Capita di imbattersi in giovani autrici sudamericane (argentine, cilene…) che per raccontare lo strisciante trauma della dittatura nei loro paesi usano lo sguardo dei bambini o dei ragazzini – uno sguardo solo in apparenza trasognato, in realtà attentissimo a ciò che gli adulti, spaventati, delusi, minacciati, non vogliono più guardare. Così fa anche la cilena Sara Bertrand nel romanzo Album di famiglia del 2016, pubblicato da Albe Edizioni agli inizi del 2018 nella limpida traduzione di Manuela Galassi (pp. 160, eu 14,90). Continua a leggere Recensione di Sara Bertrand, “Album di famiglia”
(fasc. 21, 25 giugno 2018)