La mobilità planetaria della popolazione

Autore di Domenico Panetta

Vi sono periodi storici caratterizzati da un’accentuata mobilità delle popolazioni residenti sul nostro pianeta. Quello che stiamo attualmente attraversando appare come uno fra i più sconvolgenti.

I cinque continenti stanno subendo, anche se con diversificata intensità e per differenti cause, spostamenti massicci delle popolazioni dimoranti in alcune aree degli stessi, che determinano squilibri pesanti fra popoli e risorse disponibili, e lacerazioni profonde del tessuto sociale.

La mobilità planetaria delle popolazioni va assumendo, oggi, dimensioni sempre più ampie e si trasforma spesso in esodi selvaggi, accompagnati da gravi episodi di crudeltà, da malesseri diffusi, da lutti, dal venir meno di ogni precedente certezza. Si può parlare di caos dilagante.

Se si inquadrasse il periodo che stiamo vivendo nel complesso degli avvenimenti scientifici, tecnologici, produttivi, distributivi e nelle reali prospettive di sviluppo delle diverse aree, gli allarmismi di moltissimi apparirebbero ingiustificati, ma un esame più realistico di quanto sta succedendo induce a un ottimismo sempre minore. La gente è spesso costretta a spostarsi dalle proprie residenze non solo da motivi economici, ma anche dall’accanirsi e dal protrarsi di alcuni conflitti religiosi e razziali, dalle divergenti valutazioni sulle politiche delle potenze dominanti nell’area, dalla percezione di rischi incombenti, magari maggiori di quelli reali, da deficit culturali che non semplificano né incoraggiano il comunicare.

Migrazioni di massa si sono verificate anche negli ultimi due secoli, ma è in quello nostro che la mobilità, spesso caotica, ha assunto dimensioni che hanno fortemente sconvolto le caratteristiche precedenti delle zone interessate o comunque coinvolte in tali fenomeni. Un esodo, quello a cui stiamo assistendo, specialmente in vaste aree della superficie terrestre bagnate dal Mediterraneo e dall’Oceano Atlantico, che potrebbe essere interpretato come preludio di una Terza guerra mondiale che nessuno ha dichiarato ma che in molti già combattono, e da diversi anni, e della quale non si intravedono né la fine, né gli obiettivi, né gli scopi fondamentali.

Le masse umane che vagano disorientate, terrorizzate e senza progetti, per il mondo, in cerca di un futuro, testimoniano sia l’inutilità di queste guerre sia l’incapacità delle grandi potenze di imprimere una svolta agli stalli attuali. Da un esame critico delle presenti situazioni non potrebbe non emergere una debolezza dell’ONU, che andrebbe incisivamente rivista, come andrebbe affrontato realisticamente ed efficacemente il problema dei terrorismi sia interni sia internazionali, anche per cercare soluzioni adeguate alle carenze che hanno permesso il proliferare e l’incattivirsi di tali fenomeni.

Nella ricerca di soluzioni condivise, i cittadini e gli Stati non potrebbero non incontrare l’urgenza di ampliare maggiormente il diritto di cittadinanza, rendendolo più rispondente alle esigenze di persone che si spostano sul territorio e vorrebbero sia conservare le vecchie radici sia poterne creare di nuove, senza indebolire i diritti acquisiti dagli altri. Il momento che stiamo attraversando richiede riflessione operosa e radicali cambiamenti delle politiche interne e internazionali finora perseguite; esige uno sforzo qualitativo per consentire a tutti il passaggio da atteggiamenti conflittuali a forme sempre più intense e partecipate di collaborazione. Impone una diversa attenzione al futuro: affinché attentati, bombardamenti, carrette del mare, corridoi balcanici divengano ricordi di un passato che non si potrà più riproporre, perché la collaborazione fra gli Stati si sarà progressivamente radicata tra gli obiettivi perseguiti da ciascun paese che meriti di partecipare a pieno titolo alle assisi internazionali in cui si pongono le fondamenta del futuro.

I compromessi marginali non bastano più e non aiutano ad arrestare esodi che richiedono politiche energiche e soluzioni condivise e responsabili.

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

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