Oltre la letteratura: il successo di Harry Potter fra “spin offs” e trasposizioni teatrali

Autore di Valeria Scuccimarra

J. K. Rowling: la “mamma” di Harry Potter

Joanne Rowling nasce a Yate, in Inghilterra, il 31 luglio 1965[1]. Già da piccola mostra di avere una fervida fantasia, che emerge dai primi racconti scritti durante l’infanzia. La “nascita” di Harry Potter avviene nell’estate del 1990. La scrittrice si trova su un treno che la sta riportando da Manchester a Londra, dopo che è andata a trovare il fidanzato. Un guasto al mezzo comporta una sosta di diverse ore, durante le quali, nella mente della Rowling, cominciano a delinearsi delle idee per una nuova storia: un ragazzo ignaro di essere un mago, una scuola di magia con quattro case, fantasmi, insegnanti di materie fantastiche. Mentre Joanne continua a riempire fogli e quaderni sull’universo di Harry Potter, la sua vita viene sconvolta dalla morte della madre, malata da tempo di sclerosi multipla. Questo evento influenzerà moltissimo la saga, tanto da rendere la morte uno dei temi centrali della storia.

Nel 1995 la Rowling termina Harry Potter e la Pietra Filosofale. Il suo agente propone il manoscritto a ben dodici case editrici ma tutte lo respingono. Alla fine, una piccola nuova casa editrice di nome Bloomsbury lo accetta:

Il 30 giugno 1997 Harry Potter e la Pietra Filosofale viene finalmente pubblicato e Joanne è così trasognata da trascorrere la giornata camminando per la città con una copia del libro sottobraccio. Più tardi, dichiarerà che è stato il momento più felice della sua vita, secondo solo alla nascita di sua figlia […][2].

La prima tiratura del libro è di appena cinquecento copie in brossura, di cui larga parte è destinata alle biblioteche. La promozione va molto bene e in breve tempo si arriva all’esaurimento della scorta nelle librerie. Dopo tre ristampe, nel 1997 il libro vince il Nestlé Book Prize, il primo di una lunga serie di riconoscimenti. L’anno successivo Harry Potter e la Pietra Filosofale esce negli Stati Uniti, pubblicato dalla Scholastic, e riscuote grande successo anche fra i lettori adulti. Mentre gli altri paesi via via acquisiscono i diritti del romanzo, alcune case di produzione hollywoodiane si propongono per avere i diritti cinematografici della saga.

Nel 1998 esce il secondo libro, Harry Potter e la Camera dei Segreti, che conquista, come il predecessore, il Nestlé Book Prize e il Galaxy Book Award come miglior libro per bambini. Con questa storia, però, iniziano ad arrivare le prime critiche da parte del pubblico: in particolare, la scrittrice viene accusata di aver scritto un finale troppo inquietante. L’anno seguente esce il terzo romanzo, Harry Potter e il Prigioniero di Azkban, che in soli due giorni raggiunge quasi le 70.000 copie vendute. Negli Usa, conquista ben presto la copertina di «Time Magazine».

La stesura del quarto libro è più lenta, da una parte a causa dell’invadenza dei media nel privato della scrittrice, dall’altra perché Harry Potter e il Calice di Fuoco è il romanzo fulcro dell’intera storia, da cui si snodano le basi di eventi che culmineranno nei tre libri seguenti.

Nel frattempo la Warner Bros acquista i diritti del primo romanzo per farne una fedele trasposizione cinematografica.

Nel 2000 viene pubblicato il quarto romanzo contemporaneamente in Gran Bretagna e negli Usa, diventando il libro più venduto della storia alla prima settimana di uscita. Il Calice di Fuoco vince il Premio Hugo, strappandolo ad autori come George R. R. Martin e Robert J. Sawyer.

Intanto, la Bloomsbury sta pensando a una novità per La Pietra Filosofale: si tratta di traduzioni in lingue morte come il latino, il greco Antico e il gaelico, allo scopo di attirare i collezionisti ma anche i media.

Nel 2003 esce Harry Potter e l’Ordine della Fenice, nuovamente in contemporanea in Gran Bretagna e negli Usa. Solo il primo giorno ne vengono vendute cinque milioni di copie. L’anno seguente Joanne Rowling vince il Bram Stoker Award e riceve una laurea honoris causa in Lettere per il suo contributo alla scolarizzazione dall’Università di Edimburgo.

