Il liberalismo gobettiano negli scritti di Paolo Bonetti

Author di Maria Panetta

Ho conosciuto Paolo Bonetti solo qualche anno fa, proprio in queste aule di Università[1], ma ovviamente ne frequentavo gli scritti da quando si è accesa la mia passione di studio per Benedetto Croce e la sua opera.

In questa occasione accennerò a un aspetto diverso del Bonetti studioso, che non riguarda solo Croce, ma si tratta comunque di un argomento che mi sta molto a cuore, specie come appassionata e docente di storia dell’editoria: ovvero, la “funzione Gobetti”, se così posso definirla. Il ruolo, cioè, che ebbe il giovane torinese nel collegare idealmente e servire da tramite fra il mondo fiorentino della «Voce» di Papini e Prezzolini, con tutto il suo retaggio culturale di idealismo militante, e quello, a lui successivo, dell’ambiente intellettuale sorto intorno alla Casa Einaudi nel 1933. Continua a leggere Il liberalismo gobettiano negli scritti di Paolo Bonetti

(fasc. 31, 25 febbraio 2020)

Le critiche paretiane al «socialismo borghese» nell’era antiliberale del Finanzcapitalismo. Riflessioni a partire da V. Pareto, “Introduction” a Karl Marx, “Le Capital”

Author di Claudio Tuozzolo

Intervenendo in un dibattito su Croce e il marxismo che si svolse a Napoli nell’ottobre del 2001, Paolo Bonetti volle ribadire con grande chiarezza una tesi che argomentò a partire da una rilettura della Prefazione alla terza edizione di Materialismo storico ed economia marxistica scritta da Croce nel 1917[1]. Difendendo il liberalismo crociano dalle accuse nate dalle polemiche contro le note affermazioni che si leggono in tale Prefazione riguardo alle «alcinesche seduzioni della Dea Giustizia e della Dea umanità»[2], osservò che la «forza, intesa come concretezza di ogni vera ed efficace azione storico-politica, è stata, a mio parere, la lezione maggiore che Croce ha ricavato da Marx»[3]. Molte sono, dunque, le lezioni che Croce ha ricavato da Marx e, in particolare, su quelle che riguardano l’economia capitalistica ho cercato, da poco più di un decennio, di richiamare l’attenzione degli studiosi[4]. Ma quella che Bonetti riteneva essenziale era la lezione della forza «intesa come concretezza»: solo quest’ultima, infatti, costituisce, a suo avviso, l’essenza ultima del vero liberalismo che, come ci ha insegnato Benedetto Croce, non può che essere «radicato in una concezione realistica dei processi storici»[5]. Continua a leggere Le critiche paretiane al «socialismo borghese» nell’era antiliberale del Finanzcapitalismo. Riflessioni a partire da V. Pareto, “Introduction” a Karl Marx, “Le Capital”

(fasc. 31, 25 febbraio 2020)

L’equivoco dell’anti-liberismo di Croce

Author di Salvatore Cingari

Per gentile concessione dell’editore, pubblico qui il terzo paragrafo dell’undicesimo capitolo del mio recente libro Dietro l’autonarrazione. Benedetto Croce fra stato liberale e stato democratico (Mimesis, 2019). In una nota è citato il caro Paolo Bonetti, studioso di Croce, di Pareto e del «Mondo» di Pannunzio, oltre che della relazione fra liberismo e liberalismo. Si vedrà che nella nota lo chiamo a conforto della mia tesi secondo cui, a differenza della convinzione più diffusa, Croce sarebbe stato schierato a favore del liberismo e non contro. Paolo, però, sposava questa tesi contento di coniugare il proprio maestro ideale al liberismo, mentre per me la stessa è stata utile per avallare una dissonanza di Croce con la cultura democratico-repubblicana, al fine di ripensare la sua influenza sul pensiero antifascista, riprendendo l’interpretazione gramsciana. Paolo non sarebbe stato d’accordo e ne avremmo discusso animatamente, se avesse potuto leggere queste pagine, come abbiamo fatto altre volte, fin da quando, alla svolta del millennio, prese a cuore i miei studi e mi incoraggiò a portarli avanti, supportandomi spiritualmente negli anni del precariato. Continua a leggere L’equivoco dell’anti-liberismo di Croce

