Più di una volta ho scritto dei Souvenirs sur Igor Strawinsky di Charles-Ferdinand Ramuz come di un testo per me fondamentale, un essai sull’amicizia nel suo farsi e disfarsi e il racconto di un sodalizio artistico tra i più importanti del Novecento; ho anche lamentato che nessuno l’avesse mai tradotto in italiano. Almeno su quest’ultimo punto non dirò più nulla, perché in questi ultimi tempi sono uscite ben due traduzioni, una di Massimo De Pascale per Castelvecchi (con il titolo un po’ fuorviante di Stravinskij) e una di Roberto Lana per la collana «Ricercare» delle edizioni Orthotes. Mi concentrerò su quest’ultima edizione, basata su una nitida, efficace trasposizione in italiano del francese proverbialmente ostico di Ramuz (in quest’occasione meno ispido di quello dei romanzi, va detto). Continua a leggere Recensione di Charles-Ferdinand Ramuz, “Ricordi di Igor Stravinskij”
(fasc. 16, 25 agosto 2017)