Rec. di Valerio Pappi, “Irreversibilità” (Rossini 2023)

Author di Giuseppe Ferrara

Due fratelli, Tristano e Fabrizio, cresciuti insieme, ma talmente diversi da condurre due vite agli antipodi: l’uno irreprensibile professore di liceo, l’altro vagabondo tossicodipendente. Una donna volgare ma affascinante, Gaia, alla disperata ricerca di soldi per sposarsi col fidanzato Gaetano. Infine Fabiana, sciatta collega di Tristano, tormentata dalla madre apprensiva che vorrebbe vederla accanto a un uomo. L’irreversibilità delle scelte e delle situazioni che le hanno generate è il tema dell’intreccio criminoso di queste cinque vite.

Cos’ è questa irreversibilità? Memoria. Semplicemente memoria.

Se facciamo cadere una goccia di caffè nero in un bicchiere di latte, avremo un latte macchiato. Questo processo è irreversibile nel senso che non assisteremo mai (i fisici e i chimici direbbero “quasi mai”) a un processo inverso nel quale, da un latte macchiato, si torni alla goccia di caffè isolata in un mare latteo. Ecco: le nostre scelte sono come quella goccia di caffè che, una volta disciolta nel latte, non potrà tornare integra, intatta né, per così dire, pentirsi o gioire di essersi mischiata al latte. Noi potremmo (tecnicamente) calcolare tutto di questo processo, avremmo cioè memoria di quello che c’è stato prima, ma non potremmo riviverlo ed eventualmente correggere una mossa sbagliata. Non ci resterà che il ricordo del passato e il “rimorso del futuro”. Si capisce, così, come tempo e memoria siano fortemente intrecciati.

Oggi che viviamo solo il selfie del momento, che assistiamo alla scomparsa dello scorrere del tempo in una grande e crescente accelerazione e, infine, che abbiamo consegnato la vasta memoria ai social, il libro di cui ci occupiamo sembra volerci riportare con i piedi per terra.

In effetti, noi tutti non sembriamo più abitare propriamente la terra e il cielo, bensì Google Earth e il Cloud. Tutto si fa sempre più inafferrabile, nuvoloso e disciolto proprio come una goccia di caffè nel latte. L’ultimo romanzo di Valerio Papi, Irreversibilità (Rossini Editore 2023) potrebbe aiutarci a ritrovare il gusto del caffè (dolce e amaro), potrebbe riportarci alle cose concrete, modeste e quotidiane, le sole capaci di starci a cuore e di stabilizzare la vita.

Sullo sfondo di Ferrara, tipica città chiusa e provinciale della bassa pianura Padana, il romanzo prende le mosse dalle vicende familiari dei fratelli Tristano e Fabrizio Mantovani, per affrontare il tema dell’irreversibilità nei rapporti (familiari, lavorativi, sociali) e nelle scelte, anche quelle più estreme come un furto o addirittura un omicidio.

Ma il sottofondo del romanzo è appunto la memoria intesa come controcanto all’irreversibilità delle scelte: una linea del tempo che non possiamo modificare e che, di fatto, ci impedisce di tornare indietro sui nostri passi. E la memoria è anche qualcosa che si materializza nelle pietre delle mura ferraresi: Ferrara è, infatti, la protagonista indiscussa del romanzo.

Si avverte nel corso della lettura un richiamo a un sano principio di responsabilità che prima di tutto dovrebbe mettere ciascuno di noi di fronte alle proprie fragilità impastate, come sono, di bene e di male, ingredienti indistinguibili al pari del caffè e del latte in un cappuccino. Ed è proprio la presa d’atto di una necessità a essere ravvivata o ritrovata nella urban fiction abilmente confezionata da Valerio Pappi. La necessità di una responsabilità individuale, civile, sociale ed eminentemente umana, in grado di trasformare il caso in un incontro di molte necessità e l’irreversibilità in un tempo giusto e opportuno per le proprie scelte.

(fasc. 49, 31 ottobre 2023, vol. II)

• categoria: Categories Recensioni