolla; Aleksandr Aleksandrovič Blok, I dodici[24]; Christopher Marlowe, Ero e Leandro[25], a cura di Gabriele Baldini; tre antologie poetiche: Saffo, Alceo, Anacreonte, Liriche e frammenti[26], prefazione e traduzione di Filippo Maria Pontani, I Novissimi. Poesie per gli anni ’60[27], a cura di Alfredo Giuliani, e Sonetti della scuola siciliana[28], a cura di Edoardo Sanguineti; sette titoli di poesia italiana: Roberto Roversi, Dopo Campoformio[29]; Tino Richelmy, L’arrotino appassionato[30]; Mario Luzi, Dal fondo delle campagne[31]; Diego Valeri, Quaderno francese del secolo[32]; Torquato Tasso, Rime per Lucrezia Bendidio[33], a cura di Luigi De Vendittis; Folgóre da San Gimignano, Sonetti[34], a cura di Giovanni Caravaggi.
Nel 1966 escono per Einaudi Cesare Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi[35]; Piera Oppezzo, L’uomo qui presente[36]; Giovanni Della Casa, Rime[37], a cura di Daniele Ponchiroli; Vladimír Holan, Una notte con Amleto e altre poesie[38], a cura di Angelo Maria Ripellino; Paul-Jean Toulet, Poesie[39], prefazione e trad. Maria Luisa Spaziani; Paul Valéry, Il cimitero marino[40]; William Shakespeare, Riccardo II[41], prefazione e traduzione di Mario Luzi; Rafael Alberti, Degli angeli[42], a cura di Vittorio Bodini; Christian Morgenstern, Canti grotteschi[43]; Rainer Maria Rilke, Poesie[44]; Anna Andreevna Achmatova, Poema senza eroe e altre poesie[45]; Gottfried Benn, Aprèslude[46]; Emilio Prados, Memoria dell’oblio[47]; Publio Ovidio Nasone, Le Eroidi[48], a cura di Gabriella Leto; Alexandre O’Neill, Portogallo, mio rimorso[49]; Nelly Sachs, Al di là della polvere[50]; ancora per un totale di sedici opere.
Dal ’67 il numero dei titoli inizia ad assestarsi: si pubblicano Franco Fortini, Foglio di via e altri versi[51]; Johann Wolfgang von Goethe, Inni[52], a cura di Giuliano Baioni; Antonio Veneziano, Ottave[53], a cura di Aurelio Rigoli; Alfred de Vigny, La casa del pastore e altre poesie[54]; Guido Cavalcanti, Rime[55], a cura di Giulio Cattaneo; André Frénaud, Il silenzio di Genova e altre poesie[56]; Carlo Vallini, Un giorno e altre poesie[57], a cura di Edoardo Sanguineti; Giorgio Simonotti Manacorda, Banchi di Terranova[58]; Vladimir Vladimirovič Majakovskij, Lenin[59], prefazione e traduzione di Angelo Maria Ripellino.
Nel 1968 Einaudi pubblica: Rodolfo J. Wilcock, La parola morte[60]; Sergej Aleksandrovič Esenin, Pugačëv[61]; Poeti di “Tel Quel”: Marcelin Pleynet, Jean-Pierre Faye, Denis Roche[62], a cura di Alfredo Giuliani e Jacqueline Risset; Giorgio Caproni, Il «terzo libro» e altre cose[63]; Alcmane, Stesicoro, Ibico, Frammenti[64], prefazione e traduzione di Filippo Maria Pontani; Konstantinos Kavafis, Cinquantacinque poesie[65], a cura di Margherita Dalmati e Nelo Risi; René Char, Fogli d’Ipnos 1943-1944[66], prefazione e traduzione di Vittorio Sereni; Sergio Corazzini, Poesie edite e inedite[67], a cura di Stefano Jacomuzzi; John Wilmot, Poesie e satire[68], prefazione e traduzione di Masolino D’Amico; Guido Ceronetti, Poesie. Frammenti. Poesie separate[69].
Dell’anno seguente sono: Giovani poeti tedeschi[70], antologia a cura di Roberto Fertonani; John Berryman, Omaggio a Mistress Bradstreet[71], a cura di Sergio Perosa; Angelo Maria Ripellino, Notizie dal Diluvio[72]; Jiří Orten, La cosa chiamata poesia[73]; Philip Larkin, Le nozze di Pentecoste e altre poesie[74]; Sergio Solmi, Quaderno di traduzioni[75]; Yves Bonnefoy, Movimento e immobilità di Douve[76]; Publio Ovidio Nasone, L’arte di amare[77], a cura di Latino Maccari.

Nel grafico sono rappresentate tutte le pubblicazioni della collana «Collezione di Poesia» degli anni ’60.[78]
Dal grafico emerge in netta prevalenza un interesse per gli autori stranieri, anche dalla tipologia di antologie pubblicate (si noti che c’è solo un’antologia di poesia italiana, ripresa inoltre da una precedente pubblicazione presso un’altra casa editrice). Notevole anche il disinteresse per la poesia femminile, in questo periodo.
Gli anni ’70
Il decennio che va dagli anni ’70 agli anni ’80 si apre con: Asclepiade di Samo, Epigrammi[79], tradotti da Alceste Angelini; Luís de Góngora y Argote, Sonetti funebri e altre composizioni[80]; Georg Heym, Umbra vitae[81], a cura di Paolo Chiarini; Günter Kunert, Ricordo di un pianeta[82]; Vicente Aleixandre, La distruzione o amore[83], a cura di Francesco Tentori Montalto; Yvan Goll, Erba di sogno[84]; Katherine Mansfield, Poemetti[85], a cura di Gilberto Altichieri; Pier Antonio Quarantotti Gambini, Al sole al vento[86]; Jean de Sponde, Stanze e sonetti della morte[87], a cura di Alessandra Ginzburg; Qohelet o l’Ecclesiaste[88], a cura di Guido Ceronetti; Publio Virgilio Marone, Le Bucoliche[89]; John Donne, Poesie amorose. Poesie teologiche[90], a cura di Cristina Campo; Jean Renaut, L’immagine riflessa[91], a cura di Alberto Limentani.
Il 1971 porta in catalogo i titoli: Paul Valéry, La giovane Parca[92]; Juan Boscán, Liriche scelte[93]; Hugo von Hofmannsthal, Canto di vita e altre poesie[94]; František Halas, Imagena[95], a cura di Angelo Maria Ripellino; Gottfried Benn, Morgue[96]; Emily Brontë, Poesie[97], a cura di Ginevra Bompiani; Pierre Reverdy, Il ladro di Talento[98]; Rustico Filippi, Sonetti[99], a cura di Pier Vincenzo Mengaldo.
Nel 1972 escono Pier Jacopo Martello, Rime per la morte del figlio[100], a cura di Giacinto Spagnoletti; José Moreno Villa, Giacinta la rossa[101]; Robert Burns, Poesie[102], introduzione e trad. di Masolino D’Amico; Giovani poeti sudamericani[103], a cura di Hugo García Robles e Umberto Bonetti; Callino, Tirteo, Solone, Mimnermo, Teognide, Focilide, Senofane, Elegia greca arcaica[104], a cura di Filippo Maria Pontani; Pierre Jean Jouve, Paradiso perduto[105]; Wang Wei e P’ei Ti, Poesie del fiume Wang[106]; Gérard de Nerval, Chimere e altre poesie[107]; Germain Nouveau, I baci e altre poesie[108].
Nel 1973 all’interno della «Collezione» escono: João Cabral de Melo Neto, Morte e vita severina[109], a cura di Tilde Barini e Daniela Ferioli; Cantico dei cantici[110]; Arthur Rimbaud, Poesie[111], a cura di Gian Piero Bona; Alfredo Giuliani, Chi l’avrebbe detto[112]; Giovani poeti americani[113], a cura di Gianni Menarini; Lucia Sollazzo, Unico Nord[114]; Alfred de Musset, Namuna e altre poesie[115]; Camillo Pennati, Erosagonie[116]; Paul Verlaine, Feste galanti[117], a cura di Maria Teresa Bulciolu; Mário de Andrade, Io sono trecento[118].
Nel 1974 escono Lope de Vega, Liriche[119]; Juan de la Cruz, Poesie[120]; Heinrich Böll, La mia musa[121]; August Strindberg, Notti di sonnambulo ad occhi aperti[122]; Edoardo Firpo, ’O grillo cantadò e altre poesie[123], a cura di Mario Boselli, Ettore Giuseppetti, Giovanni e Guido Sechi; Molière, Tartufo[124], prefazione e trad. Cesare Garboli; Lalla Romano, Giovane è il tempo[125]; Edwin Muir, Un piede nell’Eden e altre poesie[126]; Nicanor Parra, Antipoesia[127], a cura di Hugo García Robles e Umberto Bonetti; Irving Layton, Il freddo verde elemento[128]; Patrizia Cavalli, Le mie poesie non cambieranno il mondo[129].
Del 1975 sono Christopher Smart, Inno a David e altre poesie[130]; Franco Loi, Stròlegh[131]; Jorge Luis Borges, Carme presunto e altre poesie[132]; Harry Martinson, Le erbe nella Thule[133]; Vittorio Sereni, Gli strumenti umani[134]; Maurice Scève, Délie. Oggetto d’altissima virtù[135]; Tito Lucrezio Caro, Della natura delle cose[136], a cura di Mario Saccenti; Alfred Tennyson, In Memoriam[137]; Giovani poeti spagnoli[138], a cura di José Maria Castellet.
Del 1976 André Chénier, Poesie[139]; Giovani poeti inglesi[140], a cura di Renato Oliva; Murilo Mendes, Mondo enigma[141]; Sergej Aleksandrovič Esenin, Anna Snègina[142]; Angelo Maria Ripellino, Lo splendido violino verde[143]; Nanni Balestrini, Poesie pratiche 1954-1969[144]; Paul Éluard, Poesia ininterrotta[145]; Stéphane Mallarmé, Il pomeriggio d’un fauno[146], a cura di Paolo Manetti, con una nota di Mario Luzi; Francesco Leonetti, Percorso logico del ’960-75. Poema[147]; Poeti simbolisti francesi[148], a cura di Glauco Viazzi; Aucassin et Nicolette[149]; Wolf Biermann, Per i miei compagni[150].
Del 1977 Carles Riba, Elegie di Bierville[151]; Robinson Jeffers, Cawdor[152]; Ludovico Ariosto, Cinque canti[153], a cura di Lanfranco Caretti; Sergio Solmi, Quaderno di traduzioni II[154]; Giovani poeti dell’America centrale del Messico e delle Antille[155], a cura di Hugo García Robles e Umberto Bonetti; Poeti erotici dell’Antologia Palatina[156], a cura di Luigi Siciliani; Jonathan Swift, Lo spogliatoio della signora e altre poesie[157], a cura di Attilio Brilli.
Del 1978 Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi[158]; Franco Loi, Teater[159]; Giovanni Pontano, Poesie d’amore[160], a cura di Sesto Prete; ʿUmar Khayyām, Quartine[161], a cura di Alessandro Bausani; Charles Baudelaire, Cinquanta poesie da “Les fleurs du mal”[162], tradotte da Sergio Solmi.
Del ’79, invece, Georg Trakl, Poesie[163], a cura di Ida Porena; Giovani poeti danesi[164], a cura di Uffe Harder; Enrico Thovez, Il poema dell’adolescenza[165], a cura di Stefano Jacomuzzi; Pedro Salinas, La voce a te dovuta. Poema[166]; Francis Ponge, Il partito preso delle cose[167], a cura di Jacqueline Risset; Sandro Sinigaglia, La camena gurgandina[168]; Guido Ceronetti, Poesie per vivere e non vivere[169].

