Sono Fatmaelzahraa Abdalla (Egitto), Helena Aguilá Ruzola (Spagna), Valerio Nardoni (Italia) e Mariangela Ragassi (Brasile), in rigoroso ordine alfabetico, i vincitori dell’edizione 2024 dei quattro premi internazionali di traduzione di poesia “M’illumino d’immenso”.
Ad eleggere le quattro migliori traduzioni sono state quattro giurie composte da 15 traduttori e poeti di grande prestigio di 11 nazionalità: Maram Al-Masri (Siria), Prisca Agustoni (Svizzera), Barbara Bertoni (Italia), Vanni Bianconi (Svizzera), Reddad Cherrati (Marocco), Miguel Ángel Cuevas (Spagna), Pedro Eiras (Portogallo), Islam Fawzi (Egitto), Emanuel França de Brito (Brasile), Inés Garland (Argentina), Matteo Lefèvre (Italia), Fabio Morábito (Messico), Aldo Nicosia (Italia), Christian Sinicco (Italia) e Jorge Yglesias (Cuba).
Le cerimonie di premiazione si sono svolte nell’ambito della XXIV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo negli Istituti italiani di cultura di Città del Messico, Il Cairo e Rio de Janeiro.
A differenza di altri premi, l’iniziativa non premia opere già tradotte e pubblicate, bensì invoglia i partecipanti a cimentarsi nella traduzione di due testi poetici proposti dagli organizzatori. In questa edizione, due poesie in lingua italiana, Gli abiti e i corpi di Giovanni Giudici e Cnidaria (Frammento) di Laura Accerboni, sono state tradotte da 199 concorrenti, dai 19 agli 81 anni, di 22 Paesi (Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, Colombia, Cuba, Ecuador, Egitto, Francia, Germania, Guatemala, Italia, Libano, Messico, Perù, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Uruguay, USA, Venezuela). Le traduzioni premiate (in spagnolo, portoghese e arabo) saranno pubblicate da 19 prestigiosi media di 12 paesi: Addiwan Algiadid (Egitto), Albayt (Marocco), Altazor (Cile), Almutargem Aliraqi (Iraq), Biblit – Idee e risorse per traduttori letterari (Italia), Boring books (Egitto), Cadernos de Tradução (UFSC/Brasile), el malpensante (Colombia), Ipotesi (UFJF/Brasile), La otra (Messico), Luvina (Messico), (n.t.) Nota do Tradutor (Brasile), Op. cit. (Argentina), Periódico de Poesía (Messico), Revista Internacional de Culturas y Literaturas (Spagna), Ruído Manifesto (Brasile), Skhema (Portogallo), Specimen. The Babel Review of Translations (Svizzera) e Vasos Comunicantes (Spagna).
Due poesie in lingua spagnola, Cuatro vilanelas, I di Luis Miguel Aguilar (Messico) e La Salinas di Antonio Cisneros (Perù), sono state tradotte da 292 concorrenti, dai 15 agli 85 anni, residenti in 25 paesi diversi (Argentina, Bolivia, Brasile, Camerun, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Cuba, Finlandia, Francia, Germania, Guatemala, Honduras, Italia, Messico, Paraguay, Perù, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svizzera, USA, Uruguay, Venezuela).
Le traduzioni premiate verranno pubblicate da 8 prestigiosi media di tre paesi: Biblit – Idee e risorse per traduttori letterari (Italia), «Diacritica» (Italia), Fili d’aquilone (Italia), Le parole e le cose (Italia), L’Ulisse (Italia), Poesia del Nostro Tempo (Italia), Revista Internacional de Culturas y Literaturas (Spagna) e Specimen. The Babel Review of Translations (Svizzera).
