«Il figlio del farmacista» incontra la psichiatria

Author di Michele Zappella

La Casa Editrice Vallecchi ha avuto la bell’idea di ripubblicare, a quasi ottant’anni dalla prima edizione del 1942, Il figlio del farmacista[1], primo libro, breve e intenso, di un Mario Tobino poco più che ventenne. Scritto in prima e terza persona, propone e anticipa il suo futuro di poeta, scrittore e psichiatra. Continua a leggere «Il figlio del farmacista» incontra la psichiatria

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

Omaggio a Tobino

Author di Maria Panetta e Giuseppe Traina

Nonostante una punta di delusione per non aver potuto dedicare, com’era nelle nostre intenzioni, un intero fascicolo monografico a Mario Tobino nell’anno del centenario della sua nascita, siamo, tuttavia, ben lieti di poter omaggiare lo scrittore di Viareggio di almeno una sezione di questo fascicolo, e di ospitare così l’ampio excursus di Niccolò Amelii, principalmente focalizzato su quel magnifico romanzo che è Il deserto della Libia; il close reading di Simone Pettine sul Tobino “fantastico” di L’angelo del Liponard e l’intervento-testimonianza di Michele Zappella, illustre psichiatra e nipote dello scrittore, che ripercorre la duplice vocazione di medico e di letterato del “figlio del farmacista” Mario Tobino. Continua a leggere Omaggio a Tobino

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

• categoria: Categories Letture critiche

Fortuna e contrasti mediali nella “lectura Dantis”: “la lettera e la voce”

Author di Laura Ciffolillo

Lectura Dantis: filosofia o filodossia? [1]

La scuola di Toronto[2] ha reso manifesto quanto i mass media abbiano riconfigurato il nostro modo di conoscere il mondo. Un vero e proprio «remapping sensoriale»[3], quello prodotto dai mezzi di comunicazione sul nostro apparato cognitivo, che ha rimodellato i paradigmi della trasmissione culturale. Non soltanto i dispositivi elettronici e tecnologici, sempre più capillarmente protesici per l’uomo contemporaneo, ma già l’adozione dell’alfabeto e la nascita della stampa a caratteri mobili, secondo i teorici della comunicazione, ebbero modo di sovvertire l’approccio dell’uomo all’informazione non genetica. Non a caso i teorici della comunicazione hanno più volte posto l’accento sul “ritorno del sortilegio orale”[4] nell’età contemporanea. La radio, la televisione e i video, costantemente fruiti dalle piattaforme web[5], potrebbero aver destituito il potere della “parola scritta”. All’insegna di una vera e propria accumulazione mediale, queste nuove “tecnologie della parola”[6], come le chiama Walter Ong, o “estensioni sensoriali”[7], per dirla con MucLuhan, hanno contribuito, e continuano a farlo, a rivoluzionare il nostro rapporto con la letteratura. Continua a leggere Fortuna e contrasti mediali nella “lectura Dantis”: “la lettera e la voce”

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

Divagazioni su Dante e Brunetto in letteratura e nelle arti

Author di Maria Panetta

In un ciclo di lezioni dell’anno accademico 2001-2002, George Steiner[1] individuava tre diverse forme possibili di relazione tra maestro e allievo: il caso in cui i maestri «hanno distrutto i loro discepoli sia psicologicamente sia, in qualche caso, fisicamente. Ne hanno spento gli spiriti, consumato le speranze, sfruttando la loro dipendenza e la loro individualità. Il dominio dell’anima ha i suoi vampiri»[2]; il caso in cui «Come contrappunto, discepoli, allievi, apprendisti hanno rovesciato, tradito e rovinato i propri maestri»[3]; infine, la terza categoria Continua a leggere Divagazioni su Dante e Brunetto in letteratura e nelle arti

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

“Paradiso” e “Petrolio”: intersezioni dantesche nella letteratura del ’900

Author di Francesca Valentini

Nel 1992, grazie a Maria Careri e Graziella Chiarcossi[1], viene dato alle stampe Petrolio[2], ultimo e incompleto testo di Pier Paolo Pasolini. Accolta freddamente dalla critica letteraria per la sua natura irrisolta, per la sua struttura ancora embrionale e per le lunghe pause narrative costituite dagli appunti non ancora scritti, l’opera è una delle più analizzate, discusse e studiate di Pasolini. Come ricorda Carla Benedetti, «le traversie e le avversità che Petrolio ha conosciuto da quando è iniziato fino a oggi hanno dell’incredibile»[3]: le polemiche nate attorno alla pubblicazione postuma hanno motivazioni diverse e sono state talvolta feroci[4]. Nonostante le prime resistenze, però, oggi il testo di Pasolini è considerato un contributo imprescindibile della grande letteratura italiana del secondo Novecento, quel «preambolo di un testamento»[5] che l’autore avrebbe voluto lasciare. Continua a leggere “Paradiso” e “Petrolio”: intersezioni dantesche nella letteratura del ’900

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

“Videmus nunc per speculum”. Pasolini e Dante, dalle note critiche a “Petrolio”

