Recensione di Claudio Morandini, “Catalogo dei silenzi e delle attese”

Author di Norma Stramucci

Chi, dalle fronde dell’elce, guardava tutto, e tutto era come niente, era Cosimo, Il barone rampante. Dal momento che per Claudio Morandini «Le parole mettono ordine nelle cose, sciolgono i garbugli, riducono i misteri, illuminano le zone d’ombra», non possiamo non pensare che sia solo casuale la scelta di questo nome, Cosimo, per il protagonista del suo ultimo romanzo, Catalogo dei silenzi e delle attese, Bompiani 2022. È un po’ come dichiarare a priori che nel libro non troveremo che una realtà limitata, relativa: «Quella cosa si sta gonfiando fino ad assumere la sagoma incerta di una medusa. Da questa distanza non saprei dire se è composta di fumo o d’acqua, o se non è piuttosto una sorta di creatura di abissi marini. Quando smetto di fissare la cosa, scopro che da altri comignoli tutt’intorno a noi sono scaturite numerose altre forme. Alcune pulsano di certe loro luminosità interne, altre trascolorano, altre ancora vibrano o essudano mucillagini. Tutte appaiono sfocate, inconsistenti, lontane – anche le più vicine» (p. 158). Non è, dunque, questione di prospettiva, essere o no sull’elce, vagare o meno sui tetti di notte, perché probabilmente una verità non esiste, non è che una sagoma incerta, anzi ha più e più forme, e nulla può essere scandagliato se non la propria coscienza. È proprio questo che fa Cosimo attraverso i quattro capitoli che ne tracciano l’esistenza, ma mai con una lucida analisi introspettiva; sempre, invece, in maniere sfocate, inconsistenti, lontane. Non che Cosimo sia un personaggio amorfo o passivo, ma il fatto è che la sua volontà emerge più netta nei sogni che nella vita reale: nel sogno può perentoriamente negare al vecchio di accondiscendere al suo desiderio di castrazione, nella quotidianità è più facile mangiare i biscotti della zia che “troppo ingrassano” piuttosto che rinunciarvi. Continua a leggere Recensione di Claudio Morandini, “Catalogo dei silenzi e delle attese”

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. II)

• categoria: Categories Recensioni

Recensione di Roberto Carnero, “Pasolini. Morire per le idee”

Author di Carmine Chiodo

Roberto Carnero insegna Letteratura italiana all’Università di Bologna, presso il Dipartimento di Interpretazione e Traduzione (al Campus di Forli). Inoltre, è critico letterario ed editorialista per giornali come, per citarne solo alcuni, «Avvenire» e «Il Piccolo». È ancora autore di opere, sempre edite da Bompiani, quali: Il bel viaggio. Insegnare letteratura alla generazione Z e Lo scrittore giovane. Pier Vittorio Tondelli e la nuova narrativa italiana. Segnalo pure che Carnero, con Giuseppe Iannaccone, ha pubblicato una bella storia e antologia della letteratura italiana, destinata alle scuole superiori, la cui nuova editio maior prende il titolo Il magnifico viaggio. Continua a leggere Recensione di Roberto Carnero, “Pasolini. Morire per le idee”

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. II)

• categoria: Categories Recensioni

Recensione di Carlo Vecce, “Il Decameron di Pasolini, storia di un sogno”

Author di Carmine Chiodo

Finalmente possiamo leggere uno splendido ed esaustivo volume (appena edito da Carocci) sul film di Pasolini Il Decameron (1971), grazie a Carlo Vecce, cattedratico di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” (lo studioso, sempre per l’editore Carocci, ha curato anche una magistrale edizione dell’Arcadia del Sannazaro: ristampa 2015). Continua a leggere Recensione di Carlo Vecce, “Il Decameron di Pasolini, storia di un sogno”

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. II)

• categoria: Categories Recensioni

Recensione di Carlo Emilio Gadda, “I Luigi di Francia”, a cura di Martina Bertoldi

Author di Edoardo Panei

La ristampa delle opere di un autore ormai classico impone sempre all’editore una revisione degli inediti, se ce ne sono, e l’allestimento di saggi e note al testo che diano spessore all’operazione editoriale e senso all’operazione economica del compratore, la cui benevolenza va sempre guadagnata. Questo discorso non è esattamente valido nel caso di Gadda, per cui si è presentata quasi naturalmente non l’opportunità, ma addirittura la necessità di corredare le opere di note che rendessero effettivamente conto del travaglio autoriale e del groviglio filologico dei suoi testi. Continua a leggere Recensione di Carlo Emilio Gadda, “I Luigi di Francia”, a cura di Martina Bertoldi

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. II)

• categoria: Categories Recensioni

Recensione di Pantaleone Sergi, “Il giudice, sua madre e il basilisco”

Author di Alessandro Gaudio

Quale speranza contro i mostri della mafia? A proposito dell’ultimo romanzo di Pantaleone Sergi