(fasc. 31, 25 febbraio 2020)

Dialogando con Paolo Bonetti su etica e bioetica

Author di Pio Colonnello

Nelle fondamentali questioni che la bioetica pone – dall’eutanasia alla fecondazione artificiale, dall’ingegneria genetica ai problemi di bioetica ecologica, dall’accanimento terapeutico ai recenti dibattiti sullo statuto dell’embrione umano e sulla procreazione assistita – si coglie facilmente, ha sostenuto ripetutamente Bonetti, un problema dal duplice volto: o esse risultano «condizionate» dalle particolari «metafisiche morali» di individui e comunità o motivate dall’ineludibile esigenza di arrivare, «per reciproca persuasione o per via contrattuale, a soluzioni legislative che siano per tutti le meno penalizzanti possibili, le più rispettose del pluralismo morale di una società libera»[1]. Continua a leggere Dialogando con Paolo Bonetti su etica e bioetica

(fasc. 31, 25 febbraio 2020)

L’ambigua potenza della vita in Paolo Bonetti

Author di Renata Viti Cavaliere

Nel gennaio dello scorso anno è scomparso Paolo Bonetti. La morte dello studioso e per molti di noi dell’amico di lunga data muove gli affetti e la ragione; ci suggerisce di ricordare i momenti vissuti e induce a riflettere su questioni filosofiche tante volte affrontate insieme in conversazioni private, in incontri di lavoro, convegni e conferenze d’occasione. Di Paolo ho sempre apprezzato l’intelligenza vivace, l’ironia, la saggezza tipica dell’antico filosofo, pur senza l’ostentata indifferenza per le cose del mondo; in lui ho ammirato la modernità delle idee, la liberalità di pensiero, l’anticonformismo, l’amabilità del discorso che rendeva piacevolissima la sua compagnia quando il discorso andava sui più vari argomenti, e in particolar modo ho amato la sua capacità di scrittura, sempre limpida, sobria, profonda, priva di termini gergali e di vuoti grovigli di concetti. Continua a leggere L’ambigua potenza della vita in Paolo Bonetti

(fasc. 31, 25 febbraio 2020)

Serena Venditto e uno spazio enigmatico

Author di Franco Zangrilli

Dovetti convincermi che il potere misterioso era in me veramente, e che rapidamente si sviluppava. Seguì un periodo, di due anni almeno, in cui il miracolo usciva da ogni mia azione e nasceva interno a me con una facilità e una fecondità veramente sorprendenti.

(M. Bontempelli, Scandalo alle corse)

Io credo che tutti i libri raccontano l’autore. Anche i libri più obiettivi, di sfondo storico, raccontano la vicenda di un uomo che è l’uomo che scrive, l’autore, in un determinato momento storico, in un determinato momento contesto sociale.

(V. Consolo, intervista pubblicata su «Malgrado tutto» nel febbraio 2002)

Nata nel 1980 a Napoli, dove lavora al Museo Archeologico Nazionale, Serena Venditto esordisce con il romanzo Le intolleranze elementari, pubblicato presso la casa editrice partenopea Homo Scrivens nel 2012. Questa casa editrice ha dato luce ai suoi seguenti romanzi: Aria di neve nel 2014, C’è una casa nel bosco nel 2015, e Al sassofono blu. Un nuovo caso per Mycroft, il gatto detective nel 2016. Continua a leggere Serena Venditto e uno spazio enigmatico

(fasc. 29, 25 ottobre 2019)