Nel 2005 esce il sesto romanzo, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada, in Australia, in Nuova Zelanda e in Sud Africa. La casa editrice americana Scholastic totalizza la tiratura più alta mai raggiunta negli USA per un libro con copertina rigida (10.800.000 copie). La scrittrice si aggiudica di nuovo il Galaxy Award per il miglior libro dell’anno, ma questa volta il libro appartiene alla categoria generale e non a quella per bambini. Nel 2006 Joanne Rowling porta a casa anche il British Book Of the Year Award.

Il settimo libro, nonché epilogo dell’intera saga, arriva nelle librerie il 21 luglio 2007: si tratta di Harry Potter e i Doni della Morte. La Bloomsbury decide di lanciare il libro con una lettura pubblica di mezzanotte al Museo di Storia Naturale di Londra. Nelle ventiquattro ore successive vengono vendute più di due milioni e mezzo di copie nella sola Gran Bretagna e più di otto milioni negli Stati Uniti. Nel gennaio del 2008 la scrittrice ritira a Londra il South Bank Show Award e ad aprile riceve il suo ennesimo Galaxy Award. A settembre la Rowling riceve anche l’Edimburgh Award, dedicato a quelle persone che hanno avuto un impatto positivo sulla città e le hanno fatto acquisire risalto a livello nazionale e internazionale.

Il fenomeno letterario: recensioni favorevoli e avverse

Il primo libro della saga, Harry Potter e la Pietra Filosofale, uscito nel 1997 in Gran Bretagna, inizialmente non viene molto pubblicizzato, se non grazie ad alcune recensioni positive sui giornali regionali e sul quotidiano nazionale «Scotsman».

La critica letteraria inizia a far sentire la propria voce solo dopo che la casa editrice americana Scholastic acquisisce i diritti per pubblicare Harry Potter, facendolo conoscere a moltissimi lettori e anche ai media.

La critica letteraria inizia quindi a dare il suo contributo: le prime recensioni sono entusiastiche ed evidenziano come le storie di Harry Potter si rivolgano a un pubblico ben più vasto di quello infantile. Se infatti l’«Independent on Sunday» scrive che «come il Gameboy, i Teletubbies e i film di George Lucas, Harry Potter ha permeato la coscienza dei bambini di questo Paese», l’autorevolissimo «Times Literary Supplement (TLS)» afferma, rivelandosi profetico, che le storie di Harry Potter entreranno a far parte di quel gruppo ristretto di libri per bambini che vengono letti e riletti fino all’età adulta, mentre il «Daily Telegraph» si spinge ancora oltre sostenendo che «i libri di Harry Potter sono amati allo stesso modo da bambini e adulti»[3].

La scrittrice cilena Isabelle Allende è convinta che Joanne Rowling debba ricevere il Nobel per la Letteratura, per aver fatto avvicinare i bambini alla lettura. Il maestro dell’horror Stephen King è un grande fan della saga e non ha dubbi sul fatto che Harry Potter finirà sullo scaffale dove si ripongono i libri migliori.

Non tardano ad arrivare le critiche negative: il giornalista Anthony Holden ritiene che la saga abbia successo grazie al marketing e alla scarsa qualità letteraria dei libri, che risulta vincente in un’epoca di appiattimento televisivo. Il critico letterario Harold Bloom condivide questo stesso pensiero, scrivendo che Harry Potter piace poiché è una lettura poco impegnativa e per questo viene utilizzata da molti come un ripiego per chi non riesce ad avvicinarsi alla vera letteratura. Un’altra scrittrice e critica letteraria, A. S. Byatt, si schiera contro la Rowling. Sul «New York Times» s’interroga sul motivo del successo dei suoi romanzi fra i bambini e gli adulti e ritiene che siano scritti «per persone la cui vita immaginativa è limitata ai cartoni televisivi e ai mondi-specchio gonfiati delle soap, dei reality, e dei gossip sulle celebrità»[4]. La Byatt è convinta che Harry Potter eserciti potere sui più piccoli perché stimola fantasie di fuga e rassicura sulle paure dell’infanzia, mentre, per quanto concerne gli adulti, si tratterebbe di una regressione all’infanzia e di un’evasione dalla realtà.

