Anche «Diacritica» dedica un numero all’inevitabile e doveroso omaggio che è stato tributato al Padre Dante lungo tutto il corso di questo complesso e faticoso 2021, sia dai più raffinati dantisti e dai più competenti e accreditati interpreti della sua opera sia da studiosi che tangenzialmente se ne sono occupati in passato.
Com’è noto, numerosissime, nel corso dei secoli, sono state le opere – non solo letterarie, ma anche pittoriche, musicali, filmiche, audiovisive etc. – che si sono ispirate alla produzione dell’Alighieri, e in particolare alla Commedia. Per dare una vaga idea della varietà e della vastità del fenomeno, ne propongo una rapida carrellata che suonerà come un incompleto elenco in ordine cronologico.
Fra le opere pittoriche si potrebbero ricordare almeno: il notissimo Dante di Andrea del Castagno (1448-1449); l’affresco del Duomo di Firenze La Divina Commedia illumina Firenze di Domenico di Michelino, su disegno di Alesso Baldovinetti (1465); la Pala di San Barnaba di Botticelli (1480-1482 circa); i celeberrimi cento Disegni per la Divina Commedia commissionati allo stesso Botticelli fra il 1480 e il 1495 da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici; il cinquecentesco Ritratto di Dante di Cristofano Dell’Altissimo; La selva oscura di Federico Zuccari (1587), illustrazione a matita rossa e nera; Dante e Virgilio all’Inferno di Filippo Napoletano (1618-1620 circa); Le Muse con i poeti e i filosofi scacciate dal Parnaso di Giovanni da San Giovanni (1635); Dante e Virgilio all’Inferno di Livio Mehus e Crescenzio Onofri (1690 circa); il dipinto La Barque de Dante (La Barca di Dante), un olio su tela realizzato nel 1822 da Eugène Delacroix, o Beatrice si rivolge a Dante da un carro (1824-1827) di William Blake; Dante e Virgile (o Dante e Virgilio all’Inferno) di William-Adolphe Bouguereau (1850); Nello alla tomba della Pia di Enrico Pollastrini (1851); Dante in esilio di Domenico Peterlin (1860); il coevo Pia dei Tolomei condotta al Castello di Maremma di Vincenzo Cabianca (1860), Piccarda Donati fatta rapire dal Convento di Santa Chiara dal fratello Corso di Raffaello Sorbi (1866)[1], il disegno a matita su carta Dante e Brunetto Latini di Alberto Martini (1901 circa) etc.
Fra le sculture, degne di menzione almeno il Dante marmoreo di Emilio Demi (1840) a Piazzale degli Uffizi; il Busto di Piccarda Donati di Giovanni Bastianini (1855); Pia de’ Tolomei e Nello della Pietra di Pio Fedi (1861); il colossale Monumento a Dante (1857-1865) scolpito da Enrico Pazzi per Piazza Santa Croce a Firenze; la statua di Dante di Ugo Zannoni realizzata in marmo di Carrara per la Piazza dei Signori di Verona nel 1865 etc.
Quanto alla musica[2], basterebbe citare l’opera lirica Francesca da Rimini di Saverio Mercadante, scritta nel biennio 1830-1831 su libretto di Felice Romani e rappresentata postuma solo nel 2016 a Martina Franca; la sinfonia corale a programma di Franz Liszt Dante–Symphonie (Eine Symphonie zu Dantes “Divina Commedia”) composta fra il 1855 e il 1856 e dedicata a Richard Wagner; oppure la fantasia per orchestra in mi minore Francesca da Rimini, Op. 32, di Pëtr Il’ič čajkovskij, creata nel 1876 ed eseguita in prima assoluta a Mosca nel 1877; le Laudi alla Vergine Maria, composizione di carattere sacro scritta da Giuseppe Verdi a partire dal 1890, ispirandosi ad alcuni versi del XXXIII del Paradiso e rappresentata nel 1898 a Parigi in anteprima mondiale; l’opera in un atto Francesca da Rimini, Op. 25, di Sergej Vasil’evič Rachmaninov, su libretto di Modest Il’ič Čajkovskij, composta a partire dal 1900 e rappresentata nel 1906 a Mosca; l’omonima opera di Riccardo Zandonai, su libretto di Tito Ricordi II, tratto dalla celebre tragedia di Gabriele d’Annunzio, rappresentata a Torino il 19 febbraio 1914; l’opera comica in un atto Gianni Schicchi di Giacomo Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano, ispirata ai versi 22-48 del XXX canto dell’Inferno e rappresentata per la prima volta al Metropolitan di New York il 14 dicembre 1918. Ancora: Inferno, concept album dei Metamorfosi, pubblicato dalla Vedette Records nel 1973; la canzone Compagni di scuola di Antonello Venditti (1975); il brano Ci vorrebbe un amico sempre di Venditti (1984); il brano Canto IV dei Discipline (1997); il brano Dante’s Prayer di Loreena McKennitt (1997); Paradiso, album dei Metamorfosi edito da Progressivamente nel 2004; il brano Happy Hour di Luciano Ligabue (2005); Dante XXI, album del 2006 del gruppo musicale brasiliano Sepultura, diviso in tre parti come il poema dantesco; la Divina Commedia Opera Musical di Marco Frisina, su libretto di Gianmario Pagano, del 2007; il brano Serenata rap di Jovanotti (2008); l’opera rock sinfonica From Hell To Heaven, composta dal pianista Andrea Bezzon con gli arrangiamenti del chitarrista Andrea “Urpilo” Guarnieri e le orchestrazioni di Fabrizio Castania, rappresentata il 24 gennaio 2008 al Teatro Comunale di Padova; la canzone Un tempo indefinito di Raf (2011); Argenti vive, brano di Caparezza del 2014[3]; l’album Purgatorio dei Metamorfosi (2014); la canzone Siamo chi siamo di Luciano Ligabue (2014) etc.
