Dal primo romanzo alla serie di Montalbano: ipotesi sulle scelte lessicali di Andrea Camilleri

Author di Maria Panetta

Come ha opportunamente rilevato Luigi Matt[1] in un recente, lungo e documentato studio sulla lingua e sullo stile della narrativa camilleriana, i suoi testi sono stati spesso oggetto di «giudizi affrettati e letture impressionistiche»[2].

Matt individua tre istanze fondamentali nella narrativa dello scrittore siciliano: l’appartenenza alla «narrativa popolare»[3], dovuta all’aspirazione dell’autore a presentarsi come moderno «cantastorie»[4] di vicende accessibili a tutti, e la tendenza alla proliferazione di episodi minori; la promozione di una forma di «divertimento intelligente»[5] spesso sbilanciata verso la comicità[6], ma non aliena dall’includere anche altre componenti, fra le quali soprattutto quella tragica o grottesca[7]; infine, la presenza del gioco linguistico e l’adesione alle istanze dell’espressivismo, ovvero lo «sfruttamento intensivo di risorse (in particolare lessicali) estranee alla lingua comune, motivato dalla ricerca di un allontanamento dalla medietà»[8]. Continua a leggere Dal primo romanzo alla serie di Montalbano: ipotesi sulle scelte lessicali di Andrea Camilleri

(fasc. 34, 25 agosto 2020)

Camilleri e Mucci: incontro fra due poeti. Una testimonianza

Author di Alberto Alberti

«Mi è difficile parlare di Velso Mucci perché con lui non ho avuto una frequentazione d’amicizia, tuttavia in lui riconoscevo l’uomo di cultura, lo scrittore corale dell’Uomo di Torino, il poeta e traduttore. Lo conobbi molti, molti anni fa, nell’immediato dopoguerra…». Con queste parole Andrea Camilleri iniziava una breve testimonianza richiesta nel 2005 dalla redazione della rivista storica di Bra, la città di Mucci, insieme ad altre inedite per un numero commemorativo in onore dell’autore dell’Uomo di Torino. Continua a leggere Camilleri e Mucci: incontro fra due poeti. Una testimonianza

(fasc. 34, 25 agosto 2020)

«Io non so scrivere queste cose come le sai scrivere tu»: le narrazioni documentarie di Andrea Camilleri e Leonardo Sciascia

Author di Michele Maiolani

Leonardo Sciascia e la sua opera sono stati un cruciale punto di riferimento lungo tutta l’attività di scrittore di Andrea Camilleri, come risulta già da una rapida rassegna dei vari generi frequentati da quest’ultimo: dalla scelta del romanzo storico[1] all’adozione della “gabbia” narrativa del giallo[2], fino alle raccolte di detti del Gioco della mosca (debitrici di Occhio di capra e Kermesse), sono moltissimi i libri di Camilleri che interagiscono con la memoria delle opere di Sciascia. Questi viene poi ripetutamente citato o chiamato in causa da Camilleri in moltissime pagine, da quelle sulla vita di Pirandello della Biografia del figlio cambiato[3] a quelle di Inseguendo un’ombra dedicate alla figura sfuggente (e pirandelliana) dell’umanista Flavio Mitridate – il genere della biografia è certamente un altro in cui il legame tra i due narratori si manifesta in modo esplicito. Va infine ricordato che, nonostante le incertezze di Sciascia nei confronti del “vigatese” o “camillerese”[4], è stato proprio grazie al suo interessamento e alla sua mediazione con Elvira Sellerio che la carriera di scrittore di Camilleri ha avuto una svolta decisiva. Continua a leggere «Io non so scrivere queste cose come le sai scrivere tu»: le narrazioni documentarie di Andrea Camilleri e Leonardo Sciascia

(fasc. 34, 25 agosto 2020)

Porto Empedocle-Girgenti-Racalmuto: il triangolo delle storie

Author di Giovanni Capecchi

«Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d’olivi saraceni affacciata agli orli d’un altipiano d’argille azzurre sul mare africano»[1]: questa frase, che un anziano Luigi Pirandello scrisse nelle Informazioni sul mio involontario soggiorno sulla terra, è giustamente famosa e molto citata non solo perché fa riferimento alla nascita come caduta, ma anche perché, per caratterizzare il luogo della propria venuta al mondo, propone alcune immagini che si collegano ad un preciso frammento di terra: la campagna nei pressi di Agrigento, denominata Kaos, che si affaccia sul Mediterraneo, rivolta verso sud. Le stesse caratteristiche, che connotano quel frammento di terra, le ritroviamo nei libri di altri due scrittori, pirandelliani per ragioni geografiche prima ancora che per motivazioni poetiche: Leonardo Sciascia e Andrea Camilleri. Continua a leggere Porto Empedocle-Girgenti-Racalmuto: il triangolo delle storie

(fasc. 34, 25 agosto 2020)

Tra satira e magarìe: fiabe, favole, racconti fantastici e apologhi morali nella narrativa breve di Andrea Camilleri

