La libertà come filosofia di vita: intervista a Corrado Ocone

Author di Francesco Postorino

In occasione della pubblicazione del suo ultimo libro (Il liberalismo nel Novecento. Da Croce a Berlin, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2016, pp. 267, euro 18,00), abbiamo intervistato Corrado Ocone, studioso del pensiero liberale e del neoidealismo italiano. Saggista prolifico e collaboratore di vari organi di stampa nazionali, Ocone si riconosce nel pensiero di Benedetto Croce. Tra i suoi volumi: Benedetto Croce. Il liberalismo come concezione della vita (Rubbettino 2005); La libertà e i suoi limiti. Antologia del pensiero liberale da Filangeri a Bobbio (con Nadia Urbinati, Roma-Bari, Laterza, 2006); Liberalismo senza teoria (Rubbettino 2013). Continua a leggere La libertà come filosofia di vita: intervista a Corrado Ocone

(fasc. 8, 25 giugno 2016)

Indossando un cappello da cowboy: viaggio nelle apocalissi di Volodine

Author di Sebastiano Triulzi

Il divertimento, nell’intervistare Antoine Volodine, è che ti fa entrare nel suo sistema, nel suo gioco serio, letterario e meta-letterario, nel suo disegno messianico, nel suo strambo modo di concepire i suoi molti pseudonimi, nella moltitudine di voci (cioè i suoi personaggi, che definisce «emarginati, pazzi, morti che parlano in una solitudine totale») che formano i suoi libri, libri che ad un certo punto si sono arricchiti anche di altri seguaci, che non sai mai se sono suoi doppi o persone reali (lui stesso cita altri «scrittori», come «Lutz Bassmann e Manuela Draeger», che però sono suoi noti pseudonimi): tutti uniti a produrre quarantanove trame di romanzi («non di più, Terminus radieux che verrà edito da 66thand2nd, è il quarantunesimo»), sempre frazionati nella narrazione, polifonici, dialogici. «Storicamente, voglio dire nella storia del post-esotismo – sostiene Volodine – c’è sempre stato il desiderio di far intervenire in ogni volume molte voci e molte storie che si univano per dare vita ad una grande narrazione. Molte voci, ma in realtà non molti punti di vista, né propriamente diverse visioni del mondo: le voci non si contraddicono, la narrazione persegue una coerenza che non è compromessa dalla frammentazione del racconto. Come all’interno di un pezzo di musica barocca, è possibile sentire il suono di un basso continuo che garantisce il ritmo e la coesione di tutti gli sviluppi melodici». Continua a leggere Indossando un cappello da cowboy: viaggio nelle apocalissi di Volodine

(fasc. 8, 25 giugno 2016)

Bassani: con Croce attraverso l’America

Author di Rosalia Peluso

«All’origine della letteratura di Bassani c’è Benedetto Croce»: così Giorgio Bassani su se stesso, all’interno di un’intervista concessa a Stelio Cro nel 1977, apparsa per la prima volta nel «Canadian Journal of Italian Studies» e riedita nel volume curato da Valerio Cappozzo dal titolo Lezioni americane di Giorgio Bassani (Ravenna, Giorgio Pozzi Editore, 2016, euro 15, ISBN 9788896117576: pp. 1-168), aperto da una Premessa di Paola Bassani, figlia dello scrittore. Perché, dovendo discutere del rapporto che ha legato Bassani all’America, parto da Croce? Per alcune ragioni specifiche. Continua a leggere Bassani: con Croce attraverso l’America

(fasc. 8, 25 giugno 2016)

Croce in Russia: intervista a Rosalia Peluso

Author di Francesco Postorino

Rosalia Peluso, che collabora con l’Università di Napoli Federico II occupandosi soprattutto di Filosofia teoretica e morale, ha ideato e diretto il fortunato progetto Lessico crociano (2013-2016), coinvolgendo i maggiori attuali interpreti di Croce. Ha in attivo le seguenti monografie: Logica dell’altro. Heidegger e Platone (Napoli, Giannini Editore, 2008), L’identico e i molteplici. Meditazioni michelstaedteriane (Napoli, Loffredo, 2011), Michelstaedter al futuro (Napoli, La Scuola di Pitagora editrice, 2012). Di recente ha tradotto il volume di Hannah Arendt, Humanitas mundi. Scritti su Karl Jaspers (Milano, Mimesis Edizioni, 2015). Continua a leggere Croce in Russia: intervista a Rosalia Peluso

(fasc. 8, 25 giugno 2016)

Discorrendo di Croce e liberalismo a partire da due libri di Ernesto Paolozzi

Author di Maria Panetta

Per una serie di ragioni sono molto grata a Ernesto Paolozzi per avermi invitata a tenere una relazione nell’ambito di questo Convegno1, ma, in particolare, ne sono lieta dal momento che davvero ho trovato la lettura dei suoi ultimi due volumi (Il liberalismo come metodo, II ed., Napoli, Kairós edizioni, febbraio 2015 e Benedetto Croce. La logica del concreto e il dovere della libertà, prefazione di Giuseppe Gembillo, Roma, Aracne editrice, luglio 2015) assai stimolante. Continua a leggere Discorrendo di Croce e liberalismo a partire da due libri di Ernesto Paolozzi

(fasc. 8, 25 giugno 2016)

