Le riviste di cultura in Italia: problemi e prospettive

Author di Pietro Zambrin

Le riviste di cultura nel Novecento italiano sono state determinanti per lo sviluppo non solo, appunto, culturale, ma anche storico del nostro paese[1]. Portando avanti il proprio discorso genuinamente culturale – ma agganciato, per “accidenti” storici, a fatti sociali e politici –, esse costruirono i binari su cui indirizzare l’evoluzione futura. Furono espressione di gruppi, più o meno compatti, di intellettuali dediti ad agire sulla realtà in cui vivevano, «specchio della propria epoca»[2], luogo di costruzione di un pensiero comune. Continua a leggere Le riviste di cultura in Italia: problemi e prospettive

(fasc. 39, 31 luglio 2021)

Adelphi e i libri unici: analisi del catalogo

Author di Sara D'Aversa

Breve storia di Casa Adelphi

È la primavera del 1961 quando Luciano Foà torna a Milano dopo dieci anni trascorsi a Torino come segretario generale della casa editrice Einaudi. Non è solo la recente malattia della moglie a spingerlo a tornare nella propria città: pensa di fondarvi una propria casa editrice[1].

Nato a Milano nel 1915, Foà inizia a lavorare nell’editoria molto giovane, nel ’33, per l’Agenzia letteraria internazionale fondata dal padre nel 1898. Prima agenzia in Italia a trattare i diritti di autori stranieri, l’Ali traduce romanzi esteri, rivendendoli ai quotidiani per la realizzazione di feuilletons. Continua a leggere Adelphi e i libri unici: analisi del catalogo

(fasc. 39, 31 luglio 2021)

La censura libraria nella Repubblica Popolare Cinese. Da Mao Zedong a Xi Jinping

Author di Chiara Jannella

Nel mondo contemporaneo ogni cultura, ogni letteratura e ogni arte appartiene a una classe determinata e si rifà a una ben definita linea politica. L’arte per l’arte, l’arte al di sopra delle classi, l’arte che si sviluppa fuori della politica e indipendentemente da essa, nella realtà non esiste. La letteratura e l’arte proletarie sono parte di tutta l’azione rivoluzionaria del proletariato o, come ha detto Lenin, sono “una rotella e una vitina” del meccanismo generale della rivoluzione.

(Interventi alle conversazioni sulle questioni della letteratura e dell’arte a Yenan, maggio 1942, in Opere scelte di Mao Tse-tung, vol. III)[1].

Il ruolo della propaganda nell’ideologia comunista[2] è stato in primo luogo enfatizzato da Lenin, il quale sosteneva che fosse compito specifico e fondamentale del partito generare consapevolezza nel proletariato e che l’educazione all’ideologia tra i membri del partito fosse essenziale. Dopo l’instaurazione del governo comunista, il termine sīxiǎng gǎizào (思想改造, ‘riforma del pensiero’) fu usato proprio per descrivere il compito di forgiare la consapevolezza del popolo nella convinzione che il pensiero determini l’azione, e che dunque, se il pensiero delle persone fosse stato “correggibile”, allora sarebbe stato possibile “correggere” anche le loro azioni. In questo senso, il Partito Comunista Cinese, al potere dal 1949, promosse numerose campagne di riforma del pensiero, culminate negli anni Sessanta nella Rivoluzione Culturale. Questa ideologia della propaganda, esasperata in quegli anni, ma che mai ha abbandonato i vertici del PCC, non doveva servire unicamente a generare lealtà al Partito, ma voleva anche dare forma ad atteggiamenti personali e abitudini quotidiane, così da creare individui che avrebbero abbandonato i propri desideri personali per lavorare al servizio della causa comune: costruire una nuova società sotto la guida del PCC. L’obbiettivo di sviluppare un funzionante sistema di propaganda era strettamente connesso con l’idea che atteggiamenti e pensieri rivoluzionari fossero la necessaria base di partenza per il cambiamento politico, sociale, economico e culturale, e oggi il discorso potrebbe essere sovrapponibile. Per la Cina del XXI secolo, sempre più protagonista nel mercato e nella politica internazionale, sembrano essere ancora fondamentali l’omogeneità ideologica e il controllo di molti aspetti della vita dei cittadini. In questo contesto, lo stretto controllo di ogni contenuto pubblicato, sostenuto da un capillare sistema di censura, gioca un ruolo fondamentale. Continua a leggere La censura libraria nella Repubblica Popolare Cinese. Da Mao Zedong a Xi Jinping

(fasc. 39, 31 luglio 2021)

Il “Publishing” americano e l’editoria italiana

Author di Marika Lauria

La storia del Publishing americano

Il panorama editoriale americano è una realtà eterogenea[1], composta da case editrici di ogni genere e dimensione, ma anche estremamente polarizzata; infatti, quelli che potrebbero essere definiti i protagonisti del settore sono solo cinque: Hachette Book Group, HarperCollins, Macmillan Publishers, Penguin Random House Group e Simon & Schuster[2]. Continua a leggere Il “Publishing” americano e l’editoria italiana

(fasc. 39, 31 luglio 2021)

Piccola indagine sul cuore del lettore

Author di Giulio Armeni

«Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce […]»[1].