Author di Simona Demontis

Premessa

La narrativa breve occupa uno spazio non indifferente nel complesso delle opere di Andrea Camilleri e molta parte di questa produzione è organizzata in raccolte ordinate e coerenti, come i racconti con Montalbano e le Storie di Vigàta, ambientate nel primo Novecento. Altri suoi libri riuniscono interventi sparsi di vario argomento, usciti su quotidiani e riviste; ad essi si aggiungono i volumi miscellanei e i testi d’occasione. Tra questa eterogeneità di temi, l’interesse per il genere favolistico si concretizza nel 2000 con le sarcastiche favole sul Cavaliere, pubblicate su «MicroMega», un periodico orientato politicamente verso una sinistra “eretica”, svincolata dal partitismo, con cui l’autore collaborerà fino alla fine[1]. Altri brevi testi di natura fiabesca si affacciano episodicamente: talvolta sono spunti rielaborati a più riprese, talaltra sono accompagnati dalla musica; sono sempre moralità, apologhi sui generis, in cui l’elemento del meraviglioso maschera la viva e forte esigenza di richiamare la società civile all’assunzione di responsabilità, a intervenire fattivamente nel contesto pubblico. Si intende quindi valorizzare questo ambito dell’attività camilleriana, sottolineando come esso non sia mai ludicamente fine a sé stesso, ma prenda sempre le mosse da una volontà di impegno politico, da motivazioni di carattere etico e solidale, dall’auspicio di una società giusta. Continua a leggere Tra satira e magarìe: fiabe, favole, racconti fantastici e apologhi morali nella narrativa breve di Andrea Camilleri

(fasc. 34, 25 agosto 2020)

Camilleri e la scrittura prima della voga mediatica: sul “letterario” in “La mossa del cavallo”

Author di Antonio R. Daniele

Tutte le questioni connesse al possesso linguistico del ragioniere Giovanni Bovara, il genovese tornato dopo molti anni in Sicilia per lavoro, sono più che note[1]. Sono, almeno, note quelle che emergono patentemente dal testo camilleriano. E proprio perché esse stesse non sono poche e sono abbastanza dichiarate, sarà il caso di deflettere l’obiettivo, senza trascurarne il peso. Ma al tempo stesso senza indugiare troppo su un fattore che, nella sua limpida evidenza, ha finito con l’adombrarne altri[2] di una profondità marcatamente letteraria i quali, invece, meritano di essere condotti sul proscenio dell’analisi critica. Continua a leggere Camilleri e la scrittura prima della voga mediatica: sul “letterario” in “La mossa del cavallo”

(fasc. 34, 25 agosto 2020)

Proposte per un bilancio dell’opera di Andrea Camilleri

Author di Giuseppe Traina

È sufficiente la morte di uno scrittore, ossia la fine certa della sua attività scrittoria, per ipotizzare un bilancio della sua opera? Nel caso di Andrea Camilleri la risposta è negativa, per due motivi: per la vastità della sua produzione, che andrebbe conosciuta nella sua totalità perché il bilancio possa poggiare su basi davvero solide; e perché l’autore ha voluto “prolungare” la durata della sua vita editoriale oltre la sua vita naturale con la decisione di rinviare a un anno dalla morte l’uscita del romanzo Riccardino[1], preannunciato come congedo dal (o, piuttosto, del) suo personaggio più famoso, il commissario Salvo Montalbano. Continua a leggere Proposte per un bilancio dell’opera di Andrea Camilleri

(fasc. 34, 25 agosto 2020)

Montalbano estremo e ultimo. Il congedo di Camilleri

Author di Mauro Novelli

Che cosa si riprometteva, Andrea Camilleri, sigillando la serie delle avventure del commissario Montalbano con Riccardino? Terminato il romanzo, uscito nei giorni scorsi a un anno dalla scomparsa dello scrittore, viene spontaneo chiederselo. Per rispondere occorre però uscire dal terreno dell’aneddotica, e non accontentarsi della boutade che riconduce la scelta di una pubblicazione postuma a motivi scaramantici: al desiderio cioè di non fare la fine degli amici Manuel Vázquez Montalbán e Jean-Claude Izzo, morti senza essere riusciti a liberarsi degli eroi delle loro storie[1]. Continua a leggere Montalbano estremo e ultimo. Il congedo di Camilleri

(fasc. 34, 25 agosto 2020)

Le donne e la Resistenza. “L’Agnese va a morire” di Renata Viganò fra autobiografismo e rielaborazione letteraria

Author di Ahmed Soliman

La donna nella letteratura resistenziale

La Resistenza del popolo italiano contro il fascismo cominciò, com’è noto, verso la fine del 1943 e durò per quasi due anni. Gli storici individuano nella data dell’8 settembre del ’43, data dell’Armistizio, l’inizio ufficiale della Resistenza; essa non fu solo, però, una vicenda politica, ma lasciò anche tracce importanti nella letteratura: Continua a leggere Le donne e la Resistenza. “L’Agnese va a morire” di Renata Viganò fra autobiografismo e rielaborazione letteraria

(fasc. 33, 25 giugno 2020)

Autonarrazione e storicizzazione in Croce

Author di Salvatore Cingari

Per gentile concessione dell’editore Mimesis, che si ringrazia, pubblichiamo i primi due paragrafi del Capitolo 1 Introduzione all’ultimo volume su Croce di Salvatore Cingari, dal titolo Dietro l’autonarrazione. Benedetto Croce fra stato liberale e stato democratico (Milano-Udine 2019). Continua a leggere Autonarrazione e storicizzazione in Croce

(fasc. 33, 25 giugno 2020)