In Italia, Roberto Denti, membro della giuria che assegna il premio Andersen per la letteratura per ragazzi, concorda con la Allende: secondo lui, la Rowling può piacere o meno, ma è evidente che ha fatto avvicinare moltissimi ragazzi ai libri; inoltre, è riuscita anche a coinvolgere gli adulti, che hanno incominciato a provare interesse per le letture dei loro figli. Gian Arturo Ferrari, attuale vicepresidente di Mondadori Libri, definisce la saga «il più grande successo editoriale degli ultimi vent’anni. […] Non c’è da essere o non essere d’accordo. È un fatto»[5].

Uno studio recente pubblicato sul «Journal of Applied Social Psiychology» ha rilevato che la lettura dei romanzi della Rowling induce ad atteggiamenti più aperti e tolleranti nei confronti di persone e gruppi solitamente discriminati, come gli immigrati, gli omosessuali e i rifugiati. Il risultato è stato tale probabilmente perché il protagonista Harry Potter ha spesso a che fare con queste realtà anche nel suo mondo.

Romanzo di formazione, temi e archetipi

Harry Potter si può classificare come un romanzo di formazione poiché sia il protagonista sia altri personaggi centrali affrontano un processo di cambiamento.

Nella saga ricorrono diverse tematiche, in particolare quella della morte, dell’amore e dell’amicizia. Harry subisce diverse perdite, dai suoi genitori fino al suo mentore Albus Silente. L’amicizia viene ricondotta specialmente al rapporto che c’è fra Harry, Ron ed Hermione. Questo sentimento implica l’appartenenza a un gruppo e, di conseguenza, la definizione di una propria identità. All’inizio della storia ad Harry manca questo, perché è solo e non è ancora entrato a far parte del mondo cui realmente appartiene, quello della magia.

Dai libri della Rowling emerge anche il tema del razzismo. Voldemort vorrebbe una comunità magica formata esclusivamente da maghi Purosangue, poiché li considera superiori a tutti gli altri. Coloro che, invece, hanno un genitore o entrambi senza poteri magici, come Hermione, non meritano di vivere. È curioso sapere che il mago oscuro non è un Purosangue: per questo può essere assimilato alla figura di Hitler, che si diceva avesse origini ebraiche, nonostante perseguitasse gli ebrei.

Nella saga ci sono personaggi e oggetti che incarnano archetipi studiati in passato da Carl Gustav Jung. Harry rappresenta l’Eroe che nel corso del suo viaggio attraversa più tappe per riuscire a conquistare il tesoro: in tal caso, la conquista si riferisce alla disfatta dell’antagonista Voldemort. La figura del Mentore che aiuta l’Eroe viene rappresentata da Albus Silente, il preside di Hogwarts. Silente aiuta il ragazzo svariate volte, direttamente o tramite alcuni oggetti destinati a lui. L’Ombra è chiaramente la figura malvagia del romanzo, il mago oscuro Voldemort. Fra quest’ultimo e Harry Potter esiste un legame e lo si può evincere fin dal primo volume della saga: da quando il ragazzo scopre che la sua bacchetta magica è la gemella di quella di Voldemort. Entrambi sono orfani, hanno origini Mezzosangue e parlano la lingua dei serpenti. In particolare, questo loro legame è dovuto alla cicatrice sulla fronte di Harry, che gli ha procurato proprio il mago malvagio: «La cicatrice allude simbolicamente a una connessione fra il ragazzo che rappresenta la coscienza dell’Io e il Mago Oscuro che a sua volta simboleggia, per usare un termine freudiano, il suo Es. La cicatrice è altresì il segnale visibile di questa frattura fra le due istanze della personalità»[6].