Nel grafico sono rappresentate tutte le pubblicazioni della collana «Collezione di Poesia» degli anni ’70.
Ancora negli anni ’70 prosegue, anzi, s’intensifica, l’attenzione per la poesia straniera, e quasi ogni anno esce almeno un’antologia che racchiude la poesia delle nazioni più disparate. Le antologie italiane, invece, sono inesistenti. Si registra un lieve incremento delle presenze femminili in catalogo, autoctone e non.
I primi anni ’80 e la crisi dell’83
Nel 1980 si pubblicano Ghiannis Ritsos, Trasfusione. Poesie italiane[170], con l’introduzione di Vittorio Sereni; Dylan Thomas, Poesie inedite[171], a cura di Ariodante Marianni; Aleksandr Aleksandrovič Blok, La nemesi[172], a cura di Cesare De Michelis; Apocalisse[173], a cura di Cesare Angelini; Nuovi poeti italiani 1[174]; Samuel Beckett, Poesie. Poèmes suivi de mirlitonnades[175], a cura di Giovanni Bogliolo; Stefano Moretti, Gattaccio randagio[176].
Nell’81 escono Léon-Paul Fargue, Poesie 1886-1933[177]; Luigi Compagnone, La giovinezza reale e l’irreale maturità[178]; Franco Loi, L’aria[179]; Patrizia Cavalli, Il cielo[180]; Rime dei memoriali bolognesi (1279-1300)[181], a cura di Sandro Orlando; Gottfried Benn, Poesie statiche[182], a cura di Giuliano Baioni; Raffaello Baldini, La nàiva. Versi in dialetto romagnolo[183]; Reiner Kunze, Sentieri sensibili[184]; Antica lirica irlandese[185], a cura di Melita Cataldi.
Dell’82 sono invece Valery Larbaud, Le poesie di A. O. Barnabooth e poesie plurilingui[186], a cura di Clotilde Izzo; Gesualdo Bufalino, L’amaro miele[187]; Scipione, Carte segrete[188]; Attilio Zanichelli, Una cosa sublime[189]; Nuovi poeti italiani 2[190], a cura di Alfonso Berardinelli; Esiodo, La teogonia e tre inni omerici[191], a cura di Attilio Dughera nella traduzione di Cesare Pavese.
L’83 conta solo 4 titoli: Milo De Angelis, Millimetri[192]; Vladimír Holan, Una notte con Ofelia e altre poesie[193], a cura di Angelo Maria Ripellino ed Ela Ripellino Hlochová; John Keats, Poesie[194]; Camillo Pennati, Sotteso blu 1974-1983[195].
È infatti l’anno della seconda crisi di casa Einaudi: l’eccessivo indebitamento con le banche, una volta aumentati gli interessi, rende il lavoro editoriale estremamente difficile per il fondatore stesso, che ormai passa più tempo a far conti che a far libri. Tuttavia, Giulio Einaudi nell’intervista concessa a Cesari non si pente mai dei libri che ha fatto, non incolpa mai la qualità dei volumi. Le crisi finanziarie influiscono spesso sui contratti editoriali, come, ad esempio, il contratto che la Einaudi stringe con Mondadori per gli «Oscar», in cui cede dei titoli del proprio catalogo per farne la versione economica. È, questo, il contratto che proibisce ad Einaudi di pubblicare uno stesso titolo a meno del doppio del prezzo con cui viene pubblicato all’interno della collana mondadoriana, alla base della nascita degli «Struzzi» e dei «Nuovi coralli». Negli anni, infatti, Einaudi è costretta, per non soccombere ai debiti, a cedere molti autori e molti titoli ad altre case editrici, non solo alla Mondadori. Quando nell’83 il passivo del bilancio supera l’attivo, la crisi che la casa editrice torinese si trova a vivere è grave, tanto che il segretario del Consiglio di amministrazione si dimette. La società sarà costretta, di lì a pochi anni, a dichiarare fallimento e verrà acquistata dall’Arnoldo Mondadori nel ’94[196].
Nell’84 escono: Nuovi poeti italiani 3[197], a cura di Walter Siti; Nico Orengo, Cartoline di mare[198]; Dino Frescobaldi, Canzoni e sonetti[199], a cura di Furio Brugnolo; Sergej Aleksandrovič Esenin, Il paese dei banditi[200].
Il 1985 è il peggior anno dal punto di vista delle pubblicazioni della «Collezione di poesia»: solo due titoli, ovvero Wilfred Owen, Poesie di guerra[201], a cura di Sergio Rufini, e Paolo Bertolani, Seinà[202].
Ancora nell’86 c’è una scarsità di pubblicazioni: Albino Pierro, Un pianto nascosto. Antologia poetica 1946-1983[203], a cura di Francesco Zambon; George Gordon Byron, Pezzi domestici e altre poesie[204], a cura di Cesare Dapino; Jaroslav Seifert, Vestita di luce. Poesie 1925-1967[205], a cura di Sergio Corduas.
Dell’87 sono Friedrich Hölderlin, Alcune pagine[206]; Ludovico Ariosto, Satire[207], a cura di Cesare Segre; Torquato Accetto, Rime amorose[208], a cura di Salvatore S. Nigro; Stéphane Mallarmé, Versi e prose[209], tradotte da Filippo Tommaso Marinetti, con una nota di Franco Fortini; Carlos Drummond de Andrade, Sentimento del mondo[210], trentasette poesie scelte e tradotte da Antonio Tabucchi.
L’88 segna una lieve ripresa: Ottiero Ottieri, Vi amo[211]; Raffaello Baldini, Furistír: versi in dialetto romagnolo[212]; Erich Fried, È quel che è. Poesie d’amore, di paura, di collera[213]; Franca Grisoni, L’oter[214]; Domenico Naldini, La curva di San Floreano[215]; Wallace Stevens, Mattino domenicale e altre poesie[216], a cura di Renato Poggioli; Poeti latini della decadenza[217], a cura di Carlo Carena; Giovanni Giudici, Prove di teatro 1953-1988[218]; Cosimo Ortesta, Nel progetto di un freddo perenne[219].
L’ultimo anno degli anni ’80 porta nel catalogo Gianni D’Elia, Segreta 1986-1987[220]; Luciano Erba, L’ippopotamo[221]; Fernando Rigon, Dimore[222]; Patrizia Valduga, Medicamenta e altri medicamenta[223], con uno scritto di Luigi Baldacci; Gian Piero Bona, Gli ospiti nascosti[224].

Nel grafico sono rappresentate tutte le pubblicazioni della collana «Collezione di Poesia» degli anni ’80.[225]
Come si può notare dal grafico, c’è un’inversione di tendenza nella seconda metà degli anni ’80, a seguito della crisi: se prima si prediligeva la poesia straniera, dopo i durissimi anni che seguono la crisi dell’83 si inizia a puntare su quella italiana. Infatti, dopo uno squilibrio abbastanza forte in favore degli autori esteri, negli anni ’80, lo testimoniano anche le varie antologie di poesia nostrana, il gap si riduce fino a favorire, dall’88, la poesia autoctona. In tutto il decennio c’è, infatti, una sola antologia di poesia straniera.
Gli anni ’90 e l’acquisizione Mondadori
Il 1990 fa entrare in catalogo Hans Magnus Enzensberger, La fine del Titanic[226]; Callimaco, Epigrammi[227]; Giovanni Raboni, Versi guerrieri e amorosi[228]; Francis Picabia, Poesie e disegni della figlia nata senza madre[229]; Amy Lowell, Poesie[230], a cura di Barbara Lanati; Gabriella Leto, Nostalgia dell’acqua[231]; Yves Bonnefoy, Nell’insidia della soglia[232].
Nel 1991 Einaudi pubblica all’interno della sua collana poetica Filippo Tommaso Marinetti, Poesie a Beny[233]; Quinto Orazio Flacco, Cinque satire sulla saggezza del vivere[234]; Jorge Manrique, Stanze per la morte del padre[235], a cura di Luciano Allamprese; Fernando Pessoa, Faust[236], a cura di Maria José de Lancastre; Alda Merini, Vuoto d’amore[237], a cura di Maria Corti; Luis de Góngora, Favola di Polifemo e Galatea[238], a cura di Enrica Cancelliere.
Nel 1992 escono Anna Andreevna Achmatova, La corsa del tempo. Liriche e poemi[239], a cura di Michele Colucci; Franco Marcoaldi, A mosca cieca[240]; Ermanno Krumm, Novecento[241]; Philippe Jaccottet, Il barbagianni. L’ignorante[242], a cura di Fabio Pusterla; Garcilaso de la Vega, Le Egloche[243], a cura di Mario Di Pinto; Franco Scataglini, La rosa[244]; Rainer Maria Rilke, Nuove poesie. Requiem[245], a cura di Giacomo Cacciapaglia; Patrizia Cavalli, Poesie (1974-1992)[246]; Claudio Rutilio Namaziano, Il ritorno[247], a cura di Alessandro Fo; Konstantinos Kavafis, Settantacinque poesie[248], a cura di Nelo Risi e Margherita Dalmati.
L’anno seguente viene riproposto Vladimír Holan, Una notte con Amleto. Una notte con Ofelia e altre poesie[249]; si pubblicano, inoltre, Jacqueline Risset, Amor di lontano[250]; Gianni D’Elia, Notte privata[251]; Álvaro Mutis, Summa di Maqroll il gabbiere. Antologia poetica 1948-1988[252], a cura di Fabio Rodríguez Amaya; Carlo Emilio Gadda, Poesie[253], a cura di Maria Antonietta Terzoli.
Il 1994 è l’anno dell’acquisizione definitiva da parte della Mondadori, ormai nell’orbita di Silvio Berlusconi. Ma gli accordi con la casa editrice milanese iniziano addirittura nel ’54, proprio per una collana di poesia: la Giulio Einaudi Editore chiede all’Arnoldo Mondadori 128 poesie in cambio di 27 titoli. Il rapporto tra le due case editrici prosegue in maniera abbastanza conflittuale, poiché, se Arnoldo si trova perfettamente a suo agio nel perseguire gli obiettivi economici prima che quelli artistici e/o culturali, lo stesso non può dirsi per Giulio. Nel ’67, però, Giulio Einaudi richiede un accordo che sia basato più sulla collaborazione che sulla mera economia, dimostrando uno slancio inusuale per lui in questo genere di cose. Tuttavia, il progetto non va in porto[254]. Forse è stata questa lunga continuità di rapporti a far mantenere alla casa editrice di Torino una certa indipendenza nella scelta di quali libri inserire in catalogo anche dopo l’acquisizione da parte del gigante di Milano. In quell’anno vengono pubblicati: Umberto Piersanti, I luoghi persi[255]; Franco Fortini, Composita salvantur[256]; Giovanni Pico della Mirandola, Sonetti[257], a cura di Giorgio Dilemmi; Nuovi poeti tedeschi[258], a cura di Anna Chiarloni; Enrico Testa, In controtempo[259]; I Salmi[260], a cura di Guido Ceronetti.
Del ’95 sono, invece: Gabriele Frasca, Lime[261]; Publio Ovidio Nasone, Gli amori[262], a cura di Gabriella Leto; Nuovi poeti italiani 4[263], a cura di Mauro Bersani; Franco Marcoaldi, Celibi al limbo[264]; Juana Inés de la Cruz, Versi d’amore e di circostanza. Primo sogno[265], a cura di Angelo Morino; Alda Merini, Ballate non pagate[266], a cura di Laura Alunno.
