L’insegnamento della letteratura italiana nei Corsi di Laurea “non Lettere”: qualche riflessione

Author di Marco Leone

Riguardo al tema dell’insegnamento della letteratura italiana nei Corsi di Laurea “non Lettere”, la riflessione si è sviluppata per la prima volta in alcuni seminari organizzati dall’Associazione degli Italianisti, sempre intorno a problematiche in qualche modo ricorrenti: la possibile utilità di una prova scritta, la definizione di un syllabus comune e di un canone condiviso, lo sforzo di calibrare programmi quanto più possibile adatti a corsi di studio che presentano specificità proprie, l’intersezione fra ricerca e didattica, l’instaurazione di “buone pratiche” di insegnamento. In verità, molte di queste questioni sono comuni anche ai tradizionali Corsi di Laurea in Lettere; semmai, nei Corsi di Laurea “non Lettere” si segnalano alcune tipicità che li rendono casi in un certo senso peculiari, come la diversa provenienza scolastica degli studenti, il differente peso dell’insegnamento di “Letteratura italiana” in termini di CFU, l’isolamento della disciplina nel quadro di un’offerta formativa priva spesso di altre materie dell’ambito dell’italianistica. Si aggiunga il fatto, poi, che in alcuni di questi percorsi formativi l’insegnamento di “Letteratura italiana”, pur essendo previsto espressamente come obbligatorio dalle tabelle ministeriali, può essere fungibile con discipline affini, come la linguistica o la letteratura contemporanea, e che il suo spazio nell’offerta formativa può essere, dunque, messo a rischio da situazioni contingenti (come la presenza di settori disciplinari più forti). Continua a leggere L’insegnamento della letteratura italiana nei Corsi di Laurea “non Lettere”: qualche riflessione

(fasc. 8, 25 giugno 2016)

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Il progressista postmoderno

Author di Francesco Postorino

Norberto Bobbio sostiene che il «liberalismo» è una determinata concezione dello stato limitato sia per quel che riguarda i suoi poteri («stato di diritto») sia rispetto alle sue funzioni («stato minimo»). Nel primo caso, si contrappone alle ambizioni del legibus solutus – si pensi al Leviatano di Hobbes −; nel secondo caso, il liberalismo contrasta la deriva interventista dei poteri pubblici1. Continua a leggere Il progressista postmoderno

  1. N. Bobbio, Liberalismo e democrazia, Milano, Simonelli, 2006, p. 37.

(fasc. 8, 25 aprile 2016)

“Undine”, il mito dietro la leggenda

Author di Denise Sarrecchia

Come molte delle grandi fiabe, Undine trattiene in profondità l’epidermica sensazione di un passato realmente vissuto, degli archetipi che l’hanno attraversato, le cui tracce, ricalcate da uomini di fede, gelosi conservatori dell’immaginazione del mondo, diedero vita alla leggenda.

La storia è antica. Lei, lui e l’altra, l’amore e la morte… e poi forse ancora l’amore, perché le storie che sconfiggono il tempo sono quelle che non smetteremmo mai di ascoltare, quelle che conosciamo a memoria ma che tradiscono le certezze della coscienza, quelle che disegnano un sorriso di meraviglia sul nostro volto prima ancora che possiamo accorgercene, quelle che ci spingono a voler trovare a tutti i costi una verità in un incantato scenario di finzione, riuscendo ad emarginare l’adulta rassegnazione della quale ci serviamo per smettere di credere, di cercare. Continua a leggere “Undine”, il mito dietro la leggenda

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)

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Giangiacomo Feltrinelli (1926-1972)

Author di Angelica Basile

Introduzione

Sarebbe impossibile, nel caso di Feltrinelli molto più che in quello di altre figure di uomini di cultura, scindere la sua vita privata da quella pubblica. Le vicende che segnarono le varie tappe dell’esistenza di quest’uomo – a partire dall’infanzia fino alla tragica morte – ne determinarono il carattere, il temperamento e, dal momento della fondazione della casa editrice, anche la scelta in fatto di libri. Per questo si è deciso in questa sede di seguire l’iter della vita di Giangiacomo Feltrinelli, soffermandosi in particolare sui suoi rapporti con la politica a lui coeva, a partire da quelli con il Pci, di cui fu militante indisciplinato, in quanto animo ribelle, autonomo e spirito libero. Continua a leggere Giangiacomo Feltrinelli (1926-1972)

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

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Angelo Fortunato Formiggini (1878-1938)

