La consapevolezza retorica di un “socialista antiretorico”: un affondo su alcuni scritti di Giacomo Matteotti

Author di Maria Panetta

Di Matteotti si citano spesso gli ultimi, tristemente noti discorsi parlamentari da lui pronunciati, fra il brusìo degli avversari politici, poco prima di essere rapito il 10 giugno e poi assassinato dai fascisti nel 1924 (in particolare, il drammatico discorso del 30 maggio). Con questo contributo desideriamo mettere meglio a fuoco anche alcuni scritti precedenti, sia per ribadire che l’impegno matteottiano contro il sistema capitalista e in favore dei diritti dei più deboli risale a molto tempo prima sia, e soprattutto, per dimostrare che la sua capacità affabulatoria e la sua forza di persuasione retorica lo rendevano, fin dai primissimi del Novecento, un uomo politico molto “pericoloso” per tutti i suoi avversari.

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(fasc. 54, 25 novembre 2024)

Attualità di Giacomo Matteotti

Author di Salvatore Cingari

Giacomo Matteotti, cento anni dopo la sua tragica scomparsa, non ci ha mai parlato così tanto. Aldo Capitini in Antifascismo fra i giovani (1966) ne rievocava il ruolo alla vigilia dell’intervento nella Grande Guerra. All’epoca nelle scuole superiori dominava l’ideologia nazionalista e interventista in cui lo stesso Aldo era cresciuto. Studenti e docenti erano fra i principali artefici della campagna a favore dell’entrata in guerra dell’Italia. Il confine fra interventismo e neutralismo era anche di classe: da una parte la futura élite dirigente, dall’altra operai e contadini, consapevoli che il futuro massacro avrebbe distrutto le loro vite per una causa altrui.

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(fasc. 54, 25 novembre 2024)