Recensione di Caterina Adriana Cordiano, “Poesie scritte per gioco”

Author di Carmine Chiodo

Non certo prolifica Caterina Adriana Cordiano per le sue creazioni narrative e poetiche, ma, quando vedono la luce, queste mostrano subito un notevolissimo spessore letterario, estetico, linguistico e dicono che ci troviamo davanti a una scrittrice e poetessa autentica e originale in quanto non imita e non rimastica versi di quegli autori cosiddetti “canonici” della letteratura e della poesia contemporanee, come emerge chiaramente nella presente opera. Continua a leggere Recensione di Caterina Adriana Cordiano, “Poesie scritte per gioco”

(fasc. 43, 25 febbraio 2022)

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Recensione di Ada Bellanova, “Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell’opera di Vincenzo Consolo”

Author di Daniel Raffini

Negli ultimi quarant’anni si è assistito da parte di molti scrittori – e in conseguenza anche nella critica e nella teoria letteraria – a un aumento di interesse verso la componente spaziale della narrazione: è quello che, in ambito non solo letterario, è stato definito come spatial turn. A partire dagli anni Ottanta gli scrittori si sono dedicati maggiormente alla rappresentazione dei luoghi, in risposta all’omologazione portata dalla mutazione antropologica e alla perdita di uno sguardo partecipato sui luoghi che si è avuta con l’avvento del turismo di massa. L’altra grande tendenza delle scritture degli ultimi quarant’anni è l’irruzione forte della componente memoriale. Entrambe le tendenze sono rappresentate, seppur con vari elementi originali, nell’opera di Vincenzo Consolo, su cui Ada Bellanova presenta un nuovo studio con il suo libro Un eccezionale Baedeker. La rappresentazione degli spazi nell’opera di Vincenzo Consolo (Mimesis 2021). Continua a leggere Recensione di Ada Bellanova, “Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell’opera di Vincenzo Consolo”

(fasc. 43, 25 febbraio 2022)

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Recensione di “A macchia e u jardinu”/”La macchia e il giardino” di Giuseppe Cina

Author di Vincenzo Pinello

Dall’altro mondo a Sparauli: micro-dialetto e tendenze koinezzanti nella poesia di Giuseppe Cinà

«È raro trovare nel dialetto medio la capacità di passaggio dall’essere in un ambiente, all’esistere in un ambiente, fino a renderlo oggettivamente visivo, acustico – con tutti i suoi sapori dentro una poesia che non ne è semplicemente parte ma lo riflette», scriveva Pasolini nel 1952. Al destino dell’inadempienza a esistere della «convenzione dialettale», della sua «incapacità di riflessione», così descritta da Pasolini (è la nota che introduce il prezioso volumetto Il fiore della poesia romanesca curato da Leonardo Sciascia), a tale destino sfugge senz’altro la poesia del Giuseppe Cinà del volume dal titolo A macchia e u jardinu, opera prima pubblicata dall’editore Manni (2020). Continua a leggere Recensione di “A macchia e u jardinu”/”La macchia e il giardino” di Giuseppe Cina

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

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Recensione di Maurizio Soldini, “Il sodalizio con gli specchi”

Author di Carmine Chiodo

Questo libro di poesia, Il sodalizio con gli specchi, è di notevole spessore interiore e poetico e nel contempo presenta un’articolazione linguistica originale che si accompagna a varietà tematica. Una raccolta molto omogenea nella struttura e nella forma, pure contrassegnata da diverse mutazioni metriche e ritmiche come da un uso linguistico che presenta termini comuni, quotidiani, ma anche colti o di uso poco comune: ciò si spiega col fatto che il poeta attaglia di volta in volta il suo linguaggio, il suo lessico, il ritmo alle situazioni che presenta e specifica. Come pure, ancora, bisogna tenere presente la posizione delle parole, dei sostantivi, dei verbi, dei pochissimi aggettivi, che fanno del Sodalizio con gli specchi, lo ripeto, una raccolta molto originale in tutti i sensi. Continua a leggere Recensione di Maurizio Soldini, “Il sodalizio con gli specchi”