L’obiettivo di questo concorso, creato nel 2018 da Barbara Bertoni (Italia), Vanni Bianconi (Svizzera) e Fabio Morábito (Messico), che è promuovere la traduzione e la diffusione della poesia contemporanea in lingua italiana e in lingua spagnola, è stato ampliamente superato. Quest’anno il Premio “M’illumino d’immenso” ha invogliato a cimentarsi nella traduzione delle poesie proposte dagli organizzatori ben 491 traduttori residenti in 28 Paesi di 4 continenti. Le traduzioni premiate verranno pubblicate su 24 riviste di 12 paesi: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Egitto, Italia, Iraq, Marocco, Messico, Portogallo, Spagna e Svizzera.
Il premio è organizzato da Laboratorio Trādūxit, grazie al sostegno degli Istituti italiani di cultura di Città del Messico, Barcellona, Buenos Aires, Caracas, Il Cairo, Lima, Madrid, Montevideo, Rio De Janeiro e dell’Organizzazione internazionale italo-latino americana (IILA), con il patrocinio dell’Ambasciata di Svizzera in Egitto, di Ametli (Asociación Mexicana de Traductores Literarios A.C.), di Biblioteche di Roma, del Fondo de Cultura Económica (Messico) ed Edizioni Casagrande (Svizzera).
I vincitori del premio “M’illumino d’immenso” dall’italiano allo spagnolo e vicerversa (Helena Aguilà Rozula e Valerio Nardoni) si aggiudicano 1000 euro. La vincitrice del Premio dall’italiano al portoghese (Mariangela Ragassi) si aggiudica 500 euro e una settimana di alloggio presso la Casa delle Traduzioni di Roma. La vincitrice del Premio dall’italiano all’arabo (Fatmaelzahraa Abdalla) avrà diritto a una settimana di alloggio presso la Casa delle Traduzioni di Roma, a un contributo per spese di viaggio di 200 euro e a una selezione di libri offerta da Edizioni Casagrande (Svizzera).
La giuria della II edizione di “M’illumino d’immenso” dallo spagnolo all’italiano:
Barbara Bertoni (Genova, Italia)
Traduce soprattutto dallo spagnolo, ma anche dal francese, dal catalano, dal portoghese e dall’inglese. Tra gli autori tradotti: Roberto Bolaño, Augusto Monterroso, Carmen Laforet, Alejo Carpentier, Georges Simenon, Valter Hugo Mãe ecc. Nel 2015 ha creato Laboratorio Trādūxit, un laboratorio di traduzione letteraria collettiva che ha come obiettivo quello di formare traduttori letterari dall’italiano in spagnolo e diffondere la letteratura in lingua italiana nei paesi ispanofoni.
Vanni Bianconi (Locarno, Svizzera)
È poeta e traduttore. Ha pubblicato tre libri di poesia, Ora prima, Il passo dell’uomo e Sono due le parole che rimano in ore, e due raccolte di racconti, London as a Second Language e Tarmacadam. È il creatore di Babel, festival di letteratura e traduzione, e della rivista multilingue www.specimen.press. Dal 2022 è il responsabile dei programmi culturali della RSI, radiotelevisione svizzera di lingua italiana.
Matteo Lefèvre (Roma, Italia)
Insegna Lingua e traduzione spagnola all’Università di Roma “Tor Vergata”. Critico, editore e poeta, ha tradotto numerosi autori ispanici, tra cui Antonio Machado, Gabriela Mistral, José Agustín Goytisolo, Nicanor Parra, Jacobo Cortines, Olvido García Valdés e Andrés Neuman. Ha collaborato a programmi RAI e partecipa attivamente alle iniziative dell’Instituto Cervantes, dell’IILA e dei vari enti legati alla promozione della cultura spagnola e ispanoamericana in Italia.
Fabio Morábito (Alessandria, Egitto)
Nato ad Alessandria d’Egitto, ha trascorso l’infanzia a Milano per poi trasferirsi in Messico a quindici anni. Nonostante la sua lingua materna sia l’italiano, scrive in spagnolo. È autore di diversi libri di poesia, racconti, saggistica e di due romanzi. Ha tradotto l’opera completa di Eugenio Montale e Aminta di Torquato Tasso. I suoi libri sono stati tradotti in tedesco, inglese, francese, portoghese e italiano.
