La poesia di Lucio Piccolo: uno sguardo lessicografico

Author di Antonio Di Silvestro

Questa mia predilezione per l’oscurità, per la penombra, non è come potrebbe sembrare un atteggiamento esteriore, risponde ad un’esigenza interna di noi siciliani, credo, quasi a contrasto della troppa luce che ci circonda: rifugiarci nell’oscurità di noi stessi e ritrovare quanto abbiamo perduto, esorcizzare il tempo, la morte. Credo che la parte migliore del Gioco a nascondere sia quando è venuta l’oscurità, e la casa si è interiorizzata, è diventata ombra, spazio in cui andiamo errando e ritrovando le figure care, persone che ci sono state vicine…
(da Il favoloso quotidiano)

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(fasc. 17, 25 ottobre 2017)

Medea la sovrana

Author di István Puskás

Caratteristica fondamentale della poetica di Pier Paolo Pasolini è il ragionare e l’esprimersi in immagini, cioè accogliere l’esperienza sul mondo in modo fondamentalmente metaforico, particolarmente in metafore complesse, cioè in allegorie. Questa sua scelta di articolare in tal modo tutto ciò che intende comunicare è in piena sintonia con la sua visione della storia della civiltà italiana ed europea, con la presa di posizione nei confronti dei cambiamenti profondissimi che avvengono sotto i suoi occhi. Continua a leggere Medea la sovrana

(fasc. 17, 25 ottobre 2017)

Matteo Veronesi o del silenzio della parola

Author di Maria Panetta

È tempo di tacere?

Matteo Veronesi, classe 1975, imolese, torna alla poesia con un delizioso libricino di forma quadrata e pregevole fattura ˗ n. 89 della collana, appunto, «Quadra» del coraggioso editore svizzero alla chiara fonte1 ˗, corredato di una suggestiva immagine di copertina in bicromia, firmata da Gian Ruggero Manzoni, dall’eloquente titolo di Profeta. Continua a leggere Matteo Veronesi o del silenzio della parola

(fasc. 17, 25 ottobre 2017)

Frammenti da “Trieste e una donna”: lettura delle liriche sabiane “La gatta” e “Carmen”

Author di Marco Del Colombo

Pochi poeti sono riusciti a condensare nella propria opera una quantità di vita vissuta così massiccia come Umberto Saba nel Canzoniere, il libro di tutta una vita e, insieme, il libro di tutta la sua vita. È suggestiva la definizione coniata da un commentatore d’eccezione, il tesista Carimandrei, di «romanzo della vita»1; la giustapposizione di letteratura e vissuto, trasposizione e realtà, crea un amalgama coagulato molto difficile da polarizzare. Continua a leggere Frammenti da “Trieste e una donna”: lettura delle liriche sabiane “La gatta” e “Carmen”

(fasc. 16, 25 agosto 2017)

In balìa di Dio. Note su Saba, “Trieste” e l’innominato

Author di Michele Armenia

Calpestato tu l’hai questo mio cuore!
Ma di una donna non sa far vendetta.
È abitato da Dio, pieno d’amore;
nei miei sogni ti chiamo benedetta1.

Chi si trovasse a leggere il celebre capitolo XX dei Promessi Sposi2 (che comincia: «Il castello dell’Innominato era a cavaliere a una valle angusta e uggiosa, sulla cima d’un poggio»), tenendo a mente, per predilezione o lettura recente, la ben nota poesia dedicata a Trieste dal petrarchesco-freudiano (schivo e pensoso) Umberto Saba, non potrebbe fare a meno di notare la ricorrenza di parole e immagini in tutto o in parte omologhe nelle due opere, come «erta», «ragazzaccio», «intorno» (in posizione privilegiata e dominante), «cantuccio»; e, magari, di domandarsene (ove vi fosse) la ragione. Oltretutto, il famoso incipit della poesia sabiana (Ho attraversata tutta la città) sembra trovare riscontro al precedente capitolo XIX dell’opera manzoniana, allorché Don Rodrigo decide di rivolgersi a un tale «terribile» ma anonimo personaggio per trafugare Lucia: e qui l’autore non disdegna di offrircene qualche notizia tramite gli storici del tempo e racconta di quando, bandito, si trovò a lasciare Milano, tra trombe e trambusto, attraversando la città con pertinace impertinenza verso l’autorità, prefigurandone quasi una traiettoria “achillea” (in seguito alla lite con Agamennone), che troverà compimento nel commovente incontro con Priamo-Federigo, decisivo per la restituzione del “corpo” di Ettore-Lucia (una linea “iliadica”, sottesa al romanzo, ancora non sviscerata dalla critica e che illustreremo prossimamente): «Una volta che costui ebbe a sgomberare il paese, la segretezza che usò, il rispetto, la timidezza, furon tali: attraversò la città a cavallo, con un seguito di cani, a suon di tromba; e passando davanti al palazzo di corte, lasciò alla guardia un’imbasciata d’impertinenze per il governatore». Continua a leggere In balìa di Dio. Note su Saba, “Trieste” e l’innominato

(fasc. 16, 25 agosto 2017)

«Non per l’amore di sé, ma per l’amore della propria somiglianza»: Carlo Levi e gli scritti sul ritratto

