Oltre che «notevole romanziere»[1], per Romano Luperini, Presidente del Comitato per l’Edizione Nazionale dell’opera omnia di Federigo Tozzi[2], lo scrittore senese è stato «soprattutto un grande novelliere»[3]. Ed è, infatti, proprio dalle ventuno novelle di Giovani (concepite fra il 1914[4] e il 1919[5], ed edite tutte in rivista e per la prima volta in volume da Treves nel 1920) che, com’è noto, nel 2018 ha preso avvio la meritoria intrapresa dell’Edizione Nazionale dei suoi scritti, per la capacità che in esse l’autore dimostra di saper coniugare in maniera equilibrata «rappresentazione visionaria e “descrizione realistica”»[6], rientrando di diritto, assieme a Verga e Pirandello, fra i migliori novellieri italiani nel periodo che va dall’Unità d’Italia al secondo conflitto mondiale. Continua a leggere Parallelismi e corrispondenze nella raccolta “Giovani”: brevi note su due novelle a confronto
(fasc. 36, 25 dicembre 2020)
