L’occhio non vede cose ma figure di cose che significano altre cose1.
Ecco che questa pagina, sintatticamente così irta, non ci appare più misteriosa, è una grande panoramica con carrellata, è una discesa a volo d’uccello (…)2.
Si nunc se nobis ille aureus arbore ramus
ostendat nemore in tanto (…)(Eneide, VI, vv. 187-188)
Si mihi, mater, placidae palumbes
arborem monstrent ubi mirus ille
clam latet ramus (…)(F. Bandini, Ramus aureus, III, vv. 109-110)3
Il lettore del capolavoro manzoniano, giunto per gradi alla conversione dell’Innominato, non può non gioire, alfine, per Lucia liberata (cap. XXIV): supposto che egli sia bonus lector/bonus civis. Di contro, il vanaglorioso don Rodrigo, «fulminato da quella notizia così impensata, così diversa dall’avviso che aspettava», decide di venirsene a Milano: «partì come un fuggitivo, come (ci sia un po’ lecito sollevare i nostri personaggi con qualche illustre paragone), come Catilina da Roma, sbuffando, e giurando di tornar ben presto, in altra comparsa, a far le sue vendette» (cap. XXV). Continua a leggere Quel ramo… quella Roma: «come Catilina». Nota sui “Promessi Sposi”
(fasc. 22, 25 agosto 2018)