Noterella su Croce e la prosa lirica di Guy de Maupassant

Author di Renata Viti Cavaliere

La vita non è mai tutta buona o tutta cattiva, come si crede…

(Guy de Maupassant, Une vie)

Parte prima

La frase in esergo, ripresa da uno dei più noti romanzi di Maupassant, contiene parole riconducibili a quello stupore da fanciullo al cospetto delle cose ovvie, che qualcuno direbbe anche banali, nelle quali Croce intravide “la gran virtù della poesia” in un saggio sullo scrittore francese apparso nel 1920 in «La nuova Antologia», poi rifuso nel volume Poesia e non poesia, pubblicato con Laterza nel 1923, ma collazionato esattamente cent’anni fa. «Era poeta [Maupassant], poeta nella sua prosa narrativa più che nel verso», scriveva Croce. Poeta ingenuo, certo, “tutto senso”, «privo di ogni sospetto di quel che si chiama spiritualità e razionalità umana, la fede nel vero, la purezza del dovere, la concezione religiosa della vita, le lotte morali e i contrasti intellettuali, attraverso cui quegli ideali si elaborano e si mantengono»[1]. Continua a leggere Noterella su Croce e la prosa lirica di Guy de Maupassant

(fasc. 43, 25 febbraio 2022)

Motivi stilistici, aspetti autobiografici e istanze antiideologiche nel “Deserto della Libia” di Mario Tobino

Author di Niccolò Amelii

Contaminazioni formali e declinazioni autobiografiche

Tutta l’opera letteraria di Mario Tobino, nelle sue ramificazioni poetiche e narrative altamente compenetrate, si origina e si sviluppa a partire da una forte ed evidente istanza autobiografica, che si riverbera poi nei suoi lavori mediante strategie testuali e retoriche variamente declinate, in cui il tasso di fattualità dell’esperienza esistenziale e il grado di ricognizione e conoscenza del reale, sempre presenti al fondo dei suoi slanci lirici e delle sue elaborazioni diegetiche, si imprimono con intensità mutevole ma mai ridotta allo zero. Continua a leggere Motivi stilistici, aspetti autobiografici e istanze antiideologiche nel “Deserto della Libia” di Mario Tobino

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

Tragedia umana o nave fantasma? Aspetti antimimetici nell’”Angelo del Liponard” di Mario Tobino

Author di Simone Pettine

In ricordo di Ginevra Ciardi
a dieci anni dalla scomparsa
(2011-2021)

Navi fantasma e tragedie storiche

Vascelli inquietanti che solcano i mari privi di un equipaggio, quasi fossero dotati di vita propria; velieri la cui ciurma è costretta a vagare senza meta e senza scopo perché vittima della dannazione eterna. Non è necessario ricorrere al celebre modello dell’Ulisse dantesco e al «folle volo» della sua nave negli Inferi. La letteratura di tutti i tempi, e appartenente a diverse culture, abbonda di esempi del genere: i più noti della tradizione occidentale restano probabilmente quelli della Ballata del vecchio marinaio di Coleridge (1797-98) e il di poco successivo Rokeby di Walter Scott (1813). Si tratta naturalmente della rielaborazione letteraria di antichissimi racconti, di leggende tramandate oralmente, gli uni e le altre propri della tradizione popolare delle civiltà sviluppatesi a contatto col mare[1]. È proprio quest’ultimo, in effetti, a garantire a simili racconti quell’aura in cui si incontrano in modo inestricabile poeticità, sacralità e paure ancestrali. L’esito dei lunghi viaggi per mare, irti di pericoli, in passato non fu mai scontato: incidenti, imprevisti, malattie, il pericolo insomma di morire tra le onde rimase elevatissimo fino all’epoca contemporanea. Continua a leggere Tragedia umana o nave fantasma? Aspetti antimimetici nell’”Angelo del Liponard” di Mario Tobino

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

Una tragedia secentesca riscoperta da Croce: l'”Aristodemo” di Carlo De’Dottori

Author di Maria Panetta

L’Aristodemo[1] venne pubblicato, nel 1948, nella collezione «IN VENTIQUATTRESIMO» diretta da Pietro Pancrazi, per la Casa editrice Le Monnier di Firenze: il curatore, un ottantaduenne Benedetto Croce, corredò la tragedia di una significativa introduzione[2].

