La battaglia dell’editoria fra Milano e Torino: qualche dato su “Tempo di libri” e sul “Salone Internazionale del libro”

Author di Chiara Pagoto

Torino è sempre stata uno dei centri maggiori della cultura editoriale italiana, sin dai tempi dei grandi editori quali Bocca, Loescher, Paravia, Pomba, con un’editoria molto legata prevalentemente ai testi scolastici e universitari, «centro di irradiazione della cultura positivista»1 in Italia, fino ad arrivare alla figura di Piero Gobetti e alla sua attività editoriale volta, soprattutto, alla pubblicazione di opere che rivendicassero gli ideali di libertà e di resistenza al regime fascista, in una realtà che iniziava a risentire di quella dittatura che, nel novembre del 1925, obbligò l’editore a chiudere la propria casa editrice; per arrivare, poi, a quella di Giulio Einaudi, che seguì la strada spianata da Gobetti e l’esempio di Laterza: «con la Einaudi e con i giovani collaboratori che man mano a essa si aggregheranno, si porranno le basi per quella cultura che si esprimerà e maturerà all’indomani della Liberazione»2. Continua a leggere La battaglia dell’editoria fra Milano e Torino: qualche dato su “Tempo di libri” e sul “Salone Internazionale del libro”

(fasc. 15, 25 giugno 2017)

La lunga partita dell’editoria: note sull’acquisizione di RCS Libri da parte di Arnoldo Mondadori Editore

Author di Marta Sallustio

Il mercato editoriale italiano ha delle caratteristiche peculiari che lo differenziano di netto da quelli degli altri paesi europei e mondiali. Una di queste è la sua modesta dimensione: se paragonato ai mercati anglosassone, francese, spagnolo e persino tedesco, quello italiano presenta un raggio d’azione notevolmente inferiore, poiché limitato da una copertura geografica che coincide con i confini nazionali e dall’esistenza di un consistente 60% di non lettori. La seconda caratteristica è il fortissimo grado di verticalizzazione della filiera: solamente nel nostro Paese esistono editori che sono anche distributori, promotori e librerie. Infine, il settore editoriale è di natura oligarchica: pochi grandi gruppi editoriali controllano la maggior parte del mercato, seguiti da numerosi piccoli e medi editori che, messi insieme, non fanno la metà del fatturato dei primi. Continua a leggere La lunga partita dell’editoria: note sull’acquisizione di RCS Libri da parte di Arnoldo Mondadori Editore

(fasc. 14, 25 aprile 2017)

Giornalismo nel XXI secolo: i commenti dei lettori online

Author di Elena Cappiello

Introduzione

Con l’aumento e la diffusione dei testi digitali, gli studiosi hanno sentito il bisogno di provare a classificare e collocare la CMC1, Computer-Mediated Communication2, all’interno della classica dicotomia tra scritto e parlato3. Questa nuova tipologia di comunicazione ha messo in crisi la tradizionale classificazione4 perché, pur avendo una veste grafica, per molti aspetti risponde alle caratteristiche strutturali tipiche del parlato5. Continua a leggere Giornalismo nel XXI secolo: i commenti dei lettori online

(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

Omaggio a Dada, a cento anni dalla nascita: idee, luoghi, iniziative editoriali e valutazioni degli esperti

Author di Martina Neri

Scrivo questo manifesto per dimostrare come si possano fare insieme le azioni più contraddittorie in un solo fresco respiro; sono contro l’azione e in favore della contraddizione continua, ma sono pure per l’affermazione. Non sono né per il pro né per il contro e non voglio spiegare a nessuno perché odio il buon senso1.

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(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

Politica e cultura: la funzione intellettuale secondo Piero Gobetti

Author di Marco Donati

L’azione diventa dunque una necessità di armonia: noi abbiamo una sola sicurezza: la responsabilità, e un solo fanatismo: la coerenza1.

Parabola esemplare, nell’intensa brevità, quella di Piero Gobetti a Torino; parabola destinata a lasciare un segno indelebile, a rimanere un punto di riferimento imprescindibile per un’intera generazione, stella polare nell’indistinta nebulosa culturale dei primi anni del fascismo e ancor più fondamentale poi, nel periodo di chiusura repressiva e ferreo consolidamento del regime. Un’esperienza che influirà in profondità nella temperie culturale torinese, ancora e soprattutto nel buio degli anni Trenta, quando una posizione schietta e attiva come quella di Gobetti sarà realisticamente impossibile, ma altre modalità di opposizione lavoreranno all’apertura di una strada nuova, da percorrere in tempi di là da venire. Continua a leggere Politica e cultura: la funzione intellettuale secondo Piero Gobetti

(fasc. 8, 25 aprile 2016)

Perché fare libri: note sull’Orma editore

Author di Giacomo Meingati

Un’antica leggenda vuole che, pochi mesi prima di morire, Johan Wolfgang von Goethe aprisse il manoscritto del Faust per leggerlo alla nuora. Dopo aver condiviso alcuni passi, il Poeta avrebbe apportato ancora ulteriori modifiche e correzioni all’opera a cui aveva lavorato per gran parte della propria vita. Continua a leggere Perché fare libri: note sull’Orma editore

(fasc. 8, 25 aprile 2016)

Un testo quasi sconosciuto di Benedetto Croce. La prefazione a un libro di Maria José di Savoia, ultima regina d’Italia

Author di Girolamo Cotroneo

Nel 1962, l’editrice Utet inaugurava una collana dal titolo «La vita sociale della nuova Italia» con una biografia di Benedetto Croce scritta da Fausto Nicolini, il quale soltanto due anni prima, nel 1960 quindi, aveva pubblicato a Napoli per L’Arte Tipografica L’«Editio ne varietur» delle opere di Benedetto Croce, il cui sottotitolo recitava: Saggio bibliografico con taluni riassunti e passi testuali. Tra questi ultimi Nicolini pubblicava la prefazione scritta da Croce nel maggio del 1952, pochi mesi prima della sua scomparsa, ma apparsa per la prima volta nel 1956, a un libro scritto dall’ultima regina d’Italia, Maria Josè di Savoia, dal titolo Amedeo VI e Amedeo VII di Savoia, noti come il Conte Verde e il Conte Rosso. Continua a leggere Un testo quasi sconosciuto di Benedetto Croce. La prefazione a un libro di Maria José di Savoia, ultima regina d’Italia

(fasc. 7, 25 febbraio 2016)

«I libri degli altri», l’intervento dell’editor nella produzione libraria: due casi di studio

Author di Antonio D'Ambrosio

«Il massimo del tempo della mia vita l’ho dedicato ai libri degli altri, non ai miei. Ne sono contento, perché l’editoria è una cosa importante nell’Italia in cui viviamo e l’aver lavorato in un ambiente editoriale che è stato di modello per il resto dell’editoria italiana, non è cosa da poco»1. Così dichiara in un’intervista Italo Calvino, che, oltre a essere un grande scrittore, è stato anche un impeccabile funzionario della Giulio Einaudi Editore, dove, dagli anni Cinquanta fino alla morte improvvisa nel 1985, ha rivestito i ruoli di addetto stampa ed editor. Lavorando sui «libri degli altri», si è sempre dimostrato alquanto sobrio, restio a qualunque intervento invasivo sul testo; come si legge nella lettera indirizzata a un giovane autore che aveva proposto il proprio romanzo all’Einaudi, per giudicare pubblicabile un libro Calvino considerava solo tre elementi: Continua a leggere «I libri degli altri», l’intervento dell’editor nella produzione libraria: due casi di studio

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)