Ho conosciuto Paolo Bonetti solo qualche anno fa, proprio in queste aule di Università[1], ma ovviamente ne frequentavo gli scritti da quando si è accesa la mia passione di studio per Benedetto Croce e la sua opera.
In questa occasione accennerò a un aspetto diverso del Bonetti studioso, che non riguarda solo Croce, ma si tratta comunque di un argomento che mi sta molto a cuore, specie come appassionata e docente di storia dell’editoria: ovvero, la “funzione Gobetti”, se così posso definirla. Il ruolo, cioè, che ebbe il giovane torinese nel collegare idealmente e servire da tramite fra il mondo fiorentino della «Voce» di Papini e Prezzolini, con tutto il suo retaggio culturale di idealismo militante, e quello, a lui successivo, dell’ambiente intellettuale sorto intorno alla Casa Einaudi nel 1933. Continua a leggere Il liberalismo gobettiano negli scritti di Paolo Bonetti
(fasc. 31, 25 febbraio 2020)