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

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Recensione di M. Veronesi, “Folli pensieri e vanità di core. Trentuno poesie attribuite a Dante”

Author di Stefano Cremonini

In margine a una recente edizione di rime “disperse” dantesche

La consapevolezza del proprio valore, che secondo i canoni della magnanimitas Dante non nega mai a se stesso nelle sue opere, non lo indusse purtroppo a compiere, per le sue Rime, quell’operazione, se vogliamo molto concreta e persino artigianale, che mezzo secolo dopo avrebbe messo in campo Francesco Petrarca: ad allestire, cioè, un manufatto, un codex, che riunisse in modo inoppugnabile la propria produzione lirica, garantendone in questo modo la genuina paternità. Continua a leggere Recensione di M. Veronesi, “Folli pensieri e vanità di core. Trentuno poesie attribuite a Dante”

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

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Recensione di Cesare Pavese, “Il mestiere di vivere”

Author di Monica Lanzillotta

Pavese, sin dagli anni giovanili, fa coincidere il “mestiere di vivere” con il “mestiere di scrivere”, così come mostra il prezioso volume curato da Ivan Tassi, che raccoglie tutti i diari dello scrittore piemontese dal 1922 al 1950 – al più noto Mestiere di vivere, scritto tra il 1935 e il 1950, si aggiungono Un viaggio felicissimo (1922), Frammenti della mia vita trascorsa (1926-1928) e Il taccuino segreto (1942-1943). Continua a leggere Recensione di Cesare Pavese, “Il mestiere di vivere”

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

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Recensione di Edoardo Calandra, “I Lancia di Faliceto”

Author di Monica Lanzillotta

L’editore Robin di Torino, dopo aver pubblicato, nel 2019, La falce di Edoardo Calandra, torna a promuovere la lettura delle opere dello scrittore piemontese, dando alle stampe I Lancia di Faliceto, riprendendo dalla sua prima e unica edizione del 1886 anche la Prefazione di Giuseppe Giacosa e le illustrazioni dell’autore. Continua a leggere Recensione di Edoardo Calandra, “I Lancia di Faliceto”

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

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Recensione di Antonio Di Grado, “Scrivere a destra. Vite narrate e vite perdute nel Ventennio nero”

Author di Maria Panetta

Ho studiato per venticinque anni Benedetto Croce e il periodo del fascismo, e non mi è mai capitato d’imbattermi in un libro simile a Scrivere a destra: un tassello importante sia per gli storici della letteratura sia per gli studiosi di storia contemporanea, perché mette l’accento e ricostruisce alcuni snodi fondamentali di quel periodo che pochi hanno messo in evidenza, indagato, ricostruito finora[1]. Continua a leggere Recensione di Antonio Di Grado, “Scrivere a destra. Vite narrate e vite perdute nel Ventennio nero”

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

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Recensione di Henry Ariemma, “W.W. ovvero Dama maravigliosa”

Author di Plinio Perilli

In tempi frettolosi e digitali – oltretutto pandemici, drammatici e imperiosi – di diniego all’elegia, di dissidio con l’elegia – arriva ora questa balda, ispirata e ipersensibile memoria in progress di Henry Ariemma, a riconsacrarla, onorarla nello spartito e nell’ordito di un poemetto amoroso (noi così lo leggiamo, lo salutiamo in affinità), orchestrato e cadenzato in denso fervore di continuum: piccolo, nostalgico rito ma anche ondeggiante, sommossa Recherche di un Tempo Perduto, e infine Ritrovato, col suo giovane, trafelato ma impavido affanno. Continua a leggere Recensione di Henry Ariemma, “W.W. ovvero Dama maravigliosa”

(fasc. 40, 5 ottobre 2021)

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