Le critiche da parte della Chiesa

Forse i censori di Harry Potter temono che leggendo storie di magia i bambini, una volta adulti, credano alla pietra filosofale e alle forze occulte? Ma da quando mondo è mondo i bambini si appassionano sulla strega di Biancaneve e sul lupo di Cappuccetto Rosso, ma non per questo da grandi vanno a cercare lupi o nani nel bosco […] Naturalmente ogni tanto si legge di qualche bambino che, per imitare Superman, salta dalla finestra, con un mantello addosso, e si spiaccica sul marciapiede. Ma sono appunto casi di bambini già scompensati per conto loro, e probabilmente per colpa dei genitori. La funzione dei genitori e degli insegnanti è quella di ricordare ai bambini, ogni tanto, che le fiabe sono fiabe. Ma nel mondo in cui viviamo non mi preoccupano i bambini che dicono, per gioco, «facciamo che ero un mago»: mi preoccupano gli adulti che poi dai maghi ci vanno sul serio, fanno messe nere, evocano gli spiriti, e credono alla maledizione del Faraone – e mi preoccupano coloro che sui giornali o alla televisione gli danno corda. Il vero problema non è come proteggere i piccoli dai castelli incantati, ma come proteggere i grandi[7].

Le critiche a Harry Potter sono arrivate anche da parte della Chiesa: molti religiosi ritengono che non vi siano assolutamente valori cristiani all’interno della storia e anzi, sottolineano come questa richiami l’occulto e il satanismo. In Russia, ma anche in alcuni Stati americani retrogradi, sono avvenute messe e marce contro i libri della Rowling. L’accusa principale fatta alla scrittrice è quella di fuorviare i bambini cattolici e condurli sulla via della stregoneria e della perdizione.

Nel 2001, presso la Chiesa della Comunità di Cristo ad Alamogordo, nel New Messico, c’è stato un vero e proprio rogo dei libri della Rowling. Il pastore Jack Brock ha definito la saga di Harry Potter come «il capolavoro dell’inganno di Satana». Nel 2007 a Mosca è avvenuta una marcia dell’Unione delle Fratellanze Ortodosse, culminata con il rogo del settimo libro della saga.

In Italia, il Vaticano non si è mai apertamente schierato nei confronti dei romanzi di Harry Potter, anche se alcuni preti hanno espresso pubblicamente i loro pareri. Fortunatamente, non tutti gli ecclesiastici la pensano negativamente, e c’è chi ritrova nella storia i valori cristiani dell’amore, del perdono e della compassione. Il quotidiano cattolico «Avvenire» ha assunto una posizione favorevole nei confronti della saga, rispondendo alla lettera di una madre preoccupata per le letture della figlia: il giornale ha rassicurato la donna, attribuendo alla magia narrata nei libri la più assoluta innocenza tipica delle fiabe e che, anzi, può essere interpretata come metafora di una crescita personale.

Negli Stati Uniti, i libri di Harry Potter sono stati persino utilizzati come materiale di catechismo, in particolare per insegnare ai ragazzi valori cristiani come l’amore, l’amicizia, l’altruismo.

La traduzione italiana

Dati i lunghi tempi di attesa della traduzione, in diversi paesi ci sono stati fan che si sono improvvisati traduttori e hanno fatto circolare le loro creazioni su internet. I ritardi sono stati dovuti a svariati motivi: in primis, al fatto che i traduttori di Harry Potter in altre lingue hanno dovuto attendere prima l’uscita dell’edizione inglese e di quella americana; in secondo luogo, nessun traduttore ha ricevuto indicazioni di traduzione da parte degli editori né tantomeno della stessa Joanne Rowling. Un altro fattore non di poco conto è che, pur traducendo venti pagine al giorno, per terminare un libro di circa seicento pagine occorrono almeno due mesi; successivamente, la traduzione va riletta in casa editrice, rivista e confrontata con quelle dei libri precedenti per garantirne l’uniformità, poi va sottoposta ad almeno due giri di bozze per la correzione dei refusi; infine, stampata e distribuita nelle librerie.

I sette romanzi della serie Harry Potter hanno venduto 450 milioni di copie in tutto il mondo. Di queste, circa cento milioni non contengono una sola frase scritta da J. K . Rowling. Quei cento milioni di libri sono il frutto del lavoro di altri autori: una settantina di traduttori che in questi anni si sono sobbarcati l’ingrato onere di rendere intellegibili ai propri connazionali libri così radicati nel contesto culturale britannico da risultare a volte intraducibili. Queste settante persone hanno avuto un compito non invidiabile: mantenersi il più possibile fedeli al testo originale, e al contempo renderlo fruibile dal lettore non anglofono[8].

