Il filosofo di Croce
Non vi è dubbio che Giambattista Vico sia stato il filosofo di Benedetto Croce, più di quanto lo siano stati – e questo è abbastanza ovvio – Herbart o Kant o Marx, pur importanti negli anni di formazione, ma anche – e questo può essere meno ovvio – di quanto lo sia stato Hegel. Anche di Hegel si può dire che Croce si sia occupato quasi tutta la vita. La monografia Ciò che è vivo e ciò che è morto nella filosofia di Hegel è del 1906, le Indagini su Hegel apparvero in volume nell’anno stesso della morte di Croce, il 1952. Ma, lasciando da parte, visto che si tratterebbe di una circostanza ancora relativamente estrinseca, che i lavori di Croce su Vico, la raccolta di materiali su di lui, la pubblicazione di edizioni critiche e di testi inediti si estendono su di un arco di tempo ancora più lungo (i primi scritti crociani di argomento vichiano risalgono al 1887, e la lettura della Scienza Nuova è di pochi anni successiva) e sono incomparabilmente più continui, numerosi e vari[1], due aspetti fondamentali concorrono nel rendere impossibile il mettere sullo stesso piano il rapporto di Croce con Hegel e quello con Vico. Due aspetti, uno per così dire relativo a Vico, l’altro a Croce. Il primo è rappresentato dal fatto che, mentre Hegel, quando Croce prese a occuparsene approfonditamente, era un filosofo che, pur non attraversando allora uno dei periodi di sua massima fortuna, pure era molto noto, molto studiato e spesso celebrato quale l’ultimo grande filosofo della modernità, Vico invece, agli inizi del Novecento era, sì, già stato scoperto e letto all’estero, ma rimaneva un autore poco noto e poco tradotto, e soprattutto un autore il cui significato per la filosofia era ancora largamente indeterminato. Sicché, mentre il lavoro di Croce su Hegel può esser considerato come un’interpretazione tra molte, quello su Vico apparve per molti decenni come il lavoro che aveva definitivamente immesso Vico nel circolo della storia della filosofia, e la monografia di Croce su Vico esercitò un effetto profondo sulla diffusione delle letture filosofiche di Vico nel mondo[2]. Continua a leggere Borgese, Croce e Vico
(fasc. 37, 25 febbraio 2021)
