Il bianco e il nero di “Steve Jobs”

Author di Maria Panetta

Steve Jobs è un film del 2015 diretto e co-prodotto da Danny Boyle, con protagonista un Michael Fassbender perfettamente calato nella parte, e si basa sulla biografia autorizzata del noto informatico, scritta da Walter Isaacson ed edita nel 2011.

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 9 ottobre 2015 e uscirà in Italia il 21 gennaio 2016, ma è stata proiettata in anteprima per la stampa a Roma, il 17 novembre, presso il Multisala Barberini.

Il film di Boyle prende in esame solo un arco temporale della vicenda biografica del co-fondatore della Apple, interrompendosi opportunamente qualche anno prima della comparsa dei primi segni della terribile malattia che ha colpito Jobs e, dopo otto anni di lotta contro un cancro al pancreas, ne ha decretato inesorabilmente la morte nel 2011, a cinquantasei anni. Continua a leggere Il bianco e il nero di “Steve Jobs”

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)

Recensione di Marco Santagata, “Come donna innamorata”

Author di Sebastiano Triulzi

Per un critico letterario prendere coscienza che non potrà mai essere un romanziere o un poeta è un momento drammatico dell’esistenza, spiegava Flaubert, e anche tristissimo, perché, pur riuscendo ad assaporare tutta la bellezza che un singolo verso di Dante o di Petrarca contiene, pur essendo consapevole di cosa sia la vera grandezza, non ne fa parte, è come condannato a non saperla riprodurre. Ogni giorno si ritrova in compagnia dei nobili illustri che abitano il Castello della letteratura, ogni giorno si ciba dei prodotti del loro orto, ogni momento sente l’ebbrezza della vastità universale della loro arte, ne è intimamente attraversato: ma, al di fuori di questa sorta di “necrofilia”, che può tradursi in altissime e illuminanti pagine di critica letteraria, quasi mai riesce a essere altrettanto profondo, analitico, convincente (e, se alcuni scrittori non vengono più pubblicati, sia detto per inciso, non è solo perché non parlano ai lettori di oggi ma perché abbiamo smesso di studiarli, di interrogare le loro parole). In questo senso la scrittura è molto crudele: finché lo studioso resta nel campo della biografia o di un saggio, è in grado di creare spazi finemente inventati; quando, invece, se ne allontana, rischia moltissimo. Soprattutto, c’è un peccato davvero mortale in cui un critico può incorrere: quando si vive tra le ombre dei grandi, si può cedere alla tentazione di sentirsi un po’ come loro, e allora a un certo punto può venire la fantasia di scrivere un bel romanzo, pensando che non sia troppo difficile, ed è questa la vanità che a volte fa precipitare nel vuoto. Continua a leggere Recensione di Marco Santagata, “Come donna innamorata”

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)

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Recensione di Marco Bellocchio, “Sangue del mio sangue”

Author di Maria Panetta

Un film interessante.
Nonostante la lentezza, il nuovo film di Marco Bellocchio si fa seguire fino alla fine, anche senza pausa.

Il titolo sembra alludere, più che al contenuto o alla trama, a una storia personale di Bellocchio, che coinvolge nella pellicola ben tre famigliari (Pier Giorgio, Elena e Alberto) e ambienta il film nella propria patria natale, Bobbio, cittadina in provincia di Piacenza nota anche per le sue antiche Carceri e per il Ponte Gobbo (o Ponte del Diavolo) sul Trebbia. Continua a leggere Recensione di Marco Bellocchio, “Sangue del mio sangue”

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

Recensione di Maurizio Cotrona, “Primo”

Author di Claudio Morandini

Nel romanzo Primo, Maurizio Cotrona illustra le reazioni di una famiglia composta dal padre Giacomo, dalla madre, dal primogenito Luca, all’arrivo del secondogenito, Primo appunto – e già la scelta del nome implica dinamiche insolite. Primo è fagocitante sin dalla nascita. Il parto riduce la madre all’ombra di se stessa, in una visione iperbolica della depressione post partum; agonizzante, la madre si oppone alla vitalità intrattenibile del figlioletto, se ne ritrae, rallenta fin quasi all’immobilità i gesti, si rifugia nell’ombra della camera. Invece Giacomo, che ha la tendenza a programmare ogni cosa per sé e per gli altri, investe tutto nel nuovo arrivato, in cui vuole realizzare il capolavoro pedagogico che non gli è riuscito con il primogenito; ma il dramma è che vuole farlo in un mondo che non ha futuro, in un’epoca di declino e imbarbarimento in cui tutto si frantuma contro l’assenza di prospettive. Continua a leggere Recensione di Maurizio Cotrona, “Primo”

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

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Recensione di Antoni Libera, “La Toccata in do maggiore”

Author di Claudio Morandini

La Toccata in do maggiore del polacco Antoni Libera, che Sellerio ha pubblicato nella nitida traduzione di Vera Verdiani, è un racconto denso di implicazioni musicali. C’è, innanzitutto, il contesto: in vista di un esame di passaggio, l’anziano e autorevole professor Adam Plater impone a due suoi allievi, il narratore e l’amico-rivale di questi, Slavek, assieme all’aurea routine di studi e sonate di Bach, Chopin e Beethoven, la temibile Toccata in do maggiore scritta da Robert Schumann a diciannove anni. Continua a leggere Recensione di Antoni Libera, “La Toccata in do maggiore”