L’edizione italiana, pubblicata dalla Salani a partire dal 1998, è stata lavorata da ben quattro traduttrici: Marina Astrologo per i primi due romanzi, Beatrice Masini per i restanti quattro, in collaborazione con Valentina Daniele e Angela Ragusa per quanto riguarda il quinto libro. Molte sono state le modifiche apportate rispetto all’edizione inglese, soprattutto nell’ambito dei nomi propri: ad esempio, la Professoressa McGranitt in realtà nell’opera originale fa di cognome McGonagall, così come il Professor Albus Silente, nato dalla penna della Rowling come Albus Dumbledore. Inoltre, un termine fondamentale è stato tradotto in modo errato nella prima edizione italiana: «Muggle-born», che è apparso nei libri della Salani come ‘Mezzosangue’; in realtà, il termine significa letteralmente ‘Nato Babbano’, ossia un mago nato da genitori senza poteri magici. «Mezzosangue» invece, si riferisce a chi ha un genitore mago e l’altro no. La persecuzione razzista di Voldemort si rivolge proprio ai Nati Babbani, e non ai Mezzosangue. Per fortuna, con la traduzione italiana del 2011 del secondo libro (il primo romanzo in cui appare il termine «Mezzosangue») è stata definitivamente eliminata l’equivalenza dei suddetti termini.

Quando uscì in Italia il settimo e ultimo libro, Harry Potter and the Deathly Hallows, le traduttrici si chiesero come avrebbero potuto tradurre due parole così ambigue come «Deathly» e «Hallows». Il primo aggettivo significa ‘relativo alla morte’, mentre il sostantivo che segue si riferisce ad oggetti riguardanti la santità, come le reliquie. Alla fine si scelse come titolo «i Doni della Morte».

Il successo delle trasposizioni cinematografiche

Harry Potter e la Pietra Filosofale uscì per la prima volta nei cinema il 16 novembre 2001 e, poco tempo dopo l’uscita, i suoi incassi superarono già di sette volte il costo di produzione. La pellicola divenne campione di incassi quell’anno e fece guadagnare alla Warner Bros ben 976 milioni di dollari. Il film ricevette due riconoscimenti per i costumi e ottenne anche tre nomination agli Oscar: per la Scenografia, per i Costumi originali e per la Colonna sonora originale.

Harry Potter e la Camera dei Segreti incassò in tutto il mondo 876 milioni di dollari e divenne il quinto film più visto di tutti i tempi. Ricevette ben 27 nomination ai più prestigiosi premi cinematografici e musicali, tra cui i Grammy, e ne vinse altri 8, tra cui l’Empire Award nel 2006 assieme agli altri film della serie per il contributo alla filmografia britannica e un premio della critica inglese, il London Critic Circle Film Awards.

Harry Potter e il Prigioniero di Azkban, uscito nel 2004, incassò dalla sua uscita 790 milioni a livello globale e fu il film meno visto rispetto ai primi due. Vinse 12 premi e ricevette candidature ad altri 31 riconoscimenti cinematografici in tutto il mondo, tra cui due nomination agli Oscar, per la Colonna sonora originale e per gli Effetti speciali.

Harry Potter e il Calice di Fuoco, il quarto film, guadagnò in totale circa 892 milioni di dollari: il film si piazzò secondo come film della serie, subito dietro al primo. Ottenne 8 premi e 27 nomination, tra cui una agli Oscar per la Scenografia.

Harry Potter e l’Ordine della Fenice, soltanto nelle prime due giornate di programmazione negli Usa e in Canada, raccolse 12 milioni di dollari. In tutto il mondo ne incassò 933 e surclassò, di conseguenza, il quarto film. Il quinto film ricevette solo due nomination, una agli MTV Awards nella categoria «Miglior film estivo che non avete ancora visto», l’altra ai Teen Choice Awards nella categoria «Miglior film dell’estate».

Il sesto film, Harry Potter e il Principe Mezzosangue, raggiunse i 935 milioni di dollari e vinse 6 premi, tra cui un Mtv Movie Award, che andò a Tom Felton come miglior cattivo; il Satellite Award come miglior film di tecnica mista, il National Movie Award come miglior film per la famiglia e un SFX Award come miglior film. Ricevette inoltre 28 nomination, tra cui quella per la Migliore Fotografia agli Oscar nel 2010.

