Parallelismi e corrispondenze nella raccolta “Giovani”: brevi note su due novelle a confronto

Author di Maria Panetta

Oltre che «notevole romanziere»[1], per Romano Luperini, Presidente del Comitato per l’Edizione Nazionale dell’opera omnia di Federigo Tozzi[2], lo scrittore senese è stato «soprattutto un grande novelliere»[3]. Ed è, infatti, proprio dalle ventuno novelle di Giovani (concepite fra il 1914[4] e il 1919[5], ed edite tutte in rivista e per la prima volta in volume da Treves nel 1920) che, com’è noto, nel 2018 ha preso avvio la meritoria intrapresa dell’Edizione Nazionale dei suoi scritti, per la capacità che in esse l’autore dimostra di saper coniugare in maniera equilibrata «rappresentazione visionaria e “descrizione realistica”»[6], rientrando di diritto, assieme a Verga e Pirandello, fra i migliori novellieri italiani nel periodo che va dall’Unità d’Italia al secondo conflitto mondiale. Continua a leggere Parallelismi e corrispondenze nella raccolta “Giovani”: brevi note su due novelle a confronto

(fasc. 36, 25 dicembre 2020)

Dall’introduzione alla “Principessa guerriera” di Marina Cvetaeva: “Fiabe, filigrane e un finale tragico”

Author di Marilena Rea

Nell’universo Cvetaeva[1] il poema Zar-fanciulla (Car’-devica), una fiaba in versi (poėma-skazka, recita il sottotitolo), occupa un posto cardinale. Perché venne composto nel 1920, anno di enormi privazioni, di miseria, freddo e lutto: tra memorie tracciate febbrilmente nei diari e nelle lettere, guerra civile, mercato nero, un marito al fronte e la morte della piccola figlia Irina. Perché è l’espressione più complessa di quello che Cvetaeva chiama la sua «linea russa»[2], cioè l’immaginario folclorico, epico e fiabesco («Voi sapete quanto io ami l’arte popolare (NB! Io stessa sono il popolo!)»)[3]. E soprattutto perché è sempre stato considerato da Cvetaeva la sua «cosa migliore»[4]. […] Continua a leggere Dall’introduzione alla “Principessa guerriera” di Marina Cvetaeva: “Fiabe, filigrane e un finale tragico”

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

Tre viaggiatori italiani in Turchia: una breve rassegna di letteratura odeporica

Author di Ebru Sarikaya

Ogni viaggio comincia con un vagheggiamento

e si conclude con un invece.

(Giorgio Manganelli)

 

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Figura 1: Montagu B. Dunn, Panorama di Istanbul, 1855[1]

Premessa

Le opere prodotte nell’ambito della letteratura di viaggio offrono un ampio ventaglio di spunti e riflessioni che consentono al lettore di penetrare quel mondo affascinante fatto di sguardi, profumi, voci, panorami ed emozioni, ognuno dei quali è portatore di una storia a sé: quella del singolo viaggiatore-scrittore. Ma qual è l’impulso principale che spinge l’uomo a viaggiare e anche a scrivere? Continua a leggere Tre viaggiatori italiani in Turchia: una breve rassegna di letteratura odeporica

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

Il punto fuori dalla pagina. Agiografia scientifica di Annetta, prima musa di Montale

Author di Giovanni Palmieri

O tu che sei tra i vivi
solo perché ti penso;
come se odor d’incenso
fosse il pino che fu;

ma con me vivi, vivi
tu pure un po’: tremando
l’attimo io vedo, quando
non ti penserò più

(Pascoli, A una morta)

Se davvero “Occorrono troppe vite per farne una”, allora si può dire che Montale abbia elaborato nel corso della propria opera una biografia multipla, selettiva e talvolta segreta. Anche Contini, del resto, ha sottolineato con precisione «au préalable l’aspect biographique» della «personnalité poétique» del poeta[1]. Continua a leggere Il punto fuori dalla pagina. Agiografia scientifica di Annetta, prima musa di Montale

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

«Entri pure il Tempo, entrino con lui la Memoria, la Morte»: Bufalino e la “Favola del Castello senza Tempo”

Author di Maria Panetta

Nell’ambito della vasta produzione bufaliniana, un testo più “marginale” e meno trattato di altri dalla critica è la Favola del Castello senza Tempo, della quale nello scorso settembre, in occasione delle celebrazioni per i cento anni dalla nascita dell’autore[1], è uscita una pregevole edizione, con illustrazioni di Lucia Scuderi, per l’editore Bompiani. Edizione di lusso, molto piacevole da maneggiare: con copertina rigida e sovraccoperta di un verde militare che fa comprendere subito al lettore che non si tratta di un semplice libro per bambini, ma di un testo rivolto a un pubblico di tutte le età[2]. Continua a leggere «Entri pure il Tempo, entrino con lui la Memoria, la Morte»: Bufalino e la “Favola del Castello senza Tempo”

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

Maria Marcone: biografia, opere e questione femminile

Author di Marianna Alvaro

Introduzione

Una recente indagine sulla manualistica scolastica[1], nell’ambito della letteratura italiana, dimostra come la presenza femminile sia spesso marginale. Poche le superstiti nei libri di testo, i cui brani antologizzati, gli stessi per decenni, vengono asportati dalle opere originarie e decontestualizzati. Questa pubblica esecuzione muliebre coesiste con l’ipertrofica quantità di pagine maschili. Continua a leggere Maria Marcone: biografia, opere e questione femminile

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

Il lato B della vita: Bombal e Bolaño dall’aldilà. A proposito di “Sotto il sudario” di María Luisa Bombal e “Il ritorno” di Roberto Bolaño

Author di Vittoria Martinetto

Una volta si sapeva (o si sospettava, forse) di avere in sé la morte come il frutto ha il nocciolo.
I bambini ne avevano una piccola in sé e gli adulti una grossa.
Le donne l’avevano nel grembo e gli uomini nel petto.
La si aveva, e questo dava a ciascuno una speciale dignità e un silenzioso orgoglio.

