Il contributo del “primo Croce” alla teoria della libertà

Author di Corrado Ocone

È opinione diffusa fra intellettuali e studiosi che quello di Benedetto Croce sia non solo un liberalismo atipico o persino “inautentico”, ma che esso sia maturato molto tardi1, dopo i tormenti della Prima guerra mondiale, a contatto con avvenimenti storici imprevedibili e quasi come sconfessione di un pensiero precedente diversamente orientato e anzi fortemente ispirato da autori di scuola opposta a quella liberale. Quest’ultima tesi, avanzata già negli anni Cinquanta del secolo scorso da Norberto Bobbio, è stata recentemente ripresa da Giuseppe Bedeschi in un articolo significativamente intitolato Liberale, ma in tarda età. In esso l’autore scrive che Continua a leggere Il contributo del “primo Croce” alla teoria della libertà

(fasc. 7, 25 febbraio 2016)

Ancora sulla svalutazione crociana delle scienze

Author di Giuseppe Giordano

La questione della svalutazione delle scienze da parte di Benedetto Croce è una questione trita, anche se talvolta torna pure ai giorni nostri nel dibattito culturale. La critica più attenta ha da decenni compreso l’atteggiamento di Croce nei riguardi delle scienze, che vede il filosofo, da una parte, perfettamente a conoscenza (e in consonanza) con gli scienziati e le correnti più avanzate del pensiero scientifico del suo tempo (come Mach o Poincaré) e, dall’altra, duramente critico nei confronti delle pretese assolutizzanti della scienza positivista. Quello che appare chiaro a chi si voglia davvero confrontare con i testi crociani (e segnatamente con la Logica come scienza del concetto puro1) è l’ottica astorica di chi critica Croce2. Con il filosofo napoletano siamo di fronte a una prospettiva diversa sul valore della conoscenza, che è sempre fondata sulla consapevolezza che essa è produzione individuale3. Continua a leggere Ancora sulla svalutazione crociana delle scienze

(fasc. 7, 25 febbraio 2016)

Note sull’opera di Thomas Bernhard

Author di Valerio Sergio

Uno dei massimi esponenti del teatro contemporaneo è l’autore austriaco Thomas Bernhard (1931-1989), la cui vasta produzione si rivela sempre più spesso un mezzo utile per comprendere alcune patologie croniche della società, colpita in quegli anni dal secondo conflitto mondiale e dalla crisi economica. Il quadro politico austriaco è in particolar modo oggetto delle aspre critiche dell’autore. Continua a leggere Note sull’opera di Thomas Bernhard

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)

Aligheri Dante, di Firenze: Premio Oscar per gli Effetti Speciali

Author di Italo Spada

I premi Oscar, come si sa, vennero assegnati per la prima volta nel 1929, quando i soci dell’Academy Award, «per elevare gli standard di produzione sotto l’aspetto educativo, culturale e scientifico», decisero di segnalare i film che, per vari motivi, si erano particolarmente distinti durante l’anno. All’inizio le statuette furono sei, ma, ben presto, divennero prima undici e poi venticinque. Tra queste, c’è anche quella assegnata per gli effetti speciali (visivi e sonori). In un’arte che vive di magia e che tende a stupire gli spettatori, questo premio è il riconoscimento ufficiale all’inventiva e alla fantasia dei cineasti. Continua a leggere Aligheri Dante, di Firenze: Premio Oscar per gli Effetti Speciali

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)

Lassù tra i ghiacci si ride. La letteratura umoristica scandinava e la ricerca della fuga in Arto Paasilinna

Author di Sebastiano Triulzi

Per lungo tempo è sembrato che la letteratura del nord d’Europa prediligesse solo temi foschi e spaventosi: la follia, la morte, il senso di colpa, il dolore, spesso inscritti all’interno d’un disegno etico e sociale. Sullo sfondo s’ergeva l’eccezionalità della natura pura, incontaminata, matrigna perché indifferente se non proprio ostile ai destini umani, eppure insieme luogo prediletto dello stato d’animo, territorio da esplorare come nella tradizione di Linneo, da indagare persino nelle sue eccezioni più minute, infinitesimali (con il necessario corollario della condizione di solitudine). Continua a leggere Lassù tra i ghiacci si ride. La letteratura umoristica scandinava e la ricerca della fuga in Arto Paasilinna

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

Il problema Croce

Author di Paolo D'Angelo

«Il problema, per noi gente debole, è di fortificarci. Il problema, per noi gente incerta, è di riuscire infine a mettere a punto le nostre persuasioni. Ma per il Croce, che è così forte, il problema è di ridiventare un po’ debole, e beneficiare in qualche modo di certi vantaggi indubbiamente connessi con la debolezza. Il problema, per Croce, è di ridiventare un problema, di stancarsi di essere soltanto una soluzione». Continua a leggere Il problema Croce

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

“Siciliani ultimi?” Risposta a Maria Panetta

Author di Giuseppe Traina

Cara Maria,
approfitto dell’ospitalità che mi offri per una breve postilla alla bella recensione che hai gentilmente (e generosamente) dedicato al mio Siciliani ultimi? sul numero 2 di «Diacritica».

C’è, innanzitutto, una duplice domanda che tu poni e alla quale non vorrei sfuggire. Scrivi: «Ci si chiede, allora, se la voluta ambiguità del titolo alluda agli ultimi tre grandi siciliani, legati alla tradizione letteraria isolana e uniti da legami di amicizia e dalla partecipazione a comuni progetti editoriali, oppure si riferisca proprio agli scrittori della contemporaneità, «ultimi» nel senso di “più recenti” ma non per questo privi di una rilevanza nel panorama siciliano, nazionale e internazionale. Di conseguenza, non ci si può esimere dal domandarsi anche se gli “ultimi siciliani” abbiano perduto, secondo il parere del critico loro conterraneo, le caratteristiche peculiari comuni a quella “linea siciliana” della tradizione letteraria nazionale». Continua a leggere “Siciliani ultimi?” Risposta a Maria Panetta

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

Scorci sull’esperienza intima col denaro. Tre casi emblematici: Baudelaire, Balzac, Joyce

Author di Sebastiano Triulzi

Premessa

Il progetto Scrittori e denaro si configura come una breve, parziale analisi della psicopatologia quotidiana del denaro colta attraverso la biografia di alcuni romanzieri e poeti entrati nel canone della nostra letteratura. La scelta degli scrittori è stata fatta partendo da profili che sembrano esemplificativi, là dove ogni storia, ogni esperienza raccontata diventa una sorta di parabola in grado di illuminare il carattere fantasmagorico del denaro. Baudelaire, Balzac, Joyce, Gadda, Pirandello e Svevo (questi sono i primi tasselli di un discorso ancora work in progress) rappresentano da questo punto di vista dei casi da antologia e le loro vicissitudini finanziarie possono essere lette o ascoltate come tanti capitoli mitopoietici della variegata galassia di tipologie esistenti: c’è lo “scroccone”, c’è il risparmiatore, ci sono dilapidatori e scialacquatori, ma anche il crapulone, il generoso, il tirchio, né manca il megalomane, e così via, fino a comprendere anche quanti non rientrano in nessuna vera categoria, nel senso che ancora non possediamo nel nostro vocabolario una definizione precisa. Continua a leggere Scorci sull’esperienza intima col denaro. Tre casi emblematici: Baudelaire, Balzac, Joyce

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

Intorno a “Gusto” di Giorgio Agamben (le “maschere” del pensiero)

Author di Stefano Mancini

Ancora oggi, nel tempo sincopato in cui ci accade di vivere, facciamo tutti esperienza di provare piacere di fronte a qualcuno o a qualcosa (una figura, un paesaggio, un volto, un corpo, uno scorcio ecc.), senza poter risalire agevolmente a saperne il perché; e, comunque, resta problematico risalire a un sapere che sa di godere: ci capita di godere senza sapere. Ma ci capita anche il contrario, cioè sappiamo, ma senza godere; il “sapere” sembra essere scisso dal “piacere”, e viceversa. Sembra instaurarsi un’eccedenza costitutiva dell’uno sull’altro. Kant parlerà nella Critica del giudizio dell’«enigma» del gusto tra sapere e piacere1. Già Platone scrive che l’essere umano vuole godere e, per essere felice, non si può prescindere dal piacere2. Dunque, chi gode è colui che sa? E colui che sa gode ed è felice? Oppure, vi è incolmabile scissione tra sapere e godere? E che tipologia di rapporto si instaura tra chi sa, chi gode, con la filosofia, la politica, la scienza, la linguistica, la psicoanalisi, l’economia? Continua a leggere Intorno a “Gusto” di Giorgio Agamben (le “maschere” del pensiero)

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

Lisbeth Salander e le sue sorelle. La trasformazione dei personaggi femminili nella letteratura poliziesca scritta da donne

Author di Sebastiano Triulzi

Una delle chiavi del successo dello scrittore svedese Stig Larsson si chiama Lisbeth Salander1. È lei il personaggio trainante della Millennium trilogy, il codice che attiva e decifra il messaggio dell’autore. Ci viene descritta come pallida e magra, minuta ma ferocemente determinata, con piercing e tatuaggi ad esemplificare il suo essere «un gatto randagio», un’orfana che ha subito il male da qualcuno molto vicino a lei. Secondo il tribunale minorile è una malata di mente, per i suoi insegnanti una disadattata sociale, agli occhi dei lettori, invece, un hacker geniale e una giovane donna vulnerabile quanto occasionalmente viziosa. Insomma, una vera eroina da letteratura popolare per la quale viene naturale fare il tifo. «È intelligente, sexy, e può innamorarsi profondamente. Come fa a non piacere?», riconosce Sharon Bolton, autrice di thriller esoterici (Sacrificio, Mondadori) nata e cresciuta nel Lancashire (1960). «C’è dentro tutto. Vendette, combattimenti spettacolari, l’eroe invincibile – a un certo punto, è ferita, pensano che sia morta, la sotterrano e lei esce dalla tomba! E in più ha questa sua genialità informatica di cui non capiamo niente ma che ci affascina. L’elemento di novità è che questo personaggio così flamboyant sia una donna», constata Dominique Manotti (Parigi, 1942), giallista francese che in patria definiscono l’anti-Vargas per lo spessore sociale delle sue trame (Il sentiero della speranza, Il corpo nero ecc., editi da Marco Tropea). Continua a leggere Lisbeth Salander e le sue sorelle. La trasformazione dei personaggi femminili nella letteratura poliziesca scritta da donne

(fasc. 4, 25 agosto 2015)