Harry Potter e i Doni della Morte-Parte 1 incassò nel primo giorno di uscita circa 61 milioni di dollari. In totale guadagnò circa 960 milioni di dollari e divenne il terzo film di maggior incasso della saga. Tra i premi vinti, ci fu il doppio successo di Tom Felton come miglior cattivo, con un MTV Movie Award e un Teen Choice Award. La seconda parte dell’ultimo film incassò in Italia più di 3 milioni di euro e conquistò il record della migliore presenza al box office della storia. Negli Stati Uniti solo nel primo giorno guadagnò 92 milioni di dollari e nella prima settimana di proiezione oltrepassò i 590 milioni. Divenne ben presto l’ottavo film più fortunato della storia del cinema. Il terzo film invece, Harry Potter e il prigioniero di Azkban, è stato quello ad aver incassato meno: tra i 50 film con maggiori incassi nella storia vi sono, infatti, tutti quelli di Harry Potter, tranne il terzo.

I postumi della saga: dall’opera teatrale agli spin offs

Negli ultimi anni, si vociferava da tempo di un possibile seguito delle avventure di Harry Potter e tali voci sono state confermate nel 2016. La Rowling, assieme al drammaturgo Jack Thorne e al registra John Tiffany, ha scritto l’ottava storia della saga, Harry Potter e la Maledizione dell’erede, che ha debuttato come spettacolo teatrale al Palace Theatre di Londra nell’estate del 2016. Nello stesso anno è uscito nelle librerie l’omonimo racconto, scritto sotto forma di sceneggiatura. I giudizi sullo spettacolo teatrale sono stati molto positivi: il quotidiano inglese «The Independent», ad esempio, lo ha valutato cinque stelle su cinque nella propria recensione ed «Entertainment Weekly» ha riportato: «ti aspetti di vedere della magia, visto che si tratta di Harry Potter, e ce n’è davvero tanta»[9]. Secondo la rivista di cinema e cultura «Variety», lo spettacolo unisce elementi innovativi e nostalgici:

È assolutamente contemporaneo. Mostra una generazione che ha conosciuto la pace e la sicurezza solo sull’orlo del caos. L’antagonista della storia non è un signore oscuro con un grande esercito, ma un terrorista solitario che agisce isolato. Anche se è gestito da persone benintenzionate il Ministero della Magia fa errori e la Mappa del Malandrino, che un tempo era uno strumento per i combinaguai, è diventata un mezzo di sorveglianza. La risposta questa volta non sta nell’azione di un singolo eroe, ma nella collaborazione[10].

Il copione delle due parti dello spettacolo è stato pubblicato in anteprima mondiale il 31 luglio 2016, data del compleanno di Harry Potter e della sua creatrice. La trama è ambientata 19 anni dopo la sconfitta di Voldemort, avvenuta nel settimo libro. I protagonisti sono rispettivamente Albus Severus Potter, secondogenito di Harry, e Ginny Weasley; e Scorpius Malfoy, figlio di Draco. I due ragazzi fanno amicizia sul treno per Hogwarts e si cacciano nei guai perché tornano indietro nel tempo e, senza volere, modificano diversi avvenimenti che condurranno a un futuro diverso.

I giudizi relativi al libro non sono stati altrettanto entusiasti. Secondo «L’Independent» è stato un errore pubblicare la sceneggiatura, poiché ci sono poche e brevi righe che spiegano cosa accade sul palco in modo coinvolgente. Anche alcuni fan sono rimasti delusi da Harry Potter and the Cursed Child: uno di loro, ad esempio, ha scritto su Twitter che, se avesse una Giratempo, la userebbe per tornare indietro e risparmiarsi la lettura del libro.