Christian Sinicco (Trieste, Italia)
È poeta. Ha pubblicato libri di poesia, tra cui: Ballate di Lagosta (Donzelli editore 2022), Alter (Vydia editore 2019) e Passando per New York (LietoColle 2005). Ha curato l’indagine sulla nuova poesia dialettale confluita in L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti in dialetto e in altre lingue minoritarie (1950-2013) (Gwynplaine 2014) ed è vicedirettore di poetipost68.it. Suoi versi sono tradotti in albanese, bielorusso, catalano, croato, inglese, lettone, olandese, slovacco, sloveno, spagnolo, tedesco e turco.
La giuria della VII Edizione di “M’illumino d’immenso” dall’italiano allo spagnolo:
Barbara Bertoni (Genova, Italia): cfr. supra.
Miguel Ángel Cuevas (Alicante, Spagna)
Poeta e traduttore. Professore di italianistica all’Università di Siviglia. Studioso e traduttore di Pirandello, Tozzi, Luzi, Buzzati, Pasolini, Consolo, Scandurra, Maria Attanasio. Ha tradotto in italiano la poesia di José Ángel Valente, oltre alla propria opera poetica, di cui è appena uscita un’antologia autotradotta, Traccia / Traza (Edizioni Ensemble, Collezione Erranze, Roma 2024). Attualmente sta lavorando alla traduzione in spagnolo di Petrolio di Pier Paolo Pasolini.
Inés Garland (Buenos Aires, Argentina)
È scrittrice, traduttrice e coordinatrice di laboratori di scrittura. I suoi libri per adulti, giovani adulti e bambini sono stati tradotti in diverse lingue, hanno ricevuto prestigiosi premi, tra cui lo “Strega Ragazzi e ragazze”, e sono presenti nelle liste Andersen e Cuatrogatos. Nel 2018 ha vinto la borsa di studio Looren per traduttori. Ha tradotto, tra gli altri, Tiffany Atkinson, Sharon Olds, Lydia Davis, Lorrie Moore, Mavis Gallant, Jamaica Kincaid, Julie Hayden e Bette Howland.
Fabio Morábito (Alessandria, Egitto): cfr. supra.
Jorge Yglesias (L’Avana, Cuba)
Traduttore di Emily Dickinson, Adrienne Rich, Paul Claudel, Georg Trakl, Julian Schutting, H. C. Artmann e numerosi poeti contemporanei francesi, austriaci e italiani. Premio UNESCO alla Migliore Traduzione di Pushkin (1999). Premio di Traduzione Letteraria della Repubblica d’Austria (2000). Premio del Collège International des Traducteurs Littéraires d’Arles (2002). Autore dei volumi di poesia Campos de elogio, Sombras para Artaud e Pequeña Siberia. Professore di Storia del Cinema ed Estetica del Documentario presso la Escuela Internacional de Cine y TV di San Antonio de los Baños (Cuba).
La giuria della IV Edizione di “M’illumino d’immenso” dall’italiano all’arabo:
Maram al-Masri (Lattakia, Siria)
Poetessa di fama internazionale nota per la sua scrittura sensibile e incisiva sull’amore, la condizione femminile e la guerra. Autrice di diversi libri tradotti in venti lingue, tra cui Ciliegia rossa su piastrelle bianche e Ti guardo. Vincitrice di numerosi premi letterari, è diventata un simbolo dell’emancipazione femminile nel mondo arabo, dell’impegno a favore delle donne e contro la violenza di genere.
