Scrittrice, poetessa, drammaturga e saggista, penna autentica del panorama letterario italiano, è nata nel 1936 ed è stata un pilastro della generazione degli anni Trenta. Continua a leggere Dacia Maraini (1936)
(fasc. 18, 25 dicembre 2017)
Trimestrale indipendente fondato da Maria Panetta e Matteo Maria Quintiliani
Periodico scientifico delle aree 10, 11 e 14 ANVUR
Classe A per la Critica letteraria e le letterature comparate (10/F4)
Direttrice responsabile: Maria Panetta
Comitato scientifico:
Nunzio Allocca, Romana Andò, Lorenzo Arnone Sipari, Cinzia Bellone, Paolo Borioni, Vincenzo Caputo, Alberto Carli, Claudia Carmina, Daniela Carmosino, Rosario Castelli, Riccardo Cepach, Valerio Cordiner, Paolo D'Angelo, Antonio Rosario Daniele, Valeria Della Valle, Alessandro Gaudio, Renata Gravina, Donatella La Monaca, Matteo Lefèvre, Marco Leone, Daniela Mangione, Stefania Mazzone,
Domenico Renato Antonio Panetta (1933-2025), Italo Pantani, Giovanni Paoloni, Ernesto Paolozzi (1954-2021), Giorgio Patrizi (1949-2023), Rosalia Peluso, Ugo Perolino, Patricia Peterle, Paolo Procaccioli, István Puskás, Giulio Savelli, Andrea Scardicchio, Luca Serianni (1947-2022), Alessandro Simoncini, Paolo Squillacioti, Giuseppe Traina, Sebastiano Triulzi, Renata Viti Cavaliere
Comitato editoriale:
Anna Oppido (1945-2023), Maria Panetta, Sebastiano Triulzi
In questa sezione sono raccolti contributi di carattere informativo e taglio perlopiù didattico.
Col quarto fascicolo della rivista inauguriamo una nuova rubrica, “Profili”, riservata a dei ritratti di personalità di spicco del mondo della cultura e dell’editoria: il titolo è un omaggio all’eclettismo e all’ironia del grande editore modenese Angelo Fortunato Formiggini, ebreo suicida durante il periodo delle leggi razziali, e in particolare alla sua fortunata collana così denominata.
Scrittrice, poetessa, drammaturga e saggista, penna autentica del panorama letterario italiano, è nata nel 1936 ed è stata un pilastro della generazione degli anni Trenta. Continua a leggere Dacia Maraini (1936)
(fasc. 18, 25 dicembre 2017)
Era esattamente il 30 dicembre 2010 quando veniva promulgata la tanto discussa Legge 240/2010 o “Legge Gelmini”, che ha modificato profondamente gli assetti del Sistema universitario nazionale.
A quella Legge sono seguiti, negli anni, una cospicua serie di decreti attuativi, che hanno precisato ed esplicitato, nel dettaglio e nella prassi, alcuni principi delineati nel testo di legge, ma essa stessa conteneva in nuce tutte le premesse che avrebbero portato al cambiamento paventato da molti alla prima lettura della norma. Continua a leggere Sette anni dalla 240
Giornalista, scrittrice e traduttrice di livello internazionale, artefice della diffusione della letteratura americana in Italia, Fernanda Pivano portò nel giornalismo una ventata di novità, un modo originale, concreto e più umano di accostarsi ai grandi scrittori americani del ‘900 e alle loro opere. Continua a leggere Fernanda Pivano (1917-2009)
(fasc. 16, 25 agosto 2017)
Giornalista e scrittrice dalla penna arguta e vivace, ha saputo raccontare la storia, quella della sua vita così come quella dei personaggi noti incontrati durante il suo intenso cammino professionale – partendo dalle star hollywoodiane per finire con i “potenti della Terra” –, con il piglio sicuro di chi sa il fatto suo e ha sempre un’opinione. Oriana Fallaci, infatti, non si limitava mai a riportare un semplice resoconto, grazie alla sua straordinaria abilità nel diventare lei stessa, lei che in fondo era “soltanto” l’autrice ‒ o meglio lo «scrittore»1 ‒, protagonista di qualunque cosa scrivesse. Riportando sempre la propria opinione grazie all’immancabile Lettera 222, la giornalista Oriana Fallaci ha violato uno dei più importanti “comandamenti” della professione: l’obiettività. Continua a leggere Oriana Fallaci (1929-2006)
(fasc. 14, 25 aprile 2017)
