Pasolini oggetto di visione: l’intellettuale-attore e l’aspetto performativo delle sue interviste

Author di Maria Panetta

Nel presente contributo si prenderanno in esame alcune interviste a Pier Paolo Pasolini[1] oggi facilmente rinvenibili in rete e fruibili da parte del pubblico del Web: si tenterà di analizzare l’atteggiamento del Pasolini intervistato, e dunque oggetto di visione e non regista, “passivo” e non “attivo”, nella sua duplice dimensione di intellettuale e di “attore”, e anche di stabilire quanto dei temi ricorrenti e della poetica dello scrittore possano veicolare quei video oggi, a beneficio dei fruitori anche più giovani, che potrebbero essere più portati, rispetto ad utenti più “maturi”, ad avere un primo approccio alla sua opera tramite la visione di quelle registrazioni[2]. Continua a leggere Pasolini oggetto di visione: l’intellettuale-attore e l’aspetto performativo delle sue interviste

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. I)

Introduction. Transmediality and Transhumanization: in Honour of Pier Paolo Pasolini’s First Centenary Celebration

Author di Dagmar Reichardt

Pasolini’s Transcultural “Classicism” in the Year of his Centenary

This bilingual (English/Italian) collection of essays, authored by internationally acknowledged and renown scholars, intends to reread the transmedial aspects of the work of Pier Paolo Pasolini (1922-1975) by combining them with the transcultural paradigm. Based on a panel dedicated to Pasolini at the 49th Annual Convention of the International Northeast Language Association (NeMLA), held at the University of Pittsburgh, Pennsylvania, from 12th to 15th April 2018 and then thematically subsequently expanded for a special issue of the academic review «Diacritica», this collection of essays aims to rethink Pasolini’s role, his standing, and acceptance from different points of view, as well as in various societies and academic contexts. The never-ending actuality of the oeuvre authored by this symbolic Italian figure, exceptional director, prolific artist, creative poet, intellectual, author of the Corsair Writings (Scritti corsari, 1975) and figurehead of the Italian generation of 1968 is of particular importance in 2022, the year of the centenary of his birth. Continua a leggere Introduction. Transmediality and Transhumanization: in Honour of Pier Paolo Pasolini’s First Centenary Celebration

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. I)

Introduzione. Transmedialità e Transumanizzazione: in onore delle celebrazioni per il primo centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini

Author di Dagmar Reichardt

Il “Classicismo” transculturale di Pasolini nell’anno del centenario

Questa raccolta bilingue di saggi (italiano/inglese), a cura di studiosi di fama apprezzati anche a livello internazionale, intende rileggere gli aspetti transmediali dell’opera di Pier Paolo Pasolini, coniugandoli con il paradigma transculturale.

Basata su un panel dedicato a Pasolini nell’ambito della 49a Conferenza annuale dell’International Northeast Language Association (NeMLA), tenutasi presso l’Università di Pittsburgh, Pennsylvania, dal 12 al 15 aprile 2018 e in seguito tematicamente ampliata per questo numero speciale della rivista accademica «Diacritica» (periodico scientifico di Area 10 e di classe A per il Settore scientifico-disciplinare Anvur “Critica letteraria e letterature comparate”), tale raccolta di saggi mira a ripensare il ruolo di Pasolini, la sua posizione e ricezione da diversi punti di vista, e in differenti società e contesti accademici. L’attualità dell’opera di questa figura simbolica di eccezionale regista, artista prolifico, poeta e intellettuale creativo, autore dei noti Scritti corsari (1975) e rappresentante di spicco della generazione italiana del 1968, si rivela di particolare importanza nel 2022, anno del centenario della sua nascita. Continua a leggere Introduzione. Transmedialità e Transumanizzazione: in onore delle celebrazioni per il primo centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. I)

“Sylvie” de Gérard de Nerval : récit hybride et initiatique

Author di Riccardo Raimondo

Le poète doit tenir la balance égale entre
le monde physique de la veille et l’aisance du sommeil.