Il ’96 si apre con la poesia straniera, ovvero: Nuovi poeti cinesi[267], a cura di Claudia Pozzana e Alessandro Russo; prosegue con Gianni D’Elia, Congedo della vecchia Olivetti[268]; Paul Celan, Di soglia in soglia[269], a cura di Giuseppe Bevilacqua; Valerio Magrelli, Poesie (1980-1992) e altre poesie[270]; Edoardo Cacciatore, Il discorso a meraviglia. Poesie scelte dall’autore medesimo[271]; Tony Harrison, V. e altre poesie[272], a cura di Massimo Bacigalupo.
Il 1997 arricchisce il catalogo con Salvatore Mannuzzu, Corpus[273]; Percy Bysshe Shelley, Prometeo slegato[274], a cura di Mark Pietralunga; Franco Fortini, Poesie inedite[275], a cura di Pier Vincenzo Mengaldo; Giancarlo Consonni, Vûs; La visione di Mac Conglinne[276], a cura di Melita Cataldi; Hans Magnus Enzensberger, Musica del futuro[277]; Patrizia Valduga, Cento quartine e altre storie d’amore[278]; Gabriella Leto, L’ora insonne[279]; Virgilio Giotti, Colori[280], a cura di Anna Modena.
Ancora nel 1998 Ermanno Krumm, Felicità[281]; Edward Estlin Cummings, Poesie[282]; Mário de Sá-Carneiro, Dispersione[283], a cura di Maria José de Lancastre; Osip Ėmil’evič Mandel’štam, Cinquanta poesie[284], a cura di Remo Faccani; Vittorio Sereni, Diario d’Algeria[285], con una prefazione di Giovanni Raboni; Camillo Pennati, Una distanza inseparabile[286]; Giorgio Caproni, Quaderno di traduzioni[287], a cura di Enrico Testa; Paul Celan, Conseguito silenzio[288]; Patrizia Valduga, Prima antologia[289].
E infine, nel ’99 escono: Salvatore Toma, Canzoniere della morte[290], a cura di Maria Corti; Valerio Magrelli, Didascalie per la lettura di un giornale[291]; Delio Tessa, L’è el dì di mort, alegher! De la del mur[292], e Altre liriche[293] dello stesso autore, entrambi curati da Dante Isella; Patrizia Cavalli, Sempre aperto teatro[294]; Nico Orengo, Cartoline di mare vecchie e nuove[295]; Durs Grünbein, A metà partita. Poesie 1988-1999[296], a cura di Anna Maria Carpi; Ivano Ferrari, La franca sostanza del degrado[297]; Evgenij Baratynskij, Liriche[298], a cura di Michele Colucci.

Nel grafico sono rappresentate tutte le pubblicazioni della collana «Collezione di Poesia» degli anni ’90.
Negli anni ’90, dunque, pian piano si assiste a una ripresa, dopo il picco positivo del ’92. Tornano le antologie straniere, con un’attenzione ai “Nuovi poeti” di ogni nazionalità. Finalmente c’è una costante anche per le autrici italiane, sebbene il nome più ricorrente sia quello di Patrizia Valduga.
Se nella prima metà del decennio la poesia straniera torna a superare quella autoctona, come per gli anni ’80 nella seconda metà si ha una prevalenza di poesia italiana. Dopo la caduta del muro di Berlino, inoltre, la casa editrice Einaudi si trova a dover fare i conti con un mondo post-comunista. Mantenendosi sempre politicamente su un’area di sinistra, sposta l’impegno politico sui diritti civili e sulla laicità. Ad ogni modo c’è un cambio generazionale importante in quest’ultimo decennio del XX secolo. La fine del Millennio coincide anche con la morte del fondatore della casa editrice, che segna anche la fine di una stagione editoriale che ha fatto la storia d’Italia.
Un catalogo curato: strategie per il nuovo Millennio
Gli anni 2000 continuano a mostrare un catalogo molto curato e attento alle nuove voci, con pubblicazioni più o meno regolari anche in collane come la «Collezione di Poesia», che, come molti fanno notare, non è la cosa più facile da vendere. Così, la Giulio Einaudi Editore punta sul catalogo storico:
Un dato interessante è l’incessante ristampa dei titoli più datati del catalogo, così da renderne disponibili sul mercato 250, più della metà del totale. E da qui emerge una tendenza curiosa, confermata dal direttore editoriale Mauro Bersani: se i nuovi titoli vendono tra le 12mila e le 15mila copie l’anno, le ristampe vanno da 20 a 25mila copie. Per chiarire meglio l’entità di queste informazioni: le Poesie di Pablo Neruda, raccolta pubblicata nel lontano 1965, sono arrivate nel 2010 alla trentunesima ristampa, vendendo circa 115mila copie[299].
Infatti, dando un’occhiata sul sito Einaudi.it si può notare che i numeri dei titoli disponibili all’interno della «Collezione di Poesia» sono più di 290.
Parlando delle nuove pubblicazioni, il nuovo millennio della collana poetica di Einaudi si apre con Cesare Viviani, Silenzio dell’universo[300], e prosegue con Alda Merini, Superba è la notte[301], a cura di Ambrogio Borsani; Gianni D’Elia, Sulla riva dell’epoca[302]; Raffaello Baldini, La nàiva. Furistír. Ciacri. Versi in dialetto romagnolo[303]; Franco Marcoaldi, L’isola celeste[304]; Arnaut Daniel, Sirventese e canzoni[305], a cura di Giosuè Lachin; Camilo Pessanha, Clessidra[306], a cura di Barbara Spaggiari; Beppe Fenoglio, Quaderno di traduzioni[307], a cura di Mark Pietralunga.
Nel 2001 continuano le nuove pubblicazioni e nel catalogo vengono inseriti: Silvia Bre, Le barricate misteriose[308]; Enrico Testa, La sostituzione[309]; Patrizia Valduga, Quartine. Seconda centuria[310]; Gilberto Sacerdoti, Vendo vento[311]; Raul Montanari, Aldo Nove, Tiziano Scarpa, Nelle galassie oggi come oggi. Covers[312]; Yves Bonnefoy, Quel che fu senza luce. Inizio e fine della neve[313]; Vittorio Sereni, Il musicante di Saint-Merry[314]; Gabriele Frasca, Rive[315]; Hans Magnus Enzensberger, Più leggeri dell’aria. Poesie morali[316]; Cesare Pavese, Lavorare stanca[317].
Il 2002 vede, invece: Franco Loi, Isman[318]; Umberto Piersanti, Nel tempo che precede[319]; Pier Paolo Pasolini, La nuova gioventù. Poesie friulane 1941-1974[320], con un saggio di Furio Brugnolo; Philip Larkin, Finestre alte[321], a cura di Enrico Testa; Erri De Luca, Opera sull’acqua e altre poesie[322]; Vítězslav Nezval, La donna al plurale[323], a cura di Giuseppe Dierna; Edward Lear, Limericks[324], a cura di Ottavio Fatica; Alberto Bevilacqua, Piccole questioni di eternità[325]; Patrizia Valduga, Requiem[326].
Nel 2003 vengono pubblicati: Mariangela Gualtieri, Fuoco centrale e altre poesie per il teatro[327]; Raymond Queneau, Piccola cosmogonia portatile[328], seguita da Piccola guida alla Piccola cosmogonia di Italo Calvino; Giancarlo Consonni, Luí[329]; Ermanno Krumm, Animali e uomini[330]; Tony Harrison, In coda per Caronte[331], a cura di Massimo Bacigalupo; Maria Angela Bedini, La lingua di Dio[332]; Gabriella Leto, Aria alle stanze[333]; Raffaello Baldini, Intercity. Versi in dialetto romagnolo[334]; Bei Dao, Speranza fredda[335], a cura di Claudia Pozzana; Gianni D’Elia, Bassa stagione[336]; Antonin Artaud, Artaud le Mômo. Ci-gît e altre poesie[337], a cura di Giorgia Bongiorno; Ivano Ferrari, Macello[338]; Chiaro Davanzati, Canzoni e sonetti[339], a cura di Aldo Menichetti.
Nel 2004 Elisa Biagini, L’ospite[340]; Jean-Charles Vegliante, Nel lutto della luce. Poesie 1982-1997[341]; Patrizia Valduga, Lezione d’amore[342]; I sonetti del Burchiello[343], a cura di Michelangelo Zaccarello; Alda Merini, Clinica dell’abbandono[344], a cura di Giovanna Rosadini; Alessandro Fo, Corpuscolo[345]; Gottfried Benn, Frammenti e distillazioni[346], a cura di Anna Maria Carpi; Nuovi poeti italiani 5[347], a cura di Franco Loi.
Nel 2005: Cesare Viviani, La forma della vita[348]; La nuovissima poesia russa[349], a cura di Mauro Martini; Attilio Lolini, Notizie dalla necropoli, 1974-2004[350]; Luciano Cecchinel, Lungo la traccia[351]; Dopo la lirica. Poeti italiani 1960-2000[352], antologia a cura di Enrico Testa; Alberto Bevilacqua, Tu che mi ascolti. Poesie alla madre[353]; Beppe Fenoglio, Epigrammi[354], a cura di Gabriele Pedullà; Andrea Temporelli, Il cielo di Marte[355]; Durs Grünbein, Della neve ovvero Cartesio in Germania[356], a cura di Anna Maria Carpi; Franco Loi, Aria de la memoria. Poesie scelte 1973-2002[357].
Nel 2006 escono: Franco Marcoaldi, Animali in versi[358]; Mariangela Gualtieri, Senza polvere, senza peso[359]; Nuovi poeti americani[360], a cura di Elisa Biagini; Valerio Magrelli, Disturbi del sistema binario[361]; Patrizia Cavalli, Pigre divinità e pigra sorte[362]; Edoardo Sanguineti, Quaderno di traduzioni. Lucrezio, Shakespeare, Goethe[363]; Nelly Sachs, Poesie[364], a cura di Ida Porena; Marcello Fois, L’ultima volta che sono rinato[365]; Harold Pinter, Poesie d’amore, di silenzio, di guerra[366], a cura di Edy Quaggio.
Il 2007 introduce nel catalogo della «Collezione di Poesia»: Gianni D’Elia, Trovatori[367]; Michele Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke[368]; Nino Pedretti, Al vousi e altre poesie in dialetto romagnolo[369], a cura di Manuela Ricci; Silvia Bre, Marmo[370]; Raffaele Crovi, La vita sopravvissuta[371]; Aldo Nove, Maria[372]; Miroslav Krleža, Le ballate di Petrica Kerempuh[373], a cura di Silvio Ferrari; Elisa Biagini, Nel bosco[374]; Angelo Maria Ripellino, Notizie dal diluvio. Sinfonietta. Lo splendido violino verde[375], a cura di Alessandro Fo e altri; Poeti israeliani[376], a cura di Ariel Rathaus.
Nel 2008 escono: Umberto Piersanti, L’albero delle nebbie[377]; Enrico Testa, Pasqua di neve[378]; Tony Harrison, Vuoti[379]; Alberto Bevilacqua, Duetto per voce sola. Versi dell’immedesimazione[380]; Franco Marcoaldi, Il tempo ormai breve[381]; Ḥāfeẓ, Ottanta canzoni[382], a cura di Stefano Pellò; Friedrich Nietzsche, Le poesie[383], a cura di Anna Maria Carpi; Roberta Dapunt, La terra più del paradiso[384]; Erri De Luca, L’ospite incallito[385]; Guido Ceronetti, Trafitture di tenerezza. Poesia tradotta 1963-2008[386]; Federico García Lorca, Poeta a New York[387], a cura di Glauco Felici.