Reddad Cherrati (Casablanca, Marocco)
Traduttore e insegnante d’italiano e membro della Casa della poesia in Marocco. Ha ottenuto la laurea in Lingua e Letteratura spagnola e ha realizzato parte dei suoi studi presso l’Università di Siena e di Perugia. Ha tradotto dall’italiano e dallo spagnolo all’arabo vari autori, tra cui: Alda Merini, Giuseppe Conte, José Angel Valente, Izet Sarajlic, Mario Luzi, Donatella Bisutti, Giacomo Trinci, Giuseppe Ungaretti, Andrea Zanzotto.
Islam Fawzi (Il Cairo, Egitto)
Italianista, traduttore ricercatore universitario specializzato in letterature comparate. Ha tradotto o partecipato alla traduzione di vari libri dall’italiano all’arabo, tra cui: L’amore non conviene di Mila Venturini; Guardati dalla mia fame di Milena Agus e Luciana Castellina; Il pensiero islamico contemporaneo di Massimo Campanini; Quando la montagna era nostra di Fioly Bocca; La malalegna di Rosa Ventrella; L’inganno del successo di Paola Versari; inoltre ha tradotto altri testi scelti di autore come Dino Buzzati, Giovannino Guareschi, Fabrizio De André. È membro della redazione della Rivista di Al-Alsun per la Traduzione.
Aldo Nicosia (Gela, Italia)
Ricercatore all’Università di Bari, è autore del Cinema arabo (2007) e del Romanzo arabo al cinema (2014). Ha pubblicato svariati articoli anche su letteratura contemporanea, sociolinguistica e dialettologia. Si è occupato dell’analisi delle traduzioni in arabo magrebino del Petit prince e nella variante standard di opere di Andrea Camilleri. Di recente ha tradotto il romanzo egiziano Il concorso di Salwa Bakr, e parte della raccolta Kòshari. Racconti arabi e maltesi, di cui è stato anche curatore.
La giuria della I Edizione di “M’illumino d’immenso” dall’italiano al portoghese:
Prisca Agustoni (Lugano, Svizzera)
Poeta, docente universitaria in Brasile, nel Minas Gerais, ha tradotto in portoghese poeti di lingua italiana quali Fabio Pusterla, Franca Mancinelli, Paola Loreto, nonché nomi della narrativa svizzera quali Fleur Jaeggy, Agota Kristof e Bruno Pellegrino. Traduce poesia di lingua portoghese per la «Rivista Italiana Internazionale». Nel 2023 ha vinto il Premio svizzero di letteratura con il libro Verso la ruggine (interlinea, 2022), anche finalista al “Premio Franco Fortini” e sempre nel 2023, con lo stesso libro, autotradotto in portoghese, O gosto amargo dos metais (7Letras 2022) ha vinto il “Premio Oceanos”.
Barbara Bertoni (Genova, Italia): cfr. supra.
Pedro Eiras (Porto, Portogallo)
Ha pubblicato opere di teatro, narrativa, poesia, saggi e altri generi più difficili da definire. Le sue poesie sono state tradotte in sette lingue e i suoi spettacoli teatrali sono stati messi in scena o letti in dieci paesi. Inferno ha vinto il “Premio letterario António Cabral” ed Esquecer Fausto il Premio del Pen Clube Português di Saggistica. Ha tradotto libri di Antonin Artaud, Edmond Jabès, Germaine Dulac, Paul Claudel e Victor Hugo. È professore di Letteratura portoghese presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Porto.
Emanuel França de Brito (Rio de Janeiro, Brasile)
È dal 2017 professore di Letteratura italiana presso l’Universidade Federal Fluminense, a Niterói, Brasile. Si occupa di traduzione e di critica letteraria e ha curato in portoghese brasiliano il Convivio (2019) e l’Inferno di Dante (2021) nonché la Rettorica di Brunetto Latini (2023). Ha tradotto inoltre l’antologia Umanisti italiani (curata da Raphael Ebgi), in corso di stampa. Attualmente si dedica alla traduzione del Purgatorio, sempre di Dante.