L’edizione originale era del 1657; in seguito l’opera venne ristampata a Roma nel 1717 (e ivi rappresentata), e poi a Venezia, nel 1725 e nel 1746, nel Teatro italiano, in tre volumi, a cura di Scipione Maffei[3]: in seguito, se ne persero le tracce. Continua a leggere Una tragedia secentesca riscoperta da Croce: l’”Aristodemo” di Carlo De’Dottori

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

Salute individuale e collettiva come questione transdisciplinare: Edgar Morin e le odierne sfide della complessità

Author di Nunzio Allocca

I monumentali tomi sul metodo pubblicati da Edgar Morin a partire dalla metà degli anni Settanta, sino all’ultimo volume, il Metodo VII, fresco di stampa anche in edizione italiana[1], offrono un’eccezionale testimonianza “a tutto campo” della ricchezza del dibattito epistemologico contemporaneo, chiamando in causa a pari titolo tanto il versante delle cosiddette scienze umane quanto quello delle “scienze dure”. Continua a leggere Salute individuale e collettiva come questione transdisciplinare: Edgar Morin e le odierne sfide della complessità

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

«Il figlio del farmacista» incontra la psichiatria

Author di Michele Zappella

La Casa Editrice Vallecchi ha avuto la bell’idea di ripubblicare, a quasi ottant’anni dalla prima edizione del 1942, Il figlio del farmacista[1], primo libro, breve e intenso, di un Mario Tobino poco più che ventenne. Scritto in prima e terza persona, propone e anticipa il suo futuro di poeta, scrittore e psichiatra. Continua a leggere «Il figlio del farmacista» incontra la psichiatria

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

Omaggio a Tobino

Author di Maria Panetta e Giuseppe Traina

Nonostante una punta di delusione per non aver potuto dedicare, com’era nelle nostre intenzioni, un intero fascicolo monografico a Mario Tobino nell’anno del centenario della sua nascita, siamo, tuttavia, ben lieti di poter omaggiare lo scrittore di Viareggio di almeno una sezione di questo fascicolo, e di ospitare così l’ampio excursus di Niccolò Amelii, principalmente focalizzato su quel magnifico romanzo che è Il deserto della Libia; il close reading di Simone Pettine sul Tobino “fantastico” di L’angelo del Liponard e l’intervento-testimonianza di Michele Zappella, illustre psichiatra e nipote dello scrittore, che ripercorre la duplice vocazione di medico e di letterato del “figlio del farmacista” Mario Tobino. Continua a leggere Omaggio a Tobino

(fasc. 42, 31 dicembre 2021)

• categoria: Categories Letture critiche

Fortuna e contrasti mediali nella “lectura Dantis”: “la lettera e la voce”

Author di Laura Ciffolillo

Lectura Dantis: filosofia o filodossia? [1]

La scuola di Toronto[2] ha reso manifesto quanto i mass media abbiano riconfigurato il nostro modo di conoscere il mondo. Un vero e proprio «remapping sensoriale»[3], quello prodotto dai mezzi di comunicazione sul nostro apparato cognitivo, che ha rimodellato i paradigmi della trasmissione culturale. Non soltanto i dispositivi elettronici e tecnologici, sempre più capillarmente protesici per l’uomo contemporaneo, ma già l’adozione dell’alfabeto e la nascita della stampa a caratteri mobili, secondo i teorici della comunicazione, ebbero modo di sovvertire l’approccio dell’uomo all’informazione non genetica. Non a caso i teorici della comunicazione hanno più volte posto l’accento sul “ritorno del sortilegio orale”[4] nell’età contemporanea. La radio, la televisione e i video, costantemente fruiti dalle piattaforme web[5], potrebbero aver destituito il potere della “parola scritta”. All’insegna di una vera e propria accumulazione mediale, queste nuove “tecnologie della parola”[6], come le chiama Walter Ong, o “estensioni sensoriali”[7], per dirla con MucLuhan, hanno contribuito, e continuano a farlo, a rivoluzionare il nostro rapporto con la letteratura. Continua a leggere Fortuna e contrasti mediali nella “lectura Dantis”: “la lettera e la voce”

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)

Divagazioni su Dante e Brunetto in letteratura e nelle arti

Author di Maria Panetta

In un ciclo di lezioni dell’anno accademico 2001-2002, George Steiner[1] individuava tre diverse forme possibili di relazione tra maestro e allievo: il caso in cui i maestri «hanno distrutto i loro discepoli sia psicologicamente sia, in qualche caso, fisicamente. Ne hanno spento gli spiriti, consumato le speranze, sfruttando la loro dipendenza e la loro individualità. Il dominio dell’anima ha i suoi vampiri»[2]; il caso in cui «Come contrappunto, discepoli, allievi, apprendisti hanno rovesciato, tradito e rovinato i propri maestri»[3]; infine, la terza categoria Continua a leggere Divagazioni su Dante e Brunetto in letteratura e nelle arti

(fasc. 41, 5 dicembre 2021)