La Spagna s’interroga sul proprio futuro

Autore di Domenico Panetta

Se a un operatore politico, economico o sociale venisse richiesto un parere sull’attuale andamento del vivere individuale e collettivo nel mondo iberico, quasi certamente l’interlocutore fornirebbe risposte incerte, titubanti, forse anche contraddittorie. Alla radice di tali dubbi vi sono, intanto, un malessere diffuso e poi la constatazione che la società spagnola si presenta al giudizio esterno con una realtà politica tuttora meno definita di quella economica, almeno in apparenza tendenzialmente in crescita (qualcuno, infatti, dubita anche di certi dati diffusi su tale crescita e li considera dettati da una “strategia mediatica”). Continua a leggere La Spagna s’interroga sul proprio futuro

(fasc. 12, 25 dicembre 2016)

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Dopo l’ultimo terremoto: le politiche per la ripresa

Autore di Domenico Panetta

Il terremoto che recentemente ha sconvolto alcune zone dell’Italia centrale non ha solo provocato tutti i gravissimi danni noti all’opinione pubblica mondiale, seminando diffuso sconforto e giustificate apprensioni; ha anche messo in discussione gli equilibri raggiunti nei secoli precedenti nell’individuazione delle risorse e nella loro valorizzazione, nella distribuzione degli insediamenti urbani e, quindi, della popolazione, nelle scelte riguardanti le attività produttive e quelle sociali; ha bloccato avviati processi di sperimentazione agricola e zootecnica. Continua a leggere Dopo l’ultimo terremoto: le politiche per la ripresa

(fasc. 11, 25 ottobre 2016)

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Il coordinamento delle politiche sul turismo

Autore di Domenico Panetta

Vi sono paesi, e il nostro è da annoverare fra questi, che ricavano dal turismo risorse cospicue, anche se ˗ a ragione ˗ resta diffusa la convinzione che le potenzialità esistenti non siano, in Italia, pienamente sfruttate.

Pur assistendo al continuo incremento delle attività direttamente o indirettamente collegabili alla mobilità delle persone sul nostro territorio, infatti, restiamo spesso insoddisfatti dei risultati conseguiti e amareggiati per non aver ottenuto di più. Ma ovviamente non basta solo lamentarsi delle inefficienze riscontrate e occorre pensare ai possibili rimedi. Continua a leggere Il coordinamento delle politiche sul turismo

(fasc. 10, 25 agosto 2016)

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Bandiere blu per tutelare meglio il territorio e i viventi

Autore di Domenico Panetta

La Bandiera blu, che ogni anno premia i comuni più virtuosi, non ha mancato anche nell’ultima edizione di generare delle polemiche fra quanti hanno partecipato alla gara, specie se perdenti. Aggiudicarsi l’ambito vessillo, assegnato a quei comuni che sono riusciti a dimostrarsi eccellenti, è importante per i riflessi positivi che possono derivare dalla conquista della bandiera sul piano dell’immagine e dalla promozione turistica e del territorio e per una serie di altre ricadute positive che non possono sfuggire agli osservatori e a quanti si dimostrano attenti alle tematiche ambientalistiche e pomozionali. Continua a leggere Bandiere blu per tutelare meglio il territorio e i viventi

(fasc. 8, 25 giugno 2016)

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Immaginare il futuro possibile per governare al meglio i cambiamenti

Autore di Domenico Panetta

Non appare azzardato sostenere che i prossimi decenni porteranno cambiamenti epocali, che riguarderanno ogni aspetto del vivere sul nostro pianeta e incideranno sugli stili di vita. Queste previsioni diventano più ragionevoli se attentamente inquadrate nello scenario evolutivo complessivo in cui siamo inseriti.