CV dei traduttori premiati
II Edizione di “M’illumino d’immenso” dallo spagnolo all’italiano:
Vincitore: Valerio Nardoni (Livorno, Italia)
Ispanista e traduttore letterario, è Professore Associato di Letteratura spagnola presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Per la sua attività di traduttore ha ricevuto numerosi premi, fra cui, nel 2018, un Premio Nazionale speciale per la Traduzione assegnato dal MIBACT, per le sue versioni di Miguel de Cervantes e Pedro Salinas, i due poli – Secoli d’oro e Novecento – a cui si è maggiormente dedicato, assieme a numerosi lavori dedicati alla poesia spagnola contemporanea, come la pagina web www.perterredispagna.it che raccoglie molte videointerviste. È direttore editoriale della casa editrice Valigie Rosse, specializzata in poesia nazionale e internazionale.
Menzioni d’onore:
Francesca Cosi (Firenze, Italia)
Traduttrice letteraria, annovera tra le sue traduzioni poetiche 33 sonetti di Shakespeare raccolti nel volume Come allodola in volo (2024), una selezione di poesie inedite di Lewis Carroll (Ho una fata accanto, 2014) che ha ottenuto una menzione speciale al “Premio Morlupo per la traduzione” del 2015, i limerick di Edward Lear (Questo libro non ha senso, 2013, prima traduzione italiana) e altre poesie pubblicate su riviste (tra cui «Internazionale» nel 2023 e 2024). Assieme ad Alessandra Repossi ha tradotto circa 200 tra romanzi, racconti e saggi da inglese, francese e spagnolo: da Virginia Woolf a George Orwell, da Katherine Mansfield a Elie Wiesel, da Jack London a Mark Twain.
Ilaria Sofia Perrino (Roma, Italia)
È traduttrice letteraria dallo spagnolo, dal catalano e dal francese. Ha studiato e lavorato sia a Roma sia a Barcellona, città tra le quali si sposta impegnandosi a costruire ponti culturali. Ha tradotto Maria Callís Cabrera (La città stanca, Ensemble 2022), Mireia Calafell (Noi, chi, Ensemble 2024) e sta lavorando a una nuova traduzione poetica. Da ottobre 2024 sarà per la seconda volta ospite della residenza per traduttori dell’Institut Ramon Llull.
VII Edizione di “M’illumino d’immenso” dall’italiano allo spagnolo:
Vincitrice: Helena Aguilà Ruzola (Barcellona, Spagna)
Traduttrice letteraria ed editoriale dall’italiano allo spagnolo e al catalano con più di 300 titoli pubblicati. È membro della Giunta direttiva e responsabile della Comunicazione dell’Asociación Española de Lengua Italiana y Traducción ed è stata vicepresidente della Sección Autónoma de Traductores de Libros de la Asociación Colegial de Escritores spagnola. È professoressa e ricercatrice di Italianistica presso l’Universitat Autònoma de Barcelona e membro del Nuevo Proyecto Boscán-Catálogo histórico y crítico de traducciones españolas de obras italianas (MICIU), del Progetto WINK-Women Invisible Ink (European Research Council) e dei gruppi Cuerpo y textualidad (UAB) y Translatio: La traducción de los clásicos y las letras españolas en la Edad moderna (École des hautes études hispaniques et ibériques). È co-direttrice delle Giornate internazionali sulla Traduzione letteraria.
Menzione d’onore: Marco Perilli (Trento, Italia)
È scrittore ed editore. I suoi libri più recenti sono Dante (2019, “Premio
Amado Alonso”), Vesuvio (2021) e Blanca (2022). Tiene corsi presso la Fundación para las Letras Mexicanas. È membro del Sistema Nacional de Creadores.
