A dieci anni dalla scomparsa di un Maestro: le “Poesie” di Mario Scotti

Author di Maria Panetta

Negli ultimi anni della nostra frequentazione quindicennale, acquisita ormai una certa confidenza di Maestro con la propria allieva (che non gli impedì di darmi elegantemente del “Lei” fino alla fine), Mario Scotti prese a leggere anche a me alcuni dei propri versi: ricordo bene la sensazione di essere una privilegiata, sapendo che tale dono veniva riservato solo ai famigliari e a pochi amici di lunga data.

Ricordo bene anche un altro particolare: da vero signore qual era, ogni volta, per schermirsi dall’imbarazzo di complimenti che pure sapeva meritati, mi ripeteva con risolutezza che quei versi, di certo, non li avrebbe pubblicati mai. Continua a leggere A dieci anni dalla scomparsa di un Maestro: le “Poesie” di Mario Scotti

(fasc. 20, 25 aprile 2018)

Un lampo sul far della sera. Tra Pascoli, Manzoni e Omero

Author di Michele Armenia

(…) ma ora verranno le stelle (…)1

Due ritorni, in sul vespro: l’uno di don Abbondio, che «tornava bel bello dalla passeggiata verso casa, sulla sera del giorno 7 novembre dell’anno 1628»; l’altro di Ruggiero Pascoli, pater poetae, che nel tardo pomeriggio del 10 agosto 1867, in calesse da Cesena, «tornava al suo nido (…), nella casa romita»2. Continua a leggere Un lampo sul far della sera. Tra Pascoli, Manzoni e Omero

(fasc. 20, 25 aprile 2018)

La tradizione italiana dell'”haiku” in un calendario poetico contemporaneo

Author di Maria Panetta

Come ben sanno gli appassionati del genere, l’haiku è un componimento poetico nato in Giappone, che si è sviluppato in particolare nel cosiddetto Periodo Edo (1603-1868), a partire dal Seicento: allora, il genere era adoperato soprattutto per descrivere la natura e gli eventi umani direttamente connessi al ciclo delle stagioni.

Generalmente, è composto da tre versi e consta di diciassette cosiddette “more” (cosa diversa dalle nostre sillabe), secondo lo schema 5/7/5, ma alcuni maestri sia giapponesi sia italiani hanno preferito, nel tempo, adottare uno schema più libero: ad esempio, hanno aderito alla “scuola del verso libero” i maestri giapponesi Hekigodo, Hosai e Hosha, ma anche il nostro Ungaretti. Continua a leggere La tradizione italiana dell’”haiku” in un calendario poetico contemporaneo

(fasc. 20, 25 aprile 2018)

Un Pavese pirandelliano

Author di Franco Zangrilli

Pavese è stato un attento lettore dell’opera di Pirandello. In un brano diaristico Pavese stronca il suo romanzo storico, I vecchi e i giovani, facendo una critica di bottega, tendente cioè a individuare argomenti cardine della sua poetica:

I vecchi e i giovani è un romanzo sbagliato perché farcito di antefatti e spiegazioni sociali e politiche che dovrebbero farne un poema morale di idee in organismo e sviluppo drammatico, si frantuma invece in figure che hanno per legge interiore la solitudine e concludono ognuna – con la logica della solitudine – alla pazzia, all’inebetimento, al suicidio o alla morte senza egoismo. Tutte sono deformate in un ticchio, in un abito interiore, che tende a esprimersi o in monologo o in macchietta. Manca al racconto un ritmo di alternanze di prosa stesa e di dialogo; e non c’è la forma della solitudine se non per ciascun personaggio in separata sede: manca l’epopea del mondo di solitari. Anche, ogni personaggio separato, è dall’esterno costruito di antefatti, di analisi, di uscite, che non hanno un ritmo; si sente che l’autore butta giù con calcolo logico molta roba a giustificare i momenti in cui il solitario culmina e s’esprime, talvolta molto efficacemente.

La prova dell’essenziale composizione a freddo è lo stile, lucido, vitreo, anche se ogni tanto si colora di passionali scatti. Sono calcolati, ragionati, anche questi1.

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(fasc. 20, 25 aprile 2018)

Il sangue intellettuale

Author di Massimo Raffaeli

Non l’ho mai conosciuto.
Io lo sento un compagno.
Anche lui ha insegnato
che vivere non è concludere ma incominciare.

(Roberto Roversi, Descrizioni in atto – LX)

È stato fino in fondo un uomo del suo secolo, Velso Mucci, e del suo secolo, che fu detto il Secolo Breve per la parabola tesa e bruciante, egli ha incarnato sia le tensioni e le contraddizioni storico-politiche sia le attitudini espressive, complesse e polimorfe, che associano filosofia e poesia, engagement e vocazione artistica: un poeta, non esclusivamente né rigorosamente, ma essenzialmente un poeta, nel senso di una percezione del reale che da un personale nucleo emotivo sapeva diramarsi in pensiero e riflessione sui destini generali, questo è stato Velso Mucci. Continua a leggere Il sangue intellettuale

(fasc. 20, 25 aprile 2018)

Dal simbolo al concetto e dal concetto al simbolo. Le immagini religiose nel pensiero di Benedetto Croce

