Riguardo al tema dell’insegnamento della letteratura italiana nei Corsi di Laurea “non Lettere”, la riflessione si è sviluppata per la prima volta in alcuni seminari organizzati dall’Associazione degli Italianisti, sempre intorno a problematiche in qualche modo ricorrenti: la possibile utilità di una prova scritta, la definizione di un syllabus comune e di un canone condiviso, lo sforzo di calibrare programmi quanto più possibile adatti a corsi di studio che presentano specificità proprie, l’intersezione fra ricerca e didattica, l’instaurazione di “buone pratiche” di insegnamento. In verità, molte di queste questioni sono comuni anche ai tradizionali Corsi di Laurea in Lettere; semmai, nei Corsi di Laurea “non Lettere” si segnalano alcune tipicità che li rendono casi in un certo senso peculiari, come la diversa provenienza scolastica degli studenti, il differente peso dell’insegnamento di “Letteratura italiana” in termini di CFU, l’isolamento della disciplina nel quadro di un’offerta formativa priva spesso di altre materie dell’ambito dell’italianistica. Si aggiunga il fatto, poi, che in alcuni di questi percorsi formativi l’insegnamento di “Letteratura italiana”, pur essendo previsto espressamente come obbligatorio dalle tabelle ministeriali, può essere fungibile con discipline affini, come la linguistica o la letteratura contemporanea, e che il suo spazio nell’offerta formativa può essere, dunque, messo a rischio da situazioni contingenti (come la presenza di settori disciplinari più forti). Continua a leggere L’insegnamento della letteratura italiana nei Corsi di Laurea “non Lettere”: qualche riflessione
(fasc. 8, 25 giugno 2016)