È bene dirlo immediatamente: Il giudice, sua madre e il basilisco è un romanzo molto ben scritto ed equilibrato. Equilibrato nel descrivere, senza calcare la mano, il mondo della mafia calabrese. La descrizione passa prevalentemente attraverso la dimensione familiare, anche tenera, tanto della mafia quanto di chi la combatte, mostrando quella superficie abbacinante che, però, lascia intuire varie sfumature dell’inferno sul quale insiste. Nell’universo allestito da Pantaleone Sergi, «quando tutto era finito, tutto ricominciava» (p. 154), secondo una disposizione gattopardesca che più di un lettore ha scorto in questo come nel suo romanzo d’esordio (Liberandisdòmini, Cosenza, Pellegrini, 2017). Alla fine, la solidarietà criminale vince su quella familiare («il Sistema non subì altre scosse per i mutamenti così traumatici al vertice del locale di Mambrìci e si confermò una rete criminale invincibile», p. 161), ma, a ben guardare, sebbene siano cambiati i pupi ma non la commedia, non finisce proprio tutto. Continua a leggere Recensione di Pantaleone Sergi, “Il giudice, sua madre e il basilisco”

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. II)

• categoria: Categories Recensioni

Recensione di Emiliano Peguiron, “Non chiedermi il perché”

Author di Marco Sbardella

Non chiedermi il perché di Emiliano Peguiron è una raccolta di poesie che riesce a coinvolgere il lettore in una dimensione di malinconia ed entusiasmo allo stesso tempo. L’opera, che rappresenta l’esordio dell’autore, è divisa in tre parti ed è caratterizzata da un’omogeneità nel contenuto e nello stile che diviene contaminazione verso dopo verso, componimento dopo componimento. Continua a leggere Recensione di Emiliano Peguiron, “Non chiedermi il perché”

(fasc. 43, 25 febbraio 2022)

• categoria: Categories Recensioni

Recensione di Caterina Adriana Cordiano, “Poesie scritte per gioco”

Author di Carmine Chiodo

Non certo prolifica Caterina Adriana Cordiano per le sue creazioni narrative e poetiche, ma, quando vedono la luce, queste mostrano subito un notevolissimo spessore letterario, estetico, linguistico e dicono che ci troviamo davanti a una scrittrice e poetessa autentica e originale in quanto non imita e non rimastica versi di quegli autori cosiddetti “canonici” della letteratura e della poesia contemporanee, come emerge chiaramente nella presente opera. Continua a leggere Recensione di Caterina Adriana Cordiano, “Poesie scritte per gioco”

(fasc. 43, 25 febbraio 2022)

• categoria: Categories Recensioni

Recensione di Ada Bellanova, “Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell’opera di Vincenzo Consolo”

Author di Daniel Raffini

Negli ultimi quarant’anni si è assistito da parte di molti scrittori – e in conseguenza anche nella critica e nella teoria letteraria – a un aumento di interesse verso la componente spaziale della narrazione: è quello che, in ambito non solo letterario, è stato definito come spatial turn. A partire dagli anni Ottanta gli scrittori si sono dedicati maggiormente alla rappresentazione dei luoghi, in risposta all’omologazione portata dalla mutazione antropologica e alla perdita di uno sguardo partecipato sui luoghi che si è avuta con l’avvento del turismo di massa. L’altra grande tendenza delle scritture degli ultimi quarant’anni è l’irruzione forte della componente memoriale. Entrambe le tendenze sono rappresentate, seppur con vari elementi originali, nell’opera di Vincenzo Consolo, su cui Ada Bellanova presenta un nuovo studio con il suo libro Un eccezionale Baedeker. La rappresentazione degli spazi nell’opera di Vincenzo Consolo (Mimesis 2021). Continua a leggere Recensione di Ada Bellanova, “Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell’opera di Vincenzo Consolo”

(fasc. 43, 25 febbraio 2022)

• categoria: Categories Recensioni

Recensione di “A macchia e u jardinu”/”La macchia e il giardino” di Giuseppe Cina

Author di Vincenzo Pinello

Dall’altro mondo a Sparauli: micro-dialetto e tendenze koinezzanti nella poesia di Giuseppe Cinà

«È raro trovare nel dialetto medio la capacità di passaggio dall’essere in un ambiente, all’esistere in un ambiente, fino a renderlo oggettivamente visivo, acustico – con tutti i suoi sapori dentro una poesia che non ne è semplicemente parte ma lo riflette», scriveva Pasolini nel 1952. Al destino dell’inadempienza a esistere della «convenzione dialettale», della sua «incapacità di riflessione», così descritta da Pasolini (è la nota che introduce il prezioso volumetto Il fiore della poesia romanesca curato da Leonardo Sciascia), a tale destino sfugge senz’altro la poesia del Giuseppe Cinà del volume dal titolo A macchia e u jardinu, opera prima pubblicata dall’editore Manni (2020). Continua a leggere Recensione di “A macchia e u jardinu”/”La macchia e il giardino” di Giuseppe Cina

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

• categoria: Categories Recensioni