La seguente intervista fa parte del contributo dal titolo: Editoria scolastica digitale. I manuali di storia letteraria di Loescher e Zanichelli a confronto
Com’è cambiato, con l’avvento del digitale, il lavoro di ideazione, stesura e realizzazione dei libri di testo rispetto alla produzione di manuali cartacei “tradizionali”?
Corrado Bologna: Il cambiamento, a mio parere, non è sostanziale; e comunque non concerne in alcun modo l’ideazione e la stesura dei testi, che continuano a corrispondere ad alcune esigenze ineludibili di storicizzazione e di argomentazione, su cui l’avvento del digitale non ha potere. Ne ha, piuttosto, sul grado di concentrazione e di approfondimento mentale dei problemi per chi è disabituato ormai a leggere, e quindi a seguire le idee di chi ha scritto il testo, appropriandosene mediante una loro riorganizzazione originale. Parlano chiaro le specifiche statistiche prodotte dall’ISTAT intorno al rapporto fra la progressiva diffusione di smartphones e strumenti affini e l’altrettanto progressiva diminuzione della lettura, su qualsiasi tipo di supporto, sia cartaceo sia informatico, ma soprattutto la progressiva diminuzione delle capacità di interpretare testi complessi. Nessun sistema “digitale” insegna a compiere questo decisivo passo di maturazione, che è il fondamento della cultura. Al contrario, la “digitalizzazione” crescente, per numerose ragioni ben documentate, sta producendo un’altrettanto graduale perdita della forza di analisi critica e di ermeneutica testuale: e la cosa incomincia, finalmente, a preoccupare psicologi e sociologi, quindi anche insegnanti e responsabili della formazione pubblica in molti stati. Continua a leggere Intervista a Corrado Bologna e Paola Rocchi sul manuale Loescher “Rosa fresca aulentissima”
(fasc. 26, 25 aprile 2019)