“I vinti di Caporetto” di Guido Sironi: tecniche narrative e strategie retoriche

Author di Maria Panetta

esemplare della prima edizione del 1922, L. 10  (Collezione privata di «Diacritica»)
Esemplare della prima edizione del 1922, L.10
(Collezione privata di «Diacritica»)

Guido Sironi, tenente del 214° reggimento fanteria, brigata Arno, fu catturato a Passo Zagradan tra il 25 e il 26 ottobre 1917.

Il suo I vinti di Caporetto (edito nel 1922; cfr. Fig. n. 1) reca il sottotitolo Ricordi di prigionia: nella breve premessa, l’autore ci tiene a precisare che il volume «non ha nessuna intenzione letteraria, ma vuol essere soltanto un documento per la storia completa della grande guerra»1. Aggiunge di aver «tentato di mettere in luce» sia la vita esteriore sia quella interiore dei prigionieri di guerra e di aver «descritta la verità umana, senza veli», resistendo alla «facile tentazione di dare un colore eroico alle nostre mediocri vicende». I suoi ricordi sono dedicati a Paolo Wilmant, compagno di battaglia e di prigionia sepolto a Cellelager, e a Renzo Vitrotti, concittadino che condivideva con lui «ideali di italianità onestamente professati»2 e che, per Sironi, simboleggia tutti i prigionieri di guerra «ingiustamente dimenticati». Altri due punti della breve Prefazione sono degni di nota: l’affermazione che «nel ricordo dei morti sentono di nobilitarsi anche i vivi, reduci dal martirio», che rammenta il dissidio interiore di tante pagine di Primo Levi sulla sindrome del “sopravvissuto”; e il ringraziamento finale a Giuseppe Talamoni (1886-1968), l’artista monzese che illustrò le pagine del cosiddetto “diario”, regalando all’«arido mio racconto la suggestiva vibrazione di una memore poesia. Di questa suggestione io non ho alcun merito», un modo di ribadire ulteriormente la finalità non artistica del proprio libro, da parte dell’autore. Curioso, però, che il primo ricordo del capitolo iniziale, intitolato La battaglia, quello dell’8 ottobre 1917, esordisca così: «Giornate piovose»3, frase ellittica di verbo seguita da un a capo evocativo. Continua a leggere “I vinti di Caporetto” di Guido Sironi: tecniche narrative e strategie retoriche

(fasc. 3, 25 giugno 2015)

Lussu, Gadda e la demitizzazione della Grande Guerra

Author di Carlo Serafini

L’incremento di studi, dovuto alla vasta organizzazione di convegni e dibattiti sulla Grande Guerra in occasione del centenario, ha portato a riflettere su posizioni critiche e ideologiche sul mito della Grande Guerra e sulle caratteristiche letterarie e strutturali delle opere che l’hanno raccontata. La memorialistica di guerra di Emilio Lussu e di Carlo Emilio Gadda, pur se profondamente diversa nelle due opere (basti dire che Lussu scrive venti anni dopo gli avvenimenti, mentre Gadda redige i suoi diari in presa diretta), offre la possibilità di esprimere alcune considerazioni su ciò che realmente è stata per gli italiani spediti al fronte l’esperienza bellica della prima guerra, il tutto inserito in un contesto di lettura e studio letterario più che storico, come è giusto che sia. Continua a leggere Lussu, Gadda e la demitizzazione della Grande Guerra

(fasc. 3, 25 giugno 2015)