Author di Dario Stazzone

Nel saggio Descrivere, narrare, esporsi Walter Siti ha parlato di Dante come «spina dorsale autobiografica» di Pasolini[1]. In effetti, la riflessione critica e le opere letterarie del poeta di Casarsa evocano spesso le terzine dantesche. Com’è noto, l’itinerario intellettuale di Pasolini è caratterizzato da una costante osmosi tra esperienze artistiche e interessi filologici. Se l’imprimatur critico alle Poesie a Casarsa è venuto da Gianfranco Contini, Pasolini deve allo studioso e ai suoi Preliminari sulla lingua di Petrarca[2] l’acquisizione di una certa lettura dell’opera di Dante, improntata alla contrapposizione tra il suo «plurilinguismo» e il «monolinguismo» del Canzoniere: un paradigma interpretativo che gli ha rivelato un poeta medievale vicino e solidale, plurimo e comprensivo, nonostante la distanza temporale[3]. Continua a leggere “Videmus nunc per speculum”. Pasolini e Dante, dalle note critiche a “Petrolio”

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

“Dopo il sogno la passione impressa”: presenza di Dante nel “Mestiere di vivere” pavesiano

Author di Giuseppe Marrone

Sulla rilevanza dell’opera dantesca, e della Commedia in particolare, per gli autori del Novecento italiano molto si è scritto negli ultimi anni[1]; l’influenza di Dante ha assunto i connotati di un fenomeno ad ampio raggio i cui confini paiono a tratti difficilmente definibili, anche considerando – come ha notato Maria Antonietta Grignani – che «Dante è entrato nella memoria nazionale e non è semplice distinguere il riferimento dovuto a una rammemorazione involontaria da quello intenzionale e portatore di senso»[2]. Continua a leggere “Dopo il sogno la passione impressa”: presenza di Dante nel “Mestiere di vivere” pavesiano

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

Senesi, gente vana

Author di Simonetta Losi

Dante e Siena: lo pungiglione e ’l bue

Se al tempo di Dante fossero esistiti i social, il rapporto fra Siena e il Divino Poeta sarebbe stato probabilmente definito come “relazione complicata”: un rapporto controverso ma sicuramente privilegiato, che pone Siena, i suoi personaggi[1] e alcuni avvenimenti storici in una posizione di rilievo nella Divina Commedia. Continua a leggere Senesi, gente vana

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

Scrivere la visione. Bufalino e il sentimento del colore

Author di Maria Giuseppina Catalano

“Vista”, “visione”, “visibilio”: Bufalino definisce, attraverso tali paradigmi visivi, i nessi che intercorrono fra memoria e scrittura. Così, infatti, dichiara in un’intervista a Michael Jakob:

I rapporti fra memoria e scrittura sono rapporti simili a quelli degli innamorati: c’è odio, amore, tradimento, gelosia. La scrittura non riproduce e non copia la memoria, ma la fa diventare visione. […] Ho pure delle parole per indicare questo: la vista, la visione e il visibilio, sono tre parole italiane che significano cose leggermente diverse. La vista è quella che mi consente di vedere la realtà – sia pure attraverso gli occhiali, le deformazioni che avvengono in tutto ciò che noi vediamo – perché siamo imperfetti anche come vedenti, perché di questa stanza io sto vedendo adesso un angolino, Lei con la sua testa mi nasconde dei libri o altro – è una vista limitata nel tempo, nello spazio e provvisoria, posso sempre vedere in modo scorretto come miope o daltonico – tuttavia è la porzione di realtà che la vista mi concede. La visione introduce invece un elemento fantastico, cioè apporta al materiale colpito dalla vista un’aggiunta creativa che è data da potenze nostre interiori. […] Il visibilio sarebbe l’insieme di tante cose meravigliose, fantastiche, poco credibili. È una spinta ulteriore in cui, io credo, consiste il segreto della poesia[1].

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(fasc. 40, 5 ottobre 2021)

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Tentazioni pirandelliane in Gesualdo Bufalino: fra tempo, memoria e identità

Author di Sabrina Borchetta e Angelo Costa

Bufalino e il suo personaggio in fuga (appena tentata)

Bufalino è lo scrittore dell’uomo tentato dal “fumattiapascalesimo” (ci venga perdonato il neologismo ardito): che sia un giornalista che fugge dalla propria esistenza per trovarne poi un’altra dai contorni incerti e indecisi, più che indefiniti[1], o un giovane reduce dalla Seconda guerra mondiale che passa dal dramma della guerra a quello di un sanatorio sulle colline di Palermo[2]. Nei suoi personaggi si assiste, in un andirivieni di esperienze di vita che aggrovigliano e non spiegano le storie, se non alle fine delle opere, a un progressivo mutamento della psicologia del personaggio protagonista che coincide con il mutare dei luoghi[3], con una tendenza sottile ad abbandonare il “luogo comune” del rammarico, di quella banale inclinazione a tornare indietro sui propri passi. Continua a leggere Tentazioni pirandelliane in Gesualdo Bufalino: fra tempo, memoria e identità

(fasc. 40, 5 ottobre 2021)

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