(Rainer Maria Rilke, I quaderni di Malte Laurids Brigge)

 

Quelli che hanno filosofato sull’oltretomba o sul perdurare della coscienza al di là della morte – se è questo che siamo, coscienza – non hanno tenuto in conto il pericolo o piuttosto l’orrore di ricordare tutto, anche quello che non sapevamo: di sapere tutto, quel che ci riguarda o in cui siamo stati al centro, o soltanto al margine.

(Javier Marías, Quand’ero mortale)

 

«Divenire e passare appartengono alla medesima curva»[1], afferma poeticamente Jung in Anima e morte. Sul rinascere. D’altronde, il pensare la morte in un costante rapporto dialogico con la vita anima il pensiero filosofico a partire dagli antichi greci: è parso da sempre impossibile, infatti, parlare della morte senza parlare al contempo della vita e soprattutto parlarne dal di fuori della vita. Cristallina, al riguardo, l’esposizione di Vladimir Jankélévitch, che, nel voluminoso La morte, analizza in ogni suo aspetto questo problema inassimilabile per la ragione umana, ovvero la possibilità di concepire la morte in se stessa: «Non potendo pensare la morte – scrive – sembra che ci restino due sole soluzioni: o pensare sulla morte, attorno alla morte, a proposito della morte; oppure pensare a qualcos’altro dalla morte, ad esempio alla vita»[2]. Continua a leggere Il lato B della vita: Bombal e Bolaño dall’aldilà. A proposito di “Sotto il sudario” di María Luisa Bombal e “Il ritorno” di Roberto Bolaño

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

Il cielo strappato di Montalbano

Author di Sergio Russo

«… Io, sia per mio conto, come credo, sia perché lei me l’ha dato, come crede lei, ho il mio carattere, il mio modo d’essere, la mia logica interiore, e questa logica mi chiede di suicidarmi…».
«Questo lo credi tu! Ma ti sbagli!».
«Vediamo, allora: perché mi sbaglio? Dov’è che sbaglio? Mi dica lei dov’è il mio sbaglio. Visto che la scienza più difficile è quella di conoscere se stessi, è facile che io mi stia sbagliando, e che il suicidio non sia la soluzione più logica di tutte le mie sventure: ma allora lei me lo dimostri. Perché, mio caro don Miguel, se è difficile conoscere se stessi, mi sembra altrettanto difficile che…».
«Che cosa?», gli chiesi.
Mi guardò con un sorriso enigmatico e sornione, e poi lentamente mi disse:
«Ebbene, mi sembra ancora più difficile che un romanziere o un autore di teatro possa conoscere davvero i personaggi che inventa o che crede di inventare…».
Queste uscite di Augusto cominciavano a inquietarmi, e a farmi perdere la pazienza.
«E insisto», aggiunse, «che anche ammettendo che lei mi abbia dato la vita, e una vita immaginaria, non può adesso, così, tanto per fare, perché, come dice, “a lei gli va”, impedirmi di suicidarmi […]»[1].

Non stupisca la lunga citazione che fa da incipit a questa riflessione sull’ultimo – hélas – romanzo di Camilleri che ha per protagonista Salvo Montalbano, Riccardino: l’epilogo, inaspettato eppur coerente, di una coerenza che però guarda fuori dal testo e riguarda la scrittura nella sua dimensione metaletteraria, fa aggallare alla nostra memoria, in maniera prepotente e suggestiva, la figura di Augusto Pérez, protagonista del romanzo unamuniano Niebla. Continua a leggere Il cielo strappato di Montalbano

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

“Davanti alla legge”: l’enigma di Kafka

Author di Danilo Falsoni

Kafka è forse, fra gli autori europei del ’900, il più vicino alla sensibilità dell’uomo contemporaneo, sgomento e preda dell’angoscia dinanzi al Nulla incombente, abbandonato in un cosmo privo ormai di senso, di appigli ideologici in grado di indicarne una lettura razionale e coerente e, quindi, rassicurante; un universo dove dimora ormai quell’«ospite inquietante» svelato definitivamente da Nietzsche[1], quell’infinito-nulla che, con atteggiamento intellettuale ed emotivo diverso, già Leopardi intuì agli inizi dell’Ottocento[2] e che poi Pascoli sentì come un’angosciante vertigine. Continua a leggere “Davanti alla legge”: l’enigma di Kafka

(fasc. 35, 11 novembre 2020)

Leopardi, Pavese e i passeggeri metafisici

Author di Gian Paolo Caprettini

Uno scrittore di nome Asterio e il decreto del tempo

C’è un’irrinunciabile vocazione mitologica nella letteratura. Non dobbiamo scegliere necessariamente testi che nel complesso suggeriscano la presenza di remoti archetipi o una qualche intenzionalità in tal senso, più o meno dichiarata. Non si tratta di prendere necessariamente Moby Dick o Pinocchio. Piuttosto è nelle digressioni, negli sguardi rallentati, nelle fasi descrittive, negli squarci di memoria, nelle introspezioni che si annida, anzi si evidenzia, il tenore mitico. Continua a leggere Leopardi, Pavese e i passeggeri metafisici

(fasc. 35, 11 novembre 2020)