IV Edizione di “M’illumino d’immenso” dall’italiano all’arabo:
Vincitrice: Fatmaelzahraa Abdalla (Il Cairo, Egitto)
Assistant Lecturer presso il Dipartimento d’Italianistica dell’Università del Cairo. Ha conseguito la Laurea magistrale in Filologia moderna presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Vincitrice del Premio Kashaf al-Mutarjmeen (III edizione) per la traduzione dall’arabo all’italiano 2023 ‒ National Center for Translation (Egitto). Vincitrice del “Premio letterario Energheia Egitto 2022”. Vincitrice del “Premio speciale giovane traduttore ‒ M’illumino / d’immenso dall’italiano all’arabo 2020.
I Edizione di “M’illumino d’immenso” dall’italiano al portoghese:
Vincitrice: Mariangela Ragassi (Ourinhos, Brasile)
Si è laureata in Belle Arti presso l’UNICAMP (1998) e ha lavorato come designer e insegnante. Nel 1997, ha ricevuto il premio Uma Professora Muito Maluquinha dalla casa editrice Melhoramentos. Dal 2006 vive in Italia, dove lavora come traduttrice ed è laureanda in Lingue e Culture Straniere presso l’UNIPG. Come scrittrice ha partecipato a pubblicazioni collettive di racconti e poesie, l’ultima delle quali è l’antologia di racconti Antropocenas (2024). Ha ricevuto il “Premio Mapa Cultural Paulista” per il racconto Lucicleide na Janela (2004) e ha pubblicato il romanzo Memorial das Flores (2015).
Menzioni d’onore:
Valentina Cantori (Trieste, Italia)
È traduttrice e docente di Letteratura Italiana presso l’Università di San Paolo (USP). Traduce letteratura italiana in portoghese e poeti dell’America Latina in italiano; ha pubblicato la traduzione di Ancestrale, di Goliarda Sapienza (Âyiné, 2020).
Adriana Marcolini (Rio de Janeiro, Brasile)
È traduttrice, giornalista e ricercatrice sulle migrazioni. Tiene corsi su temi legati all’immigrazione italiana. Grazie al finanziamento alla traduzione, conquistato in un bando dell’Assessorato alla Cultura dello Stato di San Paolo, nel 2017 ha pubblicato Em Alto-Mar, dall’originale Sull’Oceano (1889), di Edmondo De Amicis (Nova Alexandria/Istituto Italiano di Cultura di San Paulo). Tra gli autori italiani che ha tradotto si segnalano Alberto Moravia e Maria Messina. Ha conseguito un post-dottorato in Letteratura italiana presso l’Università di San Paolo. È autrice della guida 50 Librerie di Buenos Aires (Cotia, Ateliê Editorial, 2011).
Poesie originali
Cuatro vilanelas
I
Es todo lo que sé. (Que es casi nada.)
Ella tenía una estrella entre los senos.
O así lo veía él, porque la amaba.
No se exigieron boletos en la entrada
Pues cada uno andaba en su terreno.
Es todo lo que sé. (Que es casi nada.)
En una cama angosta ambos quemaban
Su historia y el temor; o cuando menos
Así lo creía él, porque la amaba.
Los dos sabían muy bien la pendejada
Que es insistir en un amor del bueno;
Es todo lo que sé. (Que es casi nada.)
Marzo moría otra vez; y ya se daban
Café con leche mezclado con veneno.
O así lo sentía él, porque la amaba.
Supongamos que un día ella se enfada
Y se borra la estrella de los senos.
¿Qué más saben los dos? ¿No queda nada?
Así se dolía él, porque la amaba.
(Luis Miguel Aguilar, Medio de construcción, Città del Messico, Premià Editora, 1979).
***
***
Las Salinas
Yo nunca vi la nieve y sin embargo he vivido entre la nieve
toda mi juventud.
En las Salinas, adonde el mar no terminaba nunca y las olas
eran dunas de sal.
En las Salinas, adonde el mar no moja pero pinta.
Nieve de mi juventud prometedora como un árbol de mango.
Veinte varas de sal para cada familia de cristianos. Y aún más.
Sal que los arrieros nos cambiaban por el agua de lluvia. Y aún
más.
