Nonostante una punta di delusione per non aver potuto dedicare, com’era nelle nostre intenzioni, un intero fascicolo monografico a Mario Tobino nell’anno del centenario della sua nascita, siamo, tuttavia, ben lieti di poter omaggiare lo scrittore di Viareggio di almeno una sezione di questo fascicolo, e di ospitare così l’ampio excursus di Niccolò Amelii, principalmente focalizzato su quel magnifico romanzo che è Il deserto della Libia; il close reading di Simone Pettine sul Tobino “fantastico” di L’angelo del Liponard e l’intervento-testimonianza di Michele Zappella, illustre psichiatra e nipote dello scrittore, che ripercorre la duplice vocazione di medico e di letterato del “figlio del farmacista” Mario Tobino.
La pubblicazione del «Meridiano» curato da Paola Italia ha posto le basi scientifiche per una riflessione critica ulteriore sul ruolo che Tobino ha svolto nel quadro complessivo della letteratura italiana di secondo Novecento: un ruolo molteplice che va, a nostro parere, ancora ridiscusso e rivalutato. Ci auguriamo, pertanto, di potere ospitare, anche in futuro e al di là dell’occasione centenaria, ulteriori contributi critici su un autore che probabilmente sconta ancora in eccesso l’etichetta di scrittore-psichiatra, quando invece ha saputo toccare numerosi altri punti nevralgici della storia italiana, dalla Seconda guerra mondiale alla Resistenza, con una capacità di sperimentare soluzioni stilistiche proprie, che ne hanno reso inconfondibile la scrittura.
(fasc. 42, 31 dicembre 2021)