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

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Recensione di Stéphanie Hochet, “Sangue nero”

Author di Claudio Morandini

Sangue nero (Sang d’encre nell’originale, Paris, Éditions des Busclats, 2013) è il secondo romanzo di Stéphanie Hochet pubblicato in Italia, dopo Le effemeridi edito da La Linea nel 2013, anch’esso tradotto dalla Capuani. Si perde un po’, ahimè, nella versione nostrana, il gioco di parole del titolo, che in francese significa alla lettera ‘Sangue d’inchiostro’ ma esprime anche, nell’espressione se faire un sang d’encre, un alto senso di inquietudine e angoscia. Ma certo il gioco era irrisolvibile – sulla difficoltà di tradurre non tanto calembour come questi, quanto lo stile della Hochet, diremo qualcosa più avanti. Continua a leggere Recensione di Stéphanie Hochet, “Sangue nero”

(fasc. 4, 25 agosto 2015)

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Recensione di Marino Magliani, “Soggiorno a Zeewijk” e “Il canale bracco”

Author di Claudio Morandini

Il canale bracco, primo titolo di «Bassa stagione», la nuova collana letteraria dell’editore Fusta di Saluzzo, segue e anzi continua il precedente Soggiorno a Zeewijk (Amos edizioni, 2014); entrambi si collocano in quella sorta di enciclopedia erratica di spazi e momenti della vita che Marino Magliani sta componendo quando non si dedica alle traduzioni, alle riduzioni e ai romanzi veri e propri. Continua a leggere Recensione di Marino Magliani, “Soggiorno a Zeewijk” e “Il canale bracco”

(fasc. 4, 25 agosto 2015)

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Elogio dell’autodeterminazione: “Ruth e Alex” di Richard Loncraine

Author di Maria Panetta

Ruth e Alex. L’amore cerca casa è un film uscito a maggio negli Stati Uniti (col titolo 5 Flights Up) e da giugno nelle sale italiane, diretto da Richard Loncraine: la dimestichezza del regista inglese con le serie televisive si percepisce subito nella pellicola, girata perlopiù in interni assolati, nei quali prevalgono (forse non a caso) i toni caldi, dorati e lievemente decadenti delle ore del tramonto, che ricordano l’effetto seppia di una fotografia dai colori un po’ sbiaditi dal passare del tempo e ben si addicono alla coppia energica ma non più giovane dei protagonisti, interpretati con scioltezza e intensità da Diane Keaton e Morgan Freeman, che non deludono le aspettative. Continua a leggere Elogio dell’autodeterminazione: “Ruth e Alex” di Richard Loncraine

(fasc. 4, 25 agosto 2015)

Se un ostacolo diventa una risorsa

Author di Valerio Sergio

Morgan Freeman e Diane Keaton sono gli straordinari interpreti della commedia americana in programmazione in questi giorni nelle sale cinematografiche, intitolata Ruth e Alex. L’amore cerca casa.

Tema centrale della storia è la ricerca di un nuovo appartamento che la coppia di anziani coniugi, dopo quarant’anni di convivenza, sogna per ottenere una sistemazione più comoda dove trascorrere la vecchiaia. La sola prospettiva dell’acquisto provoca nei due forti emozioni ma anche angoscia. La loro casa attuale riveste il ruolo di custode dei ricordi del tempo trascorso insieme e venderla può significare interrompere la magia che li ha tenuti sempre uniti. Continua a leggere Se un ostacolo diventa una risorsa

(fasc. 4, 25 agosto 2015)

Recensione di Carmen Pellegrino, “Cade la terra”

Author di Claudio Morandini

Ci vuole una sensibilità particolare per interrogare le pietre delle case abbandonate come fa Carmen Pellegrino nel romanzo d’esordio, Cade la terra (Firenze, Giunti, 2015, pp. 224, eu 14, ISBN 9788809792548). Attitudine personale, d’accordo, ma anche cultura poetica, frequentazione di quella particolare poesia del ritorno e della nostalgia che nella Nota finale è riassunta in una serie di auctores, tra i quali il primo è Alfonso Gatto (e non stupisce di trovare un mesto cantore in prosa delle «case d’altri» come Silvio D’Arzo). A me sin dalle prime pagine è venuta una reminiscenza che spero non suoni troppo liceale: l’Omero che nei Sepolcri foscoliani viene raccontato come un cieco mendico che erra tra «antichissime ombre, e brancolando… penetra negli avelli, e abbraccia l’urne, e le interroga». Ecco, l’atteggiamento della Pellegrino mi ha subito ricordato quei versi. Lei stessa, nella Nota conclusiva, dice di sé: «Mentre scrivevo, ho recuperato brandelli di memoria dagli spacchi dei muri, dai nascondigli di quelle case lacerate»: abbracciando e interrogando i muri, appunto. Continua a leggere Recensione di Carmen Pellegrino, “Cade la terra”

(fasc. 3, 25 giugno 2015)

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