Editore modenese di origini ebraiche, vota la propria esistenza alla cultura e alla sua diffusione. Vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, è costretto a fare i conti con il fascismo non solo in qualità di ebreo ma anche di editore. Ottimista e fiducioso, il suo filantropismo e l’innato senso dello humour si rivelano suoi indispensabili alleati nel fronteggiare una fase storica molto delicata. Sceglie di suicidarsi platealmente, lanciandosi dalla Ghirlandina, torre della sua città, dopo la promulgazione delle leggi razziali, confidando che il proprio gesto possa farsi veicolo di un messaggio di libertà. Il destino avverso vuole che rimanga, invece, quasi del tutto dimenticato fino agli anni ’80, periodo in cui questa figura, importante e positiva, viene finalmente riscoperta e riabilitata. Continua a leggere Angelo Fortunato Formiggini (1878-1938)
(fasc. 4, 25 agosto 2015)