Sempre nel 2016 ha debuttato al cinema Animali fantastici e dove trovarli. La storia prende spunto dall’omonimo libro fittizio scritto da Newt Scamander, studioso di creature magiche. Il film è ambientato a New York, settant’anni prima della storia di Harry Potter, e vede come protagonista proprio Scamander assieme alle sue creature. L’ambientazione diversa rispetto alla storia di Harry Potter implica alcune differenze con il Regno Unito: in particolare, negli Stati Uniti i Babbani (quelli senza poteri magici) vengono chiamati «No-Maj»; il Ministero della Magia in America viene chiamato MACUSA (Congresso dei Maghi negli Stati Uniti); inoltre, maghi e streghe vivono nascosti per colpa di eventi catastrofici come i processi sommari alle streghe di Salem, in Massachusetts.

Animali Fantastici in tutto il mondo ha incassato 814 milioni, classificandosi all’ottavo posto dei film più fortunati dell’universo di Harry Potter. Ha ricevuto due nomination agli Oscar, una per la miglior Scenografia e l’altra per i Costumi, aggiudicandosi il secondo Oscar. Pochi mesi dopo l’uscita del film, è arrivata nelle librerie la sceneggiatura firmata da Joanne Rowling.

La Tryangle Films, una produzione indipendente italiana, ha realizzato il prequel Voldemort: le origini dell’Erede, grazie a una campagna di raccolta fondi. Nel 2017 è stata autorizzata dalla Warner Bros a completare il film a condizione che questo sia un progetto totalmente no profit e che sia specificato che è girato dai fan. Il film, di 50 minuti, racconta come il giovane Tom Riddle sia diventato Lord Voldemort. A gennaio del 2018 il cortometraggio è stato caricato su Youtube, attirando l’attenzione di oltre 8 milioni di utenti.

Lo spin off ha ricevuto buone critiche da riviste e quotidiani come «The Verge», «The Independent» e «Daily Mail» che si sono complimentati in particolare per i magnifici set e i costumi.

Nel 2018 è uscito nei cinema Animali fantastici: i crimini di Grindelwald, sequel del film di due anni prima. Newt Scamander si trova ad affrontare il mago oscuro Grindelwald che vuole sterminare tutti coloro che non hanno poteri magici. Il film ha incassato nel mondo poco più di 600 milioni e ha ricevuto tre candidature per I Satellite Awards del 2019: una per i migliori effetti visivi, una seconda per la miglior scenografia e un’altra per i migliori costumi. Nel dicembre del 2018 è uscita in libreria la sceneggiatura del film.

Gli spin offs hanno riscosso, in genere, un discreto successo e guadagno, ma nulla di paragonabile ad Harry Potter, sia dal punto di vista letterario sia da quello cinematografico.

  1. Si propone un breve estratto della tesi di Laurea Magistrale in “Editoria e scrittura” dal titolo Harry Potter fra magia e realtà: un viaggio di vent’anni dalla letteratura al cinema, discussa presso la “Sapienza Università di Roma” nell’anno accademico 2017/2018: relatrice la professoressa Maria Panetta e correlatrice la professoressa Silvia Leonzi.
  2. M. Lenti, J. K. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori, Roma, Edizioni Ares, 2016, pp. 180-81.
  3. F. Cosi, A. Repossi, Guida completa alla saga di Harry Potter. I libri, i film, i personaggi, i luoghi, l’autrice, il mito, Milano, Vallardi Editore, 2016, p. 319.
  4. Ivi, p. 321.
  5. A. Molica Franco, E se Harry Potter fosse soltanto un bluff di successo?, in «La Repubblica», 15 maggio 2017; cfr. la URL: https://www.repubblica.it/venerdi/articoli/2017/05/15/news/e_se_fosse_soltanto_un_bluff_di_successo_-165515939/.
  6. M. Lenti, La metafisica di Harry Potter, Rubano (PD), Camelozampa, 2012, p. 165.
  7. U. Eco, in «L’Espresso», 4/5/2000; cfr. L. Fraser, Conversazione con J. K . Rowling, Firenze, Ponte alle Grazie, 2002, p. 69.
  8. I. Katerinov, Lucchetti babbani e medaglioni magici. Harry Potter in italiano: le sfide di una traduzione, Rubano, Camelozampa, 2012, p. 17.
  9. Che si dice dell’ultimo Harry Potter, in «Il Post», 5 agosto 2016; cfr. la URL: https://www.ilpost.it/2016/08/05/libro-harry-potter-cursed-child/.
  10. Ibidem.

(fasc. 29, 25 ottobre 2019)