Premessa
La narrativa breve occupa uno spazio non indifferente nel complesso delle opere di Andrea Camilleri e molta parte di questa produzione è organizzata in raccolte ordinate e coerenti, come i racconti con Montalbano e le Storie di Vigàta, ambientate nel primo Novecento. Altri suoi libri riuniscono interventi sparsi di vario argomento, usciti su quotidiani e riviste; ad essi si aggiungono i volumi miscellanei e i testi d’occasione. Tra questa eterogeneità di temi, l’interesse per il genere favolistico si concretizza nel 2000 con le sarcastiche favole sul Cavaliere, pubblicate su «MicroMega», un periodico orientato politicamente verso una sinistra “eretica”, svincolata dal partitismo, con cui l’autore collaborerà fino alla fine. Altri brevi testi di natura fiabesca si affacciano episodicamente: talvolta sono spunti rielaborati a più riprese, talaltra sono accompagnati dalla musica; sono sempre moralità, apologhi sui generis, in cui l’elemento del meraviglioso maschera la viva e forte esigenza di richiamare la società civile all’assunzione di responsabilità, a intervenire fattivamente nel contesto pubblico. Si intende quindi valorizzare questo ambito dell’attività camilleriana, sottolineando come esso non sia mai ludicamente fine a sé stesso, ma prenda sempre le mosse da una volontà di impegno politico, da motivazioni di carattere etico e solidale, dall’auspicio di una società giusta. Continua a leggere Tra satira e magarìe: fiabe, favole, racconti fantastici e apologhi morali nella narrativa breve di Andrea Camilleri
(fasc. 34, 25 agosto 2020)