Author di Dario Stazzone

Carlo Levi meditò a lungo un volume dedicato ai suoi ritratti, senza mai pubblicarlo1. Fu triste ventura: il libro avrebbe riunito un’ampia galleria di dipinti col corredo di testi autografi, restituendo nuclei tematici e contenutistici presenti anche nella sua opera letteraria. Del volume pittorico immaginato dal torinese ci rimangono le Note sul ritratto che, secondo il progetto originario, dovevano assolvere alla funzione di prefazione. Una prefazione dai timbri lirici, simili a quelli di un altro levigato libro leviano, Un volto che ci somiglia. Ritratto dell’Italia2. Gli scritti sul ritratto costituiscono un momento essenziale dell’enucleazione della poetica del torinese, una specola privilegiata dalla quale indagare i motivi immanenti nella sua opera sia letteraria sia pittorica. Un loro esame, parimenti a quello di saggi come Paura della libertà e Paura della pittura3, si impone per chi voglia davvero entrare nell’officina dell’autore di Cristo si è fermato a Eboli. Continua a leggere «Non per l’amore di sé, ma per l’amore della propria somiglianza»: Carlo Levi e gli scritti sul ritratto

(fasc. 16, 25 agosto 2017)

Noi, figli di Michelstaedter

Author di Rosalia Peluso

Pochi giorni ci separano dal 3 giugno, quando sono trascorsi centotrent’anni dalla nascita di Michelstaedter. L’anniversario è stato ricordato in una recente giornata di studi organizzata da Alfonso Amendola e Daniela Calabrò all’Università di Salerno col titolo All’ombra di Michelstaedter. Un’ombra che non significa oscurità o tenebra ma, proprio in omaggio alla nascita, è proiezione ed effetto della luce, quindi un’implicita testimonianza di luminosità. Continua a leggere Noi, figli di Michelstaedter

(fasc. 15, 25 giugno 2017)

L’«ansia di un’altra città» tra storicismo e azionismo. Intervista a Francesco Postorino

Author di Roberto Siconolfi

Francesco Postorino è un giovane studioso di filosofia politica, teoretica e morale. Ph.D. presso l’Università di Messina, ha approfondito le proprie ricerche con Serge Audier e Jean-François Kervégan presso l’Università Paris 1-Sorbonne, dove ha organizzato una giornata internazionale dedicata al pensiero politico e giuridico di Norberto Bobbio nel novembre del 2014. Si occupa soprattutto di neoidealismo italiano ed europeo, di esistenzialismo e di socialismo liberale. Collabora con molte riviste scientifiche e pagine culturali di quotidiani. Tra le pubblicazioni recenti: Carlo Antoni. Un filosofo liberista, pref. di Serge Audier (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2016); Democrazia in Lessico Crociano (Napoli, La Scuola di Pitagora Editrice, 2016); Bobbio et le marxisme (in «Droit&Philosophie», 2015). Continua a leggere L’«ansia di un’altra città» tra storicismo e azionismo. Intervista a Francesco Postorino

(fasc. 15, 25 giugno 2017)

“Aracoeli”: romanzo di desolazione sociale o diario intimo dell’ultima Morante? Uno sguardo psicoanalitico all’universo di Elsa Morante

Author di Ebru Sarikaya

L’ultimo romanzo della “grande solitaria” della letteratura italiana novecentesca è stato considerato spesso un’opera oscura soprattutto a causa dell’indecifrabilità della sua parabola ed è rimasto all’ombra di precedenti romanzi morantiani, divenendo così un tentativo letterario “sopravvissuto” della scrittrice, proprio come ella si considerava nell’ultimo periodo della propria vita: né viva né morta, soltanto una sopravvissuta. Continua a leggere “Aracoeli”: romanzo di desolazione sociale o diario intimo dell’ultima Morante? Uno sguardo psicoanalitico all’universo di Elsa Morante

(fasc. 15, 25 giugno 2017)

Intervista a Gaspare Polizzi su Leopardi

Author di Francesco Postorino

Gaspare Polizzi (Trapani 1955), insegna Storia della Filosofia presso la IUL-Università di Firenze e filosofia al Liceo Classico “Galileo” di Firenze. Studioso di storia del pensiero filosofico e scientifico moderno e contemporaneo, ha approfondito particolarmente la filosofia e l’epistemologia francesi (Bachelard e Serres) e la filosofia naturale tra Settecento e Ottocento (Leopardi). Tra le sue varie pubblicazioni in volume, da ricordare almeno: Scienza ed epistemologia in Francia (1900-1970), Torino, Loescher, 1979; Forme di sapere e ipotesi di traduzione. Materiali per una storia dell’epistemologia francese, Milano, FrancoAngeli, 1984; M. Serres, Genesi, a cura di G. Polizzi, Genova, il melangolo, 1988; Michel Serres. Per una filosofia dei corpi miscelati, Napoli, Liguori, 1990; Filosofia scientifica ed empirismo logico (Parigi, 1935), Milano, Unicopli, 1993; H. Poincaré, Il valore della scienza, a cura di G. Polizzi, Firenze, La Nuova Italia, 1994; Leopardi e la filosofia, Firenze, Polistampa, 2001; Tra Bachelard e Serres. Aspetti dell’epistemologia francese del Novecento, Messina, A. Siciliano, 2003; Leopardi e “le ragioni della verità”. Scienze e filosofia della natura negli scritti leopardiani, prefazione di R. Bodei, Roma, Carocci, 2003; Galileo in Leopardi, Firenze, Le Lettere, 2007; «…per le forze eterne della materia». Natura e scienza in Giacomo Leopardi, Milano, FrancoAngeli, 2008; Einstein e i filosofi, Milano, Medusa, 2009; Giacomo Leopardi. La concezione dell’umano, tra utopia e disincanto, Milano, Mimesis, 2011; Michel Serres, a cura di G. Polizzi e M. Porro, Milano, Marcos y Marcos, 2014; La filosofia di Gaston Bachelard. Tempi, spazi, elementi, Bologna, ETS, 2015; Io sono quella che tu fuggi. Leopardi e la Natura, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2015. Continua a leggere Intervista a Gaspare Polizzi su Leopardi

(fasc. 14, 25 aprile 2017)