Ni sólidos ni líquidos los blanquísimos bordes de ese mar.
Bajo el sol de febrero destellaban más que el flanco de plata del
lenguado.
(Y quemaban las niñas de los ojos.)
A veces las mareas -hora del sol, hora de la luna- se alzaban
como lomos de caballo.
Mas siempre se volvían.
Hasta que un mal verano y un invierno las aguas afincaron para
tiempos
y ni rezos ni llantos pudieron apartarlas de los campos de sal.
Y el mar levantó techo.
Ahora que ya enterré a mi padre y a mi hermano mayor y mis
hijos están prontos a enterrarme,
han vuelto las Salinas altas y deslumbrantes bajo el sol.
Hay también unas grúas y unas torres que separan los ácidos
del cloro.
(Ya nada es del común.)
Y yo salgo muy poco pero Luis -el hijo de Julián- me cuenta
que los perros no dejan acercarse.
Si parece mentira.
Mala leche tuvieron los hijos de los hijos de la sal.
Puta madre.
Qué de perros habrá para cuidar los blanquísimos campos
donde el mar no termina y la tierra tampoco.
Qué de perros, Señor, qué oscuridad.
(Antonio Cisneros, Comentarios reales, Valencia, Pre-Textos, 2003).
Poesie vincitrici ‒ traduzione di Valerio Nardoni
Quattro villanelle
I
È tutto quel che so. (Che se ne cava?)
Lei aveva una stella in mezzo al seno.
O a vederla era lui, perché l’amava.
Non si chiesero biglietti all’entrata,
ognuno stava nel proprio terreno.
È tutto quel che so. (Che se ne cava?)
Stesi in un letto angusto i due bruciavano
la propria storia e la paura; o almeno
così credeva lui, perché l’amava.
Sapevano che razza di scemata
è incaponirsi in un amore vero;
è tutto quel che so. (Che se ne cava?)
Marzo moriva ancora; e già si davano
caffellatte mischiato col veleno.
O a sentirlo era lui, perché l’amava.
Supponiamo che un giorno lei arrabbiata
si cancelli la stella dal suo seno.
Che altro sanno quei due? Nulla restava?
Così soffriva lui, perché l’amava.
***
***
Le Saline
Io non ho mai visto la neve eppure tra la neve ho vissuto tutta la mia giovinezza.
Nelle Saline, dove il mare non finiva mai e le onde erano dune di sale.
Nelle Saline, dove il mare non bagna ma tinge.
Neve della mia giovinezza promettente come un albero di mango.
Venti braccia di sale per ogni famiglia di cristiani. E non solo.
Sale che i mulattieri ci scambiavano con l’acqua piovana. E non solo.
Né solide né liquide le bianchissime sponde di quel mare.
Scintillavano sotto il sole di febbraio più del fianco d’argento della sogliola.
(E bruciavano le pupille degli occhi).
A volte le maree – ora del sole, ora della luna – si alzavano come groppe di cavalli.
Ma sempre defluivano.
Finché una brutta estate e un inverno le acque ristagnarono ancora e ancora
e né preghiera né lamento poté scacciarle dai campi di sale.
E il mare vi prese dimora.
Ora che ho già seppellito mio padre e mio fratello maggiore e i miei figli sono pronti a
seppellirmi,
le Saline sono tornate alte e luccicanti sotto il sole.
Ci sono anche delle gru e delle torri che separano gli acidi del cloro.
(Ormai nulla è più in comune).
E io esco di rado ma Luis – il figlio di Julián – mi racconta che i cani non ti fanno
avvicinare.
Pare incredibile.
Che bastardi i figli dei figli del sale.
Fanculo.
Quanti cani ci saranno a guardia dei bianchissimi campi dove il mare non finisce e la terra
neppure.
Quanti cani, Signore, quanto buio.
(fasc. 53, 13 ottobre 2024, vol. II)