(Réné Char)

Recomposition

Nerval commence à écrire Sylvie dans une période de relative détente psychique, pendant l’été de 1852[1], et il y raconte, comme le remarque Paul Bénichou, le « tourment fondamental de sa vie »[2]. Contrairement à la réflexion de Franck Paul Bauman, le texte ne se présenterait pas « comme une recherche du temps perdu, où le temps se révèle perdu à jamais »[3], mais plutôt comme un récit de recomposition des souvenirs du personnage à travers certaines étapes fondamentales de sa vie, selon une réflexion de Jean Richer[4]. Continua a leggere “Sylvie” de Gérard de Nerval : récit hybride et initiatique

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. II)

Lasciamoci il futuro alle spalle. La concezione del tempo fra antichi e contemporanei

Author di Salvatore Alessandro Scibetta

at ego in tempora dissilui,
quorum ordinem nescio, et tumultuosis
varietatibus dilaniantur cogitationes meae, intima viscera animae meae[1]

Passato, futuro ed eterno presente

Cosa ci rende diversi dagli antichi, dagli antichi greci e romani di cui ci diciamo eredi? Quanto le nostre concezioni e la nostra Weltanshaung risultano in linea con quelle espresse dal corpus di testi della filologia classica? Quanto le nostre abitudini culturali risultano direttamente legate al nostro passato classico? Quanto di quel passato sopravvive in noi, nella nostra cultura? La questione è annosa, ma certamente non risolta. Da un lato, assistiamo, e abbiamo assistito in passato, a utilizzi strumentali di valori e tratti culturali spesso facilmente attribuiti al passato, al “nostro” passato, per dar forza e supporto ideologico a concezioni e orientamenti socio-politici tutti contemporanei. L’affannosa ricerca di identità a cui ci costringe il nostro presente liquido rischia di farci frettolosamente ripescare dal passato presunte verità delle quali servirci per asseverare le nostre. Dall’altro lato, la questione oggi rischia di rimanere definitivamente irrisolta: nel presente post-moderno in cui viviamo, la perdita di ogni storicismo ci dà l’illusione, sempre più accettata come vera soprattutto dalle nuove generazioni, di vivere in un eterno presente[2] nel quale non c’è spazio per una riflessione sul futuro, del resto sempre più enigmatico e foriero di presagi negativi, né tantomeno sul passato, sempre più noioso e demodé. Continua a leggere Lasciamoci il futuro alle spalle. La concezione del tempo fra antichi e contemporanei

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. II)

• categoria: Categories Letture critiche

Pasolini’s transhumanising vision. Otherwise than the traps of identity

Author di Susan Petrilli

The Obsession of Identity and its obsolescence

In the early 1970s Pier Paolo Pasolini (assassinated on 2nd November 1975) perceived with the intuition of the writer, of the artist and not the seer’s that a great transformation was taking place in Italy, what he referred to as an “anthropological mutation” (1972, 1975, 1976). At the time Italy too was entering the circuits of “global communication”, more precisely «communication-production»[1], albeit later than other European countries and the West generally. Continua a leggere Pasolini’s transhumanising vision. Otherwise than the traps of identity

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. I)

Dal desiderio di transculturalità all’autotrascendenza. Un percorso nell’opera di Pasolini tra viaggi e teatro