Author di Antonio Pirolozzi

1. Dal mitologismo al concetto

Nella Logica come scienza del concetto puro (1909) Croce aveva ridotto la religione a mitologismo, ovvero a una delle forme necessarie dell’errore logico che nega la forma dello Spirito che è il pensiero logico. Per Croce il mito non è pura fantasia poetica, perché include in embrione «un’affermazione o giudizio logico che non si trova nell’arte; e per questo elemento logico appunto esso va soggetto alla critica, che lo tratta come verità semifantastica o errore»1. Il giudizio logico presente nel mito non è qualcosa di estrinseco, un rivestimento nel quale rimane chiara ed evidente la diversità dei due termini e il carattere arbitrario e convenzionale della loro relazione, come nell’allegoria, poiché esso nel mito «si compenetra con la rappresentazione, acquistando pretesa di verità: pretesa logicamente infondata e che non dimostra sé medesima, come ha luogo invece nella sintesi a priori e nel giudizio storico»2. Infatti, nel mito l’unione con l’intuizione avviene sempre in modo arbitrario, poiché l’intuizione viene scissa dal concetto, ed è posta essa stessa come concetto, per poi pretendere di avere da un’altra intuizione, attraverso la relazione di causalità tra queste, la spiegazione che solo il concetto può dare: «Ai concetti che dovrebbero rischiarare i fatti si sostituiscono dunque rappresentazioni, che formano falsi predicati. La filosofia diventa raccontino, novelletta, favola, perché è stata resa priva dell’elemento logico necessario a costituirla»3. La sostituzione dell’intuizione con il concetto non fa altro che creare quell’errore che conduce a una «mitologia dello Spirito immanente»4. Continua a leggere Dal simbolo al concetto e dal concetto al simbolo. Le immagini religiose nel pensiero di Benedetto Croce

(fasc. 19, 25 febbraio 2018)

Benedetto Croce lettore e critico del “Faust”

Author di Ida De Michelis

Nel pensiero e nella produzione critica di Benedetto Croce, l’attenzione per Goethe occupa un posto di grande rilievo, come dimostra anche il fatto che il suo stesso Contributo alla critica di me stesso nasceva dalla sollecitazione di una riflessione di Goethe: «Perché ciò che lo storico ha fatto agli altri, non dovrebbe fare a se stesso? Goethe, 1806 (in WW., ed. Kurschner, XMI, 141)». Queste parole avevano innescato nel critico, ormai già nel pieno della sua maturità di uomo e di filosofo, il desiderio di provare «ad abbozzare la critica, e perciò la storia di me stesso, ossia del lavoro che, come ogni altro individuo, ho (sic) contribuito al lavoro comune: la storia della mia “vocazione” o “missione”»1. L’accoglimento di questa provocazione rivela un dialogo intellettuale di lungo periodo davvero intenso col poeta tedesco. Continua a leggere Benedetto Croce lettore e critico del “Faust”

(fasc. 19, 25 febbraio 2018)

Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce Aggiunte

Author di Giancristiano Desiderio

Il pensiero come collaborazione
Vita pensante

Benedetto Croce considerava il pensiero una forma di collaborazione con la storia e riteneva che il suo stesso lavoro, una volta espresso e comunicato, fosse una storia autonoma nella piena disponibilità di coloro che la accettano o la rifiutano o la rielaborano, ora negandola ora affermandola o travisandola, e così si avventurano nella vita e nella vita della mente pensando con le loro forze, la propria testa e l’esperienza inevitabile degli errori. Continua a leggere Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce Aggiunte

(fasc. 19, 25 febbraio 2018)

Benedetto Croce e la dialettica

Author di Ernesto Paolozzi

Universale-particolare, essere-non essere, tutto-parte, oggetto-soggetto, razionale-irrazionale, Stato-individuo. Ecco una serie di opposizioni che travagliano da sempre il pensiero degli uomini e che, per certi aspetti, sembrano irrisolvibili.

Se un concetto è universale, ad esempio quello di bellezza, come può una singola opera d’arte, transeunte, distruttibile, essere bella, esaurire in sé il concetto di bellezza? Se quella individuale opera non viene più ritenuta bella, significa, forse, che non si adegua a un concetto astratto e universale di bellezza? E cosa sarebbe, in concreto, un tale concetto? Una pura definizione da vocabolario? Continua a leggere Benedetto Croce e la dialettica

(fasc. 19, 25 febbraio 2018)

Croce antologizza se stesso: i saggi di critica e storia letteraria

Author di Maria Panetta

Colloquio col Mattioli circa l’Istituto storico, e circa una scelta che egli vorrebbe pubblicare di miei scritti, un sorta di Antologia generale, per una intrapresa editoriale della quale è a capo. Finora a ciò mi sono sempre rifiutato e così ho fatto anche questa volta. La scelta, di necessità, dovrei farla io o, che è lo stesso, controllarla e approvarla io: e ciò mi ripugna, anche perché tutto ciò che ho scritto si concatena e l’ho scritto non per capriccio. Simili scempii si debbono fare da estranei, sulla loro responsabilità, quando l’autore non è più al mondo. Ma, in ultimo, un pensiero conciliante mi è venuto. Vedere se posso io far l’indice di un volume che possa rendere buon servigio. Ho detto al Mattioli che avrei studiato la cosa nei giorni che mi tratterrò a Pollone in villeggiatura1.

Filosofia, Poesia, Storia2 può essere considerato il testamento spirituale di Croce: l’antologia Ricciardi che il Croce ultraottantenne allestì dei propri opera omnia può essere letta, infatti, come l’ennesima curatela condotta dal Croce editor ˗ quella, forse, più difficile, quella più delicata ˗ e insieme come una ponderata selezione di testi che rappresentano l’ultima volontà autoriale. Continua a leggere Croce antologizza se stesso: i saggi di critica e storia letteraria

(fasc. 19, 25 febbraio 2018)