Giornalismo nel XXI secolo: i commenti dei lettori online

Author di Elena Cappiello

Introduzione

Con l’aumento e la diffusione dei testi digitali, gli studiosi hanno sentito il bisogno di provare a classificare e collocare la CMC1, Computer-Mediated Communication2, all’interno della classica dicotomia tra scritto e parlato3. Questa nuova tipologia di comunicazione ha messo in crisi la tradizionale classificazione4 perché, pur avendo una veste grafica, per molti aspetti risponde alle caratteristiche strutturali tipiche del parlato5. Continua a leggere Giornalismo nel XXI secolo: i commenti dei lettori online

(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

Omaggio a Dada, a cento anni dalla nascita: idee, luoghi, iniziative editoriali e valutazioni degli esperti

Author di Martina Neri

Scrivo questo manifesto per dimostrare come si possano fare insieme le azioni più contraddittorie in un solo fresco respiro; sono contro l’azione e in favore della contraddizione continua, ma sono pure per l’affermazione. Non sono né per il pro né per il contro e non voglio spiegare a nessuno perché odio il buon senso1.

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(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

Politica e cultura: la funzione intellettuale secondo Piero Gobetti

Author di Marco Donati

L’azione diventa dunque una necessità di armonia: noi abbiamo una sola sicurezza: la responsabilità, e un solo fanatismo: la coerenza1.

Parabola esemplare, nell’intensa brevità, quella di Piero Gobetti a Torino; parabola destinata a lasciare un segno indelebile, a rimanere un punto di riferimento imprescindibile per un’intera generazione, stella polare nell’indistinta nebulosa culturale dei primi anni del fascismo e ancor più fondamentale poi, nel periodo di chiusura repressiva e ferreo consolidamento del regime. Un’esperienza che influirà in profondità nella temperie culturale torinese, ancora e soprattutto nel buio degli anni Trenta, quando una posizione schietta e attiva come quella di Gobetti sarà realisticamente impossibile, ma altre modalità di opposizione lavoreranno all’apertura di una strada nuova, da percorrere in tempi di là da venire. Continua a leggere Politica e cultura: la funzione intellettuale secondo Piero Gobetti

(fasc. 8, 25 aprile 2016)

Perché fare libri: note sull’Orma editore

Author di Giacomo Meingati

Un’antica leggenda vuole che, pochi mesi prima di morire, Johan Wolfgang von Goethe aprisse il manoscritto del Faust per leggerlo alla nuora. Dopo aver condiviso alcuni passi, il Poeta avrebbe apportato ancora ulteriori modifiche e correzioni all’opera a cui aveva lavorato per gran parte della propria vita. Continua a leggere Perché fare libri: note sull’Orma editore

(fasc. 8, 25 aprile 2016)

Un testo quasi sconosciuto di Benedetto Croce. La prefazione a un libro di Maria José di Savoia, ultima regina d’Italia

Author di Girolamo Cotroneo

Nel 1962, l’editrice Utet inaugurava una collana dal titolo «La vita sociale della nuova Italia» con una biografia di Benedetto Croce scritta da Fausto Nicolini, il quale soltanto due anni prima, nel 1960 quindi, aveva pubblicato a Napoli per L’Arte Tipografica L’«Editio ne varietur» delle opere di Benedetto Croce, il cui sottotitolo recitava: Saggio bibliografico con taluni riassunti e passi testuali. Tra questi ultimi Nicolini pubblicava la prefazione scritta da Croce nel maggio del 1952, pochi mesi prima della sua scomparsa, ma apparsa per la prima volta nel 1956, a un libro scritto dall’ultima regina d’Italia, Maria Josè di Savoia, dal titolo Amedeo VI e Amedeo VII di Savoia, noti come il Conte Verde e il Conte Rosso. Continua a leggere Un testo quasi sconosciuto di Benedetto Croce. La prefazione a un libro di Maria José di Savoia, ultima regina d’Italia

(fasc. 7, 25 febbraio 2016)

«I libri degli altri», l’intervento dell’editor nella produzione libraria: due casi di studio

Author di Antonio D'Ambrosio

«Il massimo del tempo della mia vita l’ho dedicato ai libri degli altri, non ai miei. Ne sono contento, perché l’editoria è una cosa importante nell’Italia in cui viviamo e l’aver lavorato in un ambiente editoriale che è stato di modello per il resto dell’editoria italiana, non è cosa da poco»1. Così dichiara in un’intervista Italo Calvino, che, oltre a essere un grande scrittore, è stato anche un impeccabile funzionario della Giulio Einaudi Editore, dove, dagli anni Cinquanta fino alla morte improvvisa nel 1985, ha rivestito i ruoli di addetto stampa ed editor. Lavorando sui «libri degli altri», si è sempre dimostrato alquanto sobrio, restio a qualunque intervento invasivo sul testo; come si legge nella lettera indirizzata a un giovane autore che aveva proposto il proprio romanzo all’Einaudi, per giudicare pubblicabile un libro Calvino considerava solo tre elementi: Continua a leggere «I libri degli altri», l’intervento dell’editor nella produzione libraria: due casi di studio

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)

Angelo Fortunato Formiggini: trent’anni di attività editoriale in sette grafici

Author di Giulia Tanzillo

L’attività editoriale di Angelo Fortunato Formiggini è stata ufficialmente inaugurata il 29 maggio del 1908, data della pubblicazione della raccolta di sonetti burleschi inediti del Tassoni e di altri autori, intitolata La Secchia.

Laureatosi nel 1901 in Giurisprudenza1 e nel 1907 in Filosofia morale2, giovane professore alle prime armi, s’improvvisa editore a trent’anni appena compiuti. Il suo percorso di vita, sino ad allora, si denota, oltre che per l’evidente vastità di interessi, anche per una certa indecisione. Una volta emersa la passione per l’editoria, tuttavia, Formiggini comprende che non rimane tempo per ulteriore esitazione e si tuffa completamente in questa attività, nuova e affascinante. Continua a leggere Angelo Fortunato Formiggini: trent’anni di attività editoriale in sette grafici

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)

“Terra matta” da autobiografia a docufilm – Un’intervista a Chiara Ottaviano

Author di Enzo Fragapane

La vita di Vincenzo Rabito per tutte le vicende che l’hanno caratterizzata si presta di per sé alla trasposizione filmica. In più, per il fatto che il suo autore è stato attore protagonista delle vicende storiche del Novecento, l’autobiografia di Vincenzo Rabito non poteva che essere resa in un documentario. Da qui nasce il docufilm terramatta; prodotto da Chiara Ottaviano, per la regia e co-sceneggiatura di Costanza Quatriglio. Il cinema riesce a trasmettere, con l’ausilio di immagini, suoni, volti e voce narrante, tutto il carico emozionale della vicenda umana di Rabito; tutta la voracità e ferocia della sua lotta per la sopravvivenza: dalla morte nella trincea della Prima guerra mondiale alla vita negli anni a venire. Il tutto affrontato con sarcasmo e auto-ironia. Per non cedere mai. Per farcela sempre: al di là dei vari contesti, spesso avversi, che fanno da frame alle sequenze e alle inquadrature della vita. Se per Hitchcock «Il dramma è la vita con le parti noiose tagliate», la vita di Vincenzo Rabito è fin troppo densa per risultare noiosa. Continua a leggere “Terra matta” da autobiografia a docufilm – Un’intervista a Chiara Ottaviano

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)