Author di Lisa El Ghaoui

La produzione teatrale di Pasolini degli anni Sessanta va letta alla luce dei vari saggi, articoli e dichiarazioni sul teatro che permettono di inserirla in un discorso più vasto, in cui le nozioni di transculturalità, transmedialità e transumanizzazione sembrano sbocciare e germogliare sul terreno fertile delle transformazioni radicali che colpiscono la società italiana in quegli anni. Non precisamente formulate in questi termini, dato che essenzialmente posteriori all’opera di Pasolini, queste nozioni sono intimamente connesse tra di loro perché interrogano e rimettono in discussione i rapporti fra lingua e cultura, tradizione e progresso, inclusione e diversità, in un contesto di post-colonizzazione e, più generalmente, di globalizzazione. Il prefisso “-trans” indica un’idea di attraversamento, di passaggio da una condizione a un’altra, ma anche di superamento di un limite, alludendo quindi, implicitamente, alla fine di questo stesso limite, e rimettendo così in discussione i concetti stessi di cultura, linguaggio e umanità. Questo fenomeno di attraversamento può essere inteso in senso “orizzontale”, riferendosi alla definizione della “transculturalità”[1] come concetto di antropologia culturale definito prima da Fernando Ortiz[2] e poi da Wolfgang Welsh[3] ‒ scambi, rapporti, contributi reciproci tra due o più culture d’orizzonti diversi, senza alcun rapporto di dominazione, nella prospettiva di creare nuovi incroci, nuove forme culturali fluide o “camaleontiche”, che possono attuarsi in “ibridazioni” (Néstor García Canclini), métissages (Serge Gruzinski), créolisations (Édouard Glissant) ‒, ma anche, nello specifico dell’opera di Pasolini, in senso “verticale”, con il superamento del significato stesso di cultura (e di umanità) che sembra trovare, nello spazio simbolico ed “eterotopico” del teatro, un felice (e insieme tragico) laboratorio. Continua a leggere Dal desiderio di transculturalità all’autotrascendenza. Un percorso nell’opera di Pasolini tra viaggi e teatro

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. I)

Il teatro in Pasolini: la soglia della contraddizione

Author di Mark Epstein

Il teatro di Pasolini viene identificato da molta critica soprattutto con la sua produzione più tarda, con i pezzi cui in genere ci si riferisce con il termine di tragedie “borghesi”[1]. In realtà, la produzione teatrale dell’autore inizia già in età giovanile, e non cesserà sino alla morte, nonostante esibisca intensità piuttosto variabili. Non solo il teatro, ma anche i suoi espedienti sono componenti importanti sia della produzione artistica sia della prassi pedagogica del Pasolini giovane (si potrebbe parlare di prassi “teatrale”), durante il suo periodo friulano[2]. E Pasolini si occuperà di teatro in modalità diverse lungo tutto l’arco della sua produzione artistica. Stefano Casi ha scritto il volume sinora più documentato e incisivo sulla successione dei vari “teatri” del poeta, dove analizza i collegamenti tra i vari periodi[3]. Continua a leggere Il teatro in Pasolini: la soglia della contraddizione

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. I)

Pasolini e la parola: dal teatro di parola alla “Medea”, cinema di parola

Author di Domenico Palumbo

L’idea di teatro

Antonin Artaud pubblica tra il 1932 e 1933 due manifesti per sintetizzare il suo Teatro della Crudeltà, con i quali si oppone sia all’idea di Brecht (il teatro impegnato) che a quella di Stanislavskij (l’attore vive realmente quello che interpreta): egli teorizza uno spettacolo volto a scuotere e sconvolgere lo spettatore, ottenendone la partecipazione incondizionata. Continua a leggere Pasolini e la parola: dal teatro di parola alla “Medea”, cinema di parola

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. I)

Bruno Maier, una vita da letterato: un breve profilo a cento anni dalla nascita

Author di Lorena Lazaric

Bruno Maier ha scritto molto di altri, ma in pochi hanno scritto di lui[1]. In occasione del centenario della sua nascita, volevo unirmi a quanti lo hanno onorato, nella speranza che tanti altri dopo di me gli dedichino degli studi, perché «l’importante è farsi sentire, anche se poche persone tendono l’orecchio»[2]. Continua a leggere Bruno Maier, una vita da letterato: un breve profilo a cento anni dalla nascita

(fasc. 44, 25 maggio 2022, vol. II)