Del 2009 sono, invece: Cesare Viviani, Credere all’invisibile[388]; Bruno Galluccio, Verticali[389]; Ottavio Fatica, Le omissioni[390]; Osip Ėmil’evič Mandel’štam, Ottanta poesie[391], a cura di Remo Faccani; Fabio Pusterla, Le terre emerse. Poesie 1985-2008[392]; Boris Pasternak, Poesie, vol. I[393] e II[394], a cura di Angelo Maria Ripellino; Sergej Stratanovskij, Buio diurno[395], a cura di Alessandro Niero; Natan Zach, Sento cadere qualcosa. Poesie scelte 1960-2008[396], a cura di Ariel Rathaus; Alda Merini, Il carnevale della croce. Poesie religiose, poesie d’amore[397], a cura di Ambrogio Borsani.

Nel grafico sono rappresentate tutte le pubblicazioni della collana «Collezione di Poesia» degli anni ’00.
Gli anni ’00 segnano la definitiva vittoria degli autori italiani sugli autori stranieri, sebbene si riprenda la buona abitudine di fare antologie poetiche di autori stranieri. Numerose le antologie italiane e la presenza di titoli al femminile: addirittura nel 2004 le poetesse nostrane pubblicate sono più dei poeti. Si noti, però, una quasi totale indifferenza per la poesia femminile straniera.
Gli ultimi dieci anni si aprono, invece, con Bai Yü-chiang, Con il braccio piegato a far da cuscin. Ottantotto quartine di un maestro taoista del XIII secolo[398], a cura di Alfredo Cadonna; Gianni D’Elia, Trentennio. Versi scelti e inediti 1977-2007[399]; Aldo Nove, A schemi di costellazioni[400]; Giovanna Rosadini, Unità di risveglio[401]; Mariangela Gualtieri, Bestia di gioia[402]; Paul Celan, Oscurato[403], a cura di Dario Borso, con un saggio di Giorgio Orelli; Gabriele d’Annunzio, Alcione[404], a cura di Ilvano Caliaro, introduzione di Pietro Gibellini; Alberto Vigevani, L’esistenza. Tutte le poesie 1980-1992[405], a cura di Enrico Testa; Walter Benjamin, Sonetti e poesie sparse[406], a cura di Rolf Tiedemann; Vittorio Sereni, Stella variabile[407], con una prefazione di Fabio Pusterla.
Del 2011 sono Alberto Bevilacqua, La camera segreta[408]; Jacqueline Risset, Il tempo dell’istante. Poesie scelte 1985-2010[409]; Nuovi poeti francesi[410], a cura di Fabio Scotto; Johann Wolfgang von Goethe, Cento poesie[411], scelte da Siegfried Unseld, introduzione di Luigi Forte; Filippo Strumia, Pozzanghere[412]; Emily Dickinson, Centoquattro poesie[413], a cura di Silvia Bre; Paolo Ruffilli, Affari di cuore[414]; Durs Grünbein, Strofe per dopodomani e altre poesie[415], a cura di Anna Maria Carpi; Alda Merini, Poesie e satire[416], a cura di Giuseppe Zaccaria.
Nel 2012 ci sono: Patrizia Valduga, Libro delle laudi[417]; Izet Sarajlić, Chi ha fatto il turno di notte[418], a cura di Silvio Ferrari, con una prefazione di Erri De Luca; Cesare Viviani, Infinita fine[419]; Vladimir Vladimirovič Majakovskij, La nuvola in calzoni. Tetrattico[420], a cura di Remo Faccani; Nuovi poeti italiani 6[421], a cura di Giovanna Rosadini; Franco Marcoaldi, La trappola[422]; Andrea Zanzotto, Filò. Per il Casanova di Fellini[423]; Guido Ceronetti, Sono fragile, sparo poesia[424].
Nel 2013 escono: Gabriele Frasca, Rimi[425]; Attilio Lolini, Carte da sandwich[426]; Enrico Testa, Ablativo[427]; Hans Magnus Enzensberger, Chiosco[428]; Antonio Delfini, Poesie della fine del mondo, del prima e del dopo[429], a cura di Irene Babboni; Patrizia Cavalli, Datura[430]; Ivano Ferrari, La morte moglie[431]; Roberta Dapunt, Le beatitudini della malattia[432]; Emily Dickinson, Uno zero più ampio. Altre cento poesie[433], a cura di Silvia Bre.
Del 2014 Valerio Magrelli, Il sangue amaro[434]; Chandra Livia Candiani, La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore[435]; Erri De Luca, Bizzarrie della provvidenza[436]; Elisa Biagini, Da una crepa[437]; Alessandro Fo, Mancanze[438]; Giovanni Raboni, Tutte le poesie 1949-2004[439], a cura di Rodolfo Zucco, in due volumi; Mariella Mehr, Ognuno incatenato alla sua ora (scritte dal 1983 al 2014)[440], a cura di Anna Ruchat; Aldo Nove, Addio mio Novecento[441].
Il 2015 vede in catalogo: François Villon, Il testamento e altre poesie[442], a cura di Aurelio Principato; Bruno Galluccio, La misura dello zero[443]; Ottiero Ottieri, Poemetti: Vi amo – L’infermiera di Pisa – Il palazzo e il pazzo[444]; Silvia Bre, La fine di quest’arte[445]; Gianni D’Elia, Fiori del mare[446]; Franco Marcoaldi, Il mondo sia lodato[447]; Mariangela Gualtieri, Le giovani parole[448].
Nel 2016 Brunetto Latini, Le poesie[449], a cura di Stefano Carrai; Giorgio Caproni, Il «terzo libro» e altre cose[450], stavolta con una prefazione di Enrico Testa; Cesare Viviani, Osare dire[451]; Giancarlo Consonni, Filovia[452]; Paul Celan, La sabbia delle urne[453], a cura di Dario Borso; Peter Handke, Canto alla durata[454]; Guido Gozzano, Le poesie, 2 volumi[455], a cura di Edoardo Sanguineti; Cees Nooteboom, Luce ovunque, 2012-1964[456]; Filippo Strumia, Marciapiede con vista[457].
Del 2017 Francesco Scarabicchi, Il prato bianco[458]; Andrea De Alberti, Dall’interno della specie[459]; Hans Magnus Enzensberger, Mausoleum. Trentasette ballate tratte dalla storia del progresso[460]; Chandra Livia Candiani, Fatti vivo (2006-2016)[461]; Franco Marcoaldi, Tutto qui[462]; Maurizio Cucchi, Paradossalmente e con affanno[463]; Il Panormita, Ermafrodito[464], a cura di Nicola Gardini; Alida Airaghi, Omaggi[465]; Andrea Bajani, Promemoria[466].
Infine, nel 2018 Carlo Porta, Poesie[467]; Enrico Testa, Cairn[468]; Roberta Dapunt, Sincope[469]; Marcello Fois, L’infinito non finire e altri poemetti[470]; Giovanna Rosadini, Fioriture capovolte[471]; Tiziano Scarpa, Le nuvole e i soldi[472]; Patrizia Valduga, Poesie erotiche[473]; Antonella Anedda, Historiae[474]; René Char, Poesie[475].

Nel grafico sono rappresentate tutte le pubblicazioni della collana «Collezione di Poesia» degli anni ’10, fino al 2018.
Come si può osservare da quest’ultimo grafico, il numero delle pubblicazioni in questi anni si attesta poco sotto la decina. C’è una maggiore presenza sia delle autrici italiane che di quelle straniere, tanto che, sommando le raccolte di poesia femminile e confrontandole con il numero di quelle maschili, in alcuni anni le seconde vengono addirittura superate dalle prime. Diminuisce di nuovo, invece, l’interesse per le antologie, sia italiane che straniere.
Sebbene l’ultimo libro pubblicato da Einaudi sul proprio catalogo[476] fermi la trattazione al 2018, guardando sullo store della casa editrice si può notare come le pubblicazioni per la «Collezione di Poesia» proseguano a gonfie vele fino ad oggi.
Qualche considerazione sui cataloghi a confronto
Studiare i cataloghi delle case editrici è come studiarne il DNA: è un’operazione che può essere complicata e difficile, ma vale la pena per entrare nel vivo di ciò di cui si sta parlando. Dopotutto, le collane sono come gli organi vitali del corpus e, dal loro funzionamento, dai titoli che si ristampano o si ripubblicano, si può capire se la casa editrice goda o meno di buona salute.
Dalle analisi svolte in questo saggio, emergono due case editrici agli antipodi, nonostante condividano parte del proprio percorso (si noti, infatti, lo scambio di titoli, autori e collaboratori). La ragione delle differenze sostanziali tra le due sta nelle personalità dei fondatori: se Arnoldo Mondadori lascia la collana di poesia in mano, di volta in volta, a direttori diversi, sui direttori di collana di Einaudi si trovano poche informazioni storiche per quanto riguarda la «Collezione», e probabilmente è a causa della tipologia di lavoro collettivo che si svolge all’interno della casa editrice torinese.
Le differenze sul modo di lavorare e sugli orientamenti delle due imprese si possono evincere facilmente anche dal catalogo stesso. Partendo dagli anni ’60, periodo di crisi per entrambe le case, ma anche di svolta per quanto riguarda le collane (si ricordi, infatti, che, se l’Einaudi apre la «Collezione di Poesia» nel ’64, la Mondadori in quegli anni può godere di un direttore come Vittorio Sereni, di cui si è già detto):

Dai grafici qui sopra emerge che, per quanto riguarda le tendenze esterofile, Einaudi pubblica decisamente più stranieri che italiani, al contrario di Mondadori che preferisce “giocare in casa”. Quello che, invece, conferma una tendenza che sembra prevalere fino ad oggi è la pubblicazione della poesia femminile: poca, pochissima in entrambi i cataloghi. I nomi, sempre gli stessi.
Trent’anni dopo, però, se nella casa Mondadori la poesia autoctona prende decisamente il sopravvento su quella straniera, all’Einaudi c’è un maggior interesse per la poesia italiana. E maggiore, anche se sempre minimo rispetto a quello per gli autori uomini, è l’interesse verso la poesia al femminile. Notevolissimo si rivela, inoltre, nella casa Einaudi l’interesse verso la poesia dialettale e contemporanea.


Nonostante le varie acquisizioni e lo spostamento dal civico 1 al 2 della stessa via, la casa editrice di Torino continua a mantenere un certo prestigio, e ciò è dimostrato anche dalla cura per la propria storia e il proprio catalogo: a differenza di Mondadori, Einaudi pubblica un libro bibliografico con tutte le proprie pubblicazioni una volta ogni dieci anni, più o meno. Un’ottima abitudine che dimostra un amore filologico che non può che nascere da un’editoria di qualità. D’altronde, l’impegno nello sperimentalismo e l’interesse per le nuove voci all’Einaudi è testimoniato dal catalogo stesso e da alcuni casi editoriali, come quello di Michele Mari.
Insomma, nonostante ormai facciano parte dello stesso gigantesco gruppo editoriale, Mondadori ed Einaudi mantengono, anche oggi, due stili piuttosto diversi. Ma chi ha puntato, negli anni, su un’editoria identitaria, finalizzata alla formazione del proprio lettore ideale, oggi riesce a mantenere la propria identità. Mondadori, d’altro canto, ha alcuni dei titoli più venduti, ma definirne l’identità in un modo tanto diverso da “editoria industriale” diventa difficile.