“Storia di una malattia”. Per una ricerca futura su Amelia Rosselli

Author di Sebastiano Triulzi

Storia di una malattia venne pubblicato sul numero 56 di «Nuovi Argomenti» nel dicembre del 1977 e rappresenta il caso unico di una malattia psichica gravissima analizzata, sviscerata, guardata per un attimo a distanza prima di riperdercisi nuovamente dentro, da chi ne è afflitto. Ma in realtà Storia di un malattia è la storia della nostra malattia, cioè della formazione dell’angoscia come prodotto della Storia del Novecento, e della sue violenze e delle sue insopportabili ingiustizie. Tutto il trauma linguistico che percorre l’opera poetica di Amelia Rosselli e il suo inevitabile sfociare in una catastrofe al di fuori della pagina scritta ha trovato all’improvviso un pertugio da cui osservare, attraverso un abisso personale, l’abisso di un tempo intero. Il breve scritto ha come data di fine composizione «16 settembre 1977», e un asterisco sul titolo che riporta a una significativa nota a piè di pagina: «Pubblichiamo volentieri questo testo di Amelia Rosselli a testimonianza di un’insolita esperienza esistenziale», con immediata derubricazione a mero fatto personale, da intendere anzi, pudicamente, come strano o singolare, e che suona forse in termini di disagio, di presa di distanza di chi poi scelse di includerlo in quel numero di «Nuovi Argomenti» (sicuramente rende bene l’idea di come fosse considerata tabù la sua malattia). Continua a leggere “Storia di una malattia”. Per una ricerca futura su Amelia Rosselli

(fasc. 29, 25 ottobre 2019)

Incontro con Carlo Bordini (Roma, 10 settembre 2017)

Author di Sebastiano Triulzi

Come al solito, Carlo Bordini ci accoglie letteralmente raggiante: «Ciao belli!» (Carlo pone le amicizie e i rapporti tra gli uomini tra le grazie e i doni immeritati dell’esistenza). Ci fa strada in una piccola casa tra lo studente, il cospiratore, l’accampato, il proletariato di un tempo (prima che venga rovinata dal sogno di integrazione piccolo borghese). Disordinata e senza vezzi. La prima volta che Giuseppe Garrera mi parlò di questa casa e dell’idea di una lunga intervista sulla sua poesia, mi disse espressamente: «Non ci sono civetterie: è insopportabile per quanto è vera». Immaginarsi un arredamento finto povero/bohemien, o trasandato con ricercatezza o per studio d’apparenza significa finire fuori strada: la misura è quella di quotidiane mancanze, dettate dal caso o per felice equidistanza, orfanità o spoliazioni, per modestia o usura domestica, ma soprattutto, ci diciamo ogni volta che andiamo a trovarlo, per la serenissima, felicissima, inevitabile e oscena disperazione dei giorni. Continua a leggere Incontro con Carlo Bordini (Roma, 10 settembre 2017)

(fasc. 29, 25 ottobre 2019)

Wu Ming e il “New Italian Epic”

Author di Marta Fieramonti

Rotta di collisione: New Italian Epic

L’espressione New Italian Epic venne coniata e utilizzata per la prima volta da Wu Ming nel marzo 2008 durante la presentazione di un workshop sulla letteratura italiana tenutosi alla McGill University di Montréal e durante il quale Wu Ming 1 tentò di fornire una propria panoramica dei fermenti che intravedeva nell’ambito delle lettere italiane[1]. Continua a leggere Wu Ming e il “New Italian Epic”

(fasc. 28, 25 agosto 2019)

Max Gobbo e la riscrittura di un mito americano

Author di Franco Zangrilli

Uno scrittore o è famoso per davvero, oppure deve lottare giorno dopo giorno, pagina dopo pagina, per rimanere a galla. Se è vero che la gente dimentica presto, i lettori dimenticano nella metà del tempo.

(M. Gobbo)

Nell’immaginario degli scrittori contemporanei il mito dell’America assume significati e caratteri disparati. Esso comincia a essere coltivato all’inizio del Novecento; al riguardo sono esemplari, ad esempio, le Novelle per un anno di Pirandello. Alcune di esse sono ambientate a New York e rappresentano eventi tragici esperiti da adulti e da fanciulli (ad es., Una sfida, Il chiodo); tante altre trattano aspetti diversi dell’emigrazione, come mostra L’altro figlio, in cui si rappresenta il dramma di una vecchia madre che non riesce ad avere notizie dal figlio emigrato in America in cerca di fortuna. Continua a leggere Max Gobbo e la riscrittura di un mito americano

(fasc. 28, 25 agosto 2019)