Il fatto che chiunque, dallo studioso di filosofia al fantomatico “uomo della strada”, possa bene o male cogliere il senso di questo aforisma pascaliano la dice lunga su quanto “il cuore” come luogo privilegiato dell’interiorità sia una metafora radicata da tempo immemore nella nostra tradizione culturale. Continua a leggere Piccola indagine sul cuore del lettore

(fasc. 39, 25 giugno 2021)

Intervista a Marco Federici Solari e Lorenzo Flabbi – L’orma Editore

Author di Irene Moro

Lorenzo Flabbi e Marco Federici Solari fondano a Roma la casa editrice L’orma editore nel 2012, distinguendosi subito nella realtà editoriale indipendente italiana. Nel 2020 aprono una seconda sede a Parigi, con il nome di Éditions L’orma.

Questa intervista nasce dal loro incontro con gli studenti del corso di Laurea magistrale in “Editoria e scrittura” dell’Università La Sapienza di Roma, nell’ambito del corso annuale di Mediazione editoriale e cultura letteraria, con lo scopo di approfondire la struttura e il progetto culturale di una casa editrice indipendente di successo. Continua a leggere Intervista a Marco Federici Solari e Lorenzo Flabbi – L’orma Editore

(fasc. 39, 31 luglio 2021)

Due collane a confronto: «Lo Specchio» Mondadori e la «Collezione di Poesia» di Einaudi (Prima parte)

Author di Ilaria Alleva

Di padre in figlio: le politiche della Mondadori e i suoi protagonisti

Arnoldo Mondadori, nato nel 1889, a soli diciassette anni ha già fatto diversi lavori, alcuni molto umili, e finisce per offrirsi di lavorare in una tipografia di Ostiglia lasciata andare quasi in rovina dal padrone originario[1]. A costo di duro lavoro e molte difficoltà economiche, Mondadori riesce pian piano ad affermarsi individualmente all’interno dell’azienda. L’esperienza segnerà per tutta la sua vita la sua concezione di lavoro, autocratica e verticistica, con accenni di paternalismo verso autori e maestranze, definiti parte di una grande famiglia. La Sociale, nome della tipografia, con un piccolo aiuto economico passa definitivamente ad Arnoldo, che ne fa da subito un’azienda a conduzione familiare: la sorella Dina viene impiegata per la vendita libraria e il fratello Remo per l’officina. Continua a leggere Due collane a confronto: «Lo Specchio» Mondadori e la «Collezione di Poesia» di Einaudi (Prima parte)

(fasc. 38, 28 maggio 2021)

La censura libraria nella Repubblica Popolare Cinese. Cenni storici sulla censura libraria tra Oriente e Occidente

Author di Chiara Jannella

Introduzione

Il lavoro di ricerca dal quale è estratto il seguente articolo propone un’analisi della storia e dello sviluppo della censura libraria nella Repubblica Popolare Cinese, allo scopo di comprendere quanto il fenomeno sia radicato nella storia del paese e come siano cambiate le modalità censorie nel corso del Novecento e dall’arrivo di Internet ai giorni nostri. Anche a fronte dei turbolenti sviluppi degli ultimissimi anni, vedremo come il regime autoritario cinese, sotto l’ormai presidente a vita Xi Jinping, stia stringendo sempre di più il controllo sulla popolazione, negando i diritti di espressione e di stampa[1]. Continua a leggere La censura libraria nella Repubblica Popolare Cinese. Cenni storici sulla censura libraria tra Oriente e Occidente

(fasc. 38, 28 maggio 2021)

L’Unione Europea per un futuro in “Open Access”

Author di Loredana Apostol

Premessa

Ormai da molti anni, il concetto e la filosofia Open Access sono divenuti un tema ricorrente nell’ambito dell’editoria accademica e oggi hanno assunto un ruolo centrale nel dibattito sul futuro della comunicazione scientifica internazionale[1]. Nonostante derivi da un fenomeno nato in campo informatico, l’Open Access ha trovato terreno fertile in quello della ricerca scientifica, la quale sente la necessità di diffondere liberamente i propri contenuti tra ricercatori, al fine di rendere la comunicazione scientifica più inclusiva. Continua a leggere L’Unione Europea per un futuro in “Open Access”

(fasc. 38, 28 maggio 2021)