Breve bibliografia di riferimento:
- I poeti dello “Specchio”: almanacco antologico, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1962
- Almanacco dello Specchio vol. 1, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1970
- Almanacco dello Specchio vol. 2, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1973
- Almanacco dello specchio vol. 3, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1974
- Almanacco dello Specchio vol. 4, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1975
- Almanacco dello Specchio vol. 5, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1976
- Almanacco dello Specchio vol. 6, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1977
- Almanacco dello Specchio vol. 7, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1978
- Almanacco dello Specchio vol. 8, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1979
- Almanacco dello Specchio vol. 9, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1980
- Almanacco dello Specchio vol. 10, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1982
- Almanacco dello Specchio vol. 11, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1983
- Almanacco dello Specchio vol. 12, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1986
- Almanacco dello Specchio vol. 13, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1989
- Almanacco dello Specchio vol. 14, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 1993
- Nuovissima poesia italiana: Almanacco dello Specchio, a cura di M. Forti, Milano, Mondadori, 2005
- Aa.Vv., Le edizioni Einaudi 1933-2018, Torino, Einaudi, 2018
- W. Barberis, Ricordo di Giulio Einaudi, in «Studi Storici» n. 4, 1999, p. 942
- A. Basile, Arnoldo Mondadori (1889-1971), in «Diacritica», fasc. 4, 25 agosto 2015
- A. Cadioli, Letterati editori: attività editoriale e modelli letterari nel Novecento, Milano, Il Saggiatore, 2003
- R. Calasso, L’impronta dell’editore, Milano, Adelphi, 2013
- F. Casnati, Quarant’anni di critica letteraria: «Uomini visti» di Giuseppe Ravegnani, in «Vita e pensiero», ottobre 1955, pp. 591-97
- S. Cesari, Colloquio con Giulio Einaudi, Torino, Einaudi, 2018
- E. Decleva, Arnoldo Mondadori, Torino, UTET, 1988
- S. Prastaro, Nel mondo grafico di Einaudi e Mondadori, in «Diacritica», n. 32, 25 aprile 2020
- D. Scarpa, Ritratto dell’editore da cucciolo, in «Belfagor», n. 3, 1997, pp. 303-16
- T. Scarpa, Le nuvole e i soldi, Torino, Einaudi, 2018
- Si presenta un estratto della tesi di Laurea Magistrale in “Editoria e scrittura” dal titolo Instapoetry: come i social network hanno cambiato il mercato della poesia, discussa presso Sapienza Università di Roma nella sessione invernale dell’Anno Accademico 2019/2020: relatrice la prof.ssa Maria Panetta, correlatore il prof. Francesco Saverio Vetere. La Prima parte del contributo è uscita nel n. 38 della rivista il 28 maggio 2021. ↑
- S. Prastaro, Nel mondo grafico di Einaudi e Mondadori, in «Diacritica», n. 32, 25 aprile 2020. ↑
- Ibidem. ↑
- S. Cesari, Colloquio con Giulio Einaudi, Torino, Einaudi, 2018, p. 6. ↑
- Ibidem. ↑
- S. Cesari, Colloquio con Giulio Einaudi, op. cit., pp. 128-29. ↑
- Cfr. R. Calasso, L’impronta dell’editore, Milano, Adelphi, 2013. ↑
- W. Barberis, Ricordo di Giulio Einaudi, in «Studi Storici» n. 4, 1999, p. 942. ↑
- Lettera di Ripellino a Calvino, 1° maggio 1956, Fondo Einaudi, Archivio di Stato, Torino. ↑
- G. Ferretti, G. Iannuzzi, Storie di uomini e libri, op. cit., pp. 211-17. ↑
- Cfr. F. I. Tjutčev, Poesie, Torino, Einaudi, 1964. ↑
- Cfr. S. Becket, Poesie, Torino, Einaudi, 1964. ↑
- Cfr. B. Brecht, Libro di devozioni domestiche, Torino, Einaudi, 1964. ↑
- Cfr. I. Nievo, Quaderno di traduzioni, a cura di I. De Luca, Torino, Einaudi, 1964. ↑
- Cfr. S. T. Coleridge, La ballata del vecchio marinaio, Torino, Einaudi, 1964. ↑
- Cfr. C. Villa, Siamo esseri antichi, Torino, Einaudi, 1964. ↑
- Cfr. Euripide, Il ciclope, Torino, Einaudi, 1964. ↑
- Cfr. F. De Quevedo, Sonetti amorosi e morali, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. E. G. Bagrickij, L’ultima notte, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. T. S. Eliot, La terra desolata. Frammento di un agone. Marcia trionfale, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. W. B. Yeats, Quaranta poesie, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. P. Neruda, Poesie, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. H. Melville, Clarel. Poema e pellegrinaggio in Terra Santa, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. A. A. Blok, I dodici, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. C. Marlowe, Ero e Leandro, a cura di G. Baldini, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. Saffo, Alceo, Anacreonte, Liriche e frammenti, prefazione e traduzione di F. M. Pontani, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. I Novissimi. Poeti degli anni ’60, a cura di A. Giuliani, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. Sonetti della scuola siciliana, a cura di E. Sanguineti, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. R. Roversi, Dopo Campoformio, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. T. Rochelmy, L’arrotino appassionato, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. M. Luzi, Dal fondo delle campagne, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. D. Valeri, Quaderno francese del secolo, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. T. Tasso, Rime per Lucrezia Bendidio, a cura di L. De Vendittis, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. Folgore da S. Gimignano, Sonetti, a cura di G. Caravaggi, Torino, Einaudi, 1965. ↑
- Cfr. C. Pavese, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. P. Oppezzo, L’uomo qui presente, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. G. Della Casa, Rime, a cura di D. Ponchiroli, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. V. Holan, Una notte con Amleto e altre poesie, a cura di A. M. Ripellino, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. P. J. Toulet, Poesie, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. P. Valéry, Il cimitero marino, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. W. Shakespeare, Riccardo II, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. R. Alberti, Degli angeli, a cura di V. Bodini, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. C. Morgenstern, Canti grotteschi, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. R. M. Rilke, Poesie, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. A. A. Achmatova, Poema senza eroe e altre poesie, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. G. Benn, Apreslude, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. E. Prados, Memoria dell’oblio, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. Ovidio, Le Eroidi, a cura di G. Leto, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. A. O’Neill, Portogallo mio rimorso, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. N. Sachs, Al di là della polvere, Torino, Einaudi, 1966. ↑
- Cfr. F. Fortini, Foglio di via e altri versi, Torino, Einaudi, 1967. ↑
- Cfr. J. W. Goethe, Inni, a cura di G. Baioni, Torino, Einaudi, 1967. ↑
- Cfr. A. Veneziano, Ottave, a cura di A. Rigoli, Torino, Einaudi, 1967. ↑
- Cfr. A. De Vigny, La casa del pastore e altre poesie, Torino, Einaudi, 1967. ↑
- Cfr. G. Cavalcanti, Rime, a cura di G. Cattaneo, Torino, Einaudi, 1967. ↑
- Cfr. A. Frénaud, Il silenzio di Genova e altre poesie, Torino, Einaudi, 1967. ↑
- Cfr. C. Vallini, Un giorno e altre poesie, a cura di E. Sanguineti, Torino, Einaudi, 1967. ↑
- Cfr. G. Simonotti Manacorda, Banchi di Terranova, Torino, Einaudi, 1967. ↑
- Cfr. V. V. Majakovskij, Lenin, Torino, Einaudi, 1967. ↑
- Cfr. R. J. Wilcock, La parola morte, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. S. A. Esenin, Pugačëv, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. Poeti di “Tel Quel”: Marcelin Pleynet, Jean-Pierre Faye, Denis Roche, a cura di A. Giuliani e J. Risset, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. G. Caproni, Il «terzo libro» e altre cose, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. Alcmane, Stesicoro, Ibico, Frammenti, prefazione e traduzione di Filippo Maria Pontani, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. K. Kavafis, Cinquantacinque poesie, a cura di M. Dalmati e N. Risi, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. R. Char, Fogli d’Ipnos 1943-1944, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. S. Corazzini, Poesie edite e inedite, a cura di S. Jacomuzzi, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. J. Wilmot, Poesie e satire, a cura di M. D’Amico, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. G. Ceronetti, Poesie. Frammenti. Poesie separate, Torino, Einaudi, 1968. ↑
- Cfr. Giovani poeti tedeschi, a cura di R. Fertonani, Torino, Einaudi, 1969. ↑
- Cfr. J. Berryman, Omaggio a Mistress Bradstreet, a cura di S. Perosa, Torino, Einaudi, 1969. ↑
- Cfr. A. M. Ripellino, Notizie dal diluvio, Torino, Einaudi, 1969. ↑
- Cfr. J. Orten, La cosa chiamata poesia, Torino, Einaudi, 1969. ↑
- Cfr. P. Larkin, Le nozze di Pentecoste e altre poesie, Torino, Einaudi, 1969. ↑
- Cfr. S. Solmi, Quaderno di traduzioni, Torino, Einaudi, 1969. ↑
- Cfr. Y. Bonnefoy, Movimento e immobilità di Douve, Torino, Einaudi, 1969. ↑
- Cfr. Ovidio, L’arte di amare, a cura di L. Maccari, Torino, Einaudi, 1969. ↑
- Nel grafico la poesia latina e quella greca sono considerate come poesia straniera, anche nelle antologie. ↑