Il «problema Croce» e il vizio aristocratico: intervista a Fabio Vander

Author di Francesco Postorino

In questa intervista, il parere dello storico Fabio Vander in merito all’«attualità» di Benedetto Croce. Laureatosi in Filosofia sotto la guida di Gennaro Sasso e poi in Scienze Politiche con Pietro Scoppola, Vander ha approfondito il pensiero teorico e politico di Croce. Tra le sue pubblicazioni recenti: Relatività e fondamento. Filosofia di Aristotele (Sesto San Giovanni, Mimesis Edizioni, 2011); Il sistema-Leopardi. Teoria e critica della modernità (Mimesis 2013); Ontologia della contraddizione. Critica di Heidegger interprete di Aristotele (Roma, Inschibboleth edizioni, 2015). Continua a leggere Il «problema Croce» e il vizio aristocratico: intervista a Fabio Vander

(fasc. 8, 25 giugno 2016)

Versi virali e follower, ingrate illusioni degli Instapoeti

Author di Sebastiano Triulzi

In un articolo apparso tempo fa sul «New York Times» intitolato Web Poets’ Society1, si sosteneva la tesi secondo cui ci troveremmo di fronte a una nuova generazione di poeti, più “furba” rispetto a quelle precedenti, che, grazie al fatto di avere centinaia di migliaia di seguaci sui social network, si sta mostrando capace di raggiungere il successo scalando le classifiche dei bestseller, di solito precluse al genere della poesia. La giornalista, Alexandra Alter, li chiamava Instapoeti perché sono soliti postare i loro versi su Instagram (o simili: usano anche Tumblr, Flickr ecc.). Il caso per lei esemplare era quello di Tyler Knott Gregson2, che prima faceva il compilatore senza fortuna di ricettari e poi è divenuto uno scrittore ad alte tirature, potendo contare su un nutrito gruppo di sostenitori, quasi cinquecentocinquantamila follower (le sue raccolte avrebbero venduto più o meno trecentomila copie). A supporto, vengono riportati anche i dati di vendita di altri “postatori” affermati sui social network, quali Rupi Kaur3, Lang Leav4 e soprattutto Robert M. Drake5, che ha beneficiato delle condivisioni e degli apprezzamenti pubblici da parte di Khloe Kardashian (che ha trentasei milioni di ammiratori dei suoi fotoritratti erotici e autocelebrativi). Continua a leggere Versi virali e follower, ingrate illusioni degli Instapoeti

(fasc. 8, 25 aprile 2016)

Il “liberismo” di Croce e la crisi della modernità: intervista a Salvatore Cingari

Author di Francesco Postorino

Com’è noto, quest’anno cadono i centocinquant’anni dalla nascita di Benedetto Croce, un indiscusso protagonista del ’900 italiano ed europeo. «Diacritica» si è interrogata sulla sua eredità nel numero precedente: sulla stessa scorta, l’intervista che segue a Salvatore Cingari, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università per Stranieri di Perugia, nonché importante studioso di Croce. Continua a leggere Il “liberismo” di Croce e la crisi della modernità: intervista a Salvatore Cingari

(fasc. 8, 25 aprile 2016)

Crollo, avidità e salute: la malattia del denaro in Pirandello, Gadda e Svevo. Per una storia economica della letteratura

Author di Sebastiano Triulzi

Il crollo economico e Luigi Pirandello

Una storia economica della letteratura che si rispetti, nella quale si potrebbero classificare diverse tipologie o attitudini a seconda del rapporto che gli scrittori hanno avuto con il denaro, dovrebbe cominciare dal momento della caduta, dall’attimo in cui ha inizio una catastrofe economica. Forse nessuna come la biografia di Luigi Pirandello rappresenta la perfetta epitome di questa categoria: per certi versi, il fatto di aver conosciuto un crollo finanziario improvviso1 che ha ribaltato radicalmente, drammaticamente, ogni sua aspettativa, lo avvicina ancora di più ai tanti tra noi che sono stati travolti da un collasso economico, da una perdita in termini monetari e di potere d’acquisto che dura quasi da un decennio, nonostante i numerosi falsi proclami su una nostra prossima, imminente, uscita dalla «crisi», parola magica dietro cui si è nascosto il vero volto del capitale. Il dolore economico resta uno dolori tra i più forti e radicali, ti divora, ti danna l’anima, come abbiamo imparato a conoscere in questi anni, a nostre spese: è un dolore verso il quale non ci sono paracaduti interiori, ma solo un profondo senso di inadeguatezza e colpa. Come accade a noi, anche per molti scrittori l’esperienza intima col denaro, mediata per lo più dall’angoscia della sua assenza, è stata spesso traumatica: appare difficile oggi immaginare che alcuni dei capisaldi della letteratura siano passati attraverso questo tipo di privazioni, o di incubi o di tracolli e, se negli anni passati non interessava più di tanto soffermarsi su certi aspetti della loro vicenda biografica, adesso invece quegli stessi sembrano acquisire per noi un’altra luce, un altro riverbero. Continua a leggere Crollo, avidità e salute: la malattia del denaro in Pirandello, Gadda e Svevo. Per una storia economica della letteratura

(fasc. 8, 25 aprile 2016)

Musica e narrativa: intervista a Filippo Tuena

Author di Claudio Morandini

La pubblicazione nel 2015 dei Memoriali sul caso Schumann di Filippo Tuena presso il Saggiatore è un’ottima occasione per riprendere l’argomento del rapporto tra musica e narrativa che abbiamo già affrontato sul n. 3 di questa rivista, dialogando con Simona Carretta. Ispirato agli ultimi anni di vita di Robert Schumann e all’intreccio tra follia e ispirazione, quello di Tuena è un romanzo “musicale” non solo perché racconta la vita di compositori e il fervore di un ambiente di musicisti, ma anche e soprattutto perché nella musica, nella costruzione compositiva, trova una matrice fertile su cui adagiarsi. C’è materia sufficiente per una conversazione con l’autore, che ha cortesemente risposto alle nostre domande.

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(fasc. 8, 25 aprile 2016)