Anche il cinema si è ispirato sovente alla produzione dantesca. Per citare solo alcune pellicole: il cortometraggio Il conte Ugolino[4] (1908), diretto da Giuseppe de Liguoro; il cortometraggio muto Francesca da Rimini (1908 e 1910), ispirato alla tragedia dannunziana e diretto da James Stuart Blackton; il film Pia de’ Tolomei (1910), diretto da Gerolamo Lo Savio; il film muto L’Inferno (1911), diretto da Giuseppe Berardi e Arturo Busnengo, e la pellicola dal medesimo titolo (1911) per la regia di Francesco Bertolini, Giuseppe De Liguoro e Adolfo Padovan; il mediometraggio muto Dante e Beatrice (1913), diretto da Mario Caserini; Beatrice (1919), film muto diretto da Herbert Brenon o l’altro film muto Dante’s Inferno (1924), diretto da Henry Otto; Maciste all’Inferno (1926), pellicola diretta da Guido Brignone; il film muto Drums of Love (La legge dell’amore), diretto nel 1928 da David W. Griffith e ispirato sempre alla vicenda di Francesca da Rimini; Dante’s Inferno (La nave di Satana), pellicola diretta nel 1935 da Harry Lachman; il film Pia de’ Tolomei (1941), per la regia di Esodo Pratelli; Il conte Ugolino (1949), diretto da Riccardo Freda; il film Paolo e Francesca (1950), per la regia di Raffaello Matarazzo; il film Totò all’Inferno (1955), diretto da Camillo Mastrocinque; Pia de’ Tolomei (1958), pellicola diretta da Sergio Grieco; Paolo e Francesca (1971), di cui ha firmato la regia Gianni Vernuccio; Al di là dei sogni – What dreams may come di Vincent Ward, con Robin Williams (1998); Inferno di Ron Howard (2016), con protagonista Tom Hanks etc.
Anche alcuni videogiochi, in epoca recente, si sono ispirati a Dante: è il caso di Dante’s Inferno, pubblicato nel 1986 per Commodore 64, o dell’omonimo uscito il 5 febbraio 2010 per PlayStation 3 e Xbox 360 e il 26 febbraio 2010 per PlayStation Portable.
Infine, per quanto concerne i fumetti e i manga, a parte L’inferno di Topolino (ottobre 1949-marzo 1950) e L’inferno di Paperino (1987), da rammentare almeno la Divina Commedia di Gō Nagai, edita in tre volumi da Kōdansha fra il 1994 e il 1995 (e da d/visual in Italia, fra il 2006 e il 2007; poi da Edizioni BD nel 2019 nel primo formato omnibus al mondo) e ispirata alle illustrazioni ottocentesche di Gustave Doré. Per non parlare di tutto il brulicare di eventi e libri e convegni, e di tutte le opere artistiche etc. che sono state prodotte in quest’ultimo anno dantesco.
Il fascicolo che pubblichiamo è dedicato a Dante e indaga l’esegesi delle sue opere, il suo rapporto con la città di Siena e soprattutto la sua ricezione in ambito artistico e nella letteratura contemporanea, in particolare in Pavese e in Pasolini, di cui trattano due saggi (uno dei quali di taglio comparatista).
- Al riguardo si veda l’illuminante Introduzione di Paolo Procaccioli alla Mostra virtuale Non per foco ma per divin’arte. Immagini dantesche dalle Gallerie degli Uffizi (coordinamento scientifico: Anna Bisceglia; testi di Andrea Biotti, Anna Bisceglia, Daniela Parenti, Patrizia Naldini, Chiara Toti, Chiara Ulivi; traduzioni di Eurotrad Snc; editing a cura dell’Area Strategie Digitali delle Gallerie degli Uffizi; crediti fotografici: Francesco del Vecchio e Roberto Palermo); cfr. <https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/dante> (ultimo accesso: 30 novembre 2021). ↑
- Per approfondire il rapporto fra Dante e la musica, cfr. almeno R. Chiesa, La musica nel tempo e nell’opera di Dante, Rovereto, Manfrini, 1966. ↑
- Sul quale cfr. T. Gargano, Il mondo non è dei poeti: Caparezza remixa Dante, 4 maggio 2014; cfr. l’URL: <http://www.santippe.it/mondo-non-dei-poeti-caparezza-remixa-dante/> (ultimo accesso: 30 novembre 2021). ↑
- Al riguardo cfr. il recente S. Morachioli, Ugolino e gli artisti. Da Botticelli a Rodin, pref. di C. Ciocola, premessa di S. Carrai, Bologna, ETS, 2020. ↑
(fasc. 41, 5 dicembre 2021)