- Cfr. Asclepiade di Samo, Epigrammi, tradotti da Alceste Angelini, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. L. de Góngora, Sonetti funebri e altre composizioni, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. G. Heym, Umbra vitae, a cura di P. Chiarini, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. G. Kunert, Ricordo di un pianeta, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. V. Aleixandre, La distruzione o amore, a cura di F. T. Montalto, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. Y. Goll, Erba di sogno, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. K. Mansfield, Poemetti, a cura di G. Altichieri, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. P. A. Quarantotti Gambini, Al sole al vento, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. J. De Sponde, Stanze e sonetti della morte, a cura di A. Ginzburg, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. Qohelet o l’Ecclesiaste, a cura di G. Ceronetti, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. Virgilio, Le bucoliche, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. J. Donne, Poesie amorose. Poesie teologiche, a cura di C. Campo, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. J. Renaut, L’immagine riflessa, a cura di A. Limentani, Torino, Einaudi, 1970. ↑
- Cfr. P. Valéry, La giovane Parca, Torino, Einaudi, 1971. ↑
- Cfr. J. Boscàn, Liriche scelte, Torino, Einaudi, 1971. ↑
- Cfr. H. Hofmannsthal, Canto di vita e altre poesie, Torino, Einaudi, 1971. ↑
- Cfr. F. Halas, Imagena, a cura di A. M. Ripellino, Torino, Einaudi, 1971. ↑
- Cfr. G. Benn, Morgue, Torino, Einaudi, 1971. ↑
- Cfr. E. Brontë, Poesie, a cura di G. Bompiani, Torino, Einaudi, 1971. ↑
- Cfr. P. Reverdy, Il ladro di Talento, Torino, Einaudi, 1971. ↑
- Cfr. R. Filippi, Sonetti, a cura di P. V. Mengaldo, Torino, Einaudi, 1971. ↑
- Cfr. P. J. Martello, Rime per la morte del figlio, a cura di G. Spagnoletti Torino, Einaudi, 1972. ↑
- Cfr. J. M. Villa, Giacinta la rossa, Torino, Einaudi, 1972. ↑
- Cfr. R. Burns, Poesie, Torino, Einaudi, 1972. ↑
- Cfr. Giovani poeti sudamericani, a cura di H. G. Robles e U. Bonetti, Torino, Einaudi, 1972. ↑
- Cfr. Elegia greca arcaica, a cura di F. M. Pontani, Torino, Einaudi, 1972. ↑
- Cfr. P. J. Jouve, Paradiso perduto, Torino, Einaudi, 1972. ↑
- Cfr. W. Wei e P. Ti, Poesie del fiume Wang, Torino, Einaudi, 1972. ↑
- Cfr. G. de Nerval, Chimere e altre poesie, Torino, Einaudi, 1972. ↑
- Cfr. G. Nouveau, I baci e altre poesie, Torino, Einaudi, 1972. ↑
- Cfr. J. C. De Melo Neto, Morte e vita severina, a cura di T. Barini e D. Ferioli, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. Cantico dei cantici, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. A. Rimbaud, Poesie, a cura di G. P. Bona, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. A. Giuliani, Chi l’avrebbe detto, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. Giovani poeti americani, a cura di G. Menarini, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. L. Sollazzo, Unico Nord, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. A. De Musset, Namuna e altre poesie, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. C. Pennati, Erosagonie, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. P. Verlaine, Feste galanti, a cura di M. T. Bulciolu, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. M. De Andrade, Io sono trecento, Torino, Einaudi, 1973. ↑
- Cfr. L. De Vega, Liriche, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. J. De la Cruz, Poesie, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. H. Böll, La mia musa, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. A. Strindberg, Notti di sonnambulo ad occhi aperti, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. E. Firpo, ’O grillo cantadò e altre poesie, a cura di M. Boselli, E. Giuseppetti, G. Sechi e G. Sechi, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. Molière, Tartufo, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. L. Romano, Il tempo è giovane, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. E. Muir, Un piede nell’Eden e altre poesie, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. N. Parra, Antipoesia, a cura di H. G. Robles e U. Bonetti, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. I. Layton, Il freddo verde elemento, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. P. Cavalli, Le mie poesie non cambieranno il mondo, Torino, Einaudi, 1974. ↑
- Cfr. C. Smart, Inno a David e altre poesie, Torino, Einaudi, 1975. ↑
- Cfr. F. Loi, Stròlegh, Torino, Einaudi, 1975. ↑
- Cfr. J. L. Borges, Carme presunto e altre poesie, Torino, Einaudi, 1975. ↑
- Cfr. H. Martinson, Le erbe nella Thule, Torino, Einaudi, 1975. ↑
- Cfr. V. Sereni, Gli strumenti umani, Torino, Einaudi, 1975. ↑
- Cfr. M. Scève, Délie. Oggetto d’altissima virtù, Torino, Einaudi, 1975. ↑
- Cfr. Lucrezio, Della natura delle cose, a cura di M. Saccenti, Torino, Einaudi, 1975. ↑
- Cfr. A. Tennyson, In Memoriam, Torino, Einaudi, 1975. ↑
- Cfr. Giovani poeti spagnoli, a cura di J. M. Castellet, Torino, Einaudi, 1975. ↑
- Cfr. A. Chénier, Poesie, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. Giovani poeti inglesi, a cura di R. Oliva, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. M. Mendes, Mondo enigma, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. S. A. Esenin, Anna Snègina, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. A. M. Ripellino, Lo splendido violino verde, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. N. Balestrini, Poesie pratiche 1954-1969, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. P. Éluard, Poesia ininterrotta, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. S. Mallarmé, Il pomeriggio d’un fauno, a cura di P. Manetti, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. F. Leonetti, Percorso logico del ‘960-75. Poema, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. Poeti simbolisti francesi, a cura di G. Viazzi, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. Anonimo, Aucassin et Nicolette, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. W. Biermann, Per i miei compagni, Torino, Einaudi, 1976. ↑
- Cfr. C. Riba, Elegie di Bierville, Torino, Einaudi, 1977. ↑
- Cfr. R. Jeffers, Cawdor, Torino, Einaudi, 1977. ↑
- Cfr. L. Ariosto, Cinque canti, a cura di L. Caretti, Torino, Einaudi, 1977. ↑
- Cfr. S. Solmi, Quaderno di traduzioni II, Torino, Einaudi, 1977. ↑
- Cfr. Giovani poeti dell’America centrale, del Messico e delle Antille, a cura di H. G. Robles e U. Bonetti, Torino, Einaudi, 1977. ↑
- Cfr. L. Siciliani, Poeti erotici dell’Antologia Palatina, a cura di L. Siciliani, Torino, Einaudi, 1977. ↑
- Cfr. J. Swift, Lo spogliatoio della signora e altre poesie, a cura di A. Brilli, Torino, Einaudi, 1977. ↑
- Cfr. R. M. Rilke, Elegie duinesi, Torino, Einaudi, 1978. ↑
- Cfr. F. Loi, Teater, Torino, Einaudi, 1978. ↑
- Cfr. G. Pontano, Poesie d’amore, a cura di S. Prete, Torino, Einaudi, 1978. ↑
- Cfr. ʿU. Khayyām, Quartine, a cura di A. Bausani, Torino, Einaudi, 1978. ↑
- Cfr. C. Baudelaire, Cinquanta poesie da “Les fleurs du mal”, Torino, Einaudi, 1978. ↑
- Cfr. G. Trakl, Poesie, a cura di I. Porena, Torino, Einaudi, 1979. ↑
- Cfr. Giovani poeti danesi, a cura di U. Harder, Torino, Einaudi, 1979. ↑
- Cfr. E. Thovez, Il poema dell’adolescenza, a cura di S. Jacomuzzi, Torino, Einaudi, 1979. ↑
- Cfr. P. Solinas, La voce a te dovuta. Poema, Torino, Einaudi, 1979. ↑
- Cfr. F. Ponge, Il partito preso delle cose, a cura di J. Risset, Torino, Einaudi, 1979. ↑
- Cfr. S. Sinigaglia, La camena gurgandina, Torino, Einaudi, 1979. ↑
- Cfr. G. Ceronetti, Poesie per vivere e non vivere, Torino, Einaudi, 1979. ↑
- Cfr. G. Ritsos, Trasfusione. Poesie italiane, Torino, Einaudi, 1980. ↑
- Cfr. D. Thomas, Poesie inedite, a cura di A. Marianni, Torino, Einaudi, 1980. ↑
- Cfr. A. A. Blok, La nemesi, a cura di C. De Michelis, Torino, Einaudi, 1980. ↑
- Cfr. Apocalisse, a cura di C. Angelini, Torino, Einaudi, 1980. ↑
- Cfr. Nuovi poeti italiani 1, Torino, Einaudi, 1980. ↑
- Cfr. S. Beckett, Poesie. Poèmes suivi de mirlitonnades, a cura di G. Bogliolo, Torino, Einaudi, 1980. ↑
- Cfr. S. Moretti, Gattaccio randagio, Torino, Einaudi, 1980. ↑
- Cfr. L. P. Fargue, Poesie 1886-1933, Torino, Einaudi, 1981. ↑
- Cfr. L. Compagnone, La giovinezza reale e l’irreale maturità, Torino, Einaudi, 1981. ↑
- Cfr. F. Loi, L’aria, Torino, Einaudi, 1981. ↑
- Cfr. P. Cavalli, Il cielo, Torino, Einaudi, 1981. ↑
- Cfr. Rime dei memoriali bolognesi (1279-1300), a cura di S. Orlando, Torino, Einaudi, 1981. ↑
- Cfr. G. Benn, Poesie statiche, a cura di G. Baioni, Torino, Einaudi, 1981. ↑
- Cfr. R. Baldini, La nàiva. Versi in dialetto romagnolo, Torino, Einaudi, 1981. ↑
- Cfr. R. Kunze, Sentieri sensibili, Torino, Einaudi, 1981. ↑
- Cfr. Anonimo, Antica lirica irlandese, a cura di M. Cataldi, Torino, Einaudi, 1981. ↑
- Cfr. V. Larbaud, Le poesie di A. O. Barnabooth e poesie plurilingui, a cura di C. Izzo, Torino, Einaudi, 1982. ↑
- Cfr. G. Bufalino, L’amaro miele, Torino, Einaudi, 1982. ↑
- Cfr. Scipione, Carte segrete, Torino, Einaudi, 1982. ↑
- Cfr. A. Zanichelli, Una cosa sublime, Torino, Einaudi, 1982. ↑
- Cfr. Nuovi poeti italiani 2, a cura di A. Berardinelli, Torino, Einaudi, 1982. ↑
- Cfr. Esiodo, La teogonia e tre poemi lirici, a cura di A. Dughera, Torino, Einaudi, 1982. ↑
- Cfr. M. De Angelis, Millimetri, Torino, Einaudi, 1983. ↑
- Cfr. V. Holan, Una notte con Ofelia e altre poesie, a cura di A. M. Ripellino ed E. Ripellino Hlocovà, Torino, Einaudi, 1983. ↑
- Cfr. J. Keats, Poesie, Torino, Einaudi, 1983. ↑
- Cfr. C. Pennati, Sotteso blu 1974-1983, Torino, Einaudi, 1983. ↑
- S. Cesari, Colloquio con Giulio Einaudi, op. cit., pp. 196-207. ↑
- Cfr. Nuovi poeti italiani 3, a cura di W. Siti, Torino, Einaudi, 1984. ↑
- Cfr. N. Orengo, Cartoline di mare, Torino, Einaudi, 1984. ↑
- Cfr. D. Frescobaldi, Canzoni e sonetti, a cura di F. Brugnolo, Torino, Einaudi, 1984. ↑
- Cfr. S. A. Esenin, Il paese dei banditi, Torino, Einaudi, 1984. ↑
- Cfr. W. Owen, Poesie di guerra, a cura di S. Rufini, Torino, Einaudi, 1985. ↑
- Cfr. P. Bertolani, Seinà, Torino, Einaudi, 1985. ↑
- Cfr. A. Pierro, Un pianto nascosto. Antologia poetica 1946-1983, a cura di F. Zambon, Torino, Einaudi, 1986. ↑