È opinione comune cogliere nell’«età di Pericle», quella che va dal 460 al 429 a.C., il punto focale dei primi esperimenti democratici. L’atmosfera ateniese, prima di cedere ad altre volontà di potenza, enuncia l’eguale possibilità di tutti i cittadini di esercitare i diritti politici, un principio di maggioranza che si applica tramite alzata di mano, un’assemblea popolare che possa ospitare il regolare svolgimento dell’attività politica e altri requisiti che consentano di preservare la democrazia. Continua a leggere La morte di Dio e la fine della democrazia
(fasc. 8, 25 giugno 2016)
Riguardo al tema dell’insegnamento della letteratura italiana nei Corsi di Laurea “non Lettere”, la riflessione si è sviluppata per la prima volta in alcuni seminari organizzati dall’Associazione degli Italianisti, sempre intorno a problematiche in qualche modo ricorrenti: la possibile utilità di una prova scritta, la definizione di un syllabus comune e di un canone condiviso, lo sforzo di calibrare programmi quanto più possibile adatti a corsi di studio che presentano specificità proprie, l’intersezione fra ricerca e didattica, l’instaurazione di “buone pratiche” di insegnamento. In verità, molte di queste questioni sono comuni anche ai tradizionali Corsi di Laurea in Lettere; semmai, nei Corsi di Laurea “non Lettere” si segnalano alcune tipicità che li rendono casi in un certo senso peculiari, come la diversa provenienza scolastica degli studenti, il differente peso dell’insegnamento di “Letteratura italiana” in termini di CFU, l’isolamento della disciplina nel quadro di un’offerta formativa priva spesso di altre materie dell’ambito dell’italianistica. Si aggiunga il fatto, poi, che in alcuni di questi percorsi formativi l’insegnamento di “Letteratura italiana”, pur essendo previsto espressamente come obbligatorio dalle tabelle ministeriali, può essere fungibile con discipline affini, come la linguistica o la letteratura contemporanea, e che il suo spazio nell’offerta formativa può essere, dunque, messo a rischio da situazioni contingenti (come la presenza di settori disciplinari più forti). Continua a leggere L’insegnamento della letteratura italiana nei Corsi di Laurea “non Lettere”: qualche riflessione
(fasc. 8, 25 giugno 2016)
Norberto Bobbio sostiene che il «liberalismo» è una determinata concezione dello stato limitato sia per quel che riguarda i suoi poteri («stato di diritto») sia rispetto alle sue funzioni («stato minimo»). Nel primo caso, si contrappone alle ambizioni del legibus solutus – si pensi al Leviatano di Hobbes −; nel secondo caso, il liberalismo contrasta la deriva interventista dei poteri pubblici1. Continua a leggere Il progressista postmoderno
(fasc. 8, 25 aprile 2016)
Di seguito, alcuni contributi ed edizioni di testi su e di Croce, usciti nel 2015: Continua a leggere Aggiornamenti bibliografici: studi crociani del 2015
(fasc. 7, 25 febbraio 2016)
Come molte delle grandi fiabe, Undine trattiene in profondità l’epidermica sensazione di un passato realmente vissuto, degli archetipi che l’hanno attraversato, le cui tracce, ricalcate da uomini di fede, gelosi conservatori dell’immaginazione del mondo, diedero vita alla leggenda. Continua a leggere “Undine”, il mito dietro la leggenda
(fasc. 6, 25 dicembre 2015)
Sarebbe impossibile, nel caso di Feltrinelli molto più che in quello di altre figure di uomini di cultura, scindere la sua vita privata da quella pubblica. Le vicende che segnarono le varie tappe dell’esistenza di quest’uomo – a partire dall’infanzia fino alla tragica morte – ne determinarono il carattere, il temperamento e, dal momento della fondazione della casa editrice, anche la scelta in fatto di libri. Per questo si è deciso in questa sede di seguire l’iter della vita di Giangiacomo Feltrinelli, soffermandosi in particolare sui suoi rapporti con la politica a lui coeva, a partire da quelli con il Pci, di cui fu militante indisciplinato, in quanto animo ribelle, autonomo e spirito libero. Continua a leggere Giangiacomo Feltrinelli (1926-1972)
(fasc. 5, 25 ottobre 2015)