La Barcolana di Trieste: una regata proiettabile nel futuro

Autore di Domenico Panetta

Il clima che si assapora a Trieste durante la Barcolana è di piena convinzione nell’inesauribile importanza dell’avvenimento.

La manifestazione che, pervenuta ormai alla cinquantesima edizione, non dà segni di stanchezza, mostra, anzi, una crescente vitalità, che fa ben sperare nel futuro di un ciclo di eventi che tende ad assicurarsi un respiro sempre più mondiale. La Barcolana viene seguita, infatti, con intensa e convinta partecipazione, da una crescente presenza di pubblico.

Trieste, storicamente crocevia tra Est e Ovest, Nord e Sud, potrebbe, forse anche grazie a questa manifestazione, riconquistare una sempre maggiore importanza, per contribuire a definire in modo innovativo e di crescente respiro una dimensione europea che sappia trovare le giuste risposte alle istanze di crescita e di migliore distribuzione delle occasioni di sviluppo che pervengono nel quadro del riassesto in corso.

Quella di Trieste è una regata che gode di un’altissima partecipazione di tutto il mondo degli appassionati, e non solo. Nata nel 1969, quando la Società Velica di Barcola e Grignano istituì una regata tra circoli del Golfo di Trieste, è diventata l’ultimo appuntamento cittadino di ogni anno, non solo per gli appassionati della vela, ma anche di richiamo turistico e mondano.

La crescente vitalità della manifestazione si andò evidenziando con l’importanza che venne assumendo anche grazie al complesso delle altre iniziative di contorno (quest’anno, oltre 400 eventi a terra e in mare), intraprese per incrementare e allargare la promozione turistica, con riflessi positivi anche sull’economia della città e sull’occupazione (almeno temporanea).

Le barche, che nel primo anno di vita della regata erano appena 51, sono venute progressivamente aumentando, fino a raggiungere quello che sembrava il record mondiale mai raggiunto (2.101 iscritti), l’8 ottobre del 2017. La cinquantesima gara appena disputata, domenica 14 ottobre 2018, ha, però, battuto ogni previsione, consacrando la Barcolana triestina come la regata internazionale più affollata al mondo, con i suoi 2.689 partecipanti, partiti dopo il tradizionale colpo di cannone alle ore 10.30, in seguito allo spettacolare passaggio della pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori, che hanno incantato il pubblico con le loro evoluzioni al di sopra delle migliaia di vele colorate che punteggiavano il Golfo.

Da segnalare, oltre alla scenografica presenza della Nave Vespucci, che questa edizione, vinta dai due fratelli triestini Furio e Gabriele Benussi, al terzo successo consecutivo, è stata connotata anche da un forte (e diffusamente discusso) messaggio politico di solidarietà nei riguardi dei migranti, affidato allo slogan lanciato dall’attrice Marina Abramovic “We’re all in the same boat” (‘Siamo tutti nella stessa barca’), e da un’attenzione dichiarata e manifesta all’ecosostenibilità.

Tutto lascia prevedere che questa manifestazione possa acquistare ancora, in futuro, una crescente importanza: pertanto, appare doveroso valutare ed esaminare le occasioni di sviluppo che tale evento potrà apportare anche alla città.

Il Mediterraneo ha sempre rappresentato una fonte di opportunità per le comunità rivierasche: un evento gioioso e connotato da spirito sportivo come la Barcolana può rivelarsi un’ulteriore e proficua occasione di incontro, confronto e reciproca conoscenza.

(fasc. 23, 25 ottobre 2018)

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