- Cfr. G. G. Byron, Pezzi domestici e altre poesie, a cura di C. Dapino, Torino, Einaudi, 1986. ↑
- Cfr. J. Seifert, Vestita di luce. Poesie 1925-1967, a cura di S. Corduas, Torino, Einaudi, 1986. ↑
- Cfr. F. Hölderlin, Alcune pagine, Torino, Einaudi, 1987. ↑
- Cfr. L. Ariosto, Satire, a cura di C. Segre, Torino, Einaudi, 1987. ↑
- Cfr. T. Accetto, Rime amorose, a cura di S. S. Nigro, Torino, Einaudi, 1987. ↑
- Cfr. S. Mallarmé, Versi e prose, Torino, Einaudi, 1987. ↑
- Cfr. C. D. De Andrade, Sentimento del mondo, Torino, Einaudi, 1987. ↑
- Cfr. O. Ottieri, Vi amo, Torino, Einaudi, 1988. ↑
- Cfr. R. Baldini, Furistír: versi in dialetto romagnolo, Torino, Einaudi, 1988. ↑
- Cfr. E. Fried, È quel che è. Poesie d’amore, di paura, di collera, Torino, Einaudi, 1988. ↑
- Cfr. F. Grisoni, L’oter, Torino, Einaudi, 1988. ↑
- Cfr. D. Naldini, La curva di San Floreano, Torino, Einaudi, 1988. ↑
- Cfr. W. Stevens, Mattino domenicale e altre poesie, a cura di R. Poggioli, Torino, Einaudi, 1988. ↑
- Cfr. Poeti latini della decadenza, a cura di C. Carena, Torino, Einaudi, 1988. ↑
- Cfr. G. Giudici, Prove di teatro 1953-1988, Torino, Einaudi, 1988. ↑
- Cfr. C. Ortesta, Nel progetto di un freddo perenne, Torino, Einaudi, 1988. ↑
- Cfr. G. D’Elia, Segreta 1986-1987, Torino, Einaudi, 1989. ↑
- Cfr. L. Erba, L’ippopotamo, Torino, Einaudi, 1989. ↑
- Cfr. F. Rigon, Dimore, Torino, Einaudi, 1989. ↑
- Cfr. P. Valduga, Medicamenta e altri medicamenta, Torino, Einaudi, 1989. ↑
- Cfr. G. P. Bona, Gli ospiti nascosti, Torino, Einaudi, 1989. ↑
- I classici in greco e latino, anche tardo latino, vengono considerati tra la poesia straniera, i classici in lingua italiana (anche volgare) in quella italiana. ↑
- Cfr. H. M. Enzensberger, La fine del Titanic, Torino, Einaudi, 1990. ↑
- Cfr. Callimaco, Epigrammi, Torino, Einaudi, 1990. ↑
- Cfr. G. Raboni, Versi guerrieri e amorosi, Torino, Einaudi, 1990. ↑
- Cfr. F. Picabia, Poesie e disegni della figlia nata senza madre, Torino, Einaudi, 1990. ↑
- Cfr. A. Lowell, Poesie, a cura di B. Lanati, Torino, Einaudi, 1990. ↑
- Cfr. G. Leto, Nostalgia dell’acqua, Torino, Einaudi, 1990. ↑
- Cfr. Y. Bonnefoy, Nell’insidia della soglia, Torino, Einaudi, 1990. ↑
- Cfr. F. T. Marinetti, Poesie a Beny, Torino, Einaudi, 1991. ↑
- Cfr. Orazio, Cinque satire sulla saggezza del vivere, Torino, Einaudi, 1991. ↑
- Cfr. J. Manrique, Stanze per la morte del padre, a cura di L. Allamprese, Torino, Einaudi, 1991. ↑
- Cfr. F. Pessoa, Faust, a cura di M. J. Lancastre, Torino, Einaudi, 1991. ↑
- Cfr. A. Merini, Vuoto d’amore, a cura di M. Corti, Torino, Einaudi, 1991. ↑
- Cfr. L. De Góngora, Favola di Polifemo e Galatea, a cura di E. Cancelliere, Torino, Einaudi, 1991. ↑
- Cfr. A. A. Achmatova, La corsa del tempo. Liriche e poemi, a cura di M. Colucci, Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. F. Marcoaldi, A mosca cieca, Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. E. Krumm, Novecento, Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. P. Jaccottet, Il barbagianni. L’ignorante, a cura di F. Pusterla, Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. G. De la Vega, Le Egloche, a cura di M. Di Pinto, Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. F. Scataglini, La rosa, Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. R. M. Rilke, Poesie. Requiem, a cura di G. Cacciapaglia, Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. P. Cavalli, Poesie (1974-1992), Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. Rutilio Namaziano, Il ritorno, a cura di A. Fo, Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. K. Kavafis, Settantacinque poesie, a cura di N. Risi e M. Dalmati, Torino, Einaudi, 1992. ↑
- Cfr. V. Holan, Una notte con Amleto, una notte con Ofelia, op. cit. ↑
- Cfr. J. Risset, Amor di lontano, Torino, Einaudi, 1993. ↑
- Cfr. G. D’Elia, Notte privata, Torino, Einaudi, 1993. ↑
- Cfr. A. Mutis, Summa di Maqroll il gabbiere. Antologia poetica 1948-1988, a cura di F. R. Amaya, Torino, Einaudi, 1993. ↑
- Cfr. C. E. Gadda, Poesie, a cura di M. A. Terzoli, Torino, Einaudi, 1993. ↑
- Cfr. Fondazione Mondadori.it: https://www.fondazionemondadori.it/rivista/lunita-dintenti-einaudi-e-mondadori/gli-accordi/ (ultima consultazione: 22 marzo 2021). ↑
- Cfr. U. Piersani, I luoghi persi, Torino, Einaudi, 1994. ↑
- Cfr. F. Fortini, Composita salvantur, Torino, Einaudi, 1994. ↑
- Cfr. Giovanni Pico della Mirandola, Sonetti, a cura di G. Dilemmi, Torino, Einaudi, 1994. ↑
- Cfr. Nuovi poeti tedeschi, a cura di A. Chiarloni, Torino, Einaudi, 1994. ↑
- Cfr. E. Testa, In controtempo, Torino, Einaudi, 1994. ↑
- Cfr. I Salmi, a cura di G. Ceronetti, Torino, Einaudi, 1994. ↑
- Cfr. G. Frasca, Lime, Torino, Einaudi, 1995. ↑
- Cfr. Ovidio, Gli amori, a cura di G. Leto, Torino, Einaudi, 1995. ↑
- Cfr. Nuovi poeti italiani 4, a cura di M. Bersani, Torino, Einaudi, 1995. ↑
- Cfr. F. Marcoaldi, Celibi al limbo, a cura di A. Morino, Torino, Einaudi, 1995. ↑
- Cfr. J. I. de la Cruz, Versi d’amore e di circostanza. Primo sogno, a cura di A. Morino, Torino, Einaudi, 1995. ↑
- Cfr. A. Merini, Ballate non pagate, a cura di L. Alunno, Torino, Einaudi, 1995. ↑
- Cfr. Nuovi poeti cinesi, a cura di C. Pozzana e A. Russo, Torino, Einaudi, 1996. ↑
- Cfr. G. D’Elia, Congedo della vecchia Olivetti, Torino, Einaudi, 1996. ↑
- Cfr. P. Celan, Di soglia in soglia, a cura di G. Bevilacqua, Torino, Einaudi, 1996. ↑
- Cfr. V. Magrelli, Poesie (1980-1992), Torino, Einaudi, 1996. ↑
- Cfr. E. Cacciatore, Il discorso a meraviglia. Poesie scelte dall’autore medesimo, Torino, Einaudi, 1996. ↑
- Cfr. T. Harrison, V. e altre poesie, a cura di M. Bacigalupo, Torino, Einaudi, 1996. ↑
- Cfr. S. Mannuzzu, Corpus, Torino, Einaudi, 1996. ↑
- Cfr. P. B. Shelley, Prometeo slegato, a cura di M. Pietralunga, Torino, Einaudi, 1997. ↑
- Cfr. F. Fortini, Poesie inedite, a cura di P. V. Mengaldo, Torino, Einaudi, 1997. ↑
- Cfr. G. Consonni, Vûs; La visione di Mac Conglinne, a cura di M. Cataldi, Torino, Einaudi, 1997. ↑
- Cfr. H. M. Enzensberger, Musica dal futuro, Torino, Einaudi, 1997. ↑
- Cfr. P. Valduga, Cento quartine e altre storie d’amore, Torino, Einaudi, 1997. ↑
- Cfr. G. Leto, L’ora insonne, Torino, Einaudi, 1997. ↑
- Cfr. V. Giotti, Colori, a cura di A. Modena, Torino, Einaudi, 1997. ↑
- Cfr. E. Krumm, Felicità, Torino, Einaudi, 1997. ↑
- Cfr. E. E. Cummings, Poesie, Torino, Einaudi, 1998. ↑
- Cfr. M. De Sá-Carneiro, Dispersione, a cura di M. J. Lancastre, Torino, Einaudi, 1998. ↑
- Cfr. O. E. Mandel’štam, Cinquanta poesie, a cura di R. Faccani, Torino, Einaudi, 1998. ↑
- Cfr. V. Sereni, Diario d’Algeria, op. cit. ↑
- Cfr. C. Pennati, Una distanza inseparabile, Torino, Einaudi, 1998. ↑
- Cfr. G. Caproni, Quaderno di traduzioni, a cura di E. Testa, Torino, Einaudi, 1998. ↑
- Cfr. P. Celan, Conseguito in silenzio, Torino, Einaudi, 1998. ↑
- Cfr. P. Valduga, Prima antologia, Torino, Einaudi, 1998. ↑
- Cfr. S. Toma, Canzoniere della morte, a cura di M. Corti, Torino, Einaudi, 1999. ↑
- Cfr. V. Magrelli, Didascalie per la lettura di un giornale, Torino, Einaudi, 1999. ↑
- Cfr. D. Tessa, L’è el dì di mort, alegher! De la del mur, a cura di D. Isella, Torino, Einaudi, 1999. ↑
- Cfr. Id., Altre liriche, a cura di D. Isella, Torino, Einaudi, 1999. ↑
- Cfr. P. Cavalli, Sempre aperto teatro, Torino, Einaudi, 1999. ↑
- Cfr. N. Orengo, Cartoline di mare vecchie e nuove, Torino, Einaudi, 1999. ↑
- Cfr. D. Grünbein, A metà partita. Poesie 1988-1999, a cura di A. M. Carpi, Torino, Einaudi, 1999. ↑
- Cfr. I. Ferrari, La franca sostanza del degrado, Torino, Einaudi, 1999. ↑
- Cfr. E. Baratynskij, Liriche, a cura di M. Colucci, Torino, Einaudi, 1999. ↑
- Cfr. Auralcrave.com: https://auralcrave.com/2019/03/18/la-bianca-einaudi-breve-storia-della-collezione-di-poesia/ (ultima consultazione: 22 marzo 2021). ↑
- Cfr. C. Viviani, Silenzio dell’universo, Torino, Einaudi, 2000. ↑
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- Cfr. R. Baldini, La nàiva. Furistír. Ciacri. Versi in dialetto romagnolo, Torino, Einaudi, 2000. ↑
- Cfr. F. Marcoaldi, L’isola celeste, Torino, Einaudi, 2000. ↑
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- Cfr. Nelle galassie oggi come oggi. Covers, Torino, Einaudi, 2001. ↑
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- Cfr. V. Sereni, Il musicante di Saint-Merry, Torino, Einaudi, 2001. ↑
- Cfr. G. Frasca, Rive, Torino, Einaudi, 2001. ↑
- Cfr. H. M. Ensezensberg, Più leggeri dell’aria. Poesie morali, Torino, Einaudi, 2001. ↑
- Cfr. C. Pavese, Lavorare stanca, Torino, Einaudi, 2001. ↑
- Cfr. F. Loi, Isman, Torino, Einaudi, 2002. ↑
- Cfr. U. Piersanti, Nel tempo che precede, Torino, Einaudi, 2002. ↑
- Cfr. P. P. Pasolini, La nuova gioventù. Poesie friulane 1941-1974, Torino, Einaudi, 2002. ↑
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- Cfr. E. De Luca, Opera sull’acqua e altre poesie, Torino, Einaudi, 2002. ↑
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- Cfr. P. Valduga, Lezioni d’amore, Torino, Einaudi, 2004. ↑
- Cfr. Burchiello, I sonetti del Burchiello, a cura di M. Zaccarello, Torino, Einaudi, 2004. ↑
- Cfr. A. Merini, Clinica dell’abbandono, a cura di G. Rosadini, Torino, Einaudi, 2004. ↑
- Cfr. A. Fo, Corpuscolo, Torino, Einaudi, 2004. ↑
- Cfr. G. Benn, Frammenti e distillazioni, a cura di A. M. Carpi, Torino, Einaudi, 2004. ↑
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- Cfr. C. Viviani, La forma della vita, Torino, Einaudi, 2005. ↑
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- Cfr. A. Lolini, Notizie dalla necropoli, 1974-2004, Torino, Einaudi, 2005. ↑
- Cfr. L. Cecchinel, Lungo la traccia, Torino, Einaudi, 2005. ↑
- Cfr. Dopo la lirica. Poeti italiani 1960-2000, a cura di E. Testa, Torino, Einaudi, 2005. ↑
- Cfr. A. Bevilacqua, Tu che mi ascolti. Poesie alla madre, Torino, Einaudi, 2005. ↑
- Cfr. B. Fenoglio, Epigrammi, a cura di G. Pedullà, Torino, Einaudi, 2005. ↑