I mutamenti seriamente ipotizzabili riguarderanno la distribuzione territoriale delle popolazioni, le tecniche produttive e l’utilizzazione delle ricchezze prodotte; le direzioni, l’intensità e il volume degli scambi; i modelli culturali e il dialogo interculturale, che assumeranno nuove espressioni e tenderanno a svilupparsi ulteriormente, nei vecchi e nei nuovi campi dell’agire umano. Continua a leggere Immaginare il futuro possibile per governare al meglio i cambiamenti

(fasc. 8, 25 aprile 2016)

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Introduzione. 25 febbraio 2016: due anniversarii

Autore di Maria Panetta

Con gioia e soddisfazione pubblichiamo, oggi, questo numero monografico di «Diacritica», che per noi riveste una particolare importanza per due diverse ragioni: in primo luogo, siamo orgogliosi che abbiano scelto questa sede editoriale – per celebrare i centocinquant’anni trascorsi dalla nascita (il 25 febbraio del 1866 a Pescasseroli, lo ricordiamo) di uno dei più rilevanti intellettuali del Novecento italiano e internazionale – alcuni tra i più stimati studiosi di Croce del momento, tra i quali molti hanno preso parte anche alla lodevole iniziativa del Lessico crociano, ideata e curata da Rosalia Peluso con la supervisione di Renata Viti Cavaliere e pubblicata, a partire dal 2013, dalla Scuola di Pitagora editrice sia in cartaceo sia in singoli e-book dedicati alle varie voci. Continua a leggere Introduzione. 25 febbraio 2016: due anniversarii

(fasc. 7, 25 febbraio 2016)

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Attualità di Croce

Autore di Domenico Panetta

Per quelli che, come me, hanno vissuto il periodo fra gli inizi degli anni Trenta e i caotici anni successivi all’ultimo conflitto mondiale, non è facile distinguere nettamente, fra i vari avvenimenti allora prodottisi nel mondo, quelli da considerare come appartenenti al passato che si allontanava e quelli al futuro che incominciava a dischiudersi.

Erano in corso cambiamenti epocali, dei quali non si riuscivano a cogliere le conseguenze finali e le incidenze culturali e strutturali, ma si subivano gli sconvolgimenti che erano capaci di produrre. Nasceva l’esigenza di governare al meglio i fenomeni. Continua a leggere Attualità di Croce

(fasc. 7, 25 febbraio 2016)

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La lingua italiana nel mondo

Autore di Domenico Panetta

Il cammino delle civiltà è caratterizzato dall’esigenza di disporre di strumenti costantemente aggiornati, capaci di favorire la crescita culturale e la circolazione delle idee, premesse essenziali di ogni genere di sviluppo.

Man mano che le esigenze comunicative degli esseri umani sono cresciute per l’emergere di bisogni nuovi, si sono ampliate e diversificate le forme linguistiche, e si è venuta evidenziando l’importanza culturale del relazionarsi con gli altri, ricavandone reciproci benefici.

Se si osserva, in particolare, il percorso storico della nostra lingua, si scopre quanto essa si sia andata evolvendo nel corso del tempo e gli apporti che ha ricavato dal fecondo contatto con altre civiltà. Dal greco e dal latino, imperanti in età antica, com’è noto, si è passati al volgare, ai diversificatissimi dialetti presenti nelle varie regioni del Paese e, certamente, utili a vivere nelle comunità minori, ma inadeguati alle grandi aree. Continua a leggere La lingua italiana nel mondo

(fasc. 6, 25 dicembre 2015)

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La mobilità planetaria della popolazione

Autore di Domenico Panetta

Vi sono periodi storici caratterizzati da un’accentuata mobilità delle popolazioni residenti sul nostro pianeta. Quello che stiamo attualmente attraversando appare come uno fra i più sconvolgenti.

I cinque continenti stanno subendo, anche se con diversificata intensità e per differenti cause, spostamenti massicci delle popolazioni dimoranti in alcune aree degli stessi, che determinano squilibri pesanti fra popoli e risorse disponibili, e lacerazioni profonde del tessuto sociale. Continua a leggere La mobilità planetaria della popolazione

(fasc. 5, 25 ottobre 2015)

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La giustizia distributiva come presupposto di pace

Autore di Domenico Panetta

Veniamo continuamente chiamati a cogliere sempre meglio il significato dei cambiamenti profondi che sono in corso, per assecondarli o contrastarli. Ad individuare e ad indicare sempre nuove frontiere all’operare dell’uomo sono spesso le conquiste tecnologiche e scientifiche che arricchiscono il patrimonio dell’umanità e ne moltiplicano le fonti di reddito e l’abilità di impadronirsi della ricchezza che può derivare dalla ricerca e dalle scoperte.