Author di Giulia Tanzillo

Editore modenese di origini ebraiche, vota la propria esistenza alla cultura e alla sua diffusione. Vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo, è costretto a fare i conti con il fascismo non solo in qualità di ebreo ma anche di editore. Ottimista e fiducioso, il suo filantropismo e l’innato senso dello humour si rivelano suoi indispensabili alleati nel fronteggiare una fase storica molto delicata. Sceglie di suicidarsi platealmente, lanciandosi dalla Ghirlandina, torre della sua città, dopo la promulgazione delle leggi razziali, confidando che il proprio gesto possa farsi veicolo di un messaggio di libertà. Il destino avverso vuole che rimanga, invece, quasi del tutto dimenticato fino agli anni ’80, periodo in cui questa figura, importante e positiva, viene finalmente riscoperta e riabilitata. Continua a leggere Angelo Fortunato Formiggini (1878-1938)

(fasc. 4, 25 agosto 2015)

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Arnoldo Mondadori (1889-1971)

Author di Angelica Basile

Arnoldo: da Ostiglia alla vetta del successo

Arnoldo Mondadori nacque a Poggio Rusco il 2 novembre 1889 da Domenico Secondo, calzolaio, ed Ermenegilda Cugola, terzo di sei fratelli. La famiglia si trasferì nel 1897 ad Ostiglia – sempre nel mantovano – poiché Domenico aveva deciso di aprirvi un’osteria. Arnoldo, fin dalla giovanissima età, si cimentò nei lavori più disparati e diversi, dal venditore ambulante all’annunciatore delle didascalie dei film muti, fino ad approdare a quello di garzone tipografo, che sarebbe stato il preludio per la sua futura attività: Continua a leggere Arnoldo Mondadori (1889-1971)

(fasc. 4, 25 agosto 2015)

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Il giornalismo culturale italiano fra interventismo ed elzeviro

Author di Maria Panetta

La terza pagina nacque, in Italia, all’inizio del Novecento. Com’è noto, infatti, nel 1901 Alberto Bergamini chiamò a collaborare all’austera terza pagina del «Giornale d’Italia» intellettuali come D’Ancona, Croce, Gnoli, Oliva.

Snodo cruciale dell’interventismo culturale italiano fu il primo ventennio del secolo, momento in cui si pubblicarono numerosissime riviste, dalle pagine delle quali gli intellettuali presero attivamente posizione su svariati problemi: modello indiscusso «La Voce» di Prezzolini, che mirava a coinvolgere il pubblico dei ceti medi nel dibattito su grandi questioni d’interesse generale, come il meridionalismo, il regionalismo, la scuola, facendosi interprete di un diffuso sentimento di protesta, anche se in termini sostanzialmente organici alla realtà politica esistente. Con l’uscita di Salvemini, nel 1911, dal gruppo dei vociani e la fondazione dell’«Unità» (che optava per la politica tout-court), venne meno l’ipotesi organizzativa su cui si fondava «La Voce» che, con la direzione De Robertis (dal 1914), prese la via della letteratura integrale, estraniandosi dall’azione politica, come fecero anche «La Ronda» e «Valori plastici». Continua a leggere Il giornalismo culturale italiano fra interventismo ed elzeviro

(fasc. 2, 25 aprile 2015)

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Curatela e monografia: definizioni e violazioni del diritto d’autore

Author di Maria Panetta

La parola “curatela” deriva dal verbo latino curare (ossia ‘prendersi cura di’) e ˗ notoriamente ˗ sta a indicare, nell’abito editoriale, il lavoro svolto dal curatore, ovvero da colui che cura l’edizione o la riedizione di un’opera, stabilendone il testo filologicamente e corredandola eventualmente di introduzione, premessa, prefazione, note, appendici, postfazione e apparati vari: la figura del curatore, ovviamente, di norma non coincide con quella dell’autore del testo che viene pubblicato. Continua a leggere Curatela e monografia: definizioni e violazioni del diritto d’autore

(fasc. 2, 25 aprile 2015)

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Come scrivere una recensione

Author di Maria Panetta

La parola “recensione” deriva dal verbo latino recensere (ossia ‘passare in rassegna’) e indica una tipologia di testo destinato alla pubblica diffusione (su rivista o quotidiano) che esamina ‒ esprimendo una valutazione ‒ un libro, un film, una rappresentazione teatrale, uno spettacolo di danza, una mostra, un convegno: genericamente, un evento culturale. Lo scopo della recensione è quello di persuadere il lettore ad acquistare o meno il volume o il dvd, oppure a fruire o meno del film o dello spettacolo recensito. Continua a leggere Come scrivere una recensione

(fasc. 1, 25 febbraio 2015)

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