- Cfr. A. Temporelli, Il cielo di Marte, Torino, Einaudi, 2005. ↑
- Cfr. D. Grünbein, Della neve ovvero Cartesio in Germania, a cura di A. M. Carpi, Torino, Einaudi, 2005. ↑
- Cfr. F. Loi, Aria della memoria. Poesie scelte 1973-2002, Torino, Einaudi, 2005. ↑
- Cfr. F. Marcoaldi, Animali in versi, Torino, Einaudi, 2006. ↑
- Cfr. M. Gualtieri, Senza amore, senza peso, Torino, Einaudi, 2006. ↑
- Cfr. Nuovi poeti americani, a cura di E. Biagini, Torino, Einaudi, 2006. ↑
- Cfr. V. Magrelli, Disturbi del sistema binario, Torino, Einaudi, 2006. ↑
- Cfr. P. Valduga, Pigre divinità e pigra sorte, Torino, Einaudi, 2006. ↑
- Cfr. E. Sanguineti, Quaderno di traduzioni. Lucrezio, Shakespeare, Goethe, Torino, Einaudi, 2006. ↑
- Cfr. N. Sachs, Poesie, a cura di I. Porena, Torino, Einaudi, 2006. ↑
- Cfr. M. Fois, L’ultima volta che sono rinato, Torino, Einaudi, 2006. ↑
- Cfr. H. Pinter, Poesie d’amore, di silenzio, di guerra, a cura di E. Quaggio, Torino, Einaudi, 2006. ↑
- Cfr. G. D’Elia, Trovatori, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. M. Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. N. Pedretti, Al vuosi e altre poesie in dialetto romagnolo, a cura di M. Ricci, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. S. Bre, Marmo, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. R. Crovi, La vita sopravvissuta, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. A. Nove, Maria, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. M. Krleža, Le ballate di Petrica Kerempuh, a cura di S. Ferrari, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. E. Biagini, Nel bosco, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. A. M. Ripellino, Notizie dal diluvio. Sinfonietta. Lo splendido violino verde, a cura di A. Fo e altri, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. Poeti israeliani, a cura di A. Rathaus, Torino, Einaudi, 2007. ↑
- Cfr. U. Piersanti, L’albero delle nebbie, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. E. Testa, Pasqua di neve, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. T. Harrison, Vuoti, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. A. Bevilacqua, Duetto per voce sola. Versi dell’immedesimazione, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. F. Marcoaldi, Il tempo ormai breve, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. Ḥāfeẓ, Ottanta canzoni, a cura di S. Pellò, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. F. Nietzsche, Le poesie, a cura di A. M. Carpi, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. R. Dapunt, La terra più del paradiso, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. E. De Luca, L’ospite incallito, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. G. Ceronetti, Trafitture di tenerezza. Poesia tradotta 1963-2008, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. F. G. Lorca, Poeta a New York, a cura di G. Felici, Torino, Einaudi, 2008. ↑
- Cfr. C. Viviani, Credere all’invisibile, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. B. Galluccio, Verticali, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. O. Fatica, Le omissioni, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. O. E. Mandel’štam, Ottanta poesie, a cura di R. Faccani, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. F. Pusterla, Le terre emerse. Poesie 1985-2008, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. B. Pasternak, Poesie vol. I, a cura di A. M. Ripellino, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. B. Pasternak, Poesie vol. II, a cura di A. M. Ripellino, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. S. Stratanovskij, Buio diurno, a cura di A. Niero, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. N. Zach, Sento cadere qualcosa. Poesie scelte 1960-2008, a cura di A. Rathaus, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. A. Merini, Il carnevale della croce. Poesie religiose, poesie d’amore, a cura di A. Borsani, Torino, Einaudi, 2009. ↑
- Cfr. B. Yü-chiang, Con il braccio piegato a far da cuscin. Ottantotto quartine di un maestro taoista del XIII secolo, a cura di A. Cadonna, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. G. D’Elia, Trentennio. Versi scelti e inediti 1977-2007, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. A. Nove, A schemi di costellazioni, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. G. Rosadini, Unità di risveglio, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. M. Gualtieri, Bestia di gioia, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. P. Celan, Oscurato, a cura di D. Borso, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. G. d’Annunzio, Alcione, a cura di I. Caliaro, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. A. Vigevani, L’esistenza, tutte le poesie 1980-1992, a cura di E. Testa, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. W. Benjamin, Sonetti e poesie sparse, a cura di R. Tiedemann, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. V. Sereni, Stella variabile, Torino, Einaudi, 2010. ↑
- Cfr. A. Bevilacqua, La camera segreta, Torino, Einaudi, 2011. ↑
- Cfr. J. Risset, Il tempo dell’istante. Poesie scelte 1985-2010, Torino, Einaudi, 2011. ↑
- Cfr. Nuovi poeti francesi, a cura di F. Scotto, Torino, Einaudi, 2011. ↑
- Cfr. J. W. Goethe, Cento poesie, Torino, Einaudi, 2011. ↑
- Cfr. F. Strumia, Pozzanghere, Torino, Einaudi, 2011. ↑
- Cfr. E. Dickinson, Centoquattro poesie, a cura di S. Bre, Torino, Einaudi, 2011. ↑
- Cfr. P. Ruffini, Affari di cuore, Torino, Einaudi, 2011. ↑
- Cfr. D. Grünbein, Strofe per dopodomani e altre poesie, a cura di A. M. Carpi, Torino, Einaudi, 2011. ↑
- Cfr. A. Merini, Poesie e satire, a cura di G. Zaccaria, Torino, Einaudi, 2011. ↑
- Cfr. P. Valduga, Libro delle laudi, Torino, Einaudi, 2012. ↑
- Cfr. I. Sarajlić, Chi ha fatto il turno di notte, a cura di Silvio Ferrari, Torino, Einaudi, 2012. ↑
- Cfr. C. Viviani, Infinita fine, Torino, Einaudi, 2012. ↑
- Cfr. V. V. Majakovskij, La nuvola in calzoni. Tetrattico, a cura di R. Faccani, Torino, Einaudi, 2012. ↑
- Cfr. Nuovi poeti italiani 6, a cura di G. Rosadini, Torino, Einaudi, 2012. ↑
- Cfr. F. Marcoaldi, La trappola, Torino, Einaudi, 2012. ↑
- Cfr. A. Zanzotto, Filò. Il Casanova per Fellini, Torino, Einaudi, 2012. ↑
- Cfr. G. Ceronetti, Sono fragile, sparo poesia, Torino, Einaudi, 2012. ↑
- Cfr. G. Frasca, Rimi, Torino, Einaudi, 2013. ↑
- Cfr. A. Lolini, Carte da sandwich, Torino, Einaudi, 2013. ↑
- Cfr. E. Testa, Ablativo, Torino, Einaudi, 2013. ↑
- Cfr. H. M. Enzensberger, Chiosco, Torino, Einaudi, 2013. ↑
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- Cfr. I. Ferrari, La morte moglie, Torino, Einaudi, 2013. ↑
- Cfr. R. Dapunt, Le beatitudini della malattia, Torino, Einaudi, 2013. ↑
- Cfr. E. Dickinson, Uno zero più ampio. Altre cento poesie, a cura di S. Bre, Torino, Einaudi, 2013. ↑
- Cfr. V. Magrelli, Il sangue amaro, Torino, Einaudi, 2014. ↑
- Cfr. C. L. Candiani, La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore, Torino, Einaudi, 2014. ↑
- Cfr. E. De Luca, Bizzarrie della provvidenza, Torino, Einaudi, 2014. ↑
- Cfr. E. Biagini, Da una crepa, Torino, Einaudi, 2014. ↑
- Cfr. A. Fo, Mancanze, Torino, Einaudi, 2014. ↑
- Cfr. G. Raboni, Tutte le poesie, 1949-2004, a cura di R. Zucco, Torino, Einaudi, 2014. ↑
- Cfr. M. Mehr, Ognuno incatenato alla sua ora (scritte dal 1983 al 2014), a cura di A. Ruchat, Torino, Einaudi, 2014. ↑
- Cfr. A. Nove, Addio mio Novecento, Torino, Einaudi, 2014. ↑
- Cfr. F. Villon, Il testamento e altre poesie, a cura di A. Principato, Torino, Einaudi, 2015. ↑
- Cfr. B. Galluccio, La misura dello zero, Torino, Einaudi, 2015. ↑
- Cfr. O. Ottieri, Poemetti: Vi amo – L’infermiera di Pisa – Il palazzo e il pazzo, Torino, Einaudi, 2015. ↑
- Cfr. S. Bre, La fine di quest’arte, Torino, Einaudi, 2015. ↑
- Cfr. G. D’Elia, Fiori del mare, Torino, Einaudi, 2015. ↑
- Cfr. F. Marcoaldi, Il mondo sia lodato, Torino, Einaudi, 2015. ↑
- Cfr. M. Gualtieri, Le giovani parole, Torino, Einaudi, 2015. ↑
- Cfr. B. Latini, Le poesie, a cura di S. Carrai, Torino, Einaudi, 2016. ↑
- Cfr. G. Caproni, Il «terzo libro» e altre cose, op. cit. ↑
- Cfr. C. Viviani, Osare dire, Torino, Einaudi, 2016. ↑
- Cfr. G. Consonni, Filovia, Torino, Einaudi, 2016. ↑
- Cfr. P. Celan, La sabbia delle urne, a cura di D. Borso, Torino, Einaudi, 2016. ↑
- Cfr. P. Handke, Canto alla durata, Torino, Einaudi, 2016. ↑
- Cfr. G. Gozzano, Le poesie, 2 volumi, a cura di E. Sanguineti, Torino, Einaudi, 2016. ↑
- Cfr. C. Nooteboom, Luce ovunque 2012-1964, Torino, Einaudi, 2016. ↑
- Cfr. F. Strumia, Marciapiede con vista, Torino, Einaudi, 2016. ↑
- Cfr. F. Scarabicchi, Il prato bianco, Torino, Einaudi, 2017. ↑
- Cfr. A. De Alberti, Dall’interno della specie, Torino, Einaudi, 2017. ↑
- Cfr. H. M. Enzensberger, Mausoleum. Trentasette ballate tratte dalla storia del progresso, Torino, Einaudi, 2017. ↑
- Cfr. C. L. Candiani, Fatti vivo (2006-2016), Torino, Einaudi, 2017. ↑
- Cfr. F. Marcoaldi, Tutto qui, Torino, Einaudi, 2017. ↑
- Cfr. M. Cucchi, Paradossalmente e con affanno, Torino, Einaudi, 2017. ↑
- Cfr. Il Panormita, Ermafrodito, a cura di N. Gardini, Torino, Einaudi, 2017. ↑
- Cfr. A. Airaghi, Omaggi, Torino, Einaudi, 2017. ↑
- Cfr. A. Bajani, Promemoria, Torino, Einaudi, 2017. ↑
- Cfr. C. Porta, Poesie, Torino, Einaudi, 2018. ↑
- Cfr. E. Testa, Cairn, Torino, Einaudi, 2018. ↑
- Cfr. R. Dapunt, Sincope, Torino, Einaudi, 2018. ↑
- Cfr. M. Fois, L’infinito non finire e altri poemetti, Torino, Einaudi, 2018. ↑
- Cfr. G. Rosadini, Fioriture capovolte, Torino, Einaudi, 2018. ↑
- Cfr. T. Scarpa, Le nuvole e i soldi, Torino, Einaudi, 2018. ↑
- Cfr. P. Valduga, Poesie erotiche, Torino, Einaudi, 2018. ↑
- Cfr. A. Anedda, Historiae, Torino, Einaudi, 2018. ↑
- Cfr. R. Char, Poesie, a cura di E. Donzelli, Torino, Einaudi, 2018. ↑
- Cfr. Le edizioni Einaudi 1933-2018, Torino, Einaudi, 2018. ↑
(fasc. 39, 31 luglio 2021)