Sono nato in un giorno di inizio estate del 1973, a nove anni. Fino a quel momento la mia vita, e tutti i fatti che accadevano nel mondo, erano due entità separate, che non potevano incontrarsi in nessun modo. (…) Ogni tanto i grandi ne parlavano, del mondo e dell’Italia in particolare; e quindi c’era interesse verso quello che accadeva al di fuori della nostra vita. Ma noi tutti, in ogni caso, non c’entravamo niente. E io, ancora meno.
Francesco nasce a Caserta in un giorno d’estate, quando prende coscienza del proprio far parte di qualcosa che prescinde la famiglia o gli amici di sempre, di qualcosa di più grande e complesso. Ma nasce a Caserta diverse volte, quando è al mare e scopre che quello che scrivono i giornali a proposito del dilagare del colera riguarda, potenzialmente, anche lui; nasce a Caserta quando un terremoto scuote l’Irpinia e lo travolge, mentre attraversa il salotto di casa. Nasce a Caserta quando Berlinguer muore, e la solitudine della stanza da letto dei suoi genitori lo induce a piangere per quella morte. Continua a leggere Recensione di Francesco Piccolo, “Il desiderio di essere come tutti”
(fasc. 18, 25 dicembre 2017)