Motivi stilistici, aspetti autobiografici e istanze antiideologiche nel “Deserto della Libia” di Mario Tobino

Author di Niccolò Amelii

Contaminazioni formali e declinazioni autobiografiche

Tutta l’opera letteraria di Mario Tobino, nelle sue ramificazioni poetiche e narrative altamente compenetrate, si origina e si sviluppa a partire da una forte ed evidente istanza autobiografica, che si riverbera poi nei suoi lavori mediante strategie testuali e retoriche variamente declinate, in cui il tasso di fattualità dell’esperienza esistenziale e il grado di ricognizione e conoscenza del reale, sempre presenti al fondo dei suoi slanci lirici e delle sue elaborazioni diegetiche, si imprimono con intensità mutevole ma mai ridotta allo zero. Continua a leggere Motivi stilistici, aspetti autobiografici e istanze antiideologiche nel “Deserto della Libia” di Mario Tobino

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

Tragedia umana o nave fantasma? Aspetti antimimetici nell’”Angelo del Liponard” di Mario Tobino

Author di Simone Pettine

In ricordo di Ginevra Ciardi
a dieci anni dalla scomparsa
(2011-2021)

Navi fantasma e tragedie storiche

Vascelli inquietanti che solcano i mari privi di un equipaggio, quasi fossero dotati di vita propria; velieri la cui ciurma è costretta a vagare senza meta e senza scopo perché vittima della dannazione eterna. Non è necessario ricorrere al celebre modello dell’Ulisse dantesco e al «folle volo» della sua nave negli Inferi. La letteratura di tutti i tempi, e appartenente a diverse culture, abbonda di esempi del genere: i più noti della tradizione occidentale restano probabilmente quelli della Ballata del vecchio marinaio di Coleridge (1797-98) e il di poco successivo Rokeby di Walter Scott (1813). Si tratta naturalmente della rielaborazione letteraria di antichissimi racconti, di leggende tramandate oralmente, gli uni e le altre propri della tradizione popolare delle civiltà sviluppatesi a contatto col mare[1]. È proprio quest’ultimo, in effetti, a garantire a simili racconti quell’aura in cui si incontrano in modo inestricabile poeticità, sacralità e paure ancestrali. L’esito dei lunghi viaggi per mare, irti di pericoli, in passato non fu mai scontato: incidenti, imprevisti, malattie, il pericolo insomma di morire tra le onde rimase elevatissimo fino all’epoca contemporanea. Continua a leggere Tragedia umana o nave fantasma? Aspetti antimimetici nell’”Angelo del Liponard” di Mario Tobino

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

Una tragedia secentesca riscoperta da Croce: l'”Aristodemo” di Carlo De’Dottori

Author di Maria Panetta

L’Aristodemo[1] venne pubblicato, nel 1948, nella collezione «IN VENTIQUATTRESIMO» diretta da Pietro Pancrazi, per la Casa editrice Le Monnier di Firenze: il curatore, un ottantaduenne Benedetto Croce, corredò la tragedia di una significativa introduzione[2].

L’edizione originale era del 1657; in seguito l’opera venne ristampata a Roma nel 1717 (e ivi rappresentata), e poi a Venezia, nel 1725 e nel 1746, nel Teatro italiano, in tre volumi, a cura di Scipione Maffei[3]: in seguito, se ne persero le tracce. Continua a leggere Una tragedia secentesca riscoperta da Croce: l’”Aristodemo” di Carlo De’Dottori

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

Salute individuale e collettiva come questione transdisciplinare: Edgar Morin e le odierne sfide della complessità

Author di Nunzio Allocca

I monumentali tomi sul metodo pubblicati da Edgar Morin a partire dalla metà degli anni Settanta, sino all’ultimo volume, il Metodo VII, fresco di stampa anche in edizione italiana[1], offrono un’eccezionale testimonianza “a tutto campo” della ricchezza del dibattito epistemologico contemporaneo, chiamando in causa a pari titolo tanto il versante delle cosiddette scienze umane quanto quello delle “scienze dure”. Continua a leggere Salute individuale e collettiva come questione transdisciplinare: Edgar Morin e le odierne sfide della complessità

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

«Il figlio del farmacista» incontra la psichiatria

Author di Michele Zappella

La Casa Editrice Vallecchi ha avuto la bell’idea di ripubblicare, a quasi ottant’anni dalla prima edizione del 1942, Il figlio del farmacista[1], primo libro, breve e intenso, di un Mario Tobino poco più che ventenne. Scritto in prima e terza persona, propone e anticipa il suo futuro di poeta, scrittore e psichiatra. Continua a leggere «Il figlio del farmacista» incontra la psichiatria

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

Omaggio a Tobino

Author di Maria Panetta e Giuseppe Traina

Nonostante una punta di delusione per non aver potuto dedicare, com’era nelle nostre intenzioni, un intero fascicolo monografico a Mario Tobino nell’anno del centenario della sua nascita, siamo, tuttavia, ben lieti di poter omaggiare lo scrittore di Viareggio di almeno una sezione di questo fascicolo, e di ospitare così l’ampio excursus di Niccolò Amelii, principalmente focalizzato su quel magnifico romanzo che è Il deserto della Libia; il close reading di Simone Pettine sul Tobino “fantastico” di L’angelo del Liponard e l’intervento-testimonianza di Michele Zappella, illustre psichiatra e nipote dello scrittore, che ripercorre la duplice vocazione di medico e di letterato del “figlio del farmacista” Mario Tobino. Continua a leggere Omaggio a Tobino

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

• categoria: Categories Letture critiche

Fortuna e contrasti mediali nella “lectura Dantis”: “la lettera e la voce”

Author di Laura Ciffolillo

Lectura Dantis: filosofia o filodossia? [1]

La scuola di Toronto[2] ha reso manifesto quanto i mass media abbiano riconfigurato il nostro modo di conoscere il mondo. Un vero e proprio «remapping sensoriale»[3], quello prodotto dai mezzi di comunicazione sul nostro apparato cognitivo, che ha rimodellato i paradigmi della trasmissione culturale. Non soltanto i dispositivi elettronici e tecnologici, sempre più capillarmente protesici per l’uomo contemporaneo, ma già l’adozione dell’alfabeto e la nascita della stampa a caratteri mobili, secondo i teorici della comunicazione, ebbero modo di sovvertire l’approccio dell’uomo all’informazione non genetica. Non a caso i teorici della comunicazione hanno più volte posto l’accento sul “ritorno del sortilegio orale”[4] nell’età contemporanea. La radio, la televisione e i video, costantemente fruiti dalle piattaforme web[5], potrebbero aver destituito il potere della “parola scritta”. All’insegna di una vera e propria accumulazione mediale, queste nuove “tecnologie della parola”[6], come le chiama Walter Ong, o “estensioni sensoriali”[7], per dirla con MucLuhan, hanno contribuito, e continuano a farlo, a rivoluzionare il nostro rapporto con la letteratura. Continua a leggere Fortuna e contrasti mediali nella “lectura Dantis”: “la lettera e la voce”

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

Divagazioni su Dante e Brunetto in letteratura e nelle arti

Author di Maria Panetta

In un ciclo di lezioni dell’anno accademico 2001-2002, George Steiner[1] individuava tre diverse forme possibili di relazione tra maestro e allievo: il caso in cui i maestri «hanno distrutto i loro discepoli sia psicologicamente sia, in qualche caso, fisicamente. Ne hanno spento gli spiriti, consumato le speranze, sfruttando la loro dipendenza e la loro individualità. Il dominio dell’anima ha i suoi vampiri»[2]; il caso in cui «Come contrappunto, discepoli, allievi, apprendisti hanno rovesciato, tradito e rovinato i propri maestri»[3]; infine, la terza categoria Continua a leggere Divagazioni su Dante e Brunetto in letteratura e nelle arti

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

“Paradiso” e “Petrolio”: intersezioni dantesche nella letteratura del ’900

Author di Francesca Valentini

Nel 1992, grazie a Maria Careri e Graziella Chiarcossi[1], viene dato alle stampe Petrolio[2], ultimo e incompleto testo di Pier Paolo Pasolini. Accolta freddamente dalla critica letteraria per la sua natura irrisolta, per la sua struttura ancora embrionale e per le lunghe pause narrative costituite dagli appunti non ancora scritti, l’opera è una delle più analizzate, discusse e studiate di Pasolini. Come ricorda Carla Benedetti, «le traversie e le avversità che Petrolio ha conosciuto da quando è iniziato fino a oggi hanno dell’incredibile»[3]: le polemiche nate attorno alla pubblicazione postuma hanno motivazioni diverse e sono state talvolta feroci[4]. Nonostante le prime resistenze, però, oggi il testo di Pasolini è considerato un contributo imprescindibile della grande letteratura italiana del secondo Novecento, quel «preambolo di un testamento»[5] che l’autore avrebbe voluto lasciare. Continua a leggere “Paradiso” e “Petrolio”: intersezioni dantesche nella letteratura del ’900

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)