Gli strumenti informatici rendono planetarie le invenzioni e moltiplicano le possibilità. Il miracolo dei nostri giorni è, infatti, rappresentato dalla facilità del comunicare e dal desiderio diffuso su tutto il pianeta di partecipare alla moderna “ricerca dell’oro”, rappresentato dalle conoscenze continuamente crescenti. Il progresso nasconde, però, anche dei rischi che non vanno sottovalutati, non ultimi quelli delle nuove tirannie che possono albergare nell’uso improprio delle più avanzate espressioni del sapere.

Nei secoli scorsi, i conflitti scoppiavano soprattutto per il controllo del territorio, delle risorse strategiche, e per sete di potenza e di dominio dello scacchiere mondiale; oggi assistiamo spesso a lotte che sono sempre meno conflitti di religione, anche se vengono camuffate come tali. I conflitti in corso conservano molti aspetti tribali nella ferocia dei comportamenti e nelle inciviltà spesso presenti nei gruppi più aggressivi che si confrontano. Per emergere serve a volte un uso ricattatorio del potere disponibile e la capacità di ben individuare i punti di debolezza di quanti si vogliono colpire. Si palesa, però, presto l’inefficacia di fondo di queste strategie, che mancano di quel consenso che assicura la loro validità e giustifica la loro diffusione.

Non è semplice stabilire come affrontare organicamente le difficoltà che la società umana incontra, anche se di certo le soluzioni possono e devono passare innanzitutto per processi di acculturamento partecipato: percorsi non ancora ben individuati, ma nei quali il consenso deve essere ammantato di altruismo e di rispetto per gli altri.

L’acculturamento ai giorni nostri richiede un’attenzione crescente; un’alfabetizzazione anche intesa come conoscenza dei processi informatici e approccio scientifico al sapere, ma che non si fermi a questo. I sistemi educativi moderni, quindi, sono validi nella misura in cui sanno diffondere il sapere e dare significato di crescita a questi processi, sanno cogliere le istanze di universalità che provengono dalla società umana senza esclusioni e impoverimenti mirati a scopi di dominio e di dominazione.

L’uomo non sa sempre individuare le giuste risposte alle istanze di civiltà che provengono dal suo inconscio, ma soltanto impegnandosi in tali ricerche potrà trovare soluzioni che siano realmente democratiche e ulteriori stimoli al progresso. Alla società umana si offrono oggi occasioni irripetibili per la sconfitta delle povertà e la ripartizione equa della ricchezza che la natura (qualora non sfruttata irresponsabilmente e depauperata in modo miope) potrebbe ancora fornire per il soddisfacimento dei bisogni dei singoli e dei gruppi: saper cogliere questo momento è importante nella ricerca degli equilibri strategici e politici che l’uomo ritiene importanti per assicurare stabilità all’intero sistema.

Non basta disporre di ricchezza abbondante per vivere bene; occorre che tale ricchezza sia il frutto di un uso adeguato del bene comune, un uso che deve poter incontrare politiche più condivise, mirate al benessere di tutti. La ricerca del consenso è, infatti, importante anche perché rappresenta uno strumento di pace.

L’ammodernamento e il progresso, come è sempre accaduto, passano e devono passare per un acculturamento più avanzato: partendo da questo sarà più facile trovare nuove concordanze e definire sostenibili accordi per il futuro.

Una pace duratura presuppone la conquista di una giustizia distributiva ancorata alla valorizzazione delle potenzialità crescenti e mirata alla sconfitta delle vecchie e delle nuove povertà; richiede profonde revisioni nelle gerarchie dei valori e deve preparare l’uomo al nuovo nella cultura, nei comportamenti e nelle strutture socio-economiche e politiche.

Si tratta di traguardi non irraggiungibili, se si sapranno rimodellare strumenti obsoleti e creare le condizioni per politiche più avanzate e incisive. Immaginare il cambiamento aiuta a definirlo sempre meglio e incoraggia a realizzarlo. Un futuro possibile va prima ipotizzato, poi supportato con politiche interne ed internazionali sostenibili; va soprattutto indirizzato verso obiettivi moderni, credibili e capaci di suscitare diffuso consenso.
Delle politiche di pace convincenti seguono percorsi inquadrabili in tale progettualità